sabato 22 ottobre 2016

SWEET WATER



 
Anche in Sweet Water emerge la bellissima e bravissima January Jones nella parte di Jennifer Carpenter,  implacabile vedova vendicativa accanto a uno sceriffo tanto allegramente fuori di testa quanto freddo, abile e controllato nell'eseguire il suo compito di tutore della legge.
Egli danza al tramonto all’aperto dando libero sfogo alla sua natura bizzarra (ma lo sceriffo allegro spiega: “Io preferisco essere definito originale” ), e costituisce l'immagine simbolo di questo in parte originale film western, firmato da Noah e Logan Miller, che riesce a rinverdire i fasti del genere Western trascendendo e modernizzandosi al femminile.
Accanto a questo insolito tutore della legge, e anche qui fuori dall'ordinario, fuori dal luogo comune e dallo standard, troviamo il cattivo nelle vesti di un viscido reverendo il quale al negativo invertito religiosamente  seguito dal consueto codazzo di fedeli predica irrimediabilmente al negativo invertito il bene come quanto -  altrettanto religiosamente – usurpa la chiesa cattolica apostolica romana una unica e indivisibile e, con le sue tante scopiazzature, deformazioni, diramazioni e correnti, praticando  il male e trasformandola pluralizzata e adattata allo status quo dello Spirito immondo nel generale imperio usurpatio della chiesa dell’Anticristo con l'inquietante schiera di crocefissi che la circondano, ce la mette in bella evidenza sul grande schermo.
E troviamo a fianco dello sceriffo matto nella parte del buono, la buona buonissima, ossia la bona  bonissima January, la quale impersona Jennifer Carpenter, un’ex prostituta ora moglie fedele di un contadino messicano in lotta perenne nel quotidiano, onde garantire serenità alla sua famiglia, contro i cattivi della Chiesa dell’Anticristo.
Ma quando Miguel, il messicano, incrocia sulla sua strada il reverendo  Josiah della Chiesa dell’Anticristo , questi lo ammazza senza starci a pensare due volte perché oltre a impossessarsi delle proprietà terriere del buon messicano, ha in mente di rubargli anche la bella moglie.
Purtroppo per il reverendo assassino, la bellissima vedova si rivela in possesso della tempra  di una invincibile amazzone pistolera, una implacabile valchiria vendicativa, mentre da parte sua lo sceriffo matto Cornelius Jackson dalla lunga chioma fluente sulle spalle mette in pratica contro i cattivi un eccellente metodo investigativo sostenuto da una ostinata ricerca della verità.
Revenge movie? Forse, ad ogni modo in questo film l’angelo della  vendetta ha l’aspetto seducente e la bellezza di una splendida donna nella quale una vita difficile e un passato torbido -  a cui dulcis in fundo c’è da aggiungere la morte per assassinio dell’amato sposo e la violenza sessuale subita da parte del famigerato reverendo assassino in rappresentanza dell’anticristianesimo occidentale  - non riescono ad annientarne l’innata grazia femminile discendente per somiglianza e immagine e divinità dalla Madre Iddio.
Favolisticamente, Sweetwater è un buon film  che fornisce credibilità a un genere, il western, che riesce a trovare sempre attori e registi che lo reinterpretano dandogli nuovo vigore.
Qui, il valore aggiunto sono i protagonisti, il cattivo reverendo della chiesa dello Stato costituzionale unitario delle Nazioni usurpata e trasformata in chiesa anticristiana dello Status usurpatio  – cioè in chiesa dell’Anticristo – e che, usurpata sul martirio dei cristiani delle catacombe romane , si ritrova ora nella parte dal Delitto assegnatale, vale  a dire dalla parte degli assassini e dei cattivi, a capo del Delitto della Croce, di cui con la sua stessa presenza usurpativa ne svela assai chiaramente ogni mistero. 
Per cui, l’etichetta di “BUONI PER CASO, che i soliti Tolomeo della critica dello Status usurpatio delle Nazioni incostituzionali, vorrebbero coniare per i nostri due buoni, sceriffo e vedova, non ci sta in quanto inequivocabilmente matto buono lo sceriffo e altrettanto inequivocabilmente bona la vedova.
Tralasciando la violenza standardizzata con pochi meriti dal cinema Western, SWEETWATER più che crudele, ironico e beffardo, si rivela soprattutto un film originale e di grande fascino, grazie alla straordinaria bravura dei tre protagonisti:  Ed Harris, uno strepitoso Cornelius Jackson; Jason Isaacs eccellente nella parte dell’odioso reverendo assassino, perfetto rappresentante dell’usurpazione, resa manifesta dallo Status usurpatio delle Nazioni incostituzionali  e dalla chiesa, per volere della Suprema Madre Iddio discendente dal Primo Cristianesimo, usurpata, negativizzata e invertita e trasformata in chiesa dell’Anticristo per soggezione alla codifica negativa invertita dello Spirito immondo, il Male perfetto.
E, per finire, la splendida January Jones, dea della Vendetta e della Giustizia, somigliantissima alla nostra Adele, sullo sfondo del New Mexico e dei meravigliosi cieli del Regno, Stato costituzionale unitario delle Nazioni/Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per azioni umane/Stato dell’Universo sulla Terra…il Mondo della Nuova Terra.   
 
 
 
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