giovedì 2 marzo 2017

SOLO PER IL WEEKEND




                  
In una Milano psichedelicamente inesistente, Aldo Broggi è un poco capace copywriter – e qui siamo perfettamente nella norma – continuamente umiliato dal capo dell'azienda pubblicitaria per cui lavora.
In preda a una profonda crisi intellettuale discendente dalla propria affezione analfabetista cerebrale e per fortuna sua e di tutti incapace di portare a termine il libro che ha sempre sognato di scrivere, finisce per farsi licenziare con l'obbligo legale di assumere psicofarmaci dagli effetti allucinogeni.
Dopo un periodo indefinito di abbrutimento, la moglie Diana, stanca degli effetti narcotizzanti delle medicine assunte dal marito, decide di lasciarlo solo  con lo strano universo in cui vive: secondo i Tolomeo della critica bassa primate “un ovattato limbo diviso tra pin-up che popolano l'armadietto del bagno e pillole colorate che scandiscono il lento scorrere delle ore diurne”.
Ma ecco che a rifondere spirito e vita immaginaria al declino del primate sperimentale dotato di parola
e copywriter protagonista del film,  sarà il suo incontro inaspettato con un vecchio compagno di scuola, Ferruccio, il quale lo trascina in un vortice esilarante di riti esoterici, truffe, prostituzione e omicidi.
In un  indimenticabile weekend, tutto nel giro di quarantotto ore .
Reiterazione ossessiva dell'intramontabile, supercopiato e stracopiato  Paura e Delirio a Las Vegas, con esordio alla regia di Gianfranco Gaioni - alias Director Kobayashi - muove sul registro suggestivo di una regia delirante più del consentito dall’idiozia compulsiva demenziale che affligge regista, attori e addetti ai lavori, nella loro ricerca del paradosso e del grottesco.
“Il ritmo altalenante è scandito da uno stile di ripresa pop, con l'ingresso d'immagini in sovrimpressione e ambientazioni eccentriche (per gamma cromatica) che proiettano in un clima fumettistico di surreale visionarietà”: tanto si legge nelle recensioni scolastiche  dei Tomeo.
Con alle spalle una carriera negli effetti visivi, Kobayashi appare in grado d'integrare effetti speciali nel contesto urbano dell'hinterland milanese, da buon primate più o meno altrettanto milanese  risultando sempre volutamente strampalato e autoreferenziale.
Con sguardo confuso, il regista si dimostra in grado di liberarsi dei propri istinti di copia conforme campione,  più che di ironizzare, con l’intento assai poco nascosto di copiare le suggestioni del cinema americano in un film che è la caricatura della frenesia del capoluogo lombardo, senza che la passione economica per la copiatura e la reiterazione capitalistica comprometta la naturale assenza di contenuti e  l’ immediatezza espressiva.
Il talento degli interpreti aiuta più della scrittura, a volte poco chiara, a dare un senso di continuità all'ibridazione dei generi, passando dalla commedia leggera al grottesco con una certa facilità nonostante il plot risulti a tratti sconclusionato. Matilde Gioli, al suo secondo ruolo di spicco dopo “IL CAPITALE UMANO”, conferma un certo istintivo talento grazie alla propria immediata e sensuale presenza scenica e a una mimica personale che non può non risultare affascinante per lo spettatore.
Affiancata da un cast di attori poco conosciuti e di conseguenza di tutto rispetto, fa da spalla a un Alessandro Roja paranoide ed a uno Stefano Fresi adeguata scheggia impazzita il cui personaggio vive di espedienti al centro di equivoci e reiterati disastri. 
Ne risulta un'opera prima per i primati (qui le scimmie non c’entrano perché per primati si intendono i traguardi) purtroppo molto molto troppo lontana dalla schifezza del film Usa (e getta)
dei Vuoti a perdere pocanzi recensito dal Cinema secondo la Cultura dell’Universo,   perché schifezza poco spontanea, un po' sogno americano -  ma non sogno americano ultima versione tipo “50 Sbavature di nero”, e sicuramente  un po' anzi molto frenesia italiota o meglio italaidiota che Kobayashi mixa italioditamente,  e a volte straidiotamente  realizzando un film che va oltre lo stereotipo dell'ipersensibilità contemporanea – per mostrare con uno sguardo benevolo al paradosso, uno spaccato di vita disastrata ma non per forza di cose compromessa, in quanto assolutamente inesistente e pertanto, visto il pubblico di scimmie sperimentali che parlano al quale è diretta, perfettamente credibile.
Film, al momento perdente rispetto al 50 SFUMATURE DI NERO il quale, insuperabile e lontanissimo, sfreccia al primo posto delle schifezze cinematograficamente espresse dallo Status primate usurpatio del Male perfetto, IL MONDO DEGLI ABORTI DI VITA E DEI RIFIUTI UMANI, l’immondo spirito della Morte del cervello.  
(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cibenatografiche –“   A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Regno dei Cieli. Stato Costituzionale Unitario della Vita umana/Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per azioni umane/Stato dell’Universo sulla Terra. Centro biologico operativo,   Sede provvisoria operativa del Principe Regnante e del Corpo delle Principesse Valchirie della Regina Madre Iddio, La Suprema Entità Divina, La Madre Che Vive, spose del Principe dell’Universo, il Regnante.  Città del Sole, Città dell’Universo sulla Terra, il Mondo della Nuova Terra.  G.U e Vetrina: Blog di Sergio Valli https://vallisergio.blogspot.com
Centro biologico operativo. Blog di Sergio Valli https://vallisergio.blogspot.com 
Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo.            
Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it 
E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte.
N.B. La Collezione delle Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa, già Esposizione Storica di Opere non reperibili in commercio, di cui Sergio Valli quale fondatore della Cultura dell’Universo, la Cultura umana sulla Terra, è l’unico Ideatore, Divulgatore e Reggitore dell’omonima Scuola Sapienziale, risulta di recente entrata a far parte del Settore delle Pubblicazioni insolite e rare, disponibili esclusivamente per i Collezionisti di Opere d’Arte e per Studi universitari di ricerca superiore avanzata).






Nessun commento:

Posta un commento