venerdì 28 ottobre 2016

SIMULAZIONISMO, CRIMINOLOGIA E SCIENZA DEL COMPORTAMENTO

 
 
 
 
Conoscere la condotta delle persone fisiche simulate umane senza comprenderne la causa, importa  di non conoscerla.
E, infatti, fingere di conoscere, cioè simulare come Scienza l'inconoscenza del comportamento, è - ricordiamolo - una precisa connotazione del sistema culturale negativo invertito dove l'ignoranza, manifesta dalla mancata comprensione della causa e scambiata per cultura, ne costituisce l'essenza e il fondamento.
Se provassimo ad applicare i criteri investigativi della Scienza reale  importati dalla Cultura dell'Universo nel particolare della Scienza del comportamento, in tal modo autenticata, i risultati ottenuti comparirebbero quanto mai significativi, perché dimostrerebbero in ogni circostanza e in ogni dettaglio sia la simulazione etica, estetica e moralistica dei propositi, e sia la perfetta criminalità dei fatti posti in essere dalle azioni perfettamente nefande e criminali del sistema -j9, nel quale le attività comportamentali dei soggetti vengono recitate in un contesto simulato da cui essi dipendono.
Quindi, anche la Scienza del comportamento risulta perfettamente conforme a quel contesto simulato, dal quale è essa stessa dipendente,  e soprattutto risulta conforme ai soggetti dei quali finge di avere conoscenza.
Conoscere la condotta delle persone fisiche simulate umane senza comprenderne la ragione, importa dunque una conoscenza imperfetta, come nel mondo relativo si vorrebbe credere allo scopo di sottrarsi alla propria identificazione, oppure provoca la relativa, perfetta e totale inconoscenza, dimostrando la perfetta incapacità di conoscere del contesto negativo invertito?
La risposta è talmente elementare e scontata, che se soltanto ricordassimo il  semplicissimo concetto sulla perfezione del Male, secondo il quale è necessario che il Male non conosca di essere tale per essere perfetto, che il problema non si porrebbe neppure.     
Quindi il Male, fingendosi quel Bene mancante di cui viene a usurpare le funzioni, inevitabilmente negativizzandole e invertendole e professandosi imperfetto ogni qualvolta viene posto di fronte ai propri risultati perfettamente negativi e invertiti, anche in questo caso pretenderebbe - ma che altro potrebbe fare per conservare se stesso? - che il problema non solo sussista, ma che venga risolto nella sua prima esposizione relativa alla imperfetta conoscenza
Nelle organizzazioni sociali -j9 delle Nazioni, la negativizzazione e il capovolgimento espressi dai comportamenti istituzionali, funzionali e organici rispetto, ad esempio, alla loro stessa Costituzione, nell'applicazione pratica negativizzata e invertita nei suoi principi di fondo, è immediatamente visibile - attraverso la burocraticità e la retorica del potere -j9 - nella denominazione attribuita ai suoi vari istituti che, in quel tentativo sciocco e maldestro di mascherare l'usurpazione compiuta, compare quanto mai  ingenua ma soprattutto banale e sintomatica in ogni sua significazione.    
Il Ministero (e ogni analoga struttura) che gestisce le malattie che affliggono il contesto, si autodefinisce Ministero della Sanità, anziché Ministero delle Malattie. Il Ministero che gestisce la disoccupazione, si autodefinisce Ministero del lavoro. Il Ministero della Guerra, Ministero della Pace e/o della Difesa della pace; quello dell'ignoranza e dell'incentivazione all'analfabetismo intellettuale, Ministero della Cultura e/o dell'Istruzione; il Ministero del Crimine e dell'Ingiustizia...Ministero della Giustizia; e così via.
Negli Stati Uniti d'America, si perviene tramite elezione pubblica ad alcune cariche giudiziarie, sebbene attuando le consuete procedure antidemocratiche, malsane e capovolte caratteristiche del simulazionismo del  sistema negativo invertito usurpatore.
Eppure, nella grande maggioranza delle Nazioni, l'ordine giudiziario - il quale si professa curiosamente indipendente sia dal potere politico che dai cittadini, cioè dal popolo, mentre esercita politica più o meno attiva nei partiti come la composizione dei Parlamenti chiaramente dimostra - pretende poi sintomaticamente di giudicare e di decretare nel nome del popolo anziché, come di fatto avviene, assolutamente in proprio o nel nome del partito di appartenenza.
Ne consegue che stabilire il criterio mediante il quale giudici e Pm. vengano liberati dai partiti ed  eletti dai cittadini con l'obbligo di astenersi dal fare comunque pratica politica di parte, ci sembrerebbe il minimo che si possa oggi come oggi pretendere per non restare nel ridicolo, seppure (come le procedure attuate dagli Stati Uniti d'America insegnano) si sia pienamente coscienti che - se stiamo parlando di un organismo sociale perfettamente criminale e idiota quanto questo discendente dall'ordine cosmico -j9 - in fondo non potrà esserci davvero nulla di trascendentale nei nostri suggerimenti. 
E se da una parte sarebbe un po' come suggerire criteri di condotta ad Al Capone, il quale in quanto a criminalità organizzata e a burocratizzazione ne sa qualcosa più di noi e non accetta consigli da nessuno, dall'altra è anche vero che se i suggerimenti del nostro positivismo rivoluzionarista sono di ben diverso respiro, perché intesi alla legalità e al diritto e quindi finalizzati alla preparazione di un cambiamento di rotta, essi si evincono in tal senso non solo validi, ma soprattutto necessari e insostituibili.
Altre barzellette, altrettanto grossolane ed esilaranti, emergono sulla cima dell'iceberg nel contenzioso dei rapporti di coppia.
La Chiesa Cattolica apostolica romana occupata dallo Status usurpatio dell’Anticristianesimo stabilito dallo Spirito immondo, il Male perfetto, professando il famoso "finché morte non vi separi" di elementare accezione sull'inviolabilità del vincolo matrimoniale costituitosi "a vita", procede sistematicamente all'annullamento dei matrimoni non consumati, perché  di fatto non costituiti, mentre si dimentica dei matrimoni di fatto defunti allorché  uno dei due soggetti del patto matrimoniale, o magari come spesso avviene entrambi, violando il vincolo e quindi simultaneamente sopprimendolo, si rimpossessa del proprio corpo per darlo ad altri (Ved. "Il Delitto della Croce").
Come  risulta  evidente,  e  l'insegnamento  importato  dal  Primo  Cristianesimo  nello
specifico del "tentativo di lapidazione della donna adultera" dimostra, l'adulterio non sussiste perché nel momento stesso in cui lo si consuma, il patto matrimoniale inviolabile - e quindi il matrimonio stesso -  cessa di fatto di esistere, subentrando semmai altre violazioni nel contesto familiare, quali ad esempio lo stato di pericolo posto in essere sulla salute soprattutto dei minori per  ovvie ragioni igienico sanitarie che è certamente superfluo qui rimarcare.
Le  scienze  sociali e la criminologia, e  tra  queste  anche  la  Scienza  del comportamento, dovrebbero nell'osservazione dei rapporti di coppia tenere conto dei matrimoni di fatto, chiarissimamente instaurati nelle convivenze stabilitesi "come marito e moglie", che ne rendono nullo l'istituto cerimoniale, essendo pienamente sufficiente la dichiarazione anagrafica della convivenza.  Quel  matrimonio,  siccome  consumato e simultaneamente attivato dalla propria consumazione, è infatti perfettamente  valido e vigente.
Cadrebbero  in  tal  caso  i pregiudizi e le  tante  obiezioni ricorrenti  sui possibili   matrimoni non eterosessuali i quali,  se  di  fatto  costituiti,  non possono che essere riconosciuti ad ogni effetto di legge.   
Abolire dunque l'istituto cerimoniale del matrimonio, di fatto già abbondantemente superato e reso irrecuperabilmente obsoleto, è un nostro preciso suggerimento che riprendiamo da altri scritti specifici di Cultura dell'Universo.
Passando ad altro, osserviamo che tra i comportamenti criminali del comparto -j9 Disconoscimentista, la pratica pubblicitaria attiva che alla televisione impone lunghissimi inserti promozionali di questo o di quel prodotto, intervallati da proiezioni di spezzoni di film - i quali inserti promozionali divengono nel prosieguo della proiezione dei film gradualmente sempre più lunghi e frequenti fino a coprire incredibili frazioni orarie, tanto che nella pratica della pubblicità passiva, cioè di quella subita dagli utenti, si finisce perfino per dimenticarsi del film che tra una pubblicità e l'altra si stava seguendo - costituisce la fetta grande della torta dove il denaro affluisce e scorre come un fiume in piena.
Per correre ai ripari, nell'iter di preparazione all'attivazione dell'Organizzazione universale di Eguaglianza Economica assoluta, suggeriamo di dividere un po' di quella grande fetta con la componente passiva della pubblicità, facendo in modo che le proiezioni pubblicitarie imposte ai cittadini utenti vengano correttamente a questi pagate (per esempio un quarto di un dollaro per ogni minuto di proiezione e di visione, che non ci sembra sia poi una esagerazione), importando i necessari correttivi agli illeciti della promozione attiva generalizzata la quale, come ogni perfetto atto mafioso, impone al cittadino i propri servivi criminosi che per non subire costui dovrà pagare, come dimostra l'avvento delle televisioni via cavo e/o satellitari i cui servizi sono mondi di pubblicità, ma a pagamento.
E questo ci fa pensare, restando in argomento di imposizioni, alle tante obbligazioni e alle coercizioni che, nelle rispettive Nazioni -j9, i cittadini devono subire come vittime sacrificali senza avere alcuna possibilità di scelta e/o di rifiuto.              
Ricordando  allora  il principio  economico  della  libera  opzione, mancando la quale
nessuna imposizione risulterebbe legittima pur tenendo conto dell'illegalità istituzionale e della pratica delinquenziale conseguentemente importata dall'usurpazione nel contesto,  è  appena  il  caso  di  invitare  i  cittadini  di domani a darsi oggi una mossa, così, tanto per finirla di subire come tanti mammalucchi i propri eventi.
Ma  purtroppo,  si  sa,  chi, a causa dell'organizzazione sociale negativa invertita da cui
dipende, è fatto di una certa pasta - ed è risaputo di quale pasta stiamo parlando - non è certo in grado di cambiare se non elimina prima la causa cambiando l'organizzazione sociale  Come si dice? Da così...a così. Cioè, dall'organizzazione sociale di disuguaglianza economica relativa, all'Organizzazione universale di Eguaglianza Economica assoluta.  Dal Male al Bene, dalla Morte...alla Vita.    
 
 
 
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