martedì 2 agosto 2016

PRECIOUS




Diretto da Lee Daniels, e interpretato da attori eccelsi che non sembrano attori ma i veri protagonisti delle vicende drammatiche da essi interpretate - con una strepitosa esordiente (Gabourey Sidibe nella parte della protagonista Precious) -  ecco uno straordinario  film documento, il quale rivisita la Harlem miserabile  e degradata degli anni ottanta attraverso la storia drammatica dell’adolescente Precious, obesa e semianalfabeta, ripetutamente violentata dal padre e messa incinta, perseguitata dalla madre gelosa delle morbose attenzioni del compagno per la ragazzina. Mamma a diciassette anni di due bambini, uno dei quali affetto dalla sindrome di down e condannata dalla malattia incurabile (l’ADS) trasmessale nel corso delle violenze sessuali dal padre, la ragazza viene trasferita in un istituto per adolescenti disadattati dove impara a leggere e scrivere e, con l’aiuto di una insegnante e di una assistente sociale, ma innanzitutto per effetto dell’happy and moraleggiante della narrativa letteraria (il romanzo da cui trae origine il film) e del cinema americano, Precious inizia faticosamente un percorso verso una vita normale e dignitosa.
Ci dicono che l’opera letteraria, e quindi anche il film, sia tratta da una storia vera, ma in ogni caso la trasposizione cinematografica pur non oscurando o  nascondendo il degrado familiare anzi vistosamente  esponendolo in ogni sua aberrazione e dettaglio, rende omaggio all’ambiente sociale circostante, esaltandone nell’inevitabile confronto  la pulizia sociale, l’efficienza e la dignità civile, come se il contesto non fosse il fautore e il vero responsabile, ovvero la causa, della contaminazione familiare, ma avendo particolare cura nel mettere in risalto la funzionalità dei servizi sociali e di quelli scolastici. Questa è la gravissima pecca di  un film, altrimenti tendente all’arte e al capolavoro artistico, che lo  tiene ben distante da tale traguardo. 
Abbiamo visto tantissimi film di denuncia in cui le famiglie subivano le angherie più crudeli e spietate da parte della burocrazia con bambini rapiti dalle autorità, sottratti alle famiglie e perseguitati, ma in questo film sotto questo aspetto è tutto rosa e fiori. All’incapace, obesa e indigente adolescente Precious, non si sognano nemmeno di togliere i suoi bambini, anche se sembrerebbe atto doveroso farlo per il bene di entrambi, madre e figli, e gli operatori pubblici, insegnanti, presidi, direttori, infermieri, dottori, assistenti sociali, ecc. che compaiono sulla scena , si dimostrano tutti estremamente rispettosi dei cittadini, delle regole interpretate sempre a loro favore e non inferte contro di essi  e, soprattutto, sorprendentemente sostenuti da uno spirito di responsabilità, di fratellanza e di carità che definire cristiano  sarebbe il minimo, come il minimo risulterebbe definire promozionale nel senso di pubblicità e propaganda più o meno occulta anche se probabilmente non premeditata, la componente del film in cui in contrapposizione allo squallore e all’orrore di una famiglia degradata, viene evidenziata magari involontariamente la sanità e la professionalità civile e morale, dell’autorità costituita.
Non ci siamo ancora ripresi dalla sorpresa, ma sembra proprio che in base alla retorica della Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata negli Stati Uniti nella peggiore forma possibile di ordine sociale, il vero male negli Usa sia la famiglia e non l’Ordine sociale di disuguaglianza economica relativa, ovvero lo Stato di usurpazione formato dalle Nazioni incostituzionali, ispirato dal Male Perfetto, lo Spirito immondo.
 
 
(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche  – “A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)

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