martedì 30 agosto 2016

I MORTI NON CAMMINANO PIU’



 
““Eran trecento: eran giovani e forti,
e sono morti!
Me ne andava al mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.
All’isola di Ponza si è fermata,
è stata un poco, e poi s’è ritornata;
s’è ritornata ed è venuta a terra;
sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra.
Eran trecento …
Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra,
ma s’inchinaron per baciar la terra:
ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti aveano una lagrima ed un sorriso.
Li disser ladri usciti dalle tane,
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
-Siam venuti a morir pel nostro lido!-
Eran trecento …
Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro
un giovin camminava innanzi a loro.
Mi feci ardita, e, presol per la mano,
gli chiesi: -Dove vai, bel capitano? -
Guardommi, e mi rispose: - O mia sorella,
Vado a morir per la mia Patria bella. -
Io mi sentii tremare tutto il core,
né potei dirgli: - V’aiuti il Signore! -
Eran trecento …
Quel giorno mi scordai di spigolare,
e dietro a loro mi misi ad andare:
due volte si scontrar con li gendarmi,
e l’una e l’altra li spogliar dell’armi.
Ma quando fûr della Certosa ai muri,
s’udirono a suonar trombe e tamburi;
e tra ‘l fumo e gli spari e le scintille
piombaron loro addosso più di mille.
Eran trecento …
Eran trecento, e non voller fuggire;
parean tremila e vollero morire;
ma vollero morir col ferro in mano,
e avanti a loro correa sangue il piano.
Finché pugnar vid’io, per lor pregai;
ma un tratto venni men, né più guardai:
io non vedeva più fra mezzo a loro
quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro!””
Tra le poesie studiate a scuola, alcune bruttissime, orrende, altre un po’ meno, la lirica sui “trecento” che erano giovani e forti e sono morti, è sicuramente quella che le è rimasta più impressa per i suoi drammatici contenuti.
Li abbiamo uccisi ed erano dei veri santi, come Salvo D’Acquisto, pensava Adele ascoltando le cantilene fredde e anonime recitate a memoria dai suoi compagni quando venivano chiamati alla cattedra per dimostrare di aver studiato con diligenza e perizia e di saper ripetere con precisione e padronanza della memoria, i necrologi più belli e favorevoli ai defunti, senza sospettare che potevano essere stati estratti di sana pianta dalle radici e dalle lapidi dei cimiteri, perché anche se c’era un sacco di gente che credeva agli elogi funebri pur sapendo benissimo che i sant’uomini  in vita erano stati degli assassini, dei ladri o dei gran figli di buona donna, era la stessa gente - per la quale i trecento avevano combattuto allo scopo di liberarla dallo straniero, sicuri che non li avrebbe mai lasciati soli nella battaglia - che vigliaccamente, all’ultimo momento, si sarebbe invece chiusa in casa senza muovere un dito, facendo in modo che i Trecento giovani e forti diventassero degli eroi.
Stracavolo! Adele, adolescente in verità assai poco sfigata, prendeva la palla al balzo per cercare di far capire ai compagni – i quali qualunquisticamente reiteravano le critiche qualunquistiche mosse dai loro genitori e dagli adulti ai governi e ai parlamentari usurpatori  in carica del governo legittimo e del legittimo parlamento -  che chi corrispondeva esattamente alla suddetta gente, la quale aveva fatto fuori i Trecento, erano proprio i loro genitori e gli adulti, e di conseguenza anche loro, adolescenti, quando li reiteravano come pappagalli. 
Insomma, ce n’è per tutti. Per tutti gli Aborti e Rifiuti umani,per tutti i sintomi e i loro campioni, per tutte le copie conformi, per copie e campioni, per chi vota o non vota per motivi diversi dall’obiezione  di coscienza politica, per chi viene votato o non viene votato, per gli eletti e per gli elettori, per le elezioni truccate e per chi le trucca.
Anche le voci, seppure sommesse, fremevano di furore.  Cazzo e stracazzo!  Eran trecento, eran giovani e forti, e li avete ammazzati!       
Era ora difficile acquietarle, quando basta un fruscio per far girare le teste e le camice da notte indossate il mattino, trasparenti controluce, diventavano impenetrabili agli sguardi curiosi dei primi pendolari esibitori di occhi appannati ancora stralunati di sonno.
Se poi strabuzzavano lo sguardo, raddrizzandolo subito dopo puntandolo sull’obiettivo più vicino, c’era qualcuno più coglione degli altri che li pregava: per favore non mi morite qui, proprio qui, proprio adesso che inizia il più bel giorno della settimana di passione promesso dall’oroscopo. Non me lo rovinate. Siate bravi.
Cavolo, quale ingenuità, quale semplicità, e che coglioneria!  Ad Adele ricorda quei personaggi dei film e telefilm che si svegliano in piena notte nella propria abitazione, in genere una villa sontuosa con allarmi sofisticatissimi, i quali sentono dei rumori sospetti al piano di sotto  e cautamente scendono le scale chiedendo incautamente: “C’è nessuno?”.
Varcare il portale di granito che confina con il parco comunale o con il formicaio all’ombra dei salici lacrimosi, e infine con la valle circolare d’argilla scura come una conca d’avorio che fungesse da cimitero per gli elefanti, non sarebbe diverso dal guardare affascinati il mercurio evaporare e condensarsi di nuovo, affinché ciò che ne restava risultasse quella argentea luminosità che annuncia e realizza il miracolo dell’oro. 
Dissennato. Insensato. Fate voi. Però i soldi qui servono, eccome. Le organizzazioni sociali si fondano sull’economia che della vita è l’essenza. Oro puro, porca vacca! Adele rovescia la testa all’indietro e ride, mentre a passo di danza scivola eterea nel sole della piena mattina.   
Ma, repentinamente, eccola elaborare il consueto elenco mentale coordinatore di pensieri imbarazzanti per i comuni mortali, per le copie conformi e i ricalchi, per gli aborti e i rifiuti umani che considerano originale  l’inconsueto Paolini disceso dalla  classica infanzia disturbata dal prete, elenco sfociante in appunti mentali da ordinare scrupolosamente prima che prendano una diversa direzione fino al calcolo differenziale o alla musica matematica, tuttavia perfettamente comprensibili per il mondo adolescenziale nel quale Adele si nasconde. Ed eccone un esempio.
1)                                                                                                              Vaffanculo di benvenuto per gli eventuali nuovi spettatori.
2)                                                                                                              Coprire la loro testa cornuta con un fazzoletto colorato in caso di pioggia.
3)                                                                                                              Evocare per loro i tuoni e i fulmini del cielo più minaccioso possibile.
4)                                                                                                              Vaffanculo di commiato per tutti i presenti e gli assenti. 
 Adele, quando si accorge che Profondità Abissale la sta osservando, cerca immediatamente di muoversi, di respirare, di mostrare la propria vitalità affinché il Mostro dei Morti non vada oltre il raccogliere le proprie interiora sparse sulla cima capovolta, deforme e ripugnante della Terra, e divorarle.     
Durante l’intensità dell’insegnamento di Alta Economia svolto dal Primo Cristianesimo nei tempi della Grande Apparenza, vennero eseguiti come supervisione molti interventi chirurgici intellettuali di vario genere sconosciuti ai ripetitori androidi, tutti  condotti a cielo aperto e successivamente praticati secondo il protocollo ritualistico delle copie conformi e dei ricalchi nella sala operatoria e nei vari laboratori confessionali e accademici della Terra, e quindi resi visibili al “presenti”, sebbene – per dirla con il linguaggio della Grande Conoscenza - oggi superflui data la generale assenza intellettuale dei destinatari dell’alto insegnamento a causa del Flagello.
Perché non c’è alcun bisogno di tagliare, misurare, pesare, spostare, toccare. Basta capire. Semplice e chiaro come il sole.
La missione di oggi non è in realtà diversa da quella di ieri: sarà sempre un'unica impresa articolata in più parti.
La Condanna del Perdono ne è la dimostrazione regina. La prova più grande. Il più grande insegnamento per il mondo delle copie conformi e del ricalco.
Non c’è punizione per il semplice animale e la cosa inanimata. L’Adele ci ricorda le specifiche lezioni di Cultura dell’Universo. Come si può punire la scimmia perché gesticola, imita e ripete? Il gatto perché miagola, l’asino perché raglia, il lupo perché ulula, la tigre perché balza, il verme perché striscia, il pavimento,il soffitto, il muro,  la sedia, il sasso,  la pietra, il fango e la palude, perché pavimento, soffitto, muro, sedia, sasso, pietra, fango e palude…le mutande cagate perché mutande cagate, la notte, le tenebre, perché notte, perché tenebre, la tazza del cesso perchè tazza del cesso, la cacca  perché cacca  o lo stronzo perché è stronzo?         
Ma gli analfabeti intellettuali hanno un dilemma.
Quand’è che si riesce a pensare con lucida rapidità? Quand’è che si è sbronzi e il fumo dell’alcol invece di annebbiarti, ti schiarisce le idee? Figuriamoci. Non si è più vittima delle proprie inibizioni e ad ogni modo è soltanto quando si è in preda ai fumi dell’alcol che gli Aborti e i Rifiuti Umani riescono a percepire la realtà che li circonda e a non raccontarsi bugie perché in vino veritas? 
C’è perfino chi tra i suddetti sostiene che il famoso “in verità” del Nuovo Testamento, nasconda le suddette origini e “non a torto” sottolineano gli studiosi biblici meno autorevoli ma più moderni ogni qualvolta si imbattono nelle cene o nelle abbondanti libagioni apostoliche delle colazioni di metà giornata, “in verità” forse un po’  troppo frequenti e affollate, dimenticando naturalmente la natura originale umana del Primo Cristianesimo, per cui i fumi in analisi vanno se mai riferiti agli assistenti, agli apostoli e al loro seguito claudicante, e mai all’uomo di Nazareth, UNICO AUTENTICO MAESTRO, l’Uomo, l’Uno, l’Unico e l’Indivisibile Uomo  in un mondo di falsi maestri e di esseri umani fasulli.
Adele è in grado di spiegarlo dettagliatamente ai nostri interlocutori se mai ce ne fossero, perché a dire il vero per non dire “in verità”, è piuttosto il deserto e il silenzio a seguirci, perché non ci si ferma mai nel percorso verso l’Infinto e – con i piedi in due staffe, il finito e l’infinito -  il difficile è segnare il passo.
Così, a fare da frangente nella notte, ecco  l’ultima scoperta: le tenebre sono le nostre avversarie. Non l’ombra dell’albero,  non le nostre ombre che ci seguono o ci precedono e ci accompagnano secondo la posizione del sole. Non le piccole ombre che in estate sono refrigerio e riposo lungo i percorsi desertici del mondo simulato.   
Modernità . Proseguendo nei progressi eclatanti del Male Perfetto, i vantaggi da essi forniti - cinematograficamente ripresi e immortalati ai loro albori da Carlie  Chaplin nel film “Tempi Moderni”-  fanno si che  i morti dei tempi della Grande Apparenza, che l’Abbattitore del Tempio riuniva in varie aggregazioni occasionali insegnando loro i miracoli dell’Alta Economia e delle Scienze Assolute e di cui essi, per dirla con l’Adele, non capivano in cazzo, per lo meno camminavano; mentre oggi i morti moderni dei tempi della Grande Conoscenza – i quali possiedono auto, ascensori, moto, biciclette, sedie a rotelle, cellulari,  computer, sci d’acqua e da neve, scale mobili, aerei, e via dicendo - apparentemente non lo fanno più e perfino per respirare, scopare, bere, nutrirsi, pisciare o fare quella grossa,  lavorare o fingere di farlo, dormire o riposarsi o rilassarsi, hanno bisogno di bombole di ossigeno, viagra, sonniferi, antidolorifici, antibiotici  e  altri intrugli della chimica e della tecnologia più sofisticate. E, curiosamente,  “morti che ancora camminano” sarebbero unicamente i detenuti del braccio della morte americana quando vengono condotti al luogo dell’esecuzione. Ancora oggi è così che  li chiamano i secondini.
Morti che camminano, morti che non camminano; e tuttavia  l’insegnamento di Gesù di Nazareth, dall’Abbattitore del Tempio preannunciato durante il Primo Cristianesimo, non è andato certo perduto.
Quel seme rimasto sotterrato, ben custodito e perfettamente nascosto nel corso della Storia lontano dagli sguardi dei predatori, non poteva essere scoperto e  recuperato che da Lui in persona, il quale infatti nella Grande Rivisitazione lo ha ritrovato, lo ha raccolto e ne ha estratto il frutto radioso: quel  Cristianesimo Realizzato  splendente oltre le tenebre dell’Anticristianesimo planetario fondato sul Delitto della Croce, oggi dopo il declino in stato collassale.
Un’ultima annotazione. Il detto “Quando i morti camminano, tocca ai vivi riempire le tombe” non cambia di una virgola e tanto meno dei propri contenuti, essendo in ogni caso  i Negativi Invertiti di fatto perfettamente morti, sotterrati e giacenti nella fossa in cui risulta sepolta la loro coscienza.
(S.V. “NOTIZIE DALL’UNIVERSO E DINTORNI – Rubrica d’Informazione avanzata – “ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Regno dei Cieli. Stato Costituzionale Unitario delle Nazioni - Organizzazione universale di Eguaglianza economica assoluta/Società per azioni umane - Stato dell’Universo sulla Terra.  G.U e Vetrina: Blog di Sergio Valli http://vallisergio.blogspot.it/
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