mercoledì 31 agosto 2016

PROFESSORE PER AMORE




 

Keith Michaels, interpretato da un pallido e attempato Hugh Grant, un tempo era uno sceneggiatore di successo (nel 1998 vincitore di un Oscar).
Ora però i suoi script vengono snobbati, ha divorziato, ha problemi economici e ha bisogno di un lavoro e si trova costretto ad accettare l'offerta di insegnante in un  corso di sceneggiatura in un'università decentrata a Binghamton dalle parti di New York.
Kaith non ha però alcuna voglia di insegnare, ne tanto meno di scrivere, perché stanco e disilluso si limita a formare la sua classe e a fare il meno possibile quale professore di scrittura creativa.
Tuttavia, la presenza nella sua classe di due belle studentesse lo costringe a comportarsi diversamente e a trovare l’impegno necessario al suo insegnamento.
I Tolomeo della Bassa, ci informano che la coppia protagonista (regia e primo attore) è ormai più che una coppia consolidata dopo tre film girati insieme; e “arrivati ora al quarto si può dire che ai due basti uno sguardo per trovare la sintonia,  e gli sguardi dell'attore hanno conservato quel tanto di ironia che consente a chi lo dirige di inserire registri malinconici in una vicenda in cui il suo fascino un po' stropicciato acquisisce la giusta dimensione”.
Perché Keith Michaels è un uomo disilluso capace di portarsi a letto la prima studentessa esplicitamente ammiccante che incontra, senza però faticare molto nella conquista della giovane preda, la quale sembra infatti essere in realtà lei a conquistarlo.
Secondo le intenzioni del film, egli dovrebbe avere dentro di se quel tanto di consapevolezza che lo porta istintivamente verso una relazione in cui il seduttore che ha bisogno di conferme, lascia il posto all'uomo maturo.
Secondo le intenzioni della solfa cinematografica, dicevamo, colte soltanto dai Tolomeo della critica accreditata; e lo stesso dovrebbe accadere sul piano delle lezioni sulla scrittura, in un film che sforzandosi di risultare  una riflessione sugli elementi che debbono innervare una sceneggiatura che funzioni, finiscono nella pochezza del film per  dimostrarne gli opposti risultati, cioè quelli dell’insufficienza intellettuale provocata dalla gravissima forma di analfabetizzazione intellettiva che affligge gli addetti ai lavori, e che   più della assoluta mediocrità servono al lungometraggio per rivelarsi quel che è, ossia un piattume, una grandissima solfa in cui la Cultura bassa, in quanto Cultura dell’Ignoranza,  giganteggia.
Il classico professore che si è costruito una scolaresca su misura e il cui registro fotografico sembra un casting di modelle, e che si trova nei banchi di scuola l’immancabile nerd che ha talento, per cui deve decidere se sfruttarlo o valorizzarlo così come dovrebbe fare con un se stesso capace di terribili gaffe,  è quanto i  Tolomeo ci prospettano sottoforma di una insussistente  commedia sentimentale,  con un fondo di amaro e con molte stucchevoli e insulse regole rispettate, che lo spettatore non amante di tale genere cinematografico secondo i Tolomeo farebbe bene ad evitare; mentre gli amanti del genere, sempre secondo i suggerimenti dei Tolomeo, dovrebbero invece apprezzarne le variazioni sul tema.
E “Sul tema di che?”, interrogativo sul contenuto di una superficialità stradominante, risulta in questa sede molto ma molto più della classica domanda da un milione di dollari.   
 



(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO     Recensioni cinematografiche  – “ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Regno dei Cieli. Stato Costituzionale Unitario delle Nazioni - Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per azioni umane - Stato dell’Universo sulla Terra.  G.U e Vetrina: Blog di Sergio Valli http://vallisergio.blogspot.it/
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