sabato 1 luglio 2017

IL SENSO DELLA VITA: L’AMORE. INCONTRO DEL PRINCIPE CON LA SUA BIANCANEVE…



UNA PRIMITIVA SPERANZA                    
Arriverà, domani.
Ci condurrà, per mano e a grandi passi, 
oltre i luoghi e i ricordi,
ripetuti in circolo dall’Alfa e dall’Omega
a ricalco oscillante del percorso cieco di un senso,
che senza quell’Oltre, senza il prosieguo 
dello spazio e del tempo,
non c’è.
Le lancette si sono fermate.
E’ passata davvero l’ora
o tutto questo è parte di un destino remoto,
simile al semplice svolgersi di una reiterata turnazione?
Avremmo bisogno di certezze, di un minuto extra,
sessanta secondi che proseguano verso i minuti terzi.
Gli anni, si sa, bussano alla porta.  
Prima discretamente, ma poi sempre più velocemente.
Ti ho vista ispanica, bruna e bellissima, 
i grandi occhi luminosi
di stella sorgente, una grazia felina e silenziosa,
mentre indossavi una lunga giacca rossa
e scarpe dal tacco alto e sottile.
Ero rimasto seduto nei miei sogni
a fissare fuori dal finestrino
lo scorrere dei paesaggi invernali
e i filari d’oro di un tardo mattino.
Avrei voluto conoscere il tuo nome,
il nome dei tuoi occhi che risplendono
al centro di un giardino che all’improvviso
fiorisce: un’azalea rosso fuoco
che s’innalza fiammeggiante
quando il sole è già alto e il cielo s’accende d’azzurro.
Come gabbiano privo di proiezione d’ombra
volteggio sul mare, mi inerpico lungo scale schiumose
di acqua salata, onde ricurve, dita ad artiglio,
un coltello conficcato nella corteccia, nel petto,
le ali amputate di albero.
Non sapevo di una nuova nascita, di una nuova terra,
di una nuova ricorrenza da affiancare alla prima.
Non sapevo di una strada che si apre luminosa e improvvisa
come porta di cielo.
Nell’aria vivida e scintillante, prima di dirmi il tuo nome,
hai trattenuto semplicemente il respiro,
il volto trasfigurato dai colori del sole,
oppure ti chiedevi che incontro è questo,
che magia, che ricorrenza,  che data è questa
che dà significato a quella della nascita?
Osservavi gli anni spargersi sul pavimento
e fuori dalla finestra ciò che restava del mondo. 
Una primitiva speranza. 
Domani, arriverà.
(Musica di sottofondo.
Vasco Rossi: “Senso”)
THE MEANING OF LIFE: LOVE.
THE PRINCE'S ENCOUNTER WITH HIS SNOW WHITE...

A PRIMITIVE HOPE
Will arrive tomorrow.
We will lead you by the hand and striding, besides the sights and memories,
Alpha and Omega Club repeated in
Tracing route to swinging blind to sense,
that without that Addition, without the continuation of space and time, there is.
The hands have stopped.
It's been really looking forward
or all this is part of a remote destiny
similar to the simple unfolding of a repeated shifts?
We would need extra certainty, one minute, sixty seconds that will continue towards the third minutes.
The years, you know, knock on the door.  
First, but then faster and faster.
I saw Hispanic, brunette and beautiful, large bright eyes
the source star, a feline grace and silent,
While you were wearing a long red jacket
and high-heeled shoes and thin.
I was sitting in my dreams
staring out the window
the passing of winter landscapes
and the rows of gold of a late morning.
I wanted to know your name,
the name of your eyes that shine
in the middle of a garden that suddenly
Flowers: an azalea firered
rising flaming
When the Sun is already high and the sky blue lights.
As Seagull devoid of shadow projection
vaulting over the sea, foamy inerpico me salt water waves along curved stairs, claw toes,
a knife sticking in the cortex, in the chest,
wings amputated.
I didn't know of a new birth, a new Earth,
a new recurrence to complement the first.
I didn't know of a way that opens bright and sudden
as heaven's Gate.
In vivid and sparkling air, before you tell me your name,
you held your breath, just the face transfigured by the colors of the Sun,
or you were wondering I meet is this, that magic, that occurrence, what date is this
that gives meaning to the birth?
You observed the years spreading on the floor
and out the window what was left of the world. 
A primitive hope. 
Tomorrow will come.
(Background music.
Vasco Rossi: "Way")
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