lunedì 17 ottobre 2016

IL SEGNO DI UNA ESECUZIONE



 
 
Nella bustina colorata nascosta nelle mutandine, c’erano un paio di preservativi pronti per l’uso. Non si sa mai. Oggi, tra gli aborti e i rifiuti colpiti dalla CONDANNA DEL PERDONO, i mammiferi femmina scopano in giro, come capita.
Non hanno più le esigenze di una volta. A forza di imitare per rivendicare le pari opportunità, si sono trasformate in maschiacci, quelli che un tempo andavano a femmine e facevano la fila sull’uscio dei prostibili alla ricerca di un buco.
E a forza di scopare in giro con chiunque, purché munito di un pene funzionante, queste baldracche femmine hanno finito con il perdere il proprio fascino, la propria femminilità, la propria sensibilità. Sono, come si dice oggi, prostitute “a gratis”, mentre quelle costrette a farlo per sopravvivere nei luoghi chiusi erano donne. E poi ci sono i bisex, che per compensare sono estremamente schizzinosi su tutti gli altri argomenti: cercano il pelo nell’uovo e le differenze più sottili e predicano che non si deve mai fare di tutta l’erba un fascio, perché in fondo è impossibile trovare due sassi uguali.
Eppure in fatto di sesso non sono in grado di distinguere un maschio da una femmina. Scopano come capita, a casaccio. “Noi si guarda la persona, non il sesso”, si giustificano, cercando di darla a bere almeno a se stessi.
Pensa un po’: guardano la persona. Ma quale persona? Un qualsiasi aborto e rifiuto umano, indistinguibilmente, purché sia tale?
Nei Pridegay per lo meno si rappresenta uno dei gironi più “infernali” dell’inferno dantesco, e una qualche utilità ce l’hanno, pittorescamente parlando. E poi ci sono i vani delle porte, gli ingressi e le uscite. Gli spazi che non sono niente di preciso. E’ più facile ritrovarsi negli spazi che non hanno nome. E’ lì che chi si è smarrito può collocare se stesso e dargli il proprio nome. Questo spazio è Matteo, quello è Marco, quello in fondo è Luca o Giovanni.
A volte è però un rischio dare il proprio nome a uno spazio libero che non abbia una funzione specifica. Da quel momento ne sei responsabile e qualsiasi cosa faccia quello spazio ti daranno la colpa.
Potrai essere accusato di furto senza aver rubato e di omicidio senza aver ammazzato. Quando si da il proprio nome a uno spazio senza nome, bisogna perciò esorcizzarlo, perché altrimenti diventa un posto pericoloso.
C’è chi ci appende dei cornetti rosso fiammante, oppure altri amuleti e oggetti scaramantici per tenere a distanza il malocchio. Ma il posto che ha il tuo nome assume la regia del tuo destino, e allora - se vorrai sfuggirgli - dovrai combatterci contro, ed è impossibile farlo se, senza saperlo, sei un falso biologico relativo che finge di essere umano, ma è un aborto e un rifiuto, e non sei dunque reale, ma simulato.
Però, una volta che lo sai, hai già compiuto un passo perché sei riuscito a uscire fuori da te stesso e, guardandoti, hai scoperto chi sei. Ma non puoi lasciare il tuo souvenir sulla porta di casa. Ti riconoscerebbero tutti. Puoi metterci la tua faccia in prima pagina, ma se poi si vede un teschio senza labbra, ne lingua, ne pupille, ne capelli, ne naso, ne orecchie, come potrai continuare a ingannare gli altri e te stesso mentendo sul fatto che vedi, odi, odori, gusti e tocchi le cose, mentre lo credi soltanto?
Se i treni passano sulle strade accanto ai marciapiedi e le automobili sferragliano sulle rotaie con gli orologi bene in vista per essere in orario, il tempo salterebbe in aria, perché è tutto un calcolo di fondo: bisogna ubbidire allo scorrere del tempo e alle sue intrigaglie, ai suoi artigli, bisogna ubbidire ai tempi. Quando si nasce e quando si muore. Ma si ubbidisce senza ragione, senza sapere perché.
La ragione per cui sei nato e quella per cui sei morto, e in mezzo le tantissime altre ragioni e i tantissimi perché che nessuno conosce, perché non ci sono. Non c’è nessuna ragione, nessun perché, se sei un falso biologico relativo come i semplici animali e le cose inanimate: forse, sei una sedia o un letto dove qualcuno che non conosci si siede o si sdraia senza che tu nemmeno te ne accorga.
Forse quel tuo spazio che ha il tuo nome, sei proprio tu: un pavimento, una parete, un soffitto, uno scarafaggio, un verme strisciante. Così non stai tranquillo. Hai ricevuto il segnale. Corri. Devi correre, prima che tutto scompaia.
Devi metterti in salvo. L’Esecuzione della Condanna incombe: sei stato perdonato. Con cura ripeti i tuoi gesti senza senso, credi di vivere la tua vita senza senso. Ma non ti sei mosso di un passo. Non è successo niente. Non sei da nessuna parte. Quando arriverà l’INFERNO MANIFESTO lo scoprirai, appena prima della Cancellazione. E ancora prima assisterai alla Disinfestazione Generale, dove non sarai un testimone ma l’oggetto infetto infestatore.
Non potrai più scappare e nasconderti dentro la tua tomba, sotto una pietra o un sasso.
Quando la luce ti scoperchierà sarai finito, perché vedrai chi sei.
In questo momento sono tutti in giro, gli scarafaggi e le tenebre, perché l’oscurità li protegge.  
Affollano le strade, le piazze, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti. Sono tutti in viaggio verso la propria fine.  A bordo degli autobus, delle automobili, dei treni e degli aerei sfrecciano verso traguardi di cartapesta.
Questi luoghi sono più pericolosi degli spazi senza nome. La stazione ferroviaria, l’autobus, l’aeroporto e le strade, sono i passi all’indietro verso i luoghi che non sono luoghi, automobili che non sono automobili, treni che non sono treni, aerei che non sono aerei…Ecco: sei in buona compagnia. Tu non sei tu, e non c’è niente che sia ciò che tu credi. Sono appunti, calcoli del tempo e dello spazio che il tuo omega rende del tutto improbabili, o piuttosto impossibili perché non c’è nessuno spazio e non c’è nessun tempo.
Osserva con attenzione il falso biologico che ti passa accanto. Sei tu nello specchio, è la tua immagine.
Quindi, attento al segnale. Fai attenzione al segno! Se te lo lasci scappare, non avrai scampo: i semplici animali e le cose inanimate non servono, non hanno utilità per l’Universo.
Prima di scomparire, dovrai soffrire la MANIFESTAZIONE DELL’INFERNO; e ancora prima, quando ti troverai nel Mondo Parallelo Iperbarico per la purificazione estrema, non sfuggirai alla pala, alla ramazza e al forcone dell’Abbattitore del Tempio, non sfuggirai al fuoco della purificazione.
Ora sai perché la spazzatura se ne stà tranquilla nel raccoglitore dei rifiuti: la sua ignoranza è totale, non sa di essere spazzatura destinata al fuoco sterilizzatore.
E non potrai più tornare indietro, perché non c’è nessun indietro, e non c’è avanti, e non c’è destra o sinistra, nord, sud, centro, est od ovest.
Tu sei la preda, il tempio del Male Perfetto.
Tira fuori le forbici e ritagliati un bel posto in prima pagina, così faremo prima a scovarti.
I sintomi campione saranno i primi, se si vuole che un lavoro riesca bene. Gli altri, gli anonimi, i semplici sintomi, li seguiranno a ruota: sono stati fatti per questo.
La mandria è precipitata dal dirupo.
Guardati quindi allo specchio, rimira l’immagine, la tua Signora e Padrona; dopo di che infilati uno spillo in corrispondenza degli occhi e sulla bocca mostraci il sogghigno.
 


  
(S.V. “INESORABILE E ROVENTE     Racconti scelti  – “ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Regno dei Cieli. Stato Costituzionale Unitario delle Nazioni/Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per azioni umane/Stato dell’Universo sulla Terra.  Il Mondo della Nuova Terra.  G.U e Vetrina: Blog di Sergio Valli http://vallisergio.blogspot.it/
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