venerdì 16 settembre 2016

LA VOCE E’ VIVA E DALLE MEDITERRANEE ACQUE RISORGE: IL VANGELO CHE VIVE. PARLA IL PRINCIPE DELL’UNIVERSO, GESU’ CRISTO RISORTO VERBO INCARNATO NELLA CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA USURPATA DAL CRISTIANESIMO NEGATIVO INVERTITO, L’ANTICRISTIANESIMO INCONFESSO OCCIDENTALE SIMULATO CRISTIANESIMO, GESU’ CRISTO RISORTO PRINCIPE REGNANTE DELLO STATO COSTITUZIONALE UNITARIO DELLE NAZIONI. IL CRISTIANESIMO REALIZZATO. PREMESSE DI CULTURA ECONOMICA. ALLA DATA ODIERNA.





LA VOCE E’ VIVA E DALLE MEDITERRANEE ACQUE RISORGE: IL VANGELO CHE VIVE. PARLA IL PRINCIPE DELL’UNIVERSO, GESU’ CRISTO RISORTO VERBO INCARNATO NELLA CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA USURPATA DAL CRISTIANESIMO NEGATIVO INVERTITO,  L’ANTICRISTIANESIMO INCONFESSO OCCIDENTALE
SIMULATO CRISTIANESIMO, GESU’ CRISTO RISORTO PRINCIPE REGNANTE DELLO STATO COSTITUZIONALE UNITARIO DELLE NAZIONI. IL CRISTIANESIMO REALIZZATO. PREMESSE DI CULTURA ECONOMICA. ALLA DATA ODIERNA.  




 
  

IL CRISTIANESIMO REALIZZATO: L’UNIVERSALESIMO – Trilogia dell’Universo - Volume Primo - (Continua dal  precedente Notiziario)
9 Aprile 1985.

PREMESSE DI CULTURA ECONOMICA.

Le ennesime corrispondenze ricevute, anche se nella maggior parte sclerotiche e rivelatrici della componente superficiale e ripetitiva, gestuale e astratta, dei nostri interlocutori, che dobbiamo ancora una volta invitare alla lettura attenta delle Circolari Universaliste e alla rigorosa riflessione sui loro contenuti, ci costringono a una replica forse superflua, quanto superfluo è il soggiungere come alla base di questa nostra opera di affratellamento, che importa la confluenza di tutti nel movimento universalista visto nell'ottica politica dell'organismo costituzionalista di legittimità italiana, è la comprensione del messaggio trasmesso dal Verbo universale.
Senza questa comprensione, è evidente che si resterebbe nel comparto ripetitivo dell'immaginazione e dell'ideologia, per cui - a costo di apparire tediosi - rinnoviamo la raccomandazione di una lettura attenta e riflessiva delle Circolari Universaliste, parola per parola, tenendo costantemente presente il nostro scopo, che non è l'inutile diffusione di un gesto già diffuso e superato, ma la creazione dei contenuti del gesto i quali, in virtù del seme apposto in ciascuno da Gesù di Nazareth, anche se nascosti dall'essenza negativa sono pur sempre latenti in ogni persona che in qualche modo si reputi "umana". Quindi questa è l'ultima volta, precisiamo, in cui ci soffermiamo sugli argomenti già trattati, perchè presto si dovrà passare ai più difficili temi di una scienza da rendere accessibile a tutti i cittadini.  Soggiungiamo che la presente è l'ultima Circolare Universalista inviata oltre che agli organi della stampa nazionale e internazionale e alla Segreteria Generale dell'ONU, anche ai "simpatizzanti" e a un contesto di cittadini scelto per campione. Questi ultimi non riceveranno più i nostri elaborati di Cultura Universalista, che verranno inviati esclusivamente ai cittadini italiani con i quali siamo in corrispondenza o che comunque in qualche modo ci rispondono.
Ci pervengono ancora inviti, suggerimenti, espressioni di simpatia e adesioni condizionate che per noi, lo riconfermiamo, risultano inaccettabili.  Alcuni nostri interlocutori esprimono perplessità nei nostri confronti, per metà considerandoci meritevoli di ammirazione visti gli alti fini perseguiti, l'originalità e la potenzialità creativa dimostrate, ma per l'altra metà accusandoci di suscitare incertezze per la nostra mancanza di praticità tattica che, a loro dire, noi si manifesterebbe nel raggiungimento, sia pure graduale, dei nostri scopi.  Alcuni ci scrivono riferendo di essersi consultati con letterati, scienziati, filosofi, esperti, etc., senza riuscire a vincere le loro incertezze per l'appunto, neppure insistendo nel "cercare di far considerare nelle nostre molte frasi troppo aeree, una abundantia cordis temporanea, anziché una nostra immodificabile mancanza di praticità gradualista".
Altri ci darebbero apertamente "del visionario" o considerano "folli" le nuove verità, e ci invitano  ad apportare correttivi alla nostra operatività pratica, che a loro sembra piuttosto carente, "fondando imperi, di tipo greco-romano-mediterraneo", e ci suggeriscono contemporaneamente la "riesumazione di monarchie e il recupero di dinastie di nobiltà decadute".
In conclusione, ci dicono che pur essendo gli esperti con i quali si sono consultati molto spesso pieni di difetti caratteriali, "cavarsela disprezzando i loro difetti non basta, perchè con poche adesioni il movimento universalista non andrebbe comunque avanti.  E' quindi necessario ricorrere ai compromessi".
Ci sono alcuni che affermano di attendere il ritorno di Cristo in terra, anche se lo ritengono improbabile, e dissertano sulla resurrezione dei morti, e vorrebbero per il prolungamento della vita carnale fare esperimenti sui cadaveri, decelerare la vecchiaia con studi per l'umanizzazione morfologica scientifica di parecchi mammiferi subumani e altri cosiddetti animali, modificando scientificamente la loro evoluzione morfologica storico-biologica: ben lecito anche questo, affermano, tra le tante mutazioni più o meno spontanee.
Altri ancora ci spronano a  riscrivere la Bibbia, adattandola a tutte le religioni e non solo a quella
cristiana, e ad edificare una nuova chiesa per tutti. Molti vedrebbero nel nostro esilio il luogo ideale per suscitare interesse in una nuova Nazareth o in una nuova Betlemme, che potrebbe essere Lanusei, opportunamente pubblicizzata. Un nostro simpatizzante si propone anche, con il nostro patrocinio o collaborazione, per un nuovo tipo di scuola che contrasti l'ignoranza, il conformismo e l'alienazione, dilaganti sulla Terra, con studi di filosofia, di alta cultura e di reale ricerca scientifica.
Da una prima lettera, annotiamo: "Non parlateci più di ideologie vecchie e nuove: tutte inconcludenti e spesso rovinose. Perpetuereste la Torre di Babele, con perdita di tempo prezioso per Voi e per noi. Parlate unicamente di problemi sociali essenziali che i Governi sono tenuti a risolvere, siano essi democratici o totalitari".
Trascriviamo una seconda lettera: "La mia partecipazione alla vostra impresa posso dirla intensa, se mi sembrerà che la vostra capacità realizzativa graduale sia soddisfacente, non solamente parole ma anche fatti, sia pure graduali, con la debita tattica, per metà da colomba e per metà da onesto serpente, come consigliava appunto Cristo".
E da una terza corrispondenza riprendiamo: "Voi continuate a fare riferimenti al problema delle bombe atomiche che interesserà le nuove generazioni più che la nostra, mentre sarebbe più utile parlare di guarigioni, senza rimandare ciò al ritorno di Cristo predicato dal Primo Cristianesimo e ormai da moltissimi anni ritenuto solo una mera mitologia.  Perchè non aggiungete anche questo nel vostro calderone teoretico, cercando di realizzarlo secondo il nostro possibile scientifico?"
In definitiva, rimproverandoci "chiacchiere" e "teorie" inutili, quasi tutti i nostri interlocutori ci invitano a compiere dei fatti.
A Gesù di Nazareth quasi tutti chiedevano appunto, invariabilmente: "Facci vedere tutte queste cose ". E un apostolo gli pose ben chiara tale istanza: "Facci vedere il Padre, una sola volta, e ci basta".
E così noi, più che da mera mitologia, ma piuttosto da ottime colombe o da onestissimi serpenti quali siamo(ovviamente in senso figurato, pregando di non confonderci ancora con i "visitors" cannibali delle favolette fantascientifiche dell'ammasso telecartaceo dei media),eccoci dunque qui, ben addestrati e pronti a compiere i fatti, le guarigioni, e soprattutto i miracoli attesi.
E a proposito di guarigioni, alla signora di Milano, la quale ci aveva scritto tempo fa chiedendo se potevamo guarirle la cataratta di cui soffriva a un occhio, allegando anche un francobollo per la nostra risposta, rispondiamo ora spiegandole che non occorrono francobolli per tali nostre risposte, e neppure incontri, visite, colloqui, massaggi, toccamenti, perchè la nostra risposta è visibile nelle condizioni future del suo occhio malato.
Per cui, riprendiamo il discorso, cioè la lezione universalista, con questo inevitabile inizio, rivolto a una scolaresca sorpresa ancora una volta chiacchierona e disattenta: "Non avete capito proprio niente!".

       ""    E allora Egli soggiunse:
             "Da tanto stiamo insieme
             e non mi avete ancora riconosciuto?       ""
 
Caro Cittadino,
richiamandoLa alla rilettura attenta e cosciente della Circolare Universalista n.3/9, avremmo ben poco da aggiungere.
Le diciamo innanzitutto che i Suoi progetti istitutivi culturali di ricerca scientifica reale sono meritori, ma realizzabili unicamente da noi Universalisti.
Altrettanto è valevole per quei "problemi sociali essenziali che i Governi sarebbero tenuti a risolvere, siano essi democratici o totalitari".
Questi essenziali problemi sono conosciutissimi da tutti in terra, e a maggior ragione dai predetti           Governi che hanno sui propri registri paga terminali e computer, i quali forniscono loro tutti i dati
necessari. Ripetere noi di tali problemi di cui già tutti ripetono incapaci di risolverli, perpetuerebbe l'esasperazione ripetitiva dell'ammasso per l'ammasso, mentre agli Universalisti compete il dovere opposto: la risoluzione. E anche dei Governi abbiamo già detto ciò che vi era da dire, per cui non ci ripetiamo. Lo stesso dicasi per la Torre di Babele: si rilegga per favore, per l'ennesima volta se Le occorre, la Circolare Universalista n.3/9, chiarificatrice di quel disaccordo generale che la semplice rivelazione sulla generale stonatura (senza eccezioni di tutti i relativi musicanti e suonatori dell'avvicendamento) trasmuta miracolosamente in un primo inequivocabile fatto, il quale manifesta appunto il PRIMO ACCORDO necessario alla creazione della musica dell'armonia.  Così che, caro Cittadino dello "specchio magico parlante", Le rinviamo, corretta, la frase che Le è, scientificamente, perfettamente congeniale: "Non parlateci più, per cortesia, di ideologie vecchie e nuove : tutte inconcludenti e sempre (piuttosto che spesso) rovinose. Perpetuereste nell'inferno atomico la Torre di Babele, con perdita di tempo prezioso per Voi, spensieratamente impegnati a salvare il niente saltellando tra i rami contorti di un albero della vita avariato dalla bomba-mela e dal marciume della vostra patogenesi sociobiologica.".  E, a proposito di quel tempo prezioso, di cui noi Universalisti siamo gli unici proprietari, e che Lei, ci consenta, disgraziato Cittadino della Terra, si accinge a perdere in eterno, aggiungiamo questa risposta(additandoLe tutte quelle Sue aeree "iniziative rivolte a propugnare i problemi fondamentali e concreti della società umana, in quanto non le chiacchiere interminabili giovano all'umanità, ma gli effettivi propositi di azione"): "Le vedete tutte queste belle cose? Ebbene, vi confermiamo che non resterà pietra su pietra che non sia diroccata". E anche questo è un probabile, anzi certissimo fatto.
Perciò, in merito ai fatti suddetti, passati, presenti e futuri, puntualizziamo:
1)che gli Universalisti, in quanto persone umane reali o vite nascenti, persone fisiche in corso di realizzazione umana, non esprimono giudizi  personali, e tanto meno disprezzano, ma parlano e agiscono in verità, il che significa scientificamente, per cui si limitano a riferire il responso inequivocabile della scienza. Quindi le incertezze e le perplessità si spiegano dal fatto semplicissimo che i nostri interlocutori, e a maggior ragione i loro consiglieri o esperti, NON CAPISCONO per loro naturale insufficienza intellettuale. Riprendendo le nostre parole evangeliche, anche queste scientifiche e non certamente espressione di offesa e di disprezzo per alcuno, spieghiamo adesso meglio come costoro non solo non sanno quel che si fanno, ma nemmeno quello che vanno dicendo. Ripetono e basta;
2)che la risposta della scienza sulla reale natura della Terra e dei suoi abitanti è la seguente: cibernetica e robotica:
3)che il responso di cui al punto precedente non costituisce - come detto e ridetto - offesa o disprezzo, ma semplicissima sperimentazione di congegni automatici complessi dell'universo.
D'altra parte, significherebbe disprezzare un registratore o un computer se gli riferissimo, a parte la sua ottimale ripetizione, la sua totale incapacità di parlare dal vivo?
E nel contesto patologico potrebbe considerarsi offesa e disprezzo una diagnosi pronunciata con precisione, serietà  e intendimento di cura, a una persona affetta da un tumore maligno? O la cecità diagnosticata a un non vedente? Oppure la sordità accertata a un sordo? O il mutismo a un muto? O anche la paralisi dichiarata a un paralitico? E la zoppia riscontrata in uno sciancato?
Senza contare come sia poi clinicamente evidente il perchè l'affezione mentale comporti la simultanea manifestazione di tutte queste malformazioni, da cui discende che per l'avaria cerebrale che affligge chi non comprende, costui non vede, non ode, non cammina, ma crede di farlo, immagina cioè di farlo per i conservati riflessi dell'inerzia (memoria). In realtà, costui è simile a un vegetale che non è capace di proseguire oltre la propria immagine statica oppure oscillante a seconda dell'area meteorologica, convinto che questa esprima l'interlocuzione, ossia il mondo esterno.
Nell'imperio del MONDO NEGATIVO INVERTITO, l'essere è simulato, per cui non può far altro che ripetersi, ripetendo immutabilmente il proprio passato, il vecchio, il concluso, la morte. E' questa una trappola coniata con scienza, dove per l'essere simulato non c'è altro all'infuori di se stesso, catturato com'è dalla propria simulazione: buco nero di convergenza di memorie e di avvenimenti sepolti, in cui egli consuma invariabilmente la morte degli avi accingendosi ad essere divorato a sua volta dagli avvicendamenti della rigenerazione automatica. Tutti i luoghi e i pianeti esterni alla Terra risultano vuoti e deserti. E' credibile che esista soltanto la Terra nel suo sistema planetario? O non potrebbe essere questo suo isolamento il sintomo preciso della sua dissociazione?
4)che agli "schizofrenici" abitatori della Terra (alcuni nostri interlocutori, anch'essi inevitabilmente tali in quanto terrestri anche se forse meno ottusi, li definiscono impietosamente "zavorra", mentre gli Universalisti si attengono al responso scientifico della psichiatria universale)raccomandiamo di non impermalirsi, per favore. Gli Universalisti si trovano qui appositamente per loro, per correggerli, per curarli, per guarirli, e dunque per recuperarli;
5)che per coloro i quali dissertando sull'improbabile ritorno di Cristo, sulla resurrezione dei morti, e via discorrendo, propongono ancora sevizie sugli animali e sperimentazioni mostrobiologiche, rispondiamo con un qualsiasi libro di storia naturale, perchè costoro ci chiedono di ripetere quanto è già accaduto sulla Terra;
6)che grazie alle puntualizzazioni precedenti, il comparto della riparazione, di cui tratta la Circ. Univ. n.3/9, si delinea più chiaramente quale recupero di atti e di fatti inequivocabilmente già avvenuti.
Quindi, carissimo Cittadino fratturato, ribadendoLe che senza di noi non potete fare proprio niente perchè l'atto e il fatto avvenuti conducono irreversibilmente alla bomba, ovvero al conclusivo the end,  invece di tornare e consumare la sua ennesima morte, che tra poco per Lei sarà davvero l'ultima, la definitiva, perchè morte universale, cioè fine della Terra, La invitiamo ancora a seguirci sulla strada retta. 
E prima che Lei si volti dall'altra parte e prosegua per il suo INVERTITO sentiero, il cui traguardo inesorabile è il big-bang del cerchio chiuso dell'Alfa-Omega, Le chiariamo anche che sulla Terra, credendo di operare per se stessi, tutti operano inevitabilmente per il proprio niente: a questi verrà perciò tolto anche quello che non hanno poiché, riconfermiamolo, quivi tutto è esclusivamente nostro. Punto e basta, anzi punto e ribadiamolo.
Anche per i consulti da Lei avuti con i Suoi compagni di sventura, oggi come ieri Suoi consiglieri ed esperti della frattura e della deviazione, non venga ora a dirci che non l'avevamo preavvisata. Il cieco che si appoggia a un altro cieco dove finisce?
Quanto Lei ci suggerisce è, di conseguenza, perfettamente inutile e insensato. Perchè dovremmo riscrivere una Bibbia e uno Scibile, oppure ricostruire chiese, moschee, abitazioni, alberghi, edifici, ville, giardini, fabbriche, quando sono stati già scritti i primi e già edificati i secondi sulla nostra proprietà, per cui sono nostri anche questi?
Riconfermiamo, semmai, il nostro obiettivo immediato, anzi immediatissimo, attualissimo, di oggi, di questo momento della Terra: ci troviamo qui semplicemente per riprenderci il nostro, vale a dire TUTTO CIO' CHE E' OGGI VISIBILE SULLA TERRA E DALLA TERRA DALLA SUA SUPERFICIE E DA  OGNI SUA PROFONDITA’, IN TERRA MARE E CIELO!  
Lo Stato costituzionale unitario delle Nazioni è in atto vigente sul pianeta, e se Lei vuole replicare che questa nostra rivendicazione non è un fatto, e quindi non è neppure legittima e pratica, accade perchè è Lei a non essere nè legittimo nè pratico e neanche un fatto, in quanto solo intendimento: non riesce a spostarsi di un millimetro dalla posizione in quiete della massa dove l'ammasso usurpatore ritiene, ovviamente, di non dover restituire il mal tolto e definisce utopia il suggerimento alla restituzione, il nostro invito "a mollare l'osso"(che, precisiamo, non è quello di Eva, e neppure quello di Adamo, ma è la nostra Terra).
Purtroppo per Lei, questi lunghi anni dell' "anti" e del "dopo" del nostro spazio, non glieli abbiamo concessi per giocare e neppure per generosità. D'altra parte, per dirla con Einstein, al buon Dio che gioca ai dadi non ci crede più nessuno ormai, visti i precisi rendiconti della Terra: e fanno tutti benissimo a non crederci, se è vero che il buon nome primo concorda perfettamente con quella  misteriosa pura essenza "diabologica" della nostra prima rivelazione.
Perciò, sarà anche meglio modificare quella nostra famosa dichiarazione fiscale, a suo tempo  negativizzata e invertita dall'omonimo contesto, ma oggi vigente  illegalmente perchè con il credo e la fede valevole fino a questo nostro ritorno.
Riguardo alle due distinte proprietà (quella di Cesare e la Nostra),è opportuno che adesso si dichiari, a scanso di ulteriori equivoci, come non sia più così, perchè ad avvenuta fabbricazione di ciò che ci occorreva (città, strade, giardini, case, ville, alberghi, auto, treni, aerei, computer, etc.),adesso è tutto nostro, anche Cesare.
E a buon intenditore...
EccoLe dunque il nostro programma, che Lei Cittadino povero, dovrebbe condividere in pieno, cioè in pratica, anzi praticamente oggi, subito, anzichè definirlo solo teorico, affinchè la Sua economia precaria non abbia più a traballare, e Lei riesca quotidianamente a procurare quel pane necessario a Lei e alla Sua famiglia, che a titolo sperimentale Le era stato moltiplicato insegnandoLe la formula dell'abbondanza, perchè Lei oggi se ne ricordasse. Per ogni altro Suo programma - caro Cittadino povero e indefesso, per non dire piuttosto, fesso, anzi fessissimo - di rinvio per ignavia alle Sue ipotetiche rigenerazioni e ai nuovi spazi, Le ricordiamo che soltanto l'Era Universalista rimane, essendo l'attuale l'ultima Terra.
Il disinteresse universalista per ogni separatismo, dovrebbe perciò risultarle ora più evidente. Lo abbiamo ben spiegato, con la pronuncia di una volontà irrevocabile di non spartire il "nostro" con nessuno.
Ciò significa che Lanusei, Nazareth, Betlemme oppure Sardegna, Galilea, Palestina, eccetera eccetera, ci interessano quanto potrebbe interessarci una mosca in un duplicatore moschicida.
Per i nostri frequenti richiami alla BOMBA, che purtroppo per Lei e la Sua famiglia non interessa un improbabile domani quanto piuttosto il probabilissimo oggi, passiamo alla lezione di scienza della tecnologia dell'universo per dimostrarLe una ennesima volta la nostra massima praticità, ovvero la teoria e in più la pratica, quindi il fatto, su una Terra ove sia teoricamente che praticamente resteranno soltanto gli Universalisti, per l'appunto, con ciò che quivi è stato edificato visibile e necessario, e che perciò "legalteoricamente" e di fatto è nostro, universale, perchè in conclusione  guadagno dell'universo nella resa dei conti del giudizio.
Tornando al contenzioso politico, cercando di dissiparne le incertezze e mettendo dunque da parte o meglio al bando ogni idealismo superato dalla coscienza intellettuale dell'uomo reale, La informiamo che accomunando al socialismo, al nazismo, al fascismo, al capitalismo, al qualunquismo, al proletariatismo (sia l'egelismo che il marxismo)il liberalismo, il radicalismo e le democrazie simulate, l'Universalismo reale li colloca, con la propria azione reversibile, al centro di un vortice patogenetico composto di gerarchie, di classi e di corporazioni dialettiche, proprie della partitocrazia o del totalitarismo, accantonandoli e abbandonandoli con ogni loro ulteriore sviluppo, diramazione, precedente oppure opposizione, tra le scorie dell'antistoria dell'uomo.
Primo e unico sulla Terra, e con un linguaggio poetico, politico e scientifico di estrema concretezza e attualità, che non ha precedenti nello scibile, il Verbo universalista della reversibilità afferma e impone infatti, quale condizione umana unica e inviolabile, garante e realizzatrice di un autentico umanismo - fondamento dello Stato di diritto e misura della società umana reale - il principio unitario dinamico dell'energia: l'EGUAGLIANZA ECONOMICA.
 Reggitore e divulgatore di una nuova scuola sapienzale (e promotore illuminato di una nuova filosofia fondamentale la quale, contrapposta al principio dissociativo relativo della disuguaglianza economica, resuscita e risplende, riunificandolo alla sua accezione greca e reale, il pensiero umano, ossia l'intelletto integro e integrale), il Verbo Universalista ci fornisce la più completa e organica filosofia di ogni tempo, scienza madre fondata su quell'opposto PRINCIPIO UNITARIO DELLA REALTA', che ci è dall'Universalismo medesimo svelato, correggendo e relegandole nella mera manualità tutte le attività non realmente razionali, creative e culturali, ma che comunemente ed erroneamente vengono ritenute e definite tali, mentre non sono che espressione animale sintomatica dell'intelletto simulato e relativo delle copie, attività prodotte dunque dal NON INTELLETTO, denominatore comune della dissociazione e dell'ellissi, relative cioè alla mancanza, all'assenza dell'intelletto. E per questo principio unitario, il Verbo universalista progetta, come conclusione del contesto dissociato del MONDO NEGATIVO INVERTITO, e come premessa alla rivoluzione reale  apportata dall'Eguaglianza Economica, quindi in una fase temporale precedente, la rivoluzione intellettuale quale prerivoluzione relativa, cospirando la evoluzione spontanea del pubblico, del giuridico e del sociale nell'UNIVERSALE, mediante il riconoscimento e la liberazione della
professionalità, della qualificazione e della specializzazione comunque ritenute "intellettuali" (docenza,impiego,funzione,letteratura,poesia,
scienza,religione,arte,etc:). Realizzatrice di questo riconoscimento e di questa liberazione potrebbe essere, ad esempio, la istituzione degli Albi della professionalità umana e degli Studi professionali umani, i quali sostituiscono i vecchi organismi
simulati, burocratici e animali, statali, pubblici o di parte, inserendosi direttamente nella dialettica del "mercato della produzione industriale", alla pari con la manualità riconosciuta ,in una lotta competitiva economica libera, necessaria, in quanto esperienza unitaria di accesso alla coscienza economica, per la conquista dell'Eguaglianza.
Questo ultimo periodo, più che il nostro accenno al primo accordo da stabilire tra i musicanti stonati quale premessa della musica dell'armonia (prima di ogni buon concerto non si strimpella forse un pò, allo scopo di provare gli strumenti?),risponde forse meglio al nostro interlocutore il quale, invitandoci ad essere essenziali, si dichiara convinto che sia sufficiente prospettare i problemi essenziali sociali da risolvere ai governi per compiere qualcosa di "essenziale" appunto e di "sociale" perfino. Non ci sono quindi più problemi, perchè mediante la prospettazione anzidetta sono tutti risolti: siamo infatti SOTTOTERRA.
Tuttavia, l'ingenuità(e l'artificio scimmiesco) dovrebbe avere un limite, in qualche modo, per cui riteniamo di non perdere affatto del tempo prezioso se riesumassimo per il suddetto interlocutore ingenuo, una antica nostra corrispondenza che in sintesi qui gli trascriviamo. Precisiamo che l'oggetto della corrispondenza era la costituzione di un comitato formato da "umanisti" e da "mondialisti", il quale comitato si sarebbe dovuto recare dai Capi di Stato per colloquiare con questi "ai fini della salvezza dell'umanità".
All'invito di far parte del suindicato Comitato, noi rispondemmo: "Teniamo a precisare che le riserve espresse non si riferivano tanto ai promotori delle iniziative, quanto all'interlocutore, alla controparte, ossia al potere, alla gestione, che quale zero aritmetico rende perfettamente nulla ogni iniziativa (vale a dire ogni movimento-moltiplicazione), per un processo matematico irreversibile.
Affrontare viaggi, spese, disagi, etc., per colloquiare con "l'idiota giuridico" di turno, ossia con il competente governante o politico, non avrebbe alcun senso e ci renderebbe tutti idioti, per il processo della negazione matematica generato dalla competenza azzerata, nulla, vuota e inerte, che importa incompetenza per istituzione e natura proprie. Ciò equivarrebbe al colloquiare, inviando suggerimenti o solleciti, a proposito della sopravvivenza umana, con il gatto di casa o con il cane di guardia, oppure col cancello del giardino e con la scimmia dello zoo. Per cui non sarebbe certo ragionevole, intelligente, e pertanto umano, trastullarci con simili animali o cose di evidente struttura disumana.
L'autorità dello Stato di usurpazione del Pianeta Terra, che non risponde dei propri atti, è giuridicamente incapace di intendere e di volere, così che finisce per costituire l'autorità dell'incompetenza, della irresponsabilità, della demenza, della falsità, del male e quindi quella della morte; autorità cimiteriale impossibilitata a comunicare con il mondo reale, cioè con la vita oggetto del colloquio".
Quindi, prima del colloquio, se si vuole davvero operare per la sopravvivenza del pianeta Terra, è necessario responsabilizzare chi è a capo, presiede e rappresenta, chi governa, chi legifera, chi gestisce comunque politica consultiva o decisionale, tramutando in articolo di legge la confessione di Yao, imperatore di Cina, il quale nel ventitreesimo secolo avanti Cristo riconosceva: "Se il mio popolo ha freddo, spetta a me provvedere; se il mio popolo ha fame, è colpa mia; se il mio popolo commette delitti, sono io il responsabile".
Quale dottrina dunque più comoda di questa nostra, umana, cristiana, universalista, in cui il Giudice si fà Maestro e, al momento dell'esame universale, concede perdono, promozione, prosperità, libertà, pace, giustizia, fratellanza, amore, vita ed espansione extragalattica, anche al più asino, scellerato e turpe cittadino?
Per non intenderla, il che vale sia per l'asma data alla nostra lezione che ci viene censurata dagli organi della stampa – e la censura attivata contro lo Stato costituzionale unitario delle Nazioni e pertanto contro l’umanità, da Facebook quale social del contesto delle Copie conformi e del ricalco espresso dallo Stato di Usurpazione attraverso Facebook a nome della comunità delle Copie conformi e dei Ricalchi e in rappresentanza della medesima, ne è chiara documentazione storica -  e sia per l'ansia di una scolaresca disattenta e dispersiva, prossima a un esame di riparazione la cui bocciatura è l'inferno… non basta essere discoli e disattenti, bisogna essere anche, soprattutto, disperatamente stronzi! 
Con questa considerazione ultima, concludiamo come preavvisato ogni rapporto con gli irrecuperabili, gli inservibili, che vengono abbandonati al loro sciagurato destino.
Per tutti gli altri (punto interrogativo sulla loro presenza), principia qui l'opera della ricostruzione. Informiamo che le nostre azioni politiche future e contingenti, si baseranno di conseguenza sulle proposte e segnalazioni che i cittadini vorranno cortesemente rivolgerci, per la comune opera di edificazione civile del consorzio umano sulla Terra.

Dalla Sede Operativa protempore, nel 50°giorno, della 2°stagione, del 9° anno dell'Era Universalista.

ALLA DATA ODIERNA
Nessuna risposta ne proposte di collaborazione nei termini da Noi evidenziati, ci sono mai pervenute; tuttavia le nostre parole non passeranno e non sono passate, per cui tali e quali le riproponiamo, oggi, 16 Settembre dell’anno di Cristo 2016,  ribadendo la nostra replica resa agli albori della Edificazione del Regno dei Cieli, Stato dell’Universo sulla Terra -  Edificazione che da Partito Universalista e da Repubblica Mondiale universalista ha gradualmente assunto, maturandola,  l’odierna  denominazione in Stato costituzionale unitario delle Nazioni, Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per azioni umane, Stato dell’Universo sulla Terra – ai suggerimenti, alle interrogazioni e  alle tante proposte ricevute di aggregazione a sedicenti organismi cristiani sia religiosi che laici,  preesistenti sulla Terra.
Pertanto  quale Fondatore sulla Terra dell’UNIVERSALESIMO,  Cultura dell’Universo,  il quale richiamandosi al Primo Cristianesimo lo resuscita in ogni sua essenza, dalle fondamenta ad ogni suo contenuto, abbiamo in questi giorni ricevuto una lettera proveniente da una persona malata terminale di cancro che, dichiarandosi titolare di un capitale di notevoli proporzioni ma sprovvista di eredi diretti,  richiede  la nostra disponibilità a ricevere in eredità il suo capitale  purchè il denaro venga utilizzato esclusivamente nel nostro lavoro in favore dei poveri.
Per cui, ribadendo nei dettagli  le origini della  fondazione dell’Universalesimo, Cultura dell’Universo,  e ribadendo conseguentemente e inequivocabilmente che dell’omonima Scuola sapienziale il Principe dell’Universo, Principe regnante dello Stato costituzionale unitario delle Nazioni, è l’uno, l’unico e l’indivisibile  reggitore  e divulgatore – e  una delle rubriche condotte dal principe sul Blog di Cultura dell’Universo che, perseguendo la diffusione evangelica del Primo Cristianesimo nella realtà dei nostri giorni,  a VIVA VOCE è denominata infatti  IL VANGELO CHE VIVE… ( DAL VERSO POETICO: “LA VOCE E’ VIVA E DALLE MEDITERRANEE ACQUE RISORGE”) – abbiamo risposto che per quanto riguarda il fattore economico, il Principe si sostiene assolutamente da solo, non ha collaboratori ne mecenati e – essendo Egli rispetto al Mondo delle Copie conformi e dei ricalchi, uno unico e indivisibile - la Sua missione alla data odierna è  unicamente e totalmente  a Suo carico, e tale è destinata a restare.    
 


(S.V. “NOTIZIE DALL’UNIVERSO E DINTORNI     Rubrica d’Informazione avanzata. IL VANGELO CHE VIVE     “ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Regno dei Cieli. Stato Costituzionale Unitario delle Nazioni - Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per azioni umane - Stato dell’Universo sulla Terra.  G.U e Vetrina: Blog di Sergio Valli http://vallisergio.blogspot.it/
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Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo.
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N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)


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