lunedì 15 agosto 2016

L’OMBRA DELSOSPETTO



 
 

Sul titolo italiano del film  The Other Man di Richard Eyre, i giudizi sono concordi. 
Un errore grossolano, una vera bufala. Un po’ meno lo sono sui contenuti del film, per i quali il giudizio negativo concorde avrebbe meritato anch’esso il plauso del cento per cento. 
Tuttavia, riprendendo il filo del discorso cinematografico, partendo dal titolo e proseguendo la visione, ci si accorge ben presto  che inconsapevolmente il titolo italiano risulta sorprendentemente azzeccato  e perfettamente  aderente al film di cui appare più che lecito sospettare il risultato ( l’ombra del sospetto che trattasi di una bufala), giacchè non c’è altro ma proprio niente altro da sospettare ne tanto meno da dubitare, perché è tutto chiarissimo: il film è una bufala.
Quindi, niente ombre, niente dubbi, niente sospetti, ma soltanto certezze, anche nella scelta sbagliata di buoni attori sprecati(Laura Linney, la protagonista, donna in carriera creatrice di moda specializzata in calzature femminili; Lian Neeson, il marito, uomo di successo; Antonio Banderas, l’altro uomo, ambiguo e di ambigue attività: ufficialmente portinaio di uno stabile).
La protagonista, adultera e dalla doppia vita, alla quale il regista assegna una fine impietosa, avrebbe avuto tutto il tempo di  far sparire dal suo portatile ogni traccia della sua relazione clandestina e dell’altra sua vita - inserite entrambe in un file intitolato in modo assai contradditorio “Amore” rispetto alla sua famiglia (alla quale risulta pertanto destinato con premeditata determinazione) - giacché non scomparsa improvvisamente, ma dopo una lunga malattia.
E, poiché nella trama cinematografica pesano come macigni ingarbugliando ulteriormente la bufala le sue parole destinate al marito: “Se mi accorgessi di non amarti più, ti lascerei” – accompagnate dalla  presenza nel computer del file intitolato “Amore”  riguardante l’ altro uomo (il losco individuo  che lei manteneva)  e la sua (altra) vita di conseguenza squallida e sciagurata: file lasciato dunque volutamente al marito come una astiosa e crudele confessione o un testamento vendicativo per chissà quali torti subiti in famiglia  - la vera ombra del sospetto è che con questa trama si sarebbe potuto fare un altro film,  completamente diverso, forse  perfino un buon film, ammesso che si fosse resistito alla tentazione o all’impulso istintivo di intitolarlo molto banalmente:  “Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei”, riferito a una protagonista doppiamente defunta. 
Il film, come tutto del resto  su un pianeta Terra usurpato dallo Spirito immondo, il Male perfetto, è una stronzata?
Ma siamo oppure no in un mondo di merda? Questo è quanto  passa il convento e, poiché il convento è lo Stato di usurpazione delle Nazioni costituitesi di conseguenza incostituzionalmente, di che volete si possa parlare?
Ma non sentite l’odore…la puzza? A forza di nutrirvi di merda, avete perduto perfino l’ultimo senso, l’olfatto…
 
(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche – “ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)


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