lunedì 8 agosto 2016

TERRA DI CONFINE



 
 
 
Quattro cowboy conducono le loro mandrie attraverso le vaste praterie del West, quando si imbattono nel malvagio proprietario di un ranch che tiranneggia la cittadina di Harmonville e vuole impadronirsi del loro bestiame.
Inevitabile è lo scontro, e immancabile arriva subito dopo la vittoria dei “buoni”.
Soltanto uno dei quattro cowboy ci lascia le “penne”,  e questo è già un primato e un segnale della non  eccessiva violenza di un film – nel quale non manca comunque la strage finale dei “cattivi” - e che fa il verso al cinema classico americano, ma molto pigramente e con delle figure piuttosto ridotte e grigie, rispetto ai personaggi giganteggianti dei vecchi Western. 
La regia di questo “Open Range”è di Kevin Costner, che ne è anche l’interprete principale insieme a Robert Duvall.
Il film non va oltre, ma non manca la bella, che tra l’altro  è la sorella del dottore della cittadina teatro della vicenda, la quale immancabilmente fa l’occhiolino a un Kevin Costner, espressivo quanto uno  spaventapasseri e un po’ troppo datato e forse anche poco credibile nella parte dell’attor giovane, nonostante venga affiancato, a suo vantaggio, dalla presenza di un Robert Duvall molto più datato e a dir poco pietrificato nelle vesti del vecchio boss padrone delle mandrie, che dovrebbe rappresentare il capo dei “buoni”, invero il “buonissimo”.            
 
 
 
(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche
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