lunedì 19 settembre 2016

CULTURA DELL’UNIVERSO. IERI OGGI DOMANI. ATTI STORICI. AGLI ALBORI DELLO STATO COSTITUZIONALE UNITARIO DELLE NAZIONI: 1985 GIORNATA DELLA COSTITUZIONE. IN NOME DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA.





 
CULTURA DELL’UNIVERSO. IERI OGGI DOMANI. ATTI STORICI.   AGLI ALBORI DELLO STATO COSTITUZIONALE UNITARIO DELLE NAZIONI:
1985 GIORNATA DELLA COSTITUZIONE. IN NOME DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
AGLI ALBORI DELLO STATO COSTITUZIONALE UNITARIO DELLE NAZIONI

                            2 Giugno 1985.

GIORNATA DELLA COSTITUZIONE
 
Dopo aver individuato, contestualmente all'avvento del Verbo universalista, quali corporazioni dissociative patogene avverse al Verbo unitario della sanità, tutte le associazioni e le istituzioni, sia del contenzioso babelico pubblico che di quello privatistico e qualunque ne sia la natura e lo scopo, concludiamo la chiarificazione sul Partito Universalista Italiano con la trascrizione e l'analisi, da alcune lettere scelte per campione tra le ultime pervenuteci, di tre brani esemplari per incapacità intellettuale.
I tre brani riepilogano l'incomprensione e l'insufficienza dei nostri interlocutori occasionali, dimostrando come in mancanza di intendimento la lettura divenga dislessica e non offra alcuna conoscenza, costringendo il lettore delle Circolari Universaliste privo di coscienza intellettuale a un movimento istintivo a ritroso, istituzionandolo tra le spirali della generalità gravitazionale e abissale dell'antimateria per la ripetizione gestuale della sua prima ignoranza, da cui le successive acquistano forme gerarchiche relative.
I tre brani esemplari reagiscono alla Circolare Universalista n.7/9 del 12 Aprile 1985, provocando il rigetto, la negazione e la proiezione invertita dell'interlocuzione corporativista babelica, per cui nella ripetizione incosciente questa torna ad affossarsi alle prime obiezioni istintive di difesa interlocutoria che giustificano la stesura della prima Circolare Universalista (la n.3/9).
Si potrebbe ragionevolmente concludere che il ritrovarci fermi alla prima Circolare Universalista, attesti il fatto di non aver mai chiarito quanto era necessario chiarire: le nostre lezioni si sarebbero così rivelate perfettamente inutili. D'altra parte, la considerazione che ciò è servito a dimostrare l'animalità (la robotica) irreversibile e l'insussistenza intellettuale dei membri del contesto socialcapitalista babelico, non ci giustifica perchè ne eravamo a conoscenza per precedenti sperimentazioni. Risulterebbe poi irragionevole ritenere che tale dimostrazione possa in una qualche maniera tornare utile alla nostra controparte incapace, per la dimostrata sua natura robotica, di intendere e di volere.  Sarebbe come intestardirci a voler dimostrare a un insufficiente intellettuale la sua insufficienza.  Ci porremmo, in effetti, sullo stesso piano dell'insussistenza e della cibernetica; ed è proprio questo evento a risultare sia per noi che per la nostra controparte ottimale, perchè abbiamo realizzato un contatto che sembrava impossibile, se è vero che entrambi non abbiamo modificato la nostra natura.  Eppure, se per sperimentazione tecnologica universale, il nostro compito è di manifestare la reversibilità dell'esterno nel chiuso dell'antimateria, il nostro movimento reversibile deve per forza di cose produrre eventi contrari al contenzioso babelico. E difatti, questo contatto - impossibile relativamente al contesto chiuso babelico - è invece regolarmente avvenuto, ma con quei risultati sorprendenti e quei capovolgimenti di veduta evangelicamente prospettati, da cui accade che quelli che vedevano divengono ciechi, e coloro che non vedevano vedono.
E' un enigma di semplicissima soluzione, questo, ponendolo al vertice della razionalità. Abbiamo quindi ottenuto una risposta precisa, riepilogativa e verificatrice, alla nostra sollecitazione, quale testimonianza oculare e inoppugnabile della correttezza della nostra scienza.  Perchè se noi dicessimo "si", ottenendo per risposta un "si", ciò risulterebbe la nostra eco: ci troveremo integrati nella irreversibilità a testimonianza della nostra sconfitta. Ma poiché alla nostra espressione positiva otteniamo la replica negativa della eco dell'irreversibilità, abbiamo stabilito l'incontro ravvicinato con il nostro contrario: il mondo simulato.  La eco corporativa della relatività, che ci giunge nulla, vuota e inerte, si è ora perfettamente stabilizzata sullo zero dell'inerzia, del vuoto e del nulla, risalendo dall'abisso del sottozero inerziale.  In definitiva, l'interlocuzione riepilogativa è risalita dal sottozero dell'ignoranza allo zero dell'inconoscenza, così che la realtà, prima ignorata, è divenuta ora sulla Terra, anche se inconosciuta, VISIBILE.
I tre brani che trascriviamo divengono, in tal senso, dimostrativi.

1° brano: "Mi è grato riscontrare la Sua Circolare del 12 c.m. A causa della mia nota menomazione visiva, mi sono fatto leggere da altra persona il Suo lungo scritto, rivolto a perorare la validità del Partito Universalista Italiano. Non posso sinceramente condividerne l'impostazione, perchè la costituzione di una qualsiasi forza politica deve informarsi fondamentalmente su di un programma dei problemi sociali da risolvere, ovvero degli obiettivi pratici da raggiungere, anzichè prevalentemente su ideali o principi, per quanto elevati possano essere. Altrimenti cadiamo nell'inconsistente concezione di un fondatore di un Movimento risanatore della società umana, il cui programma astrattissimo era tutto un ossequio alla Divinità, culminante con la frase risolutiva  "obbediamo al Creatore e tutto sarà risolto".  In ogni caso non posso aderire ad alcun Partito perchè il termine stesso è per me immorale in quanto contiene l'idea di parte e quindi della divisione degli uomini in forze ovviamente contrastanti, atte a perpetuare la disastrosa Babele di ideali e di interessi.  Se però Lei decidesse di fornire un'altra denominazione alla costituenda forza politica, non potrei non offrirle la mia adesione, come ho fatto con tutte le Associazioni e Movimenti, aventi il fine di organizzare su basi di Ordine, Pace, Giustizia, la società umana. E poiché esiste già da lunghi anni l'organizzazione universalista, la Sua fondazione potrebbe essere denominata Associazione Universalista (ASSUN), oppure Movimento Universalista (MOVUN). Non discuto il contenuto della Sua Circolare tutto informato a concezioni bibliche ed evangeliche e rivolgenti anatemi contro coloro che non sono esattamente d'accordo con Lei, ovvero che informano il proprio movimento ad altre concezioni, anche se basate su principi etici e religiosi";
2° brano: "A me i partiti politici fanno schifo. Sul vostro non saprei cosa dire perchè non lo conosco. Dubito però che riuscireste a rimanere puliti una volta nella mischia. Alcuni mesi fà, il presidente del consiglio Craxi si è recato in visita a Cagliari dove la regione sarda ha allestito in suo onore un pranzo con circa cento convitati, per il quale pare siamo stati sperperati cento o più milioni di lire. Altro che fame nel mondo! La fame dei socialisti svetta su tutti i concorrenti; e questo è appena un episodio dello sperpero giornaliero del denaro pubblico. Lucullo era si e no un dilettante confrontato agli odierni organizzatori di banchetti pubblici a spese del popolo. Voi parlate bene, ma siete una religione, predicate mentre nessuno vi dà ascolto, giornali, Tv, radio, etc., vi ignorano puntualmente perchè non li pagate. Può darsi perfino che voi siate, come affermate, i proprietari della Terra e di tutto ciò che sulla Terra è visibile, ma quando mai vi restituiranno il vostro?";
3° brano: "Voi lanciate improperi a destra e a manca, come faceva Gesù di Nazareth. Ma qual'è il vostro programma concreto? Il Partito Radicale per esempio porta avanti un validissimo programma sulla fame nel mondo. Ha perfino denunciato alla magistratura per omissione di atti d'ufficio il capo del governo Craxi, il quale aveva disertato un'assemblea su questo tema.  In ogni caso vorrei conoscere il vostro programma pratico".
Fatta eccezione in parte per quella del secondo brano, in qualche modo meno addormentata, e alla quale profetizziamo perciò che tra qualche anno ai socialisti affamati succederanno, per irreversibile progresso morboso con ricambio patogenetico dell'organizzazione sociale negativa invertita, altri incredibilmente ancora più famelici, l'interlocuzione riepilogativa maligna ricordando il detto "non c'è peggiore intenditore di chi non vuole intendere", si trincera decisamente nell'ottica ottusa dell'associazione per delinquere, qual'è quella di disuguaglianza economica relativa, perdendosi in obiezioni ripetitive, speciose e insulse, fingendo di non accorgersi che il Partito Universalista esprime   l'opposizione della legalità alla illegittimità dei crimine e ad ogni forma di criminalità organizzata, evidenziando il programma pratico di ordine, di pace e di giustizia dello Stato di diritto reale, il quale nell'affermazione della civiltà  pone  in crisi i membri delle associazioni incivili identificandole tali.
Costretti ad accentuare quelle precise risposte e prove legali distribuite con le precedenti Circolari Universaliste e il nostro Progetto (la Legge di applicazione delle Norme fondamentali della Costituzione Italiana, la quale Legge universale fonda, coordina e realizza lo Stato di diritto in Italia), decliniamo all'interlocuzione riepilogativa, immonda da dislessia cronica, le nostre complete generalità dalle quali emergono chiarissimi e concretissimi sia il Progetto universale dei problemi sociali da risolvere enunciato, e sia la capacità di realizzazione autentica: "Partito Universalista Italiano, PER L'EGUAGLIANZA ECONOMICA, PER IL GOVERNO DELL'UOMO, PER IL DIRITTO ALLA VITA".  Per un bambino sarebbe stato sufficiente, egli avrebbe capito.
Ma poiché l'interlocuzione riepilogativa dell'associazionismo incivile, insistendo dissennatamente nella propria astrazione e nella propria illegittimità, non si accorge di avervi inserito l'unica componente legale e reale oggi presente sulla Terra, cioè l'Abbattitore del tempio, uomo e figlio dell'uomo, non si rende conto neppure di riepilogarne contestualmente il programma in verità concretissimo, avversario di quello conservatore (che nell'imperio della morte diventa poi sperperatore) del membro dell'associazione brigantesca che ossequia la divinità, la religione, la massa, la macchinetta, la statua, il rituale, la forma, l'apparenza, la simulazione, la violazione, lo spirito infetto, e i simulatori, gli spettri, gli idoli, i campioni di un campionario perverso, collezionandone gli  autografi.
Compare perciò evidentissimo il perchè l'interlocuzione reazionaria babelica giudichi "astrattissimo" l'unico programma concreto mai presentato nell'imperio dell'astrazione politica  planetaria: è infatti come se ci trovassimo a dover proporre a una fabbrica di medicinali un
semplicissimo rimedio universale il quale elimina di colpo ogni malattia, rendendo inutile l'uso delle medicine; oppure se proponessimo a una fabbrica di pneumatici la costruzione di un pneumatico indistruttibile.  La risposta sia della fabbrica dei medicinali che della fabbrica dei pneumatici, risulterebbe del tutto simile a quella dell'interlocuzione reazionaria, conservatrice di se stessa, dei propri interessi. L'interlocuzione riepilogativa babelica, che finge di voler contrastare il contenzioso babelico nel momento stesso in cui vi si trincera dentro cercando di difenderlo, difendendo infatti se stessa (vedasi nel 1° brano il periodo: "e rivolgente anatemi contro coloro che non sono esattamente d'accordo con Lei, ovvero che informano il proprio movimento ad altre concezioni, anche se basate su principi etici e religiosi"), sofferma poi la sua esibizione dissociativa nei termini immorali della propria moralità simulata, chiamando in causa gli ulteriori meri partiti del contenzioso: le associazioni, le società, le istituzioni, i movimenti (unioni organizzate di più persone per il conseguimento di uno scopo o di un interesse comune, esattamente come i partiti), vale a dire i fasci, distinguibili tra di loro unicamente per differenze apparenti coniate da fonetiche dissonanti, sigle etichette prive di senso e contenuto, su queste basi insensate e incontenute, disarticolate, infondate, insussistenti, strimpellatrici di mercato di inesistenti principi e tematiche di ordine, di pace e di giustizia, perpetuatrici babeliche del disordine, della discordia, dell'ingiustizia, gestiti dall'associazione per delinquere.
Chi non è esattamente d'accordo con noi, ovvero chi informa il proprio "movimento" ad altre concezioni sottraendolo alla nostra direzione (l'abbiamo detto e ridetto, spiegato e rispiegato, dimostrato e ridimostrato) STONA.  Và quindi espulso dalla sala del concerto dell'armonia. E ci sembra che questa necessità, più che "anatema" sia invero ovvia. L'anatema, dal vocabolario: "scomunica", ossia: "espulsione da un gruppo", è appunto l'ESPULSIONE, l'ovviamente necessario decretato dalla direzione dell'orchestra dell'armonia.
E poiché l'interlocuzione riepilogativa manifesta la "fissazione su se stessa" della eco e del buco nero babelico, immobilizzandosi e vorticando sui problemi sociali e sulla loro risoluzione, ci trasferiamo nel reparto di specializzazione medica e sanitaria della biologia sociale, spiegando che questi problemi, tutti i problemi, sono i SINTOMI, e che la fissazione vorticosa che su di essi ha l'interlocuzione riepilogativa è anch'essa un problema riepilogativo patologico, ovvero un preciso sintomo di riscontro del contenzioso da noi analizzato.  La diagnosi da noi pronunciata, ci permette di sottrarci, perciò, dall'errore generale (ignoranza della malattia e considerazione separata di ogni sintomo-problema), per cui sulla pelle ulcerosa del lebbroso viene sparso il boro talco mentre il lebbroso, roso dalla lebbra, infetta gli altri e muore.
Noi conosciamo perfettamente il luogo ove si annida il GERME universale dell'antimateria, e sappiamo come estirparlo. Per chi non avesse, neppure adesso compreso il senso di questa nostra
presenza, lasciamo parlare un bambino, il quale direbbe: "Il movimento universalista è il BISTURI dell'universo".
Abbiamo così stabilito in questo giorno destinato alla commemorazione, al cerimoniale e alla memoria, che da oggi assegniamo invece al lavoro, fondamento della Costituzione Italiana, il riepilogo della chiarificazione universale.
Ci dedicheremo subito dopo ai fatti e agli esempi dell'insegnamento, per l'applicazione della GIUSTIZIA SPIETATA dell'occhio per occhio, radunando sotto di Noi, ai nostri piedi e quale sgabello dei nostri piedi, tutte le nazioni della Terra, sollevando il sipario del loro palcoscenico.
E poiché il nostro primo spazio è compiuto, prendendo lo spunto dall'interlocuzione riepilogativa babelica e da quei nostri interlocutori in imbarazzo per la lunghezza di alcuni percorsi del logos universale, che finisce per lasciarli senza fiato, raccomandiamo di SVEGLIARSI, di VELOCIZZARSI, addestrandosi con la lettura dello spazio infinito a risorgere dal torpore mentale del proprio spazio finito.
E nel riepilogo chiarificatore, per le modifiche riepilogative sollecitateci dalla dissociazione babelica con suggerimenti alle stecche di sigle di stampo disarticolato, e di allineamento ai rigurgiti, alle eco, ai sussurri della simulazione, per gli strateghi dello scanno, della separazione e della spartizione, con le nostra vestimenta crocefisse, dei resti dell'Italia, rimettiamo l'invito salomonico all'integrità della nazione.
Riconfermando la nostra opposizione allo squarto, sollecitiamo i cittadini alla SVEGLIA, rinvitandoli all'edificazione del consorzio civile realizzato dalla Legge di attuazione delle Norme Fondamentali della Costituzione.  Per cui, preghiamo chi sia in grado di farlo, di illustrarne i contenuti politici ai quali soggiunge con implicazioni prioritarie, l'obbligo civile, fattosi ormai indilazionabile ai fini della sicurezza mondiale, della pace reale e della sopravvivenza umana, di sottrarre l'informazione pubblica all'omissione, alla censura, alla mistificazione e all'invertimento della notizia, liberando gli operatori dalle gestioni perverse responsabili degli accadimenti delittuosi, e reclutandoli al servizio del cittadini con vincolo giuridico e responsabilità penale codificata, affinché la diffusione della notizia correttamente ricevuta venga resa obbligatoria.
Dimostrare il dovere impellente di predisporre contro il regime simulato e simulatore l'avvento della scienza della verità e della realtà, quale ordine di convergenza universale alla concordia garante della sicurezza e della pace nel Mediterraneo, cuore e centro geometrico della Terra, e dall'area mediterranea nel mondo, vitalizza, nell'intervento di chi sia in condizioni intellettuali di farlo, uno degli aspetti primari dell'UNIVERSALISMO REALE , scienza dell'amore, della fratellanza e del diritto.
Così che tranquillizziamo una volta per tutte i preoccupati dei sorpassi, perchè il sorpasso, il vero, l'insorpassabile, è già avvenuto ad opera della Costituzione della Repubblica Italiana il cui articolo terzo dei principi di fondo, finora inapplicato, negativizzato e invertito, impone l'eguaglianza economica tra i cittadini: i falsi comunisti sono da tempo fuori gioco e tra pochi anni lo scopriranno: non sarà per magia se URSS e paesi satelliti scompariranno…
Il dilemma elettorale della scelta tra cancro e leucemia è superato dal sorpasso compiuto dal risorgimento costituzionale italiano, il quale impone oggi l'applicazione delle norme fondamentali del proprio essere mediante il Partito Universalista, cioè per opera dell'Abbattitore del tempio: i mali che ci lasciamo alle spalle sono ora perfettamente identici.
Nel riepilogo dell'autochiarificazione, resuscitiamo anche l'ultima domanda che ci viene dagli
ultimi perchè: il sommo sacerdote tace.
Non resuscitandola, in quanto viva e perenne, ma richiamando la Circolare Universalista della libertà e della fratellanza per la liberazione della città e del mondo, dalla testimonianza del giudizio rispondiamo in prima persona: "Il falso tace al cospetto del vero".
E affinché il servizio dello spirito maligno si mostri una seconda e una terza volta "urbi et orbi", e per la giunta della testimonianza dell'Apocalisse, a pag. 7undicesimo-dodicesimo-ultimo rigo della richiamata Circolare Universalista n.8/9, in cui ne rileviamo la natura prima, usurpatrice della
maternità della vita, che è quella dell'omissione, dell'astensione e della mistificazione del governo, per la seconda, natura matrigna, l'usurpazione della paternità della vita, e per la terza, natura figliastra, usurpatrice della fratellanza della vita...seconde e terze nature, queste, connesse alla rappresentanza di una paternità e di una fratellanza omesse, astenute e mistificate con scelleratezza dall'Usurpazione della  Chiesa Cattolica Apostolica Romana perpetrata dal Cristianesimo negativo invertito, l'Anticristianesimo inconfesso di stampo occidentale, aggiungiamo - preceduta dalla parte invariabile propria del logos, articolata con determinazione - la muta parola "del sommo sacerdote", antecedendola, come l'illiceità del connubio governo-chiesa è anteceduta dalla legittimità del concepimento della nostra rinascita storica sulla Terra, dalla congiunzione dell'aggiunta, del rapporto, del trattato, della cospirazione, dell'associazione perversa e dei patti illegittimi, affinché l'intero periodo si legga: AL BALCONE DEL DUCE E DEL PAPA.
E rivolgendoci ai cittadini italiani, liberati una seconda e una terza definitiva volta, e poiché il nostro più che un invito resta pur sempre un avvertimento, siamo perfettamente coscienti che l'invitare a partecipare alla nascita di un nuovo partito politico in uno Stato come l'Italia dove, con i risultati turpi che tutti conoscono, già ne imperversano di innumerevoli, sicuramente troppi (per cui ai più apparirebbe ben più utile ricorrere semmai alla loro riduzione), è un compito ancora più difficile di quello toccato all'ultimo pastore della favola, il quale dopo le precedenti avvisaglie non vere si era poi trovato al cospetto del compito sgradevole di dover avvisare i suoi fratelli di un avvenimento reale a cui nessuno avrebbe prestato fede a causa dei suoi precedenti inganni.
Ma ancorché alle favole e alle storie favolistiche - che l'Uomo mai ebbe ad annunciare il falso -vogliamo richiamarci alla realtà della Storia, che è infatti dell'Uomo e in quanto tale storia reale, ma senza con questo che il nostro compito si alleggerisca di un solo millesimo di grammo, tant'è che i falsi che ci hanno preceduti e che si succederanno negli anni a venire  sono tanti, troppi, come lo sono le patologie appunto, le simulazioni e gli inganni, e si sono moltiplicati, si moltiplicano e si moltiplicheranno fino alla costituzione dell'opposta organizzazione sociale, per l'effetto reazionario e degenerato di un tumore maligno.
E questo nostro avvertimento, che è il richiamo all'unità di ciò che deve farsi integro e puro, rispetto al falso è già uno, unico e indivisibile, come una, unica e indivisibile è universalmente la sanità contro la pluralità morbosa e gerarchica delle malattie.
Ma il frutto, si sà, è una identità inequivocabile per l'albero, per cui il frutto politico italiano non lascia adito a dubbi, ne limita la responsabilità di chi comunque in parlamento è presente, perchè in una macchina, della quale analizzato il prodotto la scienza medica impone il nome di "germe patogeno istituzionale", anche la sua più piccola componente, la rotellina, la vite, il perno, la puntina, serve la MORTE!
Ma noi, che siamo e serviamo la VITA, eccoci giunti alle soglie del cimitero della Terra, e proprio nel cuore morto della Terra, ad annunciare questa nostra presenza contraria, e in un certo qual modo incredibile,  per cui ci viene chiesto: "Ma perchè una nuova tomba? Qui ce ne sono già tante, troppe".
E infatti i risultati, le carogne e il fetore,  lo attestano.
E noi, che non siamo una tomba e non edifichiamo tombe, ci troviamo costretti a giustificare  il nostro arrivo camuffandoci in sepolcro, che altrimenti non avremmo accesso nel luogo in cui domina la legge della morte, e ci annunciamo in partenza, anzi già partiti, mentre in verità attestiamo l'arrivo, l'ARRIVO , UNIVERSALE,  DELLA VITA SULLA TERRA.
Il termine "partito", che divide e trapassa, è da noi adottato per l'obbligo di indossare l'uniforme della dissociazione nel luogo oscuro in cui essa domina e imperversa, che altrimenti non ci darebbero ingresso.
Il becchino ha ordini precisi. Ma dobbiamo presentarci. In anni di ricerca sulla Terra, abbiamo percorso ogni luogo, ogni nascondiglio, ogni anfratto, ogni strada tortuosa, alla caccia del nostro antico avversario, tracciando dalla caverna ad oggi il solco inconfondibile della nostra presenza, in tutto lo scibile umano.
Ed ecco che oggi il NEMICO è stato stanato, scoperto e incatenato alla sua stessa catena, proprio
nel luogo sacro della parola da egli crocefissa, occultata e imprigionata. 
Ma non poteva essere diversamente: il parlamento, la città, il cuore, il sangue e la carne, del risorgimento annunciato.
Perchè dunque un nuovo partito? Non bastasse il già detto, riepiloghiamo dicendo che il Partito Universalista Italiano non è un partito di parte, perchè è dell'Universo, per cui è l'unica associazione legittima, la società per azioni umane, lo status di diritto opposto al contenzioso incivile, non è quindi un partito, ma il nuovo si, il nuovo lo è sicuramente, il nuovo di tutto. E' l'Aurora!
Ma perchè di estrema sinistra? Anche questo è stato detto e ridetto, spiegato e rispiegato. E' il nuovo. E' dunque l'estrema, o piuttosto l’oltre, l’oltre dell’oltre, e se la sinistra è l’avanguardia, ovvero il terminale politico della Terra, l’avanti,  dall’Alfa all’Omega delineandone pertanto l’Omega… l’Universalesimo è l’Oltresinistra la quale scavalca in avanti, supera e va oltre, identificando la natura reazionaria, destrorsa e perversa, della patogenesi politica generale:  ogni altro partito, tutti i partiti, ogni declamata faziosità, associazione, unione, organizzazione, movimento, partigianeria, gruppo, interesse di parte e di classe, fascio e fascismo.
Ma questa posizione di avanguardia, di progresso, di democrazia e di rivoluzione reali del Partito dell'Universo importa, nel confronto dialettico con il contesto simulato di chi ci ha preceduti e che noi superiamo, la necessità di una profonda autocritica, le cui risultanze confermano sia negli aspetti semantici che in quelli epistemologici dell'antropologia umana, la correttezza del nostro essere reale, non soltanto per la cittadinanza italiana e della Terra promessa e ora posseduta, ma anche per la nostra origine soggetta a un patto di fedeltà con la Repubblica Italiana e con il suo popolo, sin dai tempi in cui la nostra presenza sulla Terra si dischiuse alla promessa del ritorno con un giuramento reso sul nostro sangue dalla croce. 
Per cui riteniamo di avere bene assolto, anche in questa circostanza, il giuramento di fedeltà alla Terra, avvisando con mezzi fraterni e democratici dell'eversione fascista in atto, individuata contro le istituzioni dello stato italiano, ad opera di un sistema politico di amministrazione straniero e nemico, perchè non conforme alla costituzione della repubblica italiana, la quale si fonda antifascista e democratica in tutte le sue istituzioni.
E tale sistema perverso, grazie ai suoi avvicendamenti ai vertici, si rigenerà, immutabile, fino a quando non verrà attivata l'opposta organizzazione sociale.
Ma i fascisti e i nazisti, come i qualunquisti e i farisei, nonostante quel loro travestirsi, camuffarsi, nascondersi, cambiare nome, pelle e colore, le lunghe frange, i merletti e il bell'aspetto, sono con tutte le loro ascendenze, discendenze e diramazioni segrete, soltanto delle scimmiette imitanti e festanti, baubaubaublablablablateranti allegre e amanti della musica, dei primi posti in sinagoga, nei cimiteri o in televisione, prime nella piazza, nei cortei e nelle parate, nei balletti, nei salti e nelle corse animali, e quindi delle povere bestiole ben riconoscibili.
Eppure i cloni della Terra erano stati creati a somiglianza e immagine umana, androidi dunque la cui componente umana essi hanno però tradita per soggezione alla natura robotica animale, mentre l'Universalismo reale, l'Universalesimo, è un'arca che non dà asilo alle bestie:  l'arca zoologica è sepolta nel passato, all'inferno!
La resurrezione italiana costituisce allora, per scelta storica universalista, il cuore, la coscienza e l'unico futuro esistenziale possibile per il pianeta Terra.  E' questa l'arca per la fondazione del mondo nuovo nascente dalla nuova organizzazione sociale.
Ma la giustizia universale è perfetta, perchè reale, ne abbiamo parlato. Ciascuno giudicherà se stesso e pronuncerà la propria sentenza. Attenzione, dunque, l'UNIVERSALISMO REALE è quell'ultimo che diviene il primo, ecco perchè in ogni confronto si colloca sempre all'ultimo posto, e il suo movimento reale non è, come lo sono invece  i partiti, le associazioni, le unioni, etc., fine a se stesso, perchè incarna invece il fine del tutto, come del tutto è il fine dell'amore, l'ordine universale di convergenza per la giustizia e la vita.
Per cui, nel mondo della pace armata, l'avvertimento, l'invito che noi rivolgiamo, è l'annuncio del nostro arrivo il quale, come quello del sole, è un atteso ritorno. Ed è comunque l'annuncio dell'aurora, del sole nuovo che sorge, presto davvero libero e fecondo e non falso come quello dell'antimaestro, perchè Universalismo reale vuol dire luce e non "duce"    
Non Duce dunque, Cesare, Kaifa o Barabba, perchè Universalismo reale, Universalesimo,  significa nuovo giorno, e dunque verità, vita, integrità, conoscenza, coscienza, giustizia.     E significa, infine, trascendenza, nello spazio e nell'infinito, ovunque sia il Regno universale dell'Uomo,  essere uno, unico e indivisibile, dotato di intelligenza.
Il movimento universalista reale segna perciò oggi l'unico denominatore comune per le nazioni e per i popoli, di qualsiasi razza, religione e cultura essi siano, nessuno escluso da oriente a occidente, da levante a ponente, è il tempo, il nostro spazio, la nostra terra.   
E affinchè, collocandosi ora fuori  e contro l'Universalismo Reale , il nostro interlocutore non abbia a perdere l'unica cosa autentica che ancora gli rimanga, lo avvisiamo...attenzione!  Fuori dell'Universo e del Tempo reali è la morte perpetua.
Ma per la vita nuova del tutto nuovo, ecco già qui, su tutta la Terra, da oriente a occidente, da levante e ponente, il tempo nuovo, il nuovo spazio, la nuova Terra, è l'Era. L'Era Universalista, madre dell'Universo, che qui risorge e risplende. 
Ecco allora che il Partito Universalista Italiano nasce oggi in Italia e nel mondo per la sfida definitiva della Storia alla morte in cui non vi è alcuna storia. E non marcia verso il parlamento per occupare dieci, venti, cento o mille troni, poltrone, sedie o sgabelli, ma per rivendicare quella presenza che gli venne usurpata dalla forza maggiore straniera, e che è nostra di diritto, per costituzione divina, per natura e per Legge. Noi siamo l'Uomo e il Figlio dell'Uomo,  la Persona umana, la Sovranità del popolo.
E ci presentiamo ora allo straniero strisciante, per riprendere ciò che ci appartenne prima della usurpazione della serpe. Per ripulire dunque, per purificare, per mondare, per risanare, per riedificare sacro l'antico Eden trasformato in un lercio mercato di briganti dal frutto marcio della violazione originale dell'ordine economico universale. E in quel luogo sacro di legislazione divina e di popolo, un tempo giardino fiorito, oggi giungla qualunquista animale e ritrovo di serpi rognose, l'Abbattitore del tempio ristabilisce la presenza legittima, definitiva e inviolabile dell'UOMO!
Lo Statuto del Partito Universalista lo documenta. E documenta il risorgimento reale dell'Italia non più fascista dunque, usurpatrice cattolica e monarchica, laica, farisea, qualunquista, colorata di putrida vernice, ma Italia! Libera!  Italia libera! E Italia Universalista.
Nella quale Italia, come in ogni altra nazione in cui il sistema politico vigente non è conforme alla propria Costituzione rivelandosi quindi usurpatore, le classi brute di occupazione gerarchica sperperano i beni della sopravvivenza umana, facendo fronte alle spese con imposte sulla povertà delle famiglie  Perchè non vi è una sola imposta, sottolineiamo una sola, che colpisca, abbia mai colpito e mai colpirà prima dell'attivazione del nuovo ordine sociale, la ricchezza, la proprietà, il patrimonio, il reddito reale. Che un tale sistema di oppressione straniera faccia si che la natura bruta imperi, trasferendo nel contesto sociale disumanizzato i principi incivili della rigenerazione animale radicati esclusivamente sui fattori ereditari o sul crimine -  così che per un ineluttabile processo naturale dal denaro nasce denaro, dal debito nasce debito, dalla povertà nasce povertà, dalla ricchezza ricchezza, etc. -  è di comune accezione sul pianeta. Lo sanno tutti, anche i sassi. Ma quello che nessuno sà, non ha mai saputo e mai saprà prima dell'attivazione del nuovo ordine sociale, è che l'Abbattitore del tempio è qui che incombe, nel nome del popolo, nel nome di tutti i popoli della Terra e dell'Universo, per fare "piazza pulita" del nemico, in una maniera perfino più efficace della bomba dell'atomo, perchè la sua arma è la giustizia universale.
I rettili striscianti in parlamento raddrizzino le viscide antenne inefficienti quanto i loro radar, ed inizino pure  a tremare, emettano le loro vibrazioni angosciose, perchè la parola è tornata, la voce è viva, la carne e il sangue resuscitano: l'Uomo è nel mondo.
Ed è così che in questa resa dei conti, la FAO, la banca mondiale e gli altri organismi di lotta simulata contro la fame nel mondo, calcolano che in tutta la Terra vi siano da seicento milioni a un miliardo di persone che soffrono la fame, e che trenta milioni di esse muoiano ogni anno per le malattie e le conseguenze della sottoalimentazione. E ciò avviene nonostante la produzione mondiale dei cereali abbia ormai superato i 1.600 milioni di tonnellate annue, cioè una quantità che sarebbe più che sufficiente per soddisfare adeguatamente i bisogni alimentari mondiali. La Terra nutre dunque adeguatamente i suoi abitanti e soddisfa ogni loro bisogno. Ma per ovvie finalità istitutive, le organizzazioni sociali di disuguaglianza economica relativa lo impediscono, ricorrendo alla distruzione dei prodotti elementari superflui e non utilizzati nelle opere assistenziali dell'ipocrisia.
Il nostro programma politico immediato di lotta al nemico verterà dunque sui temi fondamentali , democratici e risorgimentali, della legalità costituzionale, del diritto, della giustizia e della pace sociale, obbligando l'usurpazione a venire allo scoperto, con le sue schiere di traditori e di collaborazionisti, per la rigorosa osservanza delle norme fondamentali della Costituzione Italiana, che si istituisce sul lavoro produttivo e non sulla disoccupazione programmata, sull'eguaglianza economica dei cittadini e non sull'ineguaglianza, sulla cultura e la scienza e non sull'ignoranza, sulla libertà di informazione e non sulla censura fascista, sull'occultamento o la mistificazione della notizia, sulla sovranità del popolo italiano, sulle libertà costituzionali e sui diritti umani e non sull'imperio straniero delle classi gerarchiche di occupazione capitalista, non sul moschetto e la galera, non sul sopruso di una maggioranza bruta coattivamente privilegiata ed emergente.  
Primi obiettivi per la cacciata dall'Italia dello straniero, sono l'obbligo dell'applicazione della legge italiana in parlamento, parlamento che deve tornare in Italia.  Da cui il ricostituito diritto sovrano del popolo e della legge si trasferisce dal potere legislativo, promulgativo, esecutivo e giudiziario della delega coatta ai cittadini.
Temi essenziali: 1) Equa e reale rivalutazione delle pensioni. Applicazione dell'art.36 della Costituzione per la rivalutazione reale dei trattamenti dei dipendenti pubblici, avendo per riferimento la professionalità anziché il clientelismo gerarchico, eliminando i privilegi, le disparità giuridiche ed economiche, l'iniqua distribuzione classista e lo sperpero. Revisione dell'istituto degli assegni familiari applicando il disposto di cui all'art.31 costituzionale. Revisione costituzionale del sistema di assegnazione delle cariche, dei posti e delle poltrone ai vertici, eliminando l'obbrobrio imperante delle nomine degli esperti inesperti del tipo "beffa di Livorno".   "2) Applicazione dell'art.3 della Costituzione per la equiparazione dei trattamenti economici e giuridici dei lavoratori, compresi i dipendenti del settore privato, gli autonomi e i liberi professionisti. Revoca dell'istituto delle gerarchie economiche e dei gerarchi. Applicazione degli articoli costituzionali 1, 2, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 33, 34, 35, 36, per la soluzione dei seguenti problemi: casa, lavoro, professionalità dei cittadini, scuola, stampa e informazione, giustizia, lotta alla mafia, alla camorra, all'andrangheta e alla criminalità comunque organizzata, mediante la netta distinzione penale tra il cittadino che occasionalmente si renda responsabile di un reato e i criminali di professione in quanto tali privi della cittadinanza di cui all'art.3 della Costituzione, con conseguente modifica dei sistemi carcerari, revisione del fisco da indirizzare all'individuazione dei redditi reali(ricchezze, patrimoni, proprietà immobiliari),droga, revoca del servizio militare di leva.  3) Applicazione dell'articolo costituzionale n.32 per l'istituzione di un nuovo sistema sanitario da estendere gratuitamente e indistintamente a tutti i cittadini, con il reclutamento delle strutture sanitarie anche specialistiche e del personale sanitario anche specializzato, destinandoli senza eccezioni al servizio del popolo. Eliminazione di ogni status assistenziale, occultatore del diritto costituzionale, e revoca degli enti e uffici di tutela, rappresentanza e assistenza simulate dei cittadini. 4) Applicazione dell'art.4 della Costituzione per l'innovamento del mondo del lavoro con il reclutamento dei disoccupati e degli inoccupati, dei "cassa integrati", dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti di ciascuna specializzazione, destinandoli al servizio sociale in favore del popolo. 5) Applicazione del dettato di cui al primo comma dell'articolo costituzionale n.5, per la eliminazione di ogni squilibrio giuridico, economico e fiscale, esistente tra il sedicente privato e il pubblico, mediante una nuova disciplina sulla gestione del denaro della Repubblica (e in futuro di eventuali  comunità di nazioni)e sulla concessione di mutui e contributi di qualsiasi natura, comunque provenienti dai fondi del popolo. 6) Disciplina costituzionale di gestione dei servizi di primario interesse pubblico: telecomunicazioni, energia elettrica, riscaldamento, trasporti urbani, ferroviari, marittimi e aerei. Applicazione dell'articolo 31 della Costituzione, per l'instaurazione dello Stato di diritto reale, in cui il popolo sia inviolabilmente sovrano, dell'eguaglianza della legge in ogni campo dello scibile sociale, previa osservanza di una legittima e rigorosa politica dei redditi, i quali si stabiliscono non astrattamente ma dal numero complessivo delle persone umane componenti ciascuna famiglia italiana". Questa ultima osservanza costituzionale, è conseguibile con la dichiarazione di inefficacia, per palese violazione e usurpazione fasciste della Costituzione della Repubblica Italiana, della sentenza dell'8 giugno 1963 (n.81 Cort. Cost.) - e di ogni ulteriore analoga sentenza "formato Livorno" o "conforme al soppresso regime fascista", inteso che il giudizio sulla parità delle situazioni tra i cittadini, che importa eguale trattamento, spetta insindacabilmente, unicamente e inviolabilmente alla Costituzione della Repubblica Italiana, la quale si esprime infatti, con l'Art.3, che opportunamente trascriviamo, individuandola e decretandola inviolabile nella condizione universale sancita dalla cittadinanza italiana posseduta e riconosciuta tale e nell'obbligo assegnato alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che ne impediscano l'applicazione: " Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
L'ultimo tema costituzionale e patriottico diviene allora il primo, e con il primo difatti coincide, nel nostro Programma Politico. Per cui, soggiacendo all'obbligo impostoci dal Suo Articolo 52, 1°comma…

IN NOME DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Pronunciamo universalmente l'inefficacia della violazione nemica e l'inefficacia di tutte le sentenze e norme di usurpazione intese a restaurare il precedente regime.
E denunciando universalmente il delitto di ricostituzione sotto varie forme del disciolto partito fascista e l'alto tradimento cospirato e consumato contro la Costituzione Repubblicana e il suo Popolo, delitto provato irrefutabilmente dall'applicazione in Italia del codice monarchico-fascista Rocco, dalle leggi  ad esso ispirate e dalla omissione dell'applicazione del Codice Costituzionale, e dalla conseguente violazione fascista degli art. 3 e 134 e del XII delle disposizioni costituzionali transitorie e finali, per la lotta contro l'usurpatore e lo straniero, contro i traditori e i mercenari, i venduti e i collaborazionisti, l'Abbattitore del tempio proclama la mobilitazione civile dei combattenti per la pace, per la giustizia, per la vita, all'insegna dello slogan risorgimentale : "Diamo l'Italia agli Italiani".
Che dire ancora?  Il partito dell'Abbattitore del tempio, ed è negli occhi, nel cuore e nella mente di ognuno, nasce immacolato e splendente da ogni luogo e su ogni luogo d'Italia e del mondo.  E, come per magia, s' incarna nel reale dalle pagine antiche della Bibbia e del Corano, ma anche da quelle di ogni altro testo antico o moderno dello scibile umano, dalla Storia alla Scienza, dalla Filosofia alla Poesia, dalla Geografia alle Geologia, dalla Cosmologia all'Astronomia, dalla Teologia all'Informatica e alla Sociologia, dalla Psicologia e dalla Parapsicologia all'Occulto e alla Paranormalogia, dalla Fantascienza e dalla Fantapolitica all'Economia, all'Algebra e alla
Matematica, fino all'Enciclopedia dell'Universo.
L'Universalismo reale, l’Universalesimo,  s'incarna così, nell'incredulità generale di un'Italia e di un mondo disillusi, ingannati, assassinati, vituperati, traditi e oscurati da sempre; tanto da ritrovarsi ad affrontare, in una vicenda mitica e teologica, e quindi mitologica, il percorso solitario e impervio "in una terra di nessuno" dei fantastici cavalieri erranti, sottoposti da un volere superiore all'obbligo di dover sostenere, per tutti, la prova del coraggio e della vita affrontando la morte contro il mostro immane, oggi visibile nella forma di una tomba nucleare, in uno scontro titanico che vale la salvezza di una principessa prigioniera, inerme e addormentata, quanto lo è difatti oggi l'umanità della Terra.
Il cavallo bianco non è più di moda, dopo il reiterato avvento dei falsi cavalieri, e tanto meno lo è la spada magica dell'eroismo titanico; eppure, se il cavallo è alato come alata è la fantasia, e la magica spada è tagliente e fulgida come lo è la ragione , ebbene l'Universalismo reale, l'Universalesimo,  è tutto questo.  Per cui non può arrestarsi, e non si arresta, dall'affrontare il Giudizio del cosmo per la salvezza di una umanità soccombente a se stessa, già condannata da se stessa, neppure constatando che al salvatore cavaliere dal cavallo bianco non ci crede più nessuno, tanti se ne  sono avvicendati, si avvicendano e si avvicenderanno fino all'esaurimento delle organizzazioni sociali di disuguaglianza economica relativa, con cavalli ammantati di una immacolatezza che diviene poi oscura per le tenebrose ali di pipistrello rivelatrici e seminatrici di morte e di ingiustizia.
Ma forse che l'Uomo, al suo ritorno annunciato sulla Terra, avrebbe tema di affrontare il suo compito di salvezza, per i tanti anticristi apparsi, scomparsi e ricomparsi, i quali falsamente hanno detto, dicono e diranno al Popolo fiducioso: "Eccomi. Sono io"?
Questo è l’Universalesimo, l'Universalismo reale, che non afferma falsamente: "Eccomi . Sono qui". Ma è qui. Da oriente a occidente, da levante a ponente, in ogni luogo umano della Terra, e quale prova tangibile della sua immortalità, contro chi lo precedette affermando falsamente di essere il ritorno e il maestro, l'Abbattitore del tempio innalza oggi, nella Città, il nome nuovo e il tempo nuovo. E li innalza, raggianti e fulgidi di vita, contro l'usurpatore e lo straniero, contro le turpi legioni dei traditori, dei mercenari, dei venduti e dei collaborazionisti, contro il cimitero, il tempio e i teschi della morte - seggi parlamentari di Cesare, di Haifa e di Barabba - pronunciando queste supreme parole: "Voi non siete riusciti ad uccidermi. Perchè io sono qui, oggi, vivente, tra i posteri e gli eredi del DELITTO DELLA CROCE. E i mandanti, gli esecutori e i testimoni del delitto della croce, sono tutti morti".
Con l'avvertimento di allora: "Come il lampo è visibile da levante a ponente, così sarà la mia venuta"; e la pronuncia fatta oggi con il sangue e la carne del risorgimento, diciamo anche : "Credetelo! Gli indecisi, i ritardatari, i conformisti, i profittatori, i furbi, gli scettici, i cinici, i venduti, i mercenari, i traditori, i collaborazionisti, ma anche i disillusi, gli sciocchi e gli increduli, perderanno il cavallo vincente il quale, come ormai tutti sanno, per loro disgrazia è davvero l'ultimo di tutti, e che quindi, per loro disgrazia ultima e perenne, diviene il primo, vincente, primo sul traguardo di giustizia di una Terra che non è più di nessuno, ma è nostra, ed è quindi di Dio!.
In nome del Popolo e della Legge, questa è la Terra della promessa, qui mantenuta, della nostra eredità, che risorge oggi in Italia e nel mondo, nel Parlamento radioso del mitico Eden, e riunisce nella sovranità del suo Popolo la trinità della Legge, che è legislazione, governo e giustizia universali.
Dalle rovine insanguinate del Colosseo, dai sussurri delle catacombe e dalle grida delle croci cosparse di pece per il martirio, testimoni della nostra prima presenza in schiavitù, e per l'infernale rogo di fuoco atomico della vendetta divina, l'Universalesimo contempla ora, libero, i tanti osservatori che lo ricercano ostili o imploranti, ciechi e schiavi sulla Terra.
Nonostante quel loro aguzzare occhi e orecchi di chi non intende e gli atteggiamenti istrionici e tortuoso-scimmieschi di vedette armate di strumenti elettronici e di sofisticate sperimentazioni tecnologiche, essi - schiavi della macchinetta e del gesto - non riescono a vedere e udire appena oltre il loro maso, perchè guardano qui o là, nelle stanze interne o nel deserto, mentre l'Universalismo realizzato, l'Universalesimo, non è qui o là, nelle stanze interne o nel deserto, ma poiché è libero è ovunque, e ovunque spazia libero, da levante a ponente; ed è qui oggi presente sulla Terra.
E poiché l'Universalismo reale, l’Universalesimo,  è Signore dell'universo, e gli Universalisti esprimono la libertà, la verità, la giustizia, la sicurezza, l'amore e la fratellanza su tutto, rivolgiamo ai suddetti fratelli lontani il nostro augurio sincero e l'invito alla vicinanza, alla fiducia e alla speranza nell'Universo e nella Vita, nella Terra e nell'Extraterra, perchè - lo ricordiamo - "Chi non è contro di noi, è con noi".
Pertanto,  dal Ieri dei  Nostri Albori,  dal 2 Giugno 1985  all'Oggi, 19 Settembre dell'Anno di Cristo 2016 del Nostro infinito Domani, recuperiamo l'acronimo unitario dell'Universo...Dsui-Osder-A-Sau (Disattivare senza ulteriore indugio l’Organizzazione sociale di disuguaglianza economica relativa aderendo alla Società per azioni umane dello Stato costituzionale unitario delle Nazioni)!
 

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