martedì 16 maggio 2017

LA REITERATA STAGIONE



Profumo dell'estate, rinnovato colore,
te sogno, cornice incorniciata, ricordo,
ho ritrovato nelle memorie della sabbia
e dell'aria salmastra
la tua immagine rigenerata.

Dal respiro profondo del mare
il volo dei gabbiani
si levava a guardarmi.

Risalivo le pendici dei passi cancellati,
i sentieri della nuova stagione,
le ragioni di cristallo, i sussurri di primavera, le risa di filigrana,
i tuoi occhi luminosi tra le stelle.

Passo dopo passo
ho ripercorso i colori
dei nostri giorni.
Li ho raccolti nei miei occhi,
li ho respirati col profumo delle alghe,
li ho filtrati nel mio sangue.

Nel deserto della spiaggia contemplavo
la mia solitudine,
e tu mi eri accanto.

Profumo dell'estate, rinnovato colore,
te sogno, cornice incorniciata, ricordo,
il mio percorso di sabbia
si reincarnava in te. Ti seguivo striando di bianco
gli argenti degli arenili,
ovattando i silenzi delle acque in quiete,
carezzando la curva dei fianchi dell'onda.

Respiravo il profumo del tuo corpo.
I tuoi capelli disciolti disegnavano sulla nuca
i filamenti della seta.

Avrei voluto sfiorarli con carezze di betulla,
avrei voluto scorrere le mie mani
sulle radici del tuo giardino.

Le tue gambe di fanciulla
riempivano i miei occhi.
Il tuo ventre di donna nascondeva l'ebrezza
dell'aurora.

Ascoltavo sulla pelle il respiro dei tuoi seni.
Con bocca di fuoco premevo il mio volto
sul velluto delle tue gambe, risalivo l'onda
delle cosce di pergamena, bevevo il nettare del tuo ventre.

Le tue labbra erano miele,
i tuoi seni coppe di vino inebriante,
le tue gambe decorsi di luna, le tue cosce brillio
delle marine, il tuo ventre l'estasi
di acque profonde.

Godevo della tua bocca di ciliegia,
degli orizzonti mutevoli dei tuoi sguardi.
Il tuo giardino fioriva aiuole di aprile
nella pienezza della verde stagione.

Ma il mio tempo
ha poi ridisegnato di vuoto
la mia solitudine.

Tu non c'eri più. La tua voce era lontana.
Ma nella reiterata stagione la tua mano
era rimasta nella mia, la sentivo vivere nella mia pelle,
pulsava con il mio cuore,
a lungo; quando tu più non c'eri,
quando la tua voce era già lontana,
la tua mano era la mia mano.
REPEATED INSTANCES OF SEASON

Scent of summer, refurbished color,
you dream, framed, frame memory,
I found myself in the memories of the sand
and the salty air
your image regenerated.

From the deep breath of the sea
the flight of seagulls
was looking at me.

I went up the slopes of the deleted passages,
the paths of the new season,
the reasons for Crystal, the whispers of spring, the laughter of watermark,
your bright eyes among the stars.

Step by step
I rode the colors
of our days.
I picked them in my eyes,
I breathed with the scent of seaweed,
have them filtered in my blood.

In the desert of the beach I contemplated
my loneliness,
and you were next.

Scent of summer, refurbished color,
you dream, framed, frame memory,
my path of sand
You reincarnava you. I followed you streaking in white
silverware of beaches,
ovattando the silences of water at rest,
caressing the curve of your hips.

I breathed the scent of your body.
Your hair dissolved drew on the nape
silk filaments.

I wanted to touch them with birch caresses,
I wanted to slide my hands
on the roots of your garden.

Your legs of young girl
they filled my eyes.
Your woman's belly was hiding the thrill
the aurora.

I listened to the skin the breath of your breasts.
With fiery mouth pulled my face
on the Velvet of your legs, I went up the wave
thighs of parchment, I drank the nectar of your belly.

Your lips were honey,
your breasts intoxicating wine cups,
your legs have passed, your thighs glitter
of marine, your belly bliss
deep water species.

Graden of thy mouth of cherry,
changing horizons of your looks.
Your garden blossomed parterres of April
in the fullness of the Green season.

But my time
He then redesigned by vacuum
my loneliness.

You weren't there anymore. Your voice was away.
But in the repeated season your hand
She had been in mine, I could hear her live in my skin,
throbbed my heart,
for a long time; When you weren't there,
When your voice was already far away,
your hand was my hand.


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