martedì 1 novembre 2016

ABJECTION SPECIALE FESTA DI OGNISSANTI. 1 NOVEMBRE – 38.5.36/12.4/1



 
 
 ABJECTION 
Speciale Festa di Ognissanti
1 Novembre – 38.5.36/12.4/1
“E finalmente la pioggia arrivò. Così i telegiornali, i meteorologi, i giornalisti finalmente sono contenti!  E mettiamoci anche un pizzico di  terremoto...così tanto per parlare. Poi Berlusca condannato (finalmente). Parolisi condannato  ( brutto pezzo di m...). Sono tutti contenti e hanno di che intontirci di chiacchiere. Sono stata a leggere tutta la serata e metà mattinata!  Hai disquisito su tutto: sport, monezza varia, politica, altra monnezza, Universalesimo. E qui si! che mi sei piaciuto. Finalmente ho visto uno spiraglio di LUCE. Questa volta mi siete veramente PIACIUTI!  Persino Adele, a parte i suoi soliti sproloqui, è stata più simpatica del solito. Siete stati un fiume in piena, e  mi chiedo e mi richiedo come c... fate ad essere al corrente di tutto;  persino dei fatti di cronaca di tutti i generi.   Ma qui parliamo delle Poesie…BELLISSIME è a dir poco..... sei fantastico, siete fantastici! Ogni tanto mi devo ripassare la LEZIONE per cercare di capire tutto... Buona serata, buona cena e buona notte. Mi sento ubriaca...Vi bacio”    
 E’ arrivata la pioggia? Ne ho vista ben poca. Di maltempo folate di vento e nessuna notizia sull’uragano previsto in arrivo da alcuni giorni qui a Roma. Meglio così. La cosa preoccupante è che, siccome ormai non ci crediamo più, è il momento giusto affinché la profezia si avveri e qualche tempesta ci arrivi davvero addosso prima o poi, come l’uragano Sandy che tra la fuga generale sta arrivando a N.Y. Speriamo bene...
Grazie per i complimenti riguardo agli Universalesism News, per cui ti anticipo che Adele ha preparato un  articolo molto, ma molto suggestivo per la festa di Ognissanti, che poi più che un articolo è come sempre un racconto integrale,  trattandosi di scrittura totale, cioè di narrativa, saggistica e poesia integrate in un unica scrittura. 
Se non ci sentiamo prima della tarda notte, Buona Nocchia e sogni d’oro...  
Un momento! Un piccolo seguito perché mi ero dimenticato di  dirti che Adele, come d’altra parte anche io, non parteggia per un ladro rispetto a un altro ladro o per un assassino rispetto ad un altro assassino, per cui non siamo affatto felici per la condanna politica provocatoria – che difatti dopo l’annuncio del ritiro dalla politica negativa invertita attiva, provocherà sicuramente il suo rientro (in politica negativa invertita attiva) inteso a sistemare a suo dire “l’istituto della Giustizia ovviamente anch’essa alla rovescia” - inflitta a Berlusconi o a quella rifilata senza alcuna prova a Parolisi per accontentare un’opinione pubblica manipolata dai media e schierata contro di lui, da un giudice probabilmente più incapace che irresponsabile, il che è tutto dire. L’immondezza, bella mia,  è immondezza, e non ce n’è una sana o bella o onesta rispetto a un’altra. Amen. O punto,  se preferisci.
A domani, e ancora sogni d’oro da parte mia e, da parte di Adele, una sequela di colorite parolacce che non sto qui a elencarti per non rovinarti la Buona Notte, ma anche per mancanza di tempo data la lunghezza della sequela...
“Non intendevo dire che ero felice per le condanne : parlavo di pappa per i giornali, per le radio e tv, per i vari cosiddetti giornalisti e  sfaccendati ..... (parlo degli opinionisti che rifuggo come la peste!). L'immondizia o monnezza che dir si voglia, ormai ci ricopre e quasi non respiriamo. Non vedo l'ora di leggere ciò che Adele mi riserva…”
Oggi Adele sembra più tranquilla “passata la tempesta”. Ma quel “finalmente” sul caso Berlusconi e il “pezzo di...” tra parentesi su un Parolisi  fedifrago, che secondo Adele sarebbe andato benissimo se l’imputazione fosse stata quella di adulterio, non le sono andati giù...perché troppo somiglianti anzi conformi al parere della gente indottrinata dai media. E, per le buone news, Adele sarebbe felicissima se potesse luminosamente parlare dell’Universo e non “dei sui oscuri dintorni” o sottodintorni per essere precisi.
Il prossimo articolo è sulla Festa dei Santi. “Sarà uno spasso”, preannuncia Adele: “Ma di sicuro sarà l’esatto contrario di ciò che la gente stando a testa in giù sottoterra, si aspetta”. “Come sempre”, soggiunge. Pertanto, nonostante l’arrivo del freddo (oggi la temperatura è notevolmente calata) O.K. e a  più tardi.
In silenzio, senza parlare, pronto con la valigia in mano da lanciare dal finestrino durante il lungo viaggio.
Eccolo il viaggiatore standard! Ed ecco: ora potrebbe sembrare strano che un viaggio possieda dei finestrini come una qualsiasi locomotiva, ma se ci si riflette bene ci si accorge che non vi è alcuna stranezza, anzi finalmente c’è qualcosa di sorprendentemente chiaro, qualcosa di attendibile e di lucida compiutezza.
Il mezzo, lo strumento del trasporto, viene dopo, tuttavia esso è concepito e predisposto nel progetto del viaggio; perciò non ci si deve meravigliare se il Grande Viaggio, il Viaggio dei Viaggi, possieda ed evinca ogni strumento e ogni mezzo necessari a un trasporto che abbia un arrivo ben preciso e definito.
Il sentiero era naturalmente deserto e quando la valigia piombò nel vuoto ci fu un tonfo con un leggero spostamento d’aria, così da sembrare che la valigia fosse molto simile al corpo di un Aborto e Rifiuto Umano propenso al suicidio perché incapace di resistere alla tentazione di conoscere subito la propria destinazione.
Ma la valigia era un involucro pieno di memorie di una vita dissipata nei cassonetti dell’immondizia, per cui il nostro sospetto si rivelò giusto. Non ci furono voci ne passi. La valigia doveva aver toccato, appena sfiorandolo con sorprendente leggerezza, il fondo senza fondo, dove era stata sicuramente inghiottita dalla melma vorticosa preda dell’immane precipizio del nulla.
Ma dopo un po’ qualcuno o qualcosa emise un breve sospiro. Qualcuno o qualcosa sorrideva. Qualcuno o qualcosa rideva e qualcun’altro o qualcos’altro piangeva e qualcun altro o qualcos’altro ancora cantava. A squarciagola.  E la sua voce oltrepassava le crepe dell’aria smossa dalle note acute e assordanti sulle soglie vigili dei ricordi.
Ora non avrebbe più dovuto  penare sforzandosi di ricordare una vita da dimenticare e da gettare nel nulla, una vita già dimenticata e gettata nel nulla come un vuoto a perdere che affondava adagio in un fondo melmoso privo di fondo. 
Dal finestrino del viaggio non si vedeva molto. Anzi, non si vedeva un cazzo, secondo Adele.  La nebbia fitta veniva su dai fondali fangosi e increspava l’aria di larghi cerchi concentrici, all’opposto di quando si getta un sassolino nell’acqua in cui i cerchi crescono, si allargano e si fanno sempre più grandi,  questi divenivano sempre più piccoli, sempre più brevi e sempre più intesi a rimpicciolire e restringersi, fino a scomparire come se non ci fossero mai stati prima.
I viaggiatori che si erano alleggeriti di qualcosa di pesante e doloroso, avevano i volti chiazzati di oscurità verde cupo e di lunghe tenebre fluttuanti come braccia nodose e rinsecchite di alberi scheletrici di boschi privi di foglie, flagellati dagli impetuosi venti invernali. 
Nei pressi della linea di frattura, la quale - non avendo orizzonte mescolava la triste malinconia al terrore di ignorare da dove fosse partita, dove si trovasse e dove fosse diretta, non possedendo dunque quel minimo di conoscenza fornita dalla Tribase Elementare che stabilendola fornisce la sapienza essenziale necessaria a  chi viaggia, specialmente se nell’ultimo percorso di una prova generale - era pur sempre ultima e definitiva.    
Come ad esempio una prova di recitazione organizzata nell’ultima simulazione di  un  processo per omicidio volontario di primo grado in cui si rischia la vita avanti la Cassazione che, simulato o no, è pur sempre l’ultimo appello, per cui viene difficile rischiare attanagliati dal dubbio, in una sede in cui si rileggono le carte, si reiterano le spiegazioni confermandone errori e menzogne burocraticamente, ma praticamente in segreto, dove nessuno da spiegazioni sufficienti a dipanare la matassa del dubbio e nessuno ammette la propria colpevolezza, anzi afferma la propria innocenza tranne il giudice e la giuria i quali, come Pilato, si lavano le mani nel sangue dimostrando in tal modo la propria colpevolezza, per la quale peraltro risulterebbe sufficiente la loro presenza.
Cosa bisognerebbe fare per inventarsi una verità giuridica tradizionalmente cartacea, che risulti credibile anche computerizzata con un verdetto finale espresso per mezzo del PC?    
Dopo il cartaceo, l’Abjection processuale online? Ma a parte l’istituto della concessione delle attenuanti, e stabilita al cento per cento – a causa della Criminalità Consuetudinaria Socialmente Organizzata – la colpevolezza di giudici e giuria al cospetto della Legge e della Giustizia dell’Universo, e risultando ormai indispensabile introdurre il criterio universale del più e del meno, sarebbe un toccasana (come in economia ricorrere al Pubblico Registro dei Patrimoni) utilizzare il computer con un programma in grado di ripercorrere le graduatorie del più e del meno in vigenza.        
Cattivi, meno cattivi e cattivissimi. Stronzi, meno stronzi, stronzissimi. Strastronzi, meno strastronzi, strastronzissimi. Gran coglioni, meno Gran Coglioni, Grancoglionissimi.  Eccetera eccetera eccetera.
Secondo Adele, nella Relatività e nel conseguente Relativismo, “il più e il meno” è presente ovunque, cioè in ogni e in ciascuna caratteristica degli Aborti e Rifiuti Umani. E giudici e giurie non dovrebbero che trovarsi già ai primissimi posti nell’esercizio delle proprie funzioni, delle quali peraltro a causa della loro piena incapacità di intendere e di volere non rispondono.  
“Pertanto, anche tra gli abietti  non possono che esserci i meno e i più”, ci spiega, nell’odierna lezione di Conoscenza Reale, dall’ultimo banco su cui è seduta durante il Corso accelerato di Cultura dell’Universo da lei tenuto sulla Terra.
Sostantivo femminile nella Lingua Madre della Cultura dell’Universo sulla Terra, cioè in lingua italiana,  abjection” sta planetariamente per degradazione morale, bassezza e depravazione.
Osservando i Negativi Invertiti, l’abjection gli sta dunque a pennello. La loro degradazione morale, la loro bassezza e la loro depravazione, deriverebbero in particolare dall’errore della natura codificata Geinove Negativo, il quale in prossimità di quella maturità che evincerebbe il raggiungimento della Piena Giovinezza, comporta all’opposto la lettura della degenerazione irreversibile, ossia  di quell’invecchiamento biologico che porterà al decadimento fisico, al progressivo  aumento delle patologie  e a morte certa, processo che se venisse trasferito nella produzione naturale della terra verrebbe popolarmente chiamato MARCIUME.
 Il paragone con ogni specie in qualche modo “vivente” sulla Terra - osserviamo in primis quei frutti della terra che maturando marciscono - è eloquente.   
“Nell’economia della vita, nello stato di sanità fondato sull’Eguaglianza, il germe  della Disuguaglianza Economica risulta con la violazione del   principio “inviolabile” della sanità che è quello della Vita, la ragione di ogni patologia visibile nella degenerazione progressiva del corpo sociale e di ogni sua componente relativa”, ci spiega Adele, ripercorrendo gli appositi scritti di Cultura dell’Universo sull’argomento. 
Naturalmente la parola “Corruption”, più facilmente associabile al sostantivo  “marciume” o al verbo “marcire”, sarebbe stata forse più appropriata per lo scandaglio della fase culmine del MONDO DELL’ERRORE, la quale  – vigendovi nell’economia della Vita lo status usurpatio della Morte quale titolare dell’antico germe della Disuguaglianza Economica  - dopo la prima giovinezza comporta anziché la piena giovinezza della Vita, la maturità della Morte che simultaneamente la degrada, come avvenuto con la mela di Eva, in quella putrefazione che da il via al regno vermiforo. 
Tuttavia, dopo una prima dissertazione sulla suddetta parola e un primo accenno al processo corruttivo, Adele ha preferito sostituirla, nell’approfondimento contenutistico della parola Corruption, con il molto più incisivo, approfondito e avanzato Abjection, significazione specifica dell’azione corruttiva immediatamente successiva  che, per effetto del comparire dei parassiti striscianti, assegna un immediato risultato sensorialmente tangibile all’opera di  perversione del Male Perfetto.  
 Ma ora, tornando alla simulazione processuale - ribadendo il superamento dei tradizionali strumenti di punizione giuridica, e in attesa di stabilire a suo tempo  le penalità spettanti ai giudici e alle giurie traducendole dalle apposite graduatorie economiche - una volta accertata senza alcun ragionevole dubbio la colpevolezza degli imputati, non resta che applicare l’ordine di dette graduatorie patrimoniali infliggendo agli affetti da Abjection sociale, penalità di detenzione nei Centri di Esposizione Pubblica Permanente dei Sintomi Evidentisti corrispondenti a un giorno di detenzione per ogni dollaro o moneta equipollente mensilmente posseduto, detratte le spese mensili di esistenza piena e dignitosa degli interessati e delle proprie famiglie.  Ovviamente l’assegnazione di base corrispondente a un giorno di esposizione pubblica permanente, potrà essere equamente raddoppiata, triplicata e così di seguito, in rapporto alla gravità del crimine commesso. E poiché questo criterio introduce una nuova normativa sostituiva dell’istituto tradizionale delle circostanze attenuanti e/o aggravanti, per il momento non vi sarebbe molto da aggiungere.    
Ma a questo punto, ci spiega Adele, il verdetto online non è off-limits per il cartaceo, ma è semmai off-limits a se medesimo visto il contesto relativo e i suoi limiti naturali determinati dal cerchio chiuso labirintico dell’Alfa e dell’Omega dello spazio finito.
Abjection processuale comunque, riflessione giuridica che risale alla mente dalle pesanti valigie delle memorie, giacenti sul fondo senza fondo del precipizio dopo essere state così a lungo custodite e perdute tra il marciume dei cassonetti dell’immondezza.
Ora che la Giustizia è stata uccisa, dobbiamo recuperarne il cadavere.  Il sudario è una buona idea e Pilato che chiedeva cosa fosse la verità adesso fingerebbe anche di ignorare cosa sia quella Giustizia opposta alla sua pratica di governo e di rappresentanza rovesciata, che se ne sta a testa in giù perfettamente sotterrata dalla propria natura negativa invertita.
E, recuperato il corpo segretamente bruciato nottetempo dai soldati del sommo sacerdote timorosi che resuscitasse, lo abbiamo naturalmente resuscitato ed eccovelo qui, annuncia Adele trionfante. Il sepolcro è rimasto per voi chiuso, per sempre, ed ora la Croce fiammeggia…
L’abjection giuridica giacente sul fondo, evincerebbe il risultato dell’autopsia della Verità e della Giustizia scomparse dal sepolcro, se fosse possibile praticarla in un corpo vivente. In un corpo di luce vivente. In un corpo di Materia che Vive!
Eppure, non c’è nessuno qui che ricordi o almeno che lo ammetta, di aver votato per la vita del brigante e per la morte dell’Uomo.
Nessun essere abietto ricorda di essere stato quel popolo sciagurato che gridando: “Vita a Barabba!”, lo ha avuto da allora sempre accanto a se, in ogni luogo e circostanza  e ovunque sulla Terra, a governarlo, a opprimerlo, a sfruttarlo, a derubarlo, ad ammazzarlo, quale ladro e assassino personale.  
“Ma non importa”, sussurra Adele: “Ciascuno avrà ciò che gli spetta”.
A me un gelato! Era un bambino di nove o dieci anni, vispo e allo stesso tempo  tranquillo, che giocava in un giardino saltando dai gradini della scala di casa sulle aiuole, mentre la madre lo rincorreva rimproverandolo perché le stava distruggendo tutti i fiori, per cui la sua tranquillità infantile era una tranquillità in movimento poco gradita agli amanti dei giardini fioriti. Lo voglio con cioccolata, crema e panna fresca.
Acquistato il prosciutto dal droghiere e una  rosetta dal fornaio sotto casa, l’impiegato di banca in pensione pensava che a lui dopo 40 anni di duro lavoro sarebbe spettato un pranzo migliore di un semplice panino con prosciutto. Magari una pietanza estratta da un raffinato menù marino con salmone affumicato o qualcosa di altrettanto gustoso e piccante.
Ma Adele non se lo lasciò scappare. Era un’occasione propizia per andare addosso agli impiegati di banca che lei non aveva mai sopportato con quelle loro arie untuose da banchieri mancati e quell’atteggiamento da tirapiedi striscianti sui pavimenti lucidi degli istituti  di credito.
La prossima volta avrai per pranzo un bel gelato anche tu, però al pistacchio. E dopo mangiato dovrai accucciarti dietro una panchina del parco comunale per distribuire ai passeri solitari le ghiottonerie che acquisterai nella salumeria insieme al tuo prosciutto. E ringrazia per la sua inesistenza contagiosa quel tuo dio fasullo che quando vai nella tua chiesa diroccata fingi di pregare, se non ti mando a offrire le ghiottonerie più prelibate a una nuvola nera di corvi affamati che ti caverebbero gli occhi trovandoli molto più gustosi.
E rimase a guardarlo, osservandolo in piedi, dritto e impettito  sopra il parapetto di un ponte, lanciare pezzi di pane con movimenti del braccio troppo rigidi e goffi per assicurargli il giusto equilibrio quando l’aria si fece di colpo turbinosa, agitata da ali, da becchi e da irti artigli accompagnati dalle feroci grida dei rapaci.
Per cui, lo vide precipitare nel vuoto in silenzio, perché anche le grida spaventose degli uccelli si erano di colpo azzittite e i rapaci si erano radunati sopra il ponte a rimirare il volo nel precipizio del mancato banchiere che scomparve nel nulla così come era venuto.
Ma forse non c’è mai stato, si disse Adele. Perché, in fondo, la destinazione estrema, la cancellazione definitiva, fa si che tutto scompaia come non fosse mai esistito.  Comunque, quel che è sicuro è che l’ex impiegato di banca non deve più ringraziare quel suo dio fasullo e quella sua chiesa diroccata, e neppure tutte quelle rovine, ma la pietosa Madre dell’Universo per avergli risparmiato l’inferno perenne dopo il protempore perché, poco  prima di sparire, egli avrebbe finalmente confessato di aver fatto parte di quel popolo abietto responsabile del Delitto, il quale rispondendo a Pilato gli aveva chiesto di risparmiare il brigante e di mandare a morte l’Uomo. E che, nell’urna, aveva poi reiterato in tutta la sua scelleratezza, per tutti gli anni e i secoli a venire, il proprio voto assegnato all’infame abiezione.                 
E’ dunque  questa la destinazione ultima del viaggio degli abietti? La tappa estrema, definitiva, il capolinea dopo le tante fermate?
Adele chiarì saggiamente che quel capolinea nefasto riguardava chi non avesse superato il proprio esame. Per chi si fosse invece promosso, la Nuova Terra, il Prosieguo dello Spazio e del Tempo verso l’Infinito, sarebbe risultato la sua prima dimora.
Ad ogni modo, tra i bocciati destinati a seguire il destino dei residui negativi invertiti  di cui il contesto doveva liberarsi per mezzo della Disinfestazione Totale, per Adele c’era gente a cui l’usanza tradizionale dei nativi d’America nell’imporre i nomi ai componenti delle proprie comunità, sarebbe risultata perfetta.
Adele era affascinata da questa usanza e non lo nascondeva. La sintesi e la chiarezza per lei, creatura di luce viva, era il massimo di quella concretezza radicata nella Cultura Alta quale Cultura del Fare, dell’Agire, del Realizzare
Perciò, non si pose alcuna remora e fu molto decisa quando chiese alla gente lì intorno se sapesse se tra le cariche pubbliche, quelle alte possibilmente, anzi tra i nativi che ne rivestissero la massima carica, ad esempio quella di capo di stato, tra i vari Vien Ballando, Vien Cantando, Vien o Va Saltando, e via dicendo, ci fosse qualcuno che si chiamasse brevemente  “Vai A Fan In Culo” e  che per maggiore brevità venisse chiamato “Vaffanculo” tutto attaccato.
Cazzo, che bello poter apostrofare con tanta chiarezza, giustizia e  verità,  i capi dello status usurpatio rappresentanti dell’Abjection, cioè della Criminalità Consuetudinaria Socialmente Organizzata causa di tutti i mali della Terra! 
Ora, nella graduatoria generale dell’Abjection, nella parte sinistra di chi legge ci sono naturalmente i più e a destra i meno.
Siccome il criterio dominante non può che essere economico, anche questa graduatoria non si discosta dalla norma, ma compare perfettamente adeguata all’economia –j9 stabilita dal germe della Morte, cioè dal germe della Disuguaglianza Economica.
Ovviamente, nessun aborto e rifiuto umano, nello stesso modo in cui non accetta la propria significazione e pertanto la realtà, è in grado di accettare questa situazione.
I Negativi Invertiti si creano perciò un proprio mondo immaginario dove sia sopportabile vivere, e un mondo di santi a cui rivolgersi per chiedere favori, grazie e miracoli risulterebbe perfetto.
E quando mai sarebbe ora possibile demolirlo accettando la realtà? E’ ormai troppo tardi.
Come in ogni ambito, settore, scomparto, circolo, angolo, rettangolo, triangolo, quadrangolo, del contesto rovesciato governato dal Male Perfetto, anche nell’abjection del corpo sociale, essa viene  misconosciuta e nascosta nella terza componente generale, la Travestitista, del Male Perfetto, e definita di conseguenza nel suo contrario benigno.
La sintomatologia planetaria, evidenziando la perfezione della matematica dove non c’è posto per l’opinione relativa, provoca all’inverso il proliferare opinionistico attuato dalle Copie Conformi - le quali, senza accorgersi e reiterandosi l’una con l’altra, affermano,  e ovviamente non se ne rendono conto, sempre le stesse cose – e alimenta il mondo immaginario della sua mistificazione, perché quanto più la realtà evinta dalla sintomatologia planetaria lo contraddice, tanto più essa viene negativizzata, invertita, mistificata e adeguata con arrogante fiducia al mondo immaginario. 
Il mondo illusorio dei negativi invertiti, resta pertanto, come l’albero cattivo misconosciuto ma identificato e reso visibile dai suoi frutti perversi, a capo dei sintomi evidentisti, disconoscimentisti e travestitisti del Male Perfetto.
Per cui, stracazzo !, non ci vuole un genio per capire che gli stracoglioni, i meno stracoglioni e gli stracoglionissimi della Terra, si trovano esattamente nell’Occhio del Ciclone dove tutto appare calmo e pacifico, tale e quale al loro malefico mondo immaginario.
Ecco perciò che, partendo dall’abjection,  in ciascuna sezione del corpo sociale  i credenti, gli agnostici e gli atei si dividono con scellerata ostinazione la loro grande menzogna chiamata secondo le circostanze “credo” oppure “fede”.
Perche’ si tratta ovviamente di negativizzare, invertire e credere con fede che il male, lo Spirito immondo,  sia il bene.  Eloquente è la politica, ma poi l’economia su tutto, e poi anche la scienza che in quanto negativa invertita evidenzia l’antiscienza relativa.
Non c’è niente di trascurato e risparmiato, non potrà mai esserci niente del genere.
Il cerchio chiuso è perfetto. Il sigillo dell’Alfa e dell’Omega, rende perfettamente impenetrabile entrare nel cerchio mortale o uscirne all’esterno.
La copia conforme credente vota  il proprio credo, la propria fede. La copia conforme che crede nel credo del governo, vota il credo del governo. La copia conforme credente nel credo che sta all’opposizione, vota il credo dell’opposizione che, nella circostanza, è il credo (e la fede) dell’ateismo. La copia conforme agnostica vota il proprio credo astensionista, e si astiene in ossequio alla propria fede agnostico-astensionista. 
A parte le graduatorie, dove sono dunque le differenze? Cazzo, se non foste copie conformi ma esseri umani, quando mai si potrebbero fare le ricerche per campione, i sondaggi e le proiezioni?
Eccovi dunque qua, siete aborti  e rifiuti umani e tanto più credete di essere persone umane tanto più siete  aborti e rifiuti umani, e tanto più siete cattivi e violenti, tanto più immaginate di essere dolci e pacifici. Ed ecco cosa vi dite tra di voi. Adele finalmente lo specifica. “Dal punto di vista tecnico, siete mostri”, sottolinea.
Eppure, eccomi, sono timido, debole e remissivo.  Vado in chiesa regolarmente, oppure mi aggrego agli agnostici, ma se occorre vado alle riunioni degli atei. E sono sempre il primo a votare e a pagare le tasse e se occorre a schierarmi dalla parte del giusto, della maggioranza, e perciò dalla parte del governo.  Magari sono un santo per cui oggi è la mia festa. 
Chi parla per primo è il pedofilo tipo in rappresentanza dei mostri della Terra.  
Per questo sono attratto dai bambini, ci spiega. Sono contro la forza fisica, contro la violenza, contro il razzismo. Sono per la fanciullezza, per la vulnerabilità, per l’innocenza e, se dopo lo stupro ammazzo, lo faccio per misericordia perché non voglio che di quel fanciullo innocente si dica che ha avuto una vita rovinata.  E tra cento anni, forse meno, anche quelli come me potranno finalmente festeggiare pubblicamente per le strade cittadine, sfilando allegramente con carri allegorici, all’aperto e al grido trionfante dei sintomi, fuoriusciti dal proprio nascondiglio urlando FUORI!!! imperiosamente spinti dal proprio impulso irrefrenabilmente naturale del voler apparire ad ogni costo. Mostrando quindi il proprio orgoglio esistenziale sintomatico, il proprio CREDO, la propria FEDE, il proprio essere patologico che, se di grande diffusione e incurabile, il Mondo del Male Perfetto lo imporrà perché naturale e immanente, e pertanto “sano” e da accettare, rispettare,  condividere e santificare come ogni diversità dell’apparenza che una volta diffusa può farsi perfino largamente opinionistica, conformista e conformizzante, e da minoranza trasformarsi in maggioranza bruta, come per esempio quella metereologica. Le avvisaglie ci sono già oggigiorno, quando il tempo sereno sopravviene come una perturbazione di bel tempo, quando la stragrande presenza dilagante del mal tempo viene a costituirne la norma. Per cui il cattivo tempo diviene il buono e il bel tempo, e il bel tempo il brutto e il cattivo tempo. Nel Mondo Basso del Male Perfetto, è soltanto questione di protuberanza, esattamente come il cancro.  Chi viene fuori vince.     
Più tardi, ci domandavamo cosa contenesse la valigia delle memorie che il viaggiatore standard aveva gettato dal finestrino del Viaggio. E Adele ci disse che tra gli oggetti della sostanza simulata umana di quel viaggiatore, dovevano esserci innanzitutto le chiavi del suo corredo sacro, cioè le chiavi della sua anima se egli ne avesse posseduta una.
Ma poiché egli, in quanto aborto e rifiuto umano, e per di più santo, ne era sicuramente sprovvisto, come simulazione del corredo sacro poteva esserci al massimo una bibbia, un corano o il libro delle preghiere o delle mille posizioni sessuali per pervertiti, tra le quali si era sentito molto parlare di quella del lampadario la quale, se avesse previsto perlomeno una lampadina,  avrebbe potuto risultare utile come illuminazione notturna.              
Ma c’erano anche i libriccini dei sermoni domenicali, molto diffusi e utili tra i vari correntisti religiosi nei rituali sacri della domenica, e a volte un volantino ripiegato o un quaderno rilegato con filari intrecciati d’oro e d’argento, in cui si offrivano visite di predicatori, a scelta cristiani, ortodossi, islamici, ebraici, buddisti, e ancora a scelta i sottocorrente, protestanti, evangelisti, induisti, imponitori di filosofie orientali, eccetera, eccetera, eccetera, o i controcorrente accecati seguaci dell’ateismo, o gli agnostici ristagnanti nel mezzo dei fiumi sacri, oppure la raccolta dei progetti di Dio personalizzati a seconda delle etnie o delle popolazioni interessate. E che altro? Cos’altro, oltre le tristi memorie dell’Anticristianità planetaria, inconfessa o dichiarata, d’occidente e d’oriente? 
Era possibile che la valigia o la borsa di viaggio contenesse la giovinezza perduta, la malinconia di lunghe serate solitarie, le ardenti notti d’amore  o le scampagnate nei deserti d’ombra refrigerante nelle estati più calde? E magari l’aria salmastra del mare o quella fine e pungente dell’alta montagna?   Quando in una occasione speciale come questa di oggi, ti rivolgerai a un abietto che non sia una bella donna, mi dice Adele. E lo sottolinea  più volte perché secondo lei se l’abjection è di una bella donna, io perdo tutta la mia obiettività il che, ve lo assicuro, non è affatto vero. 
Comunque ecco, dovrai promettermi che con i tuoi ossequi gli porgerai graziosamente i miei saluti personali, con l’aggiunta di tanti tanti auguri per il Grande Viaggio al quale l’ho con un bel calcio in culo indirizzato. Me lo prometti?    
Io prometto di farlo.       
   
 

 (S.V. ”NOTIZIE DELL’UNIVERSO E DINTORNI –Rubrica d’Informazione avanzata – IERI OGGI DOMANI. ATTI STORICI – “ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Regno dei Cieli. Stato Costituzionale Unitario delle Nazioni/Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per azioni umane/Stato dell’Universo sulla Terra.  Il Mondo della Nuova Terra.  G.U e Vetrina: Blog di Sergio Valli http://vallisergio.blogspot.it/
Centro biologico operativo. Blog di Sergio Valli http://vallisergio.blogspot.it/ 
Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo.
Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it 
N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)



Nessun commento:

Posta un commento