venerdì 5 agosto 2016

STORIA DI ROMA RECENTE. DIECI DI DENARI ROVESCIATO: VI ATTENDE UN ANNO STRAORDINARIAMENTE PIENO DI SUCCESSI




 STORIA DI ROMA RECENTE. DIECI DI DENARI ROVESCIATO: VI ATTENDE UN ANNO  STRAORDINARIAMENTE PIENO DI SUCCESSI
Eccoci alla storia di Roma recente. Dimentichiamoci di quella antica.
Storicamente, è perciò di recente necessario prenotare per tempo, se si vuole arrivare nelle prime ore del mattino all’aeroporto Jfk con il volo meno caro e trovare un taxi pronto per Bensonhurst.
O.K. D’accordo. Non è più come una volta. Nell’antico quartiere italiano, oggi ci abitano coreani, polacchi, arabi, cinesi, afroamericani, perfino russi e, segretamente, omosessuali irlandesi: gli etero e gli ebrei si sono trasferiti altrove. 
Nell’immaginario collettivo, quello che era sempre stato un quartiere italiano - ma in cui di fatto ogni nazionalità aveva una propria identità ben definita in una particolare zona, da dove, se sconfinavi, rischiavi di essere riempito di botte - ormai restava uno sbiadito ricordo e l’epoca degli italiani che picchiavano di più era definitivamente tramontata, anche se Bay Ridge Parkway conservava ancora l’antica identità e nella Ventesima Strada, nella chiesa di St. Domenic,  veniva ogni giorno celebrata una messa in italiano.
Però, curiosamente, si prospettava adesso uno strano legame, via Boston,  con il Paese Campione. Ed esattamente con la Caput Mundi.
Ma non era come se si tornasse indietro.  Sembrava il contrario. Forse si andava finalmente avanti e, per quanto riguardava la popolarità del gioco del calcio, sembrava fosse il pretesto necessario a un vero cambiamento di rotta.
Il fatto che la Tre Volte Capitale risultasse ora anche la capitale dell’Esp, non poteva essere soltanto una coincidenza,  come non lo erano l’antica evidenza di un estremo occidente simboleggiante il tramonto della Terra confrontato a un estremo oriente che ne simboleggia l’alba radiosa, e la novità che adesso, in America, a tavola e nel dessert, rispettivamente dopo un bel piatto di spaghetti cucinati all’italiana e il consumo di semifreddi,  per mostrarsi raffinati si preferisse alla birra o ad altre bevande tradizionali americane un bicchiere di vino rosso versato in un calice di cristallo e/o di vetro comunque luccicante.
E, siccome Boston, capitale dello stato del  Massachusetts e capoluogo della contea di Suffolk, già contenitrice di una forte rappresentanza di giovani ricercatori italiani in campo universitario e privato, nonché importante partner commerciale per l’Italia in diversi settori, non è che sia proprio a due passi da Bensonhurst (anche se tra Boston e New York ci sono appena 350 km percorribili in sole 4 ore di autobus o treno), le distanze – grazie alla Tre Volte Capitale -  potrebbero a poco a poco diminuire perfino tra i cinquanta stati degli Usa; e non intendiamo spiegarlo politicamente soggiungendo con ostentato cinismo: “perché la droga aggrega”, anche se non possiamo dimenticare che Il gioco del calcio è comunemente definito dai filosofi e dagli storici “droga dei popoli”.
Ecco, ora l’antica evidenza che tutte le strade del mondo portino al cuore del mondo, alla Caput Mundi, fa si che magicamente non ci siano più distanze abissali: è già come se da Manhattan o dalla Muraglia Cinese si arrivi a Piazza di Spagna o al Colosseo, con poche fermate di metro.  
Il vento cessò.   Non lo si sentiva più infuriare  contro la porta di casa. La pioggia era caduta  a raffiche oblique, quasi orizzontali. Ma adesso veniva giù verticale e diritta, continuando a violare le previsioni della meteorologia televisiva che aveva promesso agli incauti telespettatori una giornata di sole e sereno, imitando la calciopatia governativa degli incapaci della     politica che per essere popolari e acchiappare voti confondeva con il calcio i propri uffici e, promettendo vittorie, costringeva gli elettori calciopatici a uscire di casa senza ombrello ma con in tasca pronte all’uso sia la “tessera del tifoso” che la “tessera per votare”. 
Perché, ecco come vanno le cose quando si contano i punti da conquistare  in campionato, nell’urna, al governo  o in parlamento: ci si irrigidisce e poi ci si rilassa imitando la contrazione e la dilatazione per l’oscillazione e la rotazione relative  del moto pro-tempore negativo invertito  erroneamente ritenuto “perpetuo”, chiedendosi se non si stia cercando di fare quattro più quattro avendo solo un cinque, quindi barando.
Calciopatia e Regime. Questa è una miscela davvero micidiale. Ci si ricorda di strade piene di occhiate ostili e di ostacoli da superare per raggiungere il marciapiede opposto attraversando  pericolosamente un traffico caotico e rombante.
Nel Paese Campione, finite le feste, la squadra di calcio della Tre Volte Capitale, regala all’antiromanità sia dichiarata che inconfessa, il prolungamento dei festeggiamenti, perché a  Marassi, nella partita contro la Sampdoria (2-1),  riesce a perdere una partita già vinta, facendo felice il Paese Campione sia di parte antiromanità  confessa che inconfessa.
E si, questa volta la Befana per il Regime di Disuguaglianza Economica relativa che per sostenersi ha bisogno di se stesso, cioè dell’Ingiustizia, è arrivata con ben tre giorni di ritardo, ma comunque è arrivata, facendo felici sia segretamente che apertamente tutti i negativi invertiti.
In seguito, però, la depressione si è di nuovo impadronita degli abitanti del Paese Campione, specialmente degli  antiromanisti inconfessi infiltrati tra le truppe dei sedicenti tifosi della Magica, causa le successive vittorie della squadra di calcio della Tre Volte Capitale, per ultime, imperdonabili, la quarta vittoria di fila nel derby con la Lazio e il successo sulla Juventus a Torino, con eliminazione di entrambe - Lazio e Juve - dalla Coppa Italia:  vittorie  preoccupanti per i Sedicenti  per la possibile reiterazione in campionato, tuttavia immediatamente smentita dal crollo della squadra con quattro sconfitte consecutive sostenute dal tifo contro dei Sedicenti.
Ci sarebbe piaciuto andare al cinema il sabato sera, invece di restare a casa davanti al televisore o  seduti sulle gradinate allo stadio quali testimoni oculari degli anticipi. O il mercoledì delle coppe per l’ennesima partita persa grazie al tifo contro dei Magna Magna e dei Raccogli Briciole.
Ma c’erano pochi soldi, anche se ci sarebbe piaciuto ancora di più andare alla partita la domenica, come si faceva una volta quando gli intrallazzi e le combine venivano sussurrati nel segreto delle stanze interne e si giocavano le partite tutte insieme. 
Prima che il male venisse proclamato sui tetti. Prima dell’arroganza della sintomatologia. Prima dell’orrore di guardare il teschio di chiunque ci venisse incontro sul marciapiede.       
Nel fetore della comunicazione sportiva, l’eccellenza spetta alle radio commerciali che accolgono le telefonate e i messaggi dei cardiopatici della Lazio o di altre squadre, i quali, fingendo di essere della Roma, sparano a zero contro la Magica, l’allenatore e  i giocatori, sfogando il proprio livore, la propria incapacità professionale  e la propria antiromanità congenita: come è arcinoto si tratta di gente tra i più  “Non sanno quel vanno facendo, dicendo, scrivendo, leggendo, ascoltando”. Perciò quando le cosa vanno bene, saltano subito sul carro dei vincitori senza alcuna vergogna. Con quella faccia che si ritrovano, direte voi!
Perché è la quotidianità  che, da sempre, ti impone di liberarti di te stesso e delle tue paure, del tuo doloroso sopravvivere,  del vuoto esistenziale della tua nonvita, prima che calino per sempre le tenebre fitte della notte.
Scalare le montagne è il passatempo preferito di chi non sa volare: è come se le gocce di pioggia cadessero sul bagnato per mantenerlo il più a lungo possibile in questa sua dimensione liquida, prima che il sole l’asciughi privandolo della propria identità e i  rigagnoli vi scivolino sopra simili a percorsi brevi di neve d’acqua che viene giù dai monti innevati discioltisi in discesa a primavera.  Ma che non fa notizia. Lo si sa ancora prima che arrivi, prima  ancora che succeda.
La vera notizia è invece quando c’è una donna che accoltella l’ex, marito, fidanzato o convivente, non quando è l’ex, marito, fidanzato o convivente,  che l’aggredisce e l’ammazza.  Perché questo accade tutti i giorni:  è l’inevitabile quotidianità scellerata del giorno  buio.      
La reiterazione di se, è in fondo faticosa. Come si fa a ripetere sempre le stesse cose? I baubaubaublablabla e i quaquaqua di contorno, “sparlandosi addosso nella pratica del Tifo Contro” non sanno più cosa inventarsi sia di fronte alle vittorie che alle sconfitte della Roma, per esprimere alla “Bastian Contrario” tutta la propria ostilità inconscia, criticando confusamente a destra e a manca e a vanvera naturalmente, giocatori e allenatore, cercando “il pelo nell’uovo” insieme ai calciopatici laziali  confessi e ai calciopatici tifosi delle altre squadre di calcio, senza mai riuscire neppure a intravedere la causa della propria avversità e il perché la Magica non riesca a esprimersi come dovrebbe.
Oltre alla sconfitta interna in campo internazionale, assai significativi risultano Il pareggio in casa con il Brescia, penultima in campionato o giù di lì, la sconfitta in trasferta (3 a 5) con la vincitrice benemerita della Premiata Ditta degli  ultimi campionati, e quella in casa contro un Napoli che  invece di restare in nove per espulsione  come da regolamento di due  suoi calciatori schiapparoli, veniva indotto a correre pieno di entusiasmo AVENDO IN POPPA ILVENTO IMPETUOSO DELLA BUONA FEDE ARBITRALE, mentre sulle tribune ci si chiedeva se i controlli antidoping venissero ancora praticati.
Quanto sopra,  orchestrato in aggiunta al Tifo Contro dei Sedicenti dalle buone fedi all’uopo perfettamente e sottilmente addestrate – specialmente (per la meraviglia di Alice) la quaterna molto sottile del pareggio in casa con il Brescia, la quale quaterna avrebbe  investito in squalifiche e terreno  fertile per gli  avversari  da promuovere per le partite successive della Magica -  ha concesso un respiro insperato alla menzionata feccia zombettante del Tifo Contro e dell’olezzo ripugnante, esercitati con il coro belante che protesta al grido infondato del “non gioco” e del “non impegno”.
La quale feccia, tifando sempre più platealmente contro, riprende ogni volta a cibarsi  e ricibarsi  del proprio rigetto, nonostante la Magica giochi sicuramente meglio o in ogni caso molto ma molto meno peggio delle avversarie, elogiatissime queste in campionato benché scarpare, tic-tacchettanti e schiappaiole, o forse proprio per questo. Il che si manifesta clamorosamente in campo internazionale quando ci si confronta con le squadre europee.
Magica che spesso più che pareggiare e perdere si fa pareggiare e sconfiggere non perché giochi male o non si impegni e sia di conseguenza una mezza squadra come sostengono gli antiromanisti più ignoranti e zombettanti,  bensì perché è si una mezza squadra, ma per il semplice fatto che non può esprimersi come saprebbe, vale a dire irresistibilmente, in quanto da troppo tempo gioca senza difesa (considerando per di più che storicamente deve difendersi anche dalla Buona Fede Arbitrale e dal Tifo Contro), perché quella che ha è di burro e regala goal a nastro ad arbitri, avversari e Tifo Contro, a causa di alcuni difensori sopravalutati e male assortiti, i quali messi in campo tutti insieme non sarebbero neppure giocatori da serie A, oppure (se lo sono) lo sono alla memoria come figurine alla Panini.
La partita contro il Genova, che dal tre a zero in favore della Magica, dopo il tre a tre del pareggio ha finito per  essere persa, è una prova tangibile, da tribunale.     
Dopo il rinvio della partita con il Bologna, la squadra della Tre Volte Capitale è improvvisamente crollata? Ma via, il crollo, se crollo c’è, dipende dal logorio dell’età e dei fallaci subiti in carriera, dal più grande giocatore italiano di tutti i tempi, sul quale da oltre un decennio la proprietà della Roma ha fondato senza altro merito le proprie fortune, giocatore supersottovalutato nel Paese Campione dall’antiromanità storica delle province, perché della Magica e non della Juve, del Milan o dell’Inter, giocatore unico e inimitabile, di un'altra dimensione,  di un altro pianeta, indebitamente messo a confronto o paragonato ai normali campioni italiani del presente o del passato, tipo Del Piero o Rivera o altri Caio, Sempronio, Pinco Pallino o Vattelapescachi, mentre nel mondo forse soltanto Pelè  o Maradona potrebbe reggere il confronto, perché Francesco Totti è stato, è vero, un grandissimo goleador come tanti altri, ma non c’è mai stato ne ci sarà mai un calciatore come lui capace senza guardare, ma tirando fuori la vista fulminea del genio, di inventarsi un passaggio al volo improvviso e millimetrico che violando ogni legge della fisica e dello spazio-tempo, da ogni distanza e in un qualsiasi momento della partita,  penetra l’intera difesa avversaria mettendo magicamente un compagno solo davanti al portiere, ammutolendo l’antiromanità inconscia del Tifo Contro e della buona fede arbitrale al servizio della Calciotruccopoli, all’epoca e in ogni epoca, pro-tempore vigente.
Negli anni giovanili, per tutta la sua vita giovane, per tutta la sua carriera, l’incontenibile capitano della Magica,  è stato fermato a calci dallo scarparo di turno messogli alle costole dall’allenatore avversario con il compito di fermarlo ad ogni costo, sotto lo sguardo complice di arbitri i quali, dopo la prima ammonizione dello scarparo, per non ammonirlo la seconda, la terza, la quarta o la quinta volta ed espellerlo in ossequio al regolamento, diventavano ciechi.
E gli effetti del massacro si vedono oggi, più nocivi dell’avanzare malinconico dell’età o del commento fuori luogo della rappresentanza pro-tempore del Paese Campione, che quando sta zitta fa sempre una figura migliore.   
Limitandoci agli ultimi anni, per non coinvolgere le caverne del calcio, è evidente che non essendoci più il Totti di una volta,  la Magica non è stata costruita per vincere, come sostiene il Tifo Contro orchestrato dai Magna Magna e dai Raccogli Briciole della comunicazione occasionalmente “romana”, allo scopo di poter poi mettere sotto accusa allenatore e  giocatori e danneggiare la squadra, ma  data l’autogestione senza soldi e la necessità di accontentare la Premiata Ditta, è stata ovviamente costruita PER PERDERE, non essendo affatto tre volte più forte delle avversarie.
Come sempre. Come da sempre. Se è un luogo comune dire che uno scudetto vinto a Roma, dalla Roma, vale venti scudetti vinti a Torino o a Milano, non è un caso se la Magica ha vinto pochissime volte il campionato: ciò è avvenuto e avviene semplicemente per il fatto che PER VINCERE, essendo tutt’altro che fascistica come il Trio che vince sempre, la Magica – lo ribadiamo -  deve essere tre volte più forte delle avversarie, dovendosi misurare storicamente con le altre squadre iscritte al campionato associate mafiosamente tra loro,  con la buona fede arbitrale e con il  Tifo Contro.  
La stessa ex proprietà della Magica, si lamentò negli anni scorsi della buona fede arbitrale  che le avrebbe scippato lo scudetto, dimenticando di lamentarsi anche del Tifo Contro (comprendente insieme ai finti tifosi propriamente detti, anche i Magna Magna e i Raccogli Briciole  antiromanisti consapevoli o inconsapevoli, confessi o inconfessi che sia) complice della buona fede del palazzo, e dunque parimenti  responsabile dello scippo; nonché – sempre insieme ad arbitri e palazzo – causa della mancata conquista del  campionato 2009/2010, per non parlare di quello successivo. 
Tutte le squadre di calcio hanno a proprio favore dei “normali” calciopatici tifosi pronti a sostenerla e a fare qualsiasi cosa per aiutarla.
C’è ad esempio la Lazio, alla quale è stato perfino fatto vincere un campionato per motivi di ordine pubblico, grazie ai suoi calciopatici scesi in piazza per protestare in suo favore con alla testa donne e bambini.
Da anni, i presidenti della squadra della Caput Mundi succedutisi nella carica, si vedono costretti a circolare per Roma sotto scorta, e i calciopatici sedicenti tifosi romanisti dell’aggregazione,  che si autodefiniscono unici, in realtà lo sono, unici, perfettamente, perché storicamente e geneticamente eccoli qui, sempre e da sempre, TIFOSI CONTRO: quando si tratta di non ottenere favori, biglietti o abbonamenti gratis o di pavoneggiarsi atteggiandosi a grandi romanisti cercando lodi e consensi, ma di scendere in piazza per difendere la propria squadra (e non di contestarla con bombe e violenza aizzati dalla stampa e dalle testate teleradiofoniche dell’Ampuria Klara), ecco che la maschera cade, l’ANTIROMANITA’ GENETICA DELLE PROVINCE VINCE, scappano come lepri e lasciano quattro fessacchiotti sul posto. 
Per fortuna, però, non solo a Roma, ma in tutto il mondo, c’è la marea incalcolabile dei veri tifosi della “Maggica”, i quali  non hanno bisogno di aggregarsi, di mettersi sciarpa e maglietta, oppure sventolare una bandiera  o affermarlo, per esserlo.  Quelli che lo fanno, ne hanno invece bisogno per sostenersi, perché non sono veri, ma finti, tifosi finti,  tifosi contro, antiromanisti perfetti. 
Nessuna squadra al mondo potrà mai vantarne così tanti (parliamo dei veri tifosi ovviamente); e c’è voluto il geniaccio del Benigni sanremese per spiegarlo al Paese Campione, perché questi tifosi  non si troveranno mai nelle Cento Copie Conformi prese per campione nei sondaggi e nelle proiezioni, perché invisibili e  paganti se vi è da pagare e  in silenzio senza che suonino le trombe; ed è solo  per loro che non serve l’incoraggiamento sapiente del Benigni sanremese: essi sono romani, veri, e in quanto romani veri cittadini del mondo.   
Può essere che Roma, Urbe, Caput Mundi, Città Eterna, Capoluogo dell’Esp, Città dell’Universo sul pianeta Terra, sia il simbolo e rappresenti ogni  e qualsiasi città del mondo, a prescindere da ogni altro nome che  questa possa avere?
Oh si, è possibile, può essere, anzi dovrebbe, ed è proprio così ora che l’Era dell’Anticristianesimo è entrata nella sua fase collassale.     
Lasciatecelo dire: non c’è niente di più orribile dell’insufficienza mentale dei tutti, e gli Analfabeti Intellettuali che si credono controcorrente e fuori del coro, vorrebbero nuotare con gli sci di alta quota  o scalare le montagne con le pinne per dimostrarlo, quando l’unica meraviglia, l’insolito, sarebbe vedere uno che capisce.
Ma quale rosa competitiva! Non c’è un difensore o un centrocampista capace di sostituire il titolare indisposto, peraltro già scarso. La difesa è un presepe di statuine di gesso e, rispetto all’anno precedente, c’è stato un sacco di giocatori in uscita e l’unico in entrata è Borriello, dato che di Adriano non si fa altro che descriverlo come un ex giocatore;  e le blateranti  critiche del senza gioco e del poco impegno, provenienti dal coro di cervelli gravemente flagellati e disorganizzati, arrivano perciò  da chi non è che non capisca di calcio, ma da chi semplicemente non capisce. Su qualsiasi argomento. E figuriamoci su quello in cui fonda il proprio mestiere o il proprio interesse!  Punto e a capo.
Perciò non serve affatto rifondare la squadra. Basterebbe ringiovanire, rinvigorire e dare qualità e consistenza acquistando un portiere affidabile capace di parare, due terzini e un difensore centrale, giovani e da Magica,  nonché un centrocampista con qualità di ispiratore e organizzatore del gioco, altrettanto giovane e da Magica, e le cose cambierebbero con grande rammarico dei sedicenti e degli zombie della comunicazione blateranti in stato confusionale contro l’attacco,  l’allenatore  e il gioco della Magica (che forse si rivelerebbe stellare, se solo la Magica riuscisse ad avere finalmente una difesa degna di questo nome in grado di contrastare oltre che gli avversari anche la Premiata Ditta, il Tifo Contro e le buone fedi  arbitrali, e non dovesse invece giocare con il timore e l’affanno di chi sa benissimo di avere dietro e in campo alla direzione della partita chi le fa beccare il solito golletto ridicolo che immancabilmente arriva, spesso con l’aggiunta perché gli avversari non devono giocare a calcio, ma soltanto stargli addosso, rifilargli calcioni sotto lo sguardo serafico del direttore di gara e aspettare l’errore  grossolano dei difensori e/o il favore altrettanto grossolano della buona fede arbitrale.
Però,  sarebbe anche una tragedia, perché il coro della Stecca dei Magna Magna e degli Zombie della comunicazione e della tifoseria calciopatica delle Copie Conformi, non saprebbe più di cosa zampettare, dato che la vera causa è che l’attuale ex proprietà ha spaccato in due la tifoseria accreditata, dividendola tra i pro e i contro  e - a quanto si dice in giro -  ha lasciato la squadra in balia delle banche, della Premiata Ditta  e della buona fede arbitrale.
Da cinque anni non investe, non si rinforza come fanno tutte le altre squadre, pur avendone bisogno in difesa come il pane, perché “non ha una lira”, per cui  vende soltanto rinforzando con somma scelleratezza soprattutto le concorrenti: ed è successo anche nel mercato di riparazione di gennaio di cui adesso si vedono gli effetti perversi quale somma di anni e anni di gestione dilettantesca dissennatamente lodata da una parte del Tifo Contro.
In tal caso, però, restando in tema Magna Magna, Raccogli Briciole e Zombie della comunicazione -  e riferendoci agli infiltrati, cioè agli antiromanisti genetici inconfessi “sedicenti romanisti” che oscillano e ruotano oscenamente sul proprio asse e zombettano qua e là sfornando e risfornando stronzate e il massimo dell’incapacità  e delle cose sballate - come suggeriva un maggiore dell’Arma dei carabinieri rimproverando aspramente la scarsa capacità professionale della componente civile del proprio reparto (maniscalchi, barbiere, sarto, armaiolo, famigli, inservienti, cuochi, ecc.), è sufficiente cambiare la targhetta di identificazione di ogni esercizio per portare quantomeno chiarezza.
Li vediamo già in grave difficoltà (ci riferiamo sempre ai Magna Magna e ai Raccoglitori di Briciole della comunicazione targata Ampuria Klara), perché dopo aver scatenato per mesi una vergognosa campagna diffamatoria contro l’allenatore Ranieri cercando di farlo cacciare per portare altro scompiglio e arrecare ulteriore danno alla squadra, dando perfino l’impressione di voler sparare a zero contro la Croce Rossa, e non essendoci in un primo tempo riusciti, gli tocca adesso - essendosi da soli sputtanati e smascherati guardandosi allo specchio - scegliere se fare marcia indietro o insistere per continuare “a magnà” o a “raccoglie” con Vincenzo Montella nelle vesti di Caronte (tuttavia è affascinante avere  l’aeroplanino in panchina, proprio lui che da calciatore in panchina ci stava spesso) il quale sostituirà  il tecnico fino alla fine del Campionato, dato che Ranieri, da buon addetto ai lavori conoscitore dell’ambiente, dopo aver teso loro la mano dichiarando furbescamente che la “contestazione è un atto d’amore”,  si è subito dopo dimesso per evitare di essere anche lui (e la sua famiglia) costretto a circolare in città con la scorta, a causa di eventuali, analoghi “atti d’amore”.
E allora?   
“Mio Dio, non capisco perché stia qui a pregare in chiesa, quando tutte le mie preghiere vanno puntualmente a vuoto e non ce n’è una che venga esaudita”, protesterebbe il solito Miracolato, il solito Nonostante, specialmente se un Nonostante Se Stesso,  in questa sede Sedicente romanista, seguendo il coro blaterante tra i Magna Magna, tra  i Raccoglitori di Briciole, tra gli Zombie brancolanti e tra gli altri Miracolati e Nonostante del Tifo Contro.
Qui, in mezzo ai banchi dei fedeli, tra i  Miracolati e i Nonostante, cantando i salmi  e sussurrando ai silenzi gelidi delle menti infreddolite dalla troppa aria gelata circolante nel vuoto del cervello.
A parte l’ignoranza e l’incapacità professionali messe in vetrina dagli zombie della comunicazione - che certifica in modo  assai evidente il perché essi siano dei pittoreschi falliti e il perché, pur desiderandolo disperatamente, non svolgano le mansioni da essi aspramente criticate - basterebbe togliere la maschera all’antiromanità genetica inconscia e  inconfessa e chiamare le varie testate teleradiofoniche del Tifo Contro per quello che di fatto sono (quelli della Lazio o di una qualsiasi altra squadra e non quelli della Roma, la signora in bianco celeste o quello che volete, ma non certo in giallo rosso, la radiofonica “pro l’ex proprietà” che spesso insisteva e lo fa ancora  ottusamente -contro il secondo portiere della Magica, benché in panchina e  nei cui confronti ostentava e ostenta  un misterioso rancore personale, ma che opportunamente Montella si è precipitato a recuperare per evitare ulteriori danni,  ecc.) ed è tutto spiegato.
Ciò significa che come per gli anticristiani inconfessi sedicenti cristiani, non basta mettersi una sciarpa o una maglietta e aggregarsi cantando, ballando e blaterando tutti insieme per essere della Magica, ma bisognerebbe semplicemente esserlo?
E significa che pertanto i “veri tifosi” risulterebbero (come abbiamo pocanzi accennato) quelli magari non affetti da manifesta calciopatia, ma componenti di una maggioranza incalcolabile, invisibile  e silenziosa, che non si aggrega e che nessuno conosce, tanto meno  le statistiche fasulle di Rai, Sky e compagnia bella che si limitano a contare l’aggregazione delle copie conformi del Tifo Contro? 
Ma il legame con gli Usa  sembra arrivare a proposito, come una sorta di ancora di salvezza, perché la proprietà  della squadra di calcio della Tre Volte Capitale passerà in mano a un gruppo bostoniano di business men Usa, capeggiato dall’oriundo Thomas Di Benedetto, migliorando nettamente le proprie quotazioni economiche da troppo tempo affossate nello zero, per cui non è che ci vorrà molto.
E la Politica del Paese Campione non ha al momento la possibilità di impedirlo, in quanto distratta da una guerra intestina per il ricambio dei propri vertici da avere altro a cui pensare.
Pertanto - siccome c’è anche chi dice che gli incapaci di intendere e di volere nell’esercizio delle proprie funzioni della Politica lo avrebbero già fatto, emarginando gli arabi colpevoli di avere troppi soldi da investire arrecando disturbo al mercato storicista della Calciotruccopoli del Paese Campione capeggiato dal Trio Storico, nonché per ovvie ragioni culturali e religiose trattandosi della squadra della Caput Mundi cuore del Cattolicesimo - “Forse questa potrebbe essere la volta buona”, dicono gli speranzosi, convinti soprattutto che la Magica, una volta controllata dagli Usa, acquisterà finalmente quel rispetto sia da parte della Mafiopoli del calcio che da parte della buona fede arbitrale vanamente invocato dalla ex proprietà la quale, dai russi e da Soros fino ad oggi…   per non mollare l’osso ha forse tirato un po’ troppo la corda, tanto che ora  rischia di mandare la squadra a picco o di dare la sensazione che si stia esibendo in un patetico ultimo colpo di coda per non mollarlo.
   E si spera, innanzitutto, nell’occasione di un totale rinnovamento per la costruzione di una squadra internazionale di connotazione planetaria tre volte più forte di tutte le concorrenti, giacché non mancano le avvisaglie di un Anti Tifo orchestrato dall’Antiromanità Genetica dei Magna Magna e dei Raccoglitori di Briciole soggetti all’Ampuria Klara, cioè della stampa e delle testate teleradiofoniche (preoccupati per il futuro rispettivamente del proprio magnà e del proprio raccogliere briciole), il quale  cerca di minare alla fonte la trattativa  e impedire la vendita mandando la propria  avanguardia composta di delinquenti, bombaroli e mestieranti della violenza, a fare casino a Trigoria contro la squadra affinché gli americani si scoraggino e desistano… Si spera innanzitutto, dicevamo, che gli americani addestrati e smaliziati dalla propria appartenenza, seppure storicamente giovane, agli intrighi dell’aristocrazia planetaria del danaro nella quale si sono formati e affermati, non si lascino invece  influenzare ma concludano al più presto l’acquisto e subito dopo inizino a fare piazza pulita dell’autogestione da centro sociale o da oratorio parrocchiale, cominciando dai Sedicenti, cominciando dal Tifo Contro.
    Prioritaria sarà perciò la scelta del nuovo tecnico. L’unico allenatore di forte personalità e di pelle durissima -  ex giocatore della Magica e tecnico vincente temprato a tutti i livelli, nonché profondo conoscitore di un ambiente antiromanista  formato da Magna Magna e Raccoglitori di Briciole della stampa e delle testate teleradiofoniche cittadine e da Tifosi Contro -  potrebbe essere Capello il quale,  dopo aver vinto uno scudetto ed essersene andato insalutato ospite, per ringraziamento è stato per anni insultato in tutti i modi possibili da detto ambiente   che ci lucrava sopra con apposite trasmissioni. 
    Tuttavia – all’epoca Rudi Garcia, oggi ritenuto il Salvatore della Patria,  non si sapeva nemmeno chi fosse - la candidatura di Vincenzo Montella, se la squadra dovesse andare bene fino alla conclusione del campionato, è intrigante e sempre più ricca di fascino.
   Intanto ha  recuperato il portiere Doni e lo ha protetto costruendogli intorno una gabbia, compatta e mobilissima, alla Capello, capace con la propria unità e lo spirito di sacrificio dei difensori - sostenuti anche dagli altri giocatori - di correggere gli errori dei singoli, impedendo agli avversari di tirare in porta; e la squadra ha ripreso a correre e a vincere, iniziando proprio dal recupero di Bologna dove aveva smesso di farlo.
   Ma Thomas Di Benedetto avrebbe però fatto il nome di Ancelotti, nome sul quale l’Antiromanismo cittadino si  è precipitato a mettere bocca, dato che la Magica a quei tempi era  lontanissima anche dal quarto posto, facendo circolare la voce che Ancelotti non allenerebbe mai una squadra che non disputasse la coppa dei campioni.  Ma il terzo allenatore della Roma americana, quello giusto per l’osmosi (Rudi Garcia),  verrà scelto dal Presidente Pallotta.
   Attenzione dunque! Le manovre dell’Antiromanità congenita delle province, servendosi del Tifo Contro della comunicazione cittadina, sebbene nascoste e striscianti come leucemia perniciosa, sono sotto gli occhi di tutti perché non esiste che un romanista vero vada a braccetto con un calciopatico laziale, milanista, interista, Juventino o Vattelapescache. 
   Non ci sono mezze misure. Chi non è con noi, ci è contro. Chi non è romanista,è antiromanista.
   “Di Roma ce n’è una, tutte le altre son nessuno”,  cantinelavano i bambini che muovevano i primi passi nel calcio, nei campetti di periferia; e forse anche Montella, che allenava i ragazzini della Roma, lo avrà fatto cantare ai suoi allievi. 
    E Infatti, gli scarpari della Lazio sarebbero quelli che hanno portato i calci a Roma, per cui, essendo scarpari,  la cosa è coerente, è vera. 
Ma, siccome si vantano di essere arrivati  per primi in città, come mai non si chiamano Roma?
“Perché sono nessuno!”, risponderebbero prontamente i bambini della filastrocca.
   “Non so se Dio esista davvero”, diceva un antico pensatore: “Quello che è sicuro, è che appena arriva il prete con i suoi fedeli, Dio se ne va”. 
   Allo stesso modo, Roma la Magica se ne va appena arrivano gli antiromanisti  con i loro seguaci.
Perché, per gli stessi effetti, o si è romanisti o si è antiromanisti. O si è cristiani o si è anticristiani. E questo va ribadito e ricordato, sempre, come si faceva una volta ricordando il Primo Cristianesimo, prima che i suoi contenuti venissero dimenticati, prima della sofisticazione al negativo invertito, prima della corruzione importata gradualmente dal graduale progresso del Male Perfetto sulla Terra.
In conclusione, secondo i dettami del Primo Cristianesimo, ripresi e realizzati dal Cristianesimo Positivo Rivoluzionario, o sei un Cristiano o sei un animale. Punto.
Perciò, un vero romanista non ha bisogno di vantarsi o di farlo sapere agli altri, egli è un romanista e basta, un Caput Mundi, un Tre Volte Capitolino: tutto il resto è deserto. 
Secondo la romanità planetaria, trasmessaci dalla Storia e ammirata in tutto il mondo per l’arte, per la cultura, per l’ingegno, e non per l’inciviltà, l’essenza bruta  e la violenza, tutto il resto  - restando in tema calcio - è un contenitore immondo di poveracci calciopatici esaltati, affetti da calciopatia milanista, interista, juventina, laziale, di Roccacannuccia, della Sgurgola, Vattelapescadiche e Tifoseria  Contro la Magica, i quali – poveretti – per carità cristiana andrebbero soccorsi e curati se fosse possibile; e se non fosse possibile ignorati e  lasciati al loro destino, perché ogni scelta va comunque rispettata (anche quella largamente diffusa di andare a fan culo, direbbe Adele, anzi soprattutto quella).
“Aiuto! Arrivano gli americani!”. Gli scarafaggi del Tifo Contro, del Magna Magna e del Raccogli Briciole generale, sono già in fermento, in piena agitazione, e tortuosamente strisciano e si dibattono, frenetici, terrorizzati, timorosi della prospettiva   che venga scoperto il loro nascondiglio, che possa essere rimossa la pietra, che venga scoperchiata la fossa sotto la quale essi, prosperando, giacciono.
Attenzione dunque!
Negli ultimi otto, nove e passa anni, altrettanti allenatori della Magica sono stati costretti a dimissionarsi, scappando spesso dalla città temendo perfino per la propria incolumità, personale e familiare.
In ogni caso, siccome l’evento è epocale, siamo sicuri che gli americani una volta al timone, assumeranno le informazioni giuste e non manderanno allo sbaraglio un allenatore impreparato a un ambiente ostile, dove troverebbe fisicamente visibili soltanto Magna Magna, Raccogli Briciole e  Sedicenti, a braccetto di calciopatici laziali o di altre squadre; e infine finti tifosi, cioè Tifosi Contro, i quali seguendo rigorosamente l’ordine di precedenza delle loro graduatorie dei Più e dei Meno, andrebbero tutti emarginati (possibilmente a calci in culo) da Trigoria.
E non sarebbe una cattiva idea far pagare ai Magna Magna e ai Raccogli Briciole, il biglietto con il supplemento “Ristorante”, anche solo per avvicinarsi o assistere agli allenamenti della finalmente TRE VOLTE PIU’ FORTE di ogni avversario, della sestina arbitrale e del tifo contro.   
Purtroppo, questo non potrà mai avvenire, perché ai businessman americani vanno benissimo i tifosi contro della Tre Volte Capitale, i sedicenti, gli infiltrati, i quali – essendo costretti ad esibire pubblicamente la propria passione per la magica  -  vanno allo stadio per ostentare il proprio tifo e, obbligati a travestirsi da romanisti, comprano bandiere, sciarpe, magliette, mutande, calzoncini e tutti gli oggetti possibili che li qualifichino tali.  
E, a questo punto, bisogna però anche riconoscere come non ci sia stato nessun miracolo, nessun fatto straordinario se la squadra della Città dell’Universo sulla Terra è finora (parliamo di quest’anno: siamo nel 2013 e tra poco 2014)l’indiscussa capolista del campionato della massima serie: la Magica ha semplicemente realizzato il Progetto, di cui si sono dimenticati tutti, o meglio “i Tutti”, i tutti analfabeti intellettuali, ossia  i vari  “Non ci capisco un tubo”,  compresi i dirigenti della società; e “tutti” ricordano i due anni precedenti (necessari alla costruzione di una Roma invincibile), come due anni trascorsi  in errori e perdite di tempo.
Rudi Garcia non è il Salvatore della Patria che gli aborti e I rifiuti umani della comunicazione targata Ampuria Klara e quelli del Tifo Contro, credono che sia arrivato dal cielo.  E’ semplicemente l’allenatore che serviva per l’Osmosi.    
    Ad ogni modo, “Alla faccia di tutti gli antiromanisti!”, come gridava l’Albertone nazionale buonanima (dunque sia confessi che inconfessi, sia consapevoli che inconsapevoli) e - a proposito dell’avvento degli americani quali proprietari della squadra di calcio e ampiamente archiviati il primo (ticchete-possesso palla) e il secondo anno di preparazione(tacchete-verticalizzazioni) - sorge infine un terzo e ultimo interrogativo: l’anno calcistico 2013/2014 – a prescindere dal fatto che gli americani si sono venduti i loro migliori giocatori giovani, e a lungo andare la squadra potrebbe risentirne;  e a prescindere dai soliti (in questa sede) citatissimi “Non ci capisco un Cazzo” per incapacità atavica e ignoranza professionale importata dall’Ampuria Klara e/o dalla natura dilettantistica discendente dal Tifo Contro  - sarà davvero il primo anno dell’osmosi, straordinariamente pieno di successi per la Tre Volte più Forte (possesso palla alla Louis Enrique, verticalizzazioni improvvise ala Zeman, quindi Rudi Garcia con il suo gioco ragionato e infine, con l’esonero di Garcia, il ritorno del bel gioco di Spalletti) annunciato dalle carte magiche Wicca americane?
Secondo l’ex burattino Pinocchio e Gesù bambino che sono i più informati sull’argomento, il vero obiettivo degli americani e il business dello stadio che verrà inserito nel pacchetto della messa in vendita all’asta della Magica.
“Di vincere agli americani non gliene frega un tubo!”, sostiene Gesù Bambino: “Perciò, se la Magica -  con tutto il pacchetto stadio compreso, e innanzitutto lo stadio  - verrà acquistata dalle persone giuste, per esempio i cinesi che dopo gli sceicchi evinceranno la moda dei nuovi magnati del mondo del calcio dei prossimi anni, diventerà davvero Tre Volte più Forte…degli avversari, della sindrome di Remo,il lazialismo compulsivo - Mammona calcio e l’antiromanità congenita degli arbitri,  nonchè del tifo contro - allora, e soltanto allora, la Squadra della Tre volte Capitale, collezionerà le vittorie che le spettano!”  
 
 

(S.V. “NOTIZIE DALL’UNIVERSO E DINTORNI – Rubrica d’Informazione avanzata – “A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)



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