giovedì 6 ottobre 2016

E TRABALLANDO…



Finiscono nel burrone.  Gli occhi  sofferenti e cisposi, in un fondo fangoso,  putrido e diviso in due parti . Le pareti ricoperte da quadretti ad olio con cornici di legno, ognuno con la fotografia dello Scemo del Paese in carica in rappresentanza del Paese, fissata con le puntine. 
Una delle due parti svelava, tramite i suoi cadaveri galleggianti, i resti di una tragedia biologica e di un crudele destino genetico che nell’altra parte faceva scorrere tra fango e detriti, come un fiume di colore rosso rugginoso, il sangue infetto dei cadaveri. Ma quel fondo era contorto, arcuato, sovrapposto, intrecciato e reso visibile come in una gigantesca città mediatica sui cui notiziari, giornali, libri, oratorie, promozioni e monitor, gli Scemi del Paese si muovevano con un buffo passo strascicato, la fronte bassa, il taglio obliquo degli occhi, il naso appiattito, le orecchie a sventola che con l’attaccatura bassissima sporgevano sproporzionate da una testa troppo grande o troppo piccola.
Ma ognuno li vedeva a modo suo, riconoscendosi in loro, e quindi  scomponendo e ricomponendo come meglio credevano i contorni sfumati e indefinibili che li associavano ai ritardati mentali.  
Ma, anche se il viso sembrava fatto soltanto per esprimere tristezza, sollecitato si apriva in un sorriso largo ed estatico, da ebete allo stato puro, come nelle pratiche contemplative delle religioni e delle filosofie orientali o nella prassi politica e confessionale di ciascun Paese, riunendo tutti insieme questi suoi rappresentanti: Capi di Stato, Premier, Parlamentari, Ministri, Premi Nobel,  Premi vari all’Incapacità, all’Idiozia e all’Ignoranza (testuale, correggendone la simulazione e l’invertimento), nonché Papi, Grandi Finanzieri e Capipopolo, Direttori di testate radiotelevisive e di giornali, Grandi Scienziati, Artisti prestigiosi, Magistrati, Capi vari e Oratori  la cui lingua non appariva deformata.
Malgrado il gran parlare a vanvera, senza alcun senso logico e biologico, come nelle altre vittime della sindrome culturale di ciascun Paese, la lingua era più grande del normale, questo si, ma non spaccata in due o sporgente dalla bocca spalancata o a penzoloni. 
Gli Europei cercavano perciò di abbracciare senza riserve e pertanto alla rovescia  gli ideali degli americani, consapevoli che nella pratica venivano sistematicamente violati e capovolti dopo aver assunto verso di essi il più cinico degli atteggiamenti.
Qualcosa guizzava in superficie. E così, nell’occhio vitreo dei topi di fogna si contemplavano, riflessi.         

                        
                         
                                        
                          INESORABILE E ROVENTE                                     


Narrativa
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                             Racconti Brevi

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