domenica 4 giugno 2017

L’ATTESA SILENTE



Prima ancora di quell’attimo
in cui il mondo si sarebbe fatto di pietra,
ti saresti veduto seduto logoro e stanchissimo,
una vecchia figura scolpita con martello e scalpello
sotto l’enorme volta celeste.
Avresti assunto e licenziato gli anni,
sovrinteso alla semina e al raccolto delle ore e dei giorni,
vanamente passati a fumare sigarette sottobanco durante le riunioni di condominio
lamentandoti del governo e dei prezzi alle stelle
nonostante le manipolazioni e i falsi degli istituti di statistica.
Perché sei il figlio maschio di una generazione defunta,
una generazione di scimmie pigra, lamentosa e contestatrice,
una generazione stupidamente autolesiva che scioccamente contestava se stessa,
una generazione incapace di affrontare la vera ragione per cui si trovasse lì,                                                                                                                                       
nell’Inferno Embrionale, nel cuore del Male Perfetto,
passivamente sottomessa a quella usurpazione visibile nel sistema di organizzazione sociale dell’a e del per,  istitutivo dell’assassinio, del  brigantaggio e del ladrocinio,
da essa puntualmente votati per l’esaltazione del più laido dei jet-set;
e sorridevi estatico quando la quiete ti attraversava come una piena di luna calante.
Pensavi ai nuovi anni, alle nuove speranze da caricare come merce avariata
sui binari morti e spedire in cimiteri sperduti. Pensavi ai percorsi censiti, a tutte le richieste inevase, alle mete mai raggiunte, a un traguardo fatto di vuoto e di nulla
che avrebbe spazzato via tutto ciò che c’era stato prima come non fosse mai stato.   
Finché ti saresti fermato davanti allo splendore di una giovinezza
il cui giardino restava per te sempre fiorito: dozzine di tulipani rosa
non sarebbero mai state una novità se più in là vi nascevano gli arbusti di madreperla.
Ma era da Natale (o da Pasqua?) che non andavi a trovarli in quel bel posto,
dove i bambini giocano in cortile e i cani e i gatti sonnecchiamo insieme nell’ombra,
mentre la fioritura ha già raggiunto il suo culmine
aggiungendo sfumature rigogliose e delicate alle tinte dell’azzurro e dell’oro.
Quando ci siamo svegliati, fuggendo dal sogno,
perfino al buio potevi scorgere le visioni spaventose del tuo ennesimo incubo.
Ombre dappertutto, anfratti e rughe sulla pelle e sui muri
vorticosamente contratti e dilatati, oscillanti dall’Alfa all’Omega.
Ma adesso, che l’unica via di scampo è proseguire nell’Oltre,
lo vedi quel lembo di terra laggiù? Bè, è la tua terra.
Lo vedi quel cielo lassù? E’ tuo, è il tuo nuovo cielo.
E il mare e l’aria e la luce abbagliante.
Adesso. Adesso che nella Cancellazione per tutti incombente,
se sceglierai la Vita dovrai recarti al mercato
per rifornire la tua dispensa di ulteriore cielo, mare e terre inesplorate.
Adesso,
che credendo di possedere tutti i troni del mondo
accumulando vane ricchezze e insapienza,
giunto al traguardo non avrai neppure dove sederti a riflettere,
dove fermarti per scegliere, perché non possiederai neppure te stesso, neppure una luce,
un barlume dell’anima, una minima parvenza dell’intendimento,
ma soltanto una lapide bianca con ogni voce spuntata, ogni data, ogni mattone posato.
E, scegliendo di vivere anziché restare bocconi o sdraiato in te stesso
nascosto strisciante tra le rughe e gli anfratti,
ti toccherà di scavare con unghie e con denti per uscire all’aperto
aspettando, silente, in quell’Oltre, nel Prosieguo dello Spazio e del Tempo,
il clamore del tuo primo passo.
 

 (Musica di sottofondo.
Risveglio di Primavera)
 WAITING FOR DUMBLEDORE
Even before that moment
When the world would be made of stone,
you'd seen sitting worn and tired,
an old carved figure with hammer and chisel under the huge vault of heaven.
Would you have hired and fired the years,
oversaw the planting and harvesting of hours and days,
vainly switched to smoking cigarettes under the counter at meetings of condominium
lamenting Government and skyrocketing prices despite the manipulations and false statistical institutions. Because you are the son of a deceased generation, a generation lazy, whiny and opposition,
a generation stupidly autolesiva who foolishly denied herself,
a generation unable to deal with the real reason why he was there, in hell, in the heart of evil perfect, passively submitted to the social organization of the system to usurpation visible and to, establishing the assassination, of banditry and thief, it promptly voted for the exaltation of the most ugly of jet-set;
and you smiled ecstatic when the quiet you crossed as a full moon.
Did you think at new years, at new hope to upload as damaged goods on stabling ship lost cemeteries. You thought locations surveyed, all inquiries unanswered, unprecedented attractions, an accomplishment made by vacuum and anything that had swept away all that had been before as it had never been.   
Until you'd pulled up to the brightness of a youth whose Garden was left for you always in Bloom: dozens of pink tulips would never have been a novelty if later there arose the shrubs.
But it was by Christmas (or Easter?) that are not going to find them in that beautiful place, where children play in the yard and sonnecchiamo cats and dogs together in the shadows,
While the bloom has already reached its climax by adding nuances and delicate shades of blue and gold. reached the finish line you won't even where to sit and think, where you have to choose, why not stop not even yourself, not even a light, a glimpse of the soul, a small semblance of understanding, but only a white plaque with each entry checked, every date, every brick laid.
And, choosing to live rather than remain hidden in yourself or lying mouthfuls creeping between wrinkles and crevices, you'll have to dig with nails and teeth to go outside waiting, Dumbledore, in that in addition, in the course of time and space,
the clamor of your first step.

(Musica di sottofondo.
Risveglio di Primavera)
 

 
(Sergio Valli: “AZZURRO PROFONDO – Poesie del mare e del cielo –“ “A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Regno dei Cieli. Stato Costituzionale Unitario della Vita umana/Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per azioni umane/Stato dell’Universo sulla Terra. Centro biologico operativo,   Sede provvisoria operativa del Principe Regnante e del Corpo delle Principesse Valchirie della Regina Madre Iddio, La Suprema Entità Divina, La Madre Che Vive, spose del Principe dell’Universo, il Regnante.  Città del Sole, Città dell’Universo sulla Terra, il Mondo della Nuova Terra.  G.U e Vetrina: Blog di Sergio Valli https://vallisergio.blogspot.com
Centro biologico operativo. Blog di Sergio Valli https://vallisergio.blogspot.com 
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N.B.La Collezione delle Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa, già Esposizione Storica di Opere non reperibili in commercio, di cui Sergio Valli quale fondatore della Cultura dell’Universo, la Cultura umana sulla Terra, è l’unico Ideatore, Divulgatore e Reggitore dell’omonima Scuola Sapienziale, risulta di recente entrata a far parte del Settore delle Pubblicazioni insolite e rare, disponibili esclusivamente per i Collezionisti di Opere d’Arte e per Studi universitari di ricerca superiore avanzata)     

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