domenica 23 ottobre 2016

LEVITY



 
 
 

La bravura di Billy Bob Thomton e di Morgan Freeman, tiene dignitosamente in piedi una storia inverosimile di pentimento e perdono, che iniziata diciannove anni prima dopo l’omicidio commesso da un ragazzo nel corso di una rapina e la sua condanna all’ergastolo, si trasferisce fuori del carcere a causa della buona condotta tenuta dal condannato ormai uomo maturo che viene rilasciato.
Il protagonista Manual Jordan, interpretato da Billy Bob Thomton,  appena fuori di galera impegnandosi in un centro sociale ricerca e conosce la sorella della sua vittima, una ragazza disturbata che riesce ad aiutare e tirare spesso fuori dai guai.
Il centro sociale è la diramazione della canonica di Miles Evans (Morgan Freeman), ambigua figura sacerdotale dell’anticristianesimo occidentale il quale, avendo grossi problemi con la polizia, scappa di notte dalla canonica e non vi fa più ritorno. 
Fin qui più o meno tutto credibile. Ma quando Manual Jordan, che per diciannove anni ha covato dolorosamente dentro di se una forma di pentimento a dir poco irrefrenabile, si intestardisce nel voler essere perdonato a tutti i costi dalla sorella della sua vittima, la quale invece si rifiuta di farlo, la storia di peccato e redenzione che sembra voler fare il verso a Bergman, prende una piega talmente ridicola che riesce a trasformare in ilarità e sgomento, l’atmosfera grigia e nebulosa, affollata da chiaro scuri,  intrinseca in case piccole e buie, scantinati sporchi, chiese che si vorrebbe messe li come trincee in difesa da un mondo esterno malvagio e criminale il quale le rappresenta invece perfettamente come una laida prolunga dell’anticristianità perversa delle chiese usurpate dall’Anticristo per conto dello Spirito immondo - il dio relativo inesistente, coniato a propria somiglianza e immagine dagli abitatori con sembianze umane  del pianeta e, dopo il paganesimo e gli dei, la Bestia infame da essi adorata - e di cui pertanto case, scantinati, chiese e loro frequentatori, dimostrano di esserne perfettamente parte integrante. 
La sorpresa è che non c’è alcuna sorpresa e il finale del film arriva esattamente nel punto dove è cominciato, senza che tutto ciò che ci sta in mezzo abbia un senso e una ragione precisa, per cui pur salvandone la dignità dell’interpretazione, ci si chiede se il significato recondito di Levity – titolo di per se assai poco felice per una storia di peccato e redenzione -  non sia invece (per il film)  il più appropriato Inutility, dall’esterno del cerchio chiuso, nel complesso operativo biologico dello Stato costituzionale unitario delle Nazioni, Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per Azioni umane/Stato dell’Universo sulla Terra, Mondo della Nuova Terra… rivelato quale tenebroso film distributore di ignoranza, incapacità e idiozia, utile difatti soltanto per lo status quo usurpatio dello Spirito immondo, il Male perfetto, caduto in prescrizione, rimosso dall’Universo e mandato in perdizione con scalo protempore sulla Terra, insieme ai suoi dannati, gli aborti e i rifiuti umani. 
 

(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO  – Recensioni cinematografiche  –“ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Regno dei Cieli. Stato Costituzionale Unitario delle Nazioni/Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per azioni umane/Stato dell’Universo sulla Terra.  Il Mondo della Nuova Terra.  G.U e Vetrina: Blog di Sergio Valli http://vallisergio.blogspot.it/
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