sabato 2 luglio 2016

L’UNIVERSALESIMO, LA CULTURA DELL’UNIVERSO/PRIMO CRISTIANESIMO, ATTI STORICI: PARTE TERZA



L’UNIVERSALESIMO, LA CULTURA DELL’UNIVERSO/PRIMO CRISTIANESIMO,  ATTI STORICI: PARTE TERZA

Palermo, 3 Maggio 1986

PRESENZA OPERANTE DELLA DONNA NELLA TRAVAGLIATA
REALTA' MEDITERRANEA
Parlare della donna e della sua presenza vitalizzante nell'attuale realtà mediterranea, insanguinata dagli avvenimenti terroristici e di guerra, potrebbe sembrare anacronistico, e in ogni caso storicamente inattuale.
   Ma non è così se spostiamo l'asse dell'osservazione dalla bocca dei mitra e dei cannoni alla realtà sociale, soprattutto alla realtà umana in cui gli atti e i fatti terroristici e di guerra vengono a inserirsi, mietendo le rituali vittime innocenti immolate sul feticcio della violenza.
   Accanto a ogni corpo martoriato, vi è il dolore di una donna, madre, sposa, sorella, compagna...
   Ma non è di questo dolore, antico e di sempre, che riteniamo utile parlare.   E neppure delle atrocità generate dal terrorismo e dalla guerra: se ne parla già tanto, da sempre; e purtroppo, soggiungiamo, vacuamente.
   Vogliamo allora, in questa sede dialettica sui temi della sicurezza e della pace nel mediterraneo, fornire un contributo fattivo, ricordando comunque come contributo autentico per la sicurezza e per  la pace debba considerarsi, per vocazione naturale, ogni forma di attività squisitamente riservata alla donna  nella sua preminente funzione di madre e di educatrice d'umanità.
   Non intendiamo, certo, riesumare le retoriche in disuso circa la donna "angelo della famiglia", vittima sacrificale del fondamentale connubio societario.
   Vogliamo, semmai, di questa presenza operante, estremamente realistica e concreta, e dunque per gli autentici fini della sicurezza e della pace, sottolinearne la validità.
   Tanto che non risulterebbe utopistico pretendere che di questa esperienza, di questa secolare gestione della pace sociale improntata alla cura amorosa dei membri della società umana - con risultanze sicuramente positive nell'ambito della sicurezza familiare - se ne possa far uso anche nel contenzioso esterno della comunità.
   Ma non vogliamo - è bene precisarlo - chiedere (come è oggi di moda) che alla donna vengano affidati, in seno alla società, i rituali compiti di responsabilità e di potere maschilizzanti, tipo la "donna poliziotto", la "donna soldato", la "donna giudice", la "donna deputato", la "donna ministro", la "donna dirigente"...in definitiva la "donna maschio" della cibernetica sociale ove la femminilità scompare e dove il fatto di costume è più vicino alla robotica che all'umanità.
   Rifiutiamo, semmai, per la donna, i compiti servili, subalterni all'istituto sociale dell'ingiustizia e dell'arbitrio, in cui la donna - come abbiamo visto - non può che scomparire.
   E pretendiamo, allora, che della giustizia materna, testimoniata, se ne faccia strumento di guida e di correzione contro l'istituzione matrigna della disuguaglianza economica, perpetuatrice dell'ingiustizia e del sopruso, e responsabile di fondo di ogni conflitto, di ogni delitto, di ogni barbaria, e di ogni atto ed effetto terroristico e della guerra.
   Abbiamo avuto l'occasione di assistere recentemente a una accesa discussione tra alcuni fautori della caccia e i contrari, a proposito di una legge abrogatrice di questa attività quanto mai inutile, irrazionale e disumana.
   "Ciò comporterebbe la liberazione del bracconaggio, con gravi prospettive di distruzione incontrollata della fauna", sostenevano i favorevoli alla caccia atteggiandosi ad amici e protettori degli animali.
   "La legge Merlin non ha fatto altro che liberalizzare la prostituzione controllata, portandola fino agli angoli delle strade incontrollatamente, e moltiplicandola", diceva qualcuno. E sembrava giusto il paragone.
   "Significherebbe risolvere, ad esempio, il problema della disoccupazione, vietando l'iscrizione dei
disoccupati negli appositi uffici di collocamento che non sono in grado di avviarli al lavoro e si
limitano a censirli", affermavano altri.   Il che poteva apparire ugualmente giusto.
   "Il problema non lo si risolve vietando. Ma promuovendo, semmai, il fattore ad esso contrario.  Il lavoro risolve, infatti, il problema della disoccupazione. La sanità quello patologico", affermavano poi, con un pizzico di obiettività e di buon senso, i così detti "nè favorevoli e neppure contrari".
  Ma quale sarebbe, in ogni caso, il fattore fondamentalmente avverso alla caccia? "L'allevamento", si riuscì a stabilire dopo accese discussioni: "Si potrebbe promuovere questa ultima attività ai massimi livelli, con risultati altamente positivi anche sotto l'aspetto economico ed ecologico.  D'altra parte, poiché i cacciatori confessano di aver bisogno per propria natura (alla quale sostengono non possono sottrarsi) di sparare sugli animali e comunque di sparare a qualcuno - che altrimenti potrebbero farlo anche sui passanti - non sembrerebbe scorretto destinare una parte degli animali, già assegnati al consumo della carne per la sopravvivenza umana, a delle speciali riserve dove i cacciatori potrebbero esercitare la loro attività preferita, e la loro passione, svolgendo nello stesso tempo un lavoro utile per i consumatori".
   Ma a questo punto, i favorevoli alla caccia non mostravano di essere d'accordo. Anzi protestavano:
"Che gusto ci sarebbe a sparare sugli animali da allevamento? La selvaggina deve essere selvaggina, furba, tenace, resistente.   Deve saper scappare per non farsi ammazzare, mica venirti incontro scodinzolando!   I cacciatori non si divertirebbero, e non andrebbero mai a cacciare in una riserva da allevamento". 
   Ci era così sembrato che il problema "caccia", si fosse rivelato un fenomeno psicopatologico di interesse medico; e che, in ogni caso, il suo fattore contrario lo avesse risolto, definitivamente, spontaneamente, neppure vietando ma anzi promuovendo.
   Naturalmente sarebbe stato suggestivo sentir parlare anche di una riserva di caccia da destinare, quale prevenzione e cura terapeutica, agli appassionati della caccia, nella quale questi avrebbero potuto liberamente spararsi tra di loro.
   Ma poi, un favorevole suggerì: "Cambiamo il nome della caccia. Chiamiamola allevamento e lasciamo le cose come stanno. Risolveremo il problema".
   E si trovarono tutti d'accordo. 
Ora, a parte la leggenda di una dea cacciatrice e di alcune eccezioni storiche, di donne dedite a sparare su innocue e inermi bestiole non ce ne sono mai state, il che fà della problematica una costante di parte, riservata a se stessa, chiusa in se stessa.   Alcuni psicologi potrebbero anche definirla di natura omosessuale (e avrebbero ragione), appunto come il terrorismo, la guerra, la violenza, l'ingiustizia, l'arbitrio, e via dicendo...in cui la donna è vittima per opposta natura.
   Ma ci sorprendiamo, quindi, dell'invertimento operato, con deliberata precisione, dagli invertiti naturali.   D'altra parte, non si pretende oggi di chiamare la guerra pace? E le armi e i soldati, truppe di pace?  E perfino la bomba nucleare, BOMBA PER LA PACE?
   Ma in ogni caso il futuro, è inevitabile, non può che essere quello oggi costruito. Lo vedremo presto, subito, nei prossimi anni. Vedremo le guerre, le ingiustizie e i soprusi oggi seminati. Nessun contadino ne resterebbe meravigliato.
   Appropriarsi illusoriamente del tempo, seppure breve, contribuendo alle azioni disumane, alle barbarie, ai delitti dell'ingiustizia sociale, con la stessa indifferenza o partecipazione, comunque simulando una giustizia disattesa e violata, rifugiarsi nell'alienazione del collettivo di massa, nella retorica del luogo comune e della propaganda massificante, non sottrae  ciascuno di noi alle proprie responsabilità.
   Malgrado gli elogi sperticati e gli onori distribuiti scambievolmente a piene mani, la falsificazione delle definizioni dell'oggi e i rituali dell'ipocrisia, e malgrado i meriti vanamente riconosciuti, il futuro non conferisce attenuanti per alcuno.
   La giustizia sociale, nella famiglia creata dalla madre sulla sorgente dell'egualitarismo dell'amore,
è costruita di tanti momenti che assommano, con i scanditi dal tempo, il risultato del domani.
   Non ci vuole molto a capire, analizzando l'esempio della caccia, che il tutto avviene in conformità
al veleno collettivo somministrato e ingerito.
   La passione è l'effetto di questa sofisticazione maligna.   Se manca altra selvaggina, si spara sui passanti; soprattutto se essi mostrano di non gradirlo e si sottraggono, scappano e gridano di terrore, perchè così c'è più gusto per gli assassini.
   Ci sembra che questo stia già accadendo, ma meglio lo vedremo nei prossimi anni.
Perchè, invece, non smetterla con i veleni somministrati e ingeriti per l'illusione di una ingiustizia chiamata giustizia e di una guerra chiamata pace?
   Si continuerà altrimenti su questa stessa strada, nella direzione invertita dall'omosessualità: ad ogni nuova, inevitabile scoperta del sintomo rivelatore dell'organizzazione sociale, si cercherà di nasconderne la causa cambiandone semplicemente il nome. L'attuale repubblica responsabile del sintomo, potrà così divenire la seconda, la terza, la quarta e via dicendo, relegando nell'oblio, perchè collegato alla precedente denominazione, il sintomo dell'identità.  Nel mantenimento di questa filosofia  scellerata, i media continueranno a farne propaganda e la gente a crederlo, che comunque vadano le cose, alla  fin fine, anzi dopo di questa, ci sarà per premio il paradiso per tutti, vincitori e vinti, ricchi e poveri, colpevoli e innocenti...
   E a nessuno verrà mai di sospettare, rispetto alla credenza o alla speranza di una vita superiore, che appunto nessuno, proprio nessuno è stato sin qui capace sulla Terra di portare a compimento neppure questa di vita, seppure inferiore, perchè negativo invertito, simulato, animale e non uomo, persona fisica dunque e non umana. Ma quale vita superiore potrà mai esserci per la BESTIA INUMANA?
   L'antidoto della verità ci risulta, a questo punto, alternativa della salvezza.
Vediamo perciò di divenire pratici, veri e operanti, come lo sono appunto le donne quando governano la propria casa.
   Cominciamo con l'impedire che si sparino ancora veleno e menzogne sui passanti, assoldando killer e comparendo sui balconi imbanditi dai mass-media con il piglio guerresco dei gorilla o con quello ipocrita, pacifista e sorridente, della scimmietta addestrata dal carisma mafioso.
   Il futuro della CASA TERRA, così come questa viene oggi matrignamente governata, non offre prospettive.
   Governiamola allora maternamente, accantonando veleni, menzogne e iniquità.   E, per favore, non parlateci più di giustizia, ma facciamola una buona volta, questa benedetta giustizia, esprimendola nei fatti!
   Sarebbe triste, inversamente, pensare all'umanità della Terra come alla vittima predestinata di una pace armata che ingrassa con la morte, e che oscilla quieta, come la massa amorfa e il suo spirito matrigno, e vigila - digrignando i denti sull'osso dello scheletro - repulsiva ad ogni formula di vita.(1)

Palermo, 4 Maggio 1986.


UNIVERSALESIMO E GIUSREALISMO
PER UN' ALTERNATIVA RISOLUTRICE DELLA CONFLITTUALITA' TRA I POPOLI


   E' di questi giorni la sconcertante e ossequiosa esultanza dei sedicenti gruppi "pacifisti", per una sistematica avanzata ecumenica derivante dal secondo incontro pubblico che risulterebbe avvenuto tra il capo carismatico della comunità cattolica e quello della comunità israelitica.   Essi, gli "pseudo mondialisti" di una morte che avanza, nel manifestare la propria pluralista e vermiforme esultanza, hanno infatti invocato che della esoterica avanzata reazionaria "venga aumentata la velocità", perchè "urge all'umanità la pace"; pace che evidenzierebbe, poi, l'inerzia di un'eternità patogenetica, del resto ineluttabile per una siffatta natura sepolcrale.
   In difesa dei diritti umani, che dovrebbero essere quelli della vita, nella eco zoologica del terrorismo libico, e nello stesso giorno della strategia di attacco terroristico portato contro la Libia, si doveva due giorni più tardi dall'avvenimento ecumenico trattare a Berna tra gli Stati aderenti all'ONU (appunto il 15 Aprile 1986), con risultati dunque vaganti nell'aria per quanto riguarda le buone intenzioni come sempre solo affermate, ma ben visibili per ciò che attiene le intenzioni "vere" testimoniate dagli atti e dai fatti iniqui perpetrati.
   E' luogo comune, quindi errore ricorrente, pubblico e di massa, riaffermato e stabilizzato, stratificato quanto il germe del cancro, ritenere che l'incapacità dell'ONU di evitare guerre, perchè organismo amministratore di ingiustizia tra i popoli, sia dovuta ai privilegi assunti in seno all'ONU dai così detti "cinque grandi" (gli Stati vincitori della seconda guerra mondiale), e perchè non si può amministrare giustizia tra Stati sovrani, come Dante  ebbe a dimostrare stabilendo l'assurdo di un errore intellettuale sciaguratamente perpetuato ormai da sette secoli.
   Il consenso eventualmente dato alla limitazione della sovranità nazionale non avrebbe alcun senso, quanto quello del tabù connesso alla "non ingerenza nei fatti interni di uno Stato", se non viene compreso e chiarito cosa vuole intendersi e cosa si intende e cosa invero sia lo STATO SOVRANO, ossia il modo d'essere di ciò che stà sopra e sovrasta.
   E' elementare che si debba quindi ricercare il denominatore comune tra gli Stati da associare, affinchè si possa far luogo correttamente alla unificazione, ovvero (se questa sia avvenuta scorrettamente) alla sua correzione.
   Blaterare scelleratamente di riformare l'ONU, senza conoscere prima ciò che si deve riformare, cioè l'identità reale dell'ONU, come è di moda in questi giorni secondo i secolari canoni di una insufficienza intellettuale importatrice dell'incapacità di capire, che è propria della ripetizione gestuale scimmiesca, non è solo campato in aria: lo è soprattutto SOTTOTERRA.
   Universalesimo e Giusrealismo, il primo in quanto scibile umano in tutta la sua interezza e vitalità energetica, il secondo in quanto DIRITTO REALE, ci consegnano l'unica alternativa possibile all'odierna gestione comunitaria planetaria, non tanto incapace questa di amministrare giustizia quanto capace piuttosto di contabilizzare ingiustizia, addivenendo alla risoluzione della conflittualità tra i popoli mediante l'individuazione del loro denominatore comune: conflittualità che non avrebbe ragione di sussistere una volta determinato il legittimo denominatore comune, il legittimo STATO SOVRANO, ciò che legittimamente stà sopra e sovrasta.
   Quello vigente, attuale, odierno, di sempre sulla Terra dalla mela di Eva, è l'ILLEGITTIMISMO, l'atto per delinquere, il sopruso, l'arbitrio, l'indiritto del NEGATIVISMO GIURIDICO INVERTITO millantato Positivismo Giuridico.
   L'associazione tra gli Stati per delinquere accresce l'istituto nazionale criminoso e produce i
precisi risultati negativi invertiti odierni.
   E' altrettanto elementare ed evidente che tra Barabba e Al Capone, dopo le varie dispute la spunta poi chi dei due è brutalmente in grado di pretendere i privilegi spettanti al vincitore.
   Ed è quanto avviene, ancora prima, in quell'interno delle nazioni dove il tabù tribale impedisce di "ingerire", cioè di inserirsi tra le classi di usurpazione dominanti e quelle dominate, allo scopo evidentissimo di difenderne l'occulta, inconfessabile, IDENTITA' CRIMINALE, denominatore comune illegittimo di tutti gli Stati vigenti su una Terra usurpata.
   Per cui è scientificamente questo il luogo ove deve porsi la correzione operata dalla sanità e dalla legittimità dell'Universalesimo e del Giusrealismo, perchè è questo il luogo di origine della conflittualità prodotta dalla patogenesi (ossia lo Stato patologico), dall'organizzazione tra gli Stati poi evidenziata.
   Come si vede, anche i commentatori del rifiuto dato al loro ingresso nell'organizzazione delle nazioni unite dai così detti "civilissimi svizzeri", sbagliano.
   La ragione vera è quella del tabù tribale: il timore implicito nel male di venire scoperto.    Il che significa che anche la Svizzera sbaglia, credendo che una organizzazione tra i mali, tra le varie malattie, sia capace di individuare la propria natura attraverso quella delle frazioni maligne unificate, oppure viceversa.
   Se non si fossero manifestati Universalesimo e Giusrealismo, tutti i mali potrebbero dormire sonni tranquilli, ben presto in pasto alla morte perpetua...massimo sonno malefico dell'eternità occulta, cementata sotto i misteri dell'ignoranza.
   E, dato che il legittimo denominatore comune (trattandosi di addivenire all'unione tra nazioni umane) è invece l'UMANITA', vale a dire la PERSONA UMANA, amministrare giustizia sarebbe semplicissimo se l'organizzazione planetaria venisse formata da nazioni giuste, ossia da nazioni umane anzichè da quelle INGIUSTE,  cioè sbagliate perchè composte di associazioni animali, illegittime, criminali, usurpatrici e violatrici della natura umana.
   Viceversa, nonostante quanto vanno affermando da sette secoli Dante e i suoi cibernetici ripetitori di una inutile "alta fedeltà", l'unione criminale non potrà che continuare a governare ingiustamente gli ingiusti, cioè criminosamente i criminali, erroneamente gli errori, patologicamente i patogeni, animalescamente gli animali, con risultati perfettamente e matematicamente corrispondenti.
   Quindi, dal momento che l'uomo della croce ebbe a prevenire l'errore "dantesco"  indicando l'opposta, giusta direzione da seguire onde evitarlo, ribadiamo la necessità di istituire, sulla Terra, gli Stati di diritto dell'assoluta e indefettibile GIUSTIZIA UMANA, che l'Universalesimo e il Giusrealismo importano, individuando inequivocabilmente, indiscutibilmente e inviolabilmente nella PERSONA UMANA, quello STATO SOVRANO presente in ogni nazione della Terra.
   Il Poeta della corona di spine, l'uno, l'unico e l'indivisibile cantore insuperato della vita e della conoscenza, con somma sapienza testimonia contro l'oscurantismo prodotto dalla deficienza intellettuale massiva, emblematica nella corona d'alloro assurta ad onore dell'insufficienza di chi invece non sà quel che và facendo e dicendo.
   Contro il potere maligno di una scolastica intellettualmente bestializzante e criminale, oggi più che mai imperativa sulla Terra, il Poeta della croce dimostra come non sia affatto vero "ciò che dice  Tolomeo del sole" - dal momento che Tolomeo non è che uno strumento perverso di ripetizione cieca del potere dell'usurpazione matrigna della vista, cioè di quella cecità massificata della quale egli è sul foglio paga - ma è vero unicamente il sole; ed è vero unicamente ciò che si vede del sole.
   Noi, possessori di occhi umani, e se umani dotati di vista intelligente, quindi VEDENTI REALI, rispetto all'oculare testimonianza socratica sulla cecità totale importata dalla cataratta del massimo vedere animale, cominciamo da dove Socrate finisce.
   E giacché, ricordiamolo, non vi è nulla di nascosto che non abbia ad essere scoperto, nè di occulto che non abbia ad essere posto in luce, oltrepassando il mistero nero dell'ignoranza di Tolomeo e di tutti i falsi vedenti, osannati, onorati e pagati - in proporzione alle dimensioni della cataratta posseduta - dagli Stati per delinquere usurpatori della sovranità della vista reale della Terra, Gesù di Nazareth, raggio luminoso sulla Terra, Gesù di Nazareth sole della Terra, Gesù di Nazareth uomo e figlio dell'uomo della Terra, Gesù di Nazareth Essere sovrano di ogni tempo, spazio e luogo della Terra, Gesù di Nazareth erede universale della Terra, è tuttora assassinato, martirizzato e inchiodato in terra sulla croce, e di lui sono tuttora visibili, in terra, l'assassinio, il martirio e la crocefissione.
   L'umanità, posta sovrana sugli animali, non può, sia nel mediterraneo che in ogni altro luogo del pianeta, soggiacere al potere e al governo della bestialità usurpatrice: essa, se umanità, deve essere capace di risorgere tale e di amministrare se stessa in quanto tale.
   Se essa, invece, non è in grado di trasmutare in umanità viva la propria degenerazione biologica, se essa, cioè, non è umanità ma bestialità, non potrà che condividere il destino infernale della belva necrofila.
   Tale e quale è la nostra testimonianza della verità, di tutta la verità e di nient'altro che la verità, per un giudizio annunciato e ora confermato.
   Del resto, anche da parte delinquenziale e zoologica, non si riscontrano più quei motivi di fondo che forniscono credito a un profitto il quale, nonostante le perdite umane, possa alla fin fine privilegiare comunque un vincitore.
   Come è oramai accezione indiscussa sulla Terra, l'ultimo conflitto tra Barabba e al Capone, l'atomico, non potrà che totalizzare il definitivo azzeramento operato, nella Storia e per la fine della Storia, dalla terza e ultima guerra mondiale: NESSUN VINCITORE.
   Opponendoci perciò con fermezza impavida, umana e universale, ai famigerati cantori del vuoto e del nulla, alchimisti scientifici della pioggia d'oro su una terra oscurata da nuvole di sterco, invitiamo l'ONU a rivedersi e correggersi - assumendo la giusta denominazione di Organizzazione delle Nazioni Umane - alla luce non dell'Art.11 della Costituzione Italiana, ma di quell'Art.lo 3° fondatore dell'EGUAGLIANZA ECONOMICA estirpatrice delle classi e delle razze inumane.
   Ma invitiamo ancor prima l'Italia mediterranea a rivedersi e correggersi, alla fonte dei suoi principi costituzionali di giustizia, senza dei quali nessuna pace, nessuna sicurezza, nessuna vita umana, saranno mai possibili.
   Su questi temi, abbiamo presentato al Parlamento Italiano una progettistica legislativa intitolata "VADEMECUM UNIVERSALISTA COSTITUZIONALE", contenente:

- un disegno di legge regolamentare e di indirizzo universale costituzionalista;

- una proposta di modifiche ai sistemi informativi, investigativi e giudiziari in Italia;

- il Codice di Procedura Costituzionale.

   La Presidenza della Camera dei Deputati ci ha comunicato, in merito, di aver provveduto a trasmettere tale pubblicazione alle competenti Commissioni della Camera, "perchè ne siano informate ai fini della loro attività".(2)


(1) (2) Brani estratti dagli interventi del Partito Universalista Italiano alla 2^ Conferenza sulla Sicurezza nel Mediterraneo, indetta dal Parlamento Mondiale degli Stati per la Sicurezza e la Pace.





26 Settembre 1986

Inizio dell'attività del

CENTRO  OPERATIVO  DELL' UNIVERSALESIMO
per l'attuazione del Progetto legislativo universalista
creatore dell'Organizzazione Sociale di Eguaglianza Economica
Assoluta ( Società per Azioni Umane), presentato al Parlamento
della Repubblica Italiana e depositato presso le apposite
Commissioni camerali a cura della Presidenza della Camera
dei Deputati (Nota prot. n.600/mic del 1° Marzo 1986).

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       Tra i primi atti operativi, e quale deterrente avverso la criminalità istituzionale che nei prossimi anni si svilupperà gradualmente in espansione irreversibile coincidente con il perfezionamento dei processi morbosi dell'ordine sociale negativo invertito, si ritiene doveroso avanzare la sottonotata proposta di legge  che introduce  il delitto di "CRIMINALIZZAZIONE" a carico di talune istituzioni pubbliche.

DISEGNO DI LEGGE
DELITTO DI CRIMINALIZZAZIONE

Art.1
     I magistrati, i componenti di giurie popolari, gli ufficiali, agenti e operatori di polizia giudiziaria (Carabinieri, Finanzieri, appartenenti alla Polizia di Stato, Penitenziaria, Forestale, Urbana, e di ogni altro corpo di polizia.), i giornalisti e i collaboratori di giustizia che nell'esercizio delle proprie funzioni promuovano ingiuste accuse, procedimenti giudiziari  e condanne  contro i cittadini innocenti che non siano criminali di professione, rispondono del delitto di criminalizzazione.        
   Dello stesso reato rispondono i responsabili di organismi tributari e di uffici preposti ad ogni analoga gestione amministrativa che sia di pubblico interesse, i quali deliberatamente e/o erroneamente chiamino in causa i cittadini non criminali di professione con provvedimenti contravvenzionali insussistenti o con richieste di pagamento già effettuato o comunque non dovuto.  

Art. 2
      I responsabili del delitto di cui all'Art.1 vengono puniti a seconda della gravità e del danno arrecato al cittadino innocente  non criminale di professione, con la reclusione dai 2 ai 15 anni e con una multa dai 10 milioni al miliardo di lire. Per i responsabili del delitto di criminalizzazione  specificato al comma due dell'Art.1 le pene variano invece dai sei mesi ai tre anni di reclusione.
I responsabili del delitto di criminalizzazione sono altresì obbligati al risarcimento del danno morale ed economico provocato e sospesi o radiati dalla carica istituzionale ricoperta (Ordine Giudiziario, Ordine pubblico, Ordine dei giornalisti).

Art.3
   Di concorso nel delitto di criminalizzazione, rispondono gli eventuali delatori, informatori e/o i responsabili di false testimonianze, i quali vengono assoggettati, con la riduzione di due terzi e a seconda della gravità dei fatti,  alle pene indicate nell'Art.2.
    Viene altresì istituito un fondo  per il risarcimento dei danni  subiti dai familiari delle vittime del delitto di criminalizzazione e, in conformità al principio giuridico secondo il quale "non evitare un evento delittuoso che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a provocarlo", e indipendentemente dalle consuete prassi assicurative e di responsabilità civile di carattere privato, i Governi sono obbligati in toto al risarcimento  della proprietà personale sottratta ai cittadini non criminali di professione a causa di furto o danneggiamento del proprio mezzo di trasporto debitamente custodito in parcheggi, strade e luoghi pubblici, nonchè al pagamento di una ammenda non inferiore al venticinque per cento del valore economico del mezzo di trasporto rubato o danneggiato da devolvere al fondo di cui sopra. 
    La presente Legge costituisce un articolo specifico da inserire nel Codice Penale Italiano.
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9 Dicembre 1986
                                                                                  ""...Coloro che si scandalizzano dei propri politici,   dei
                                                                                   giudici, dei governanti, e dei risultati perversi della loro
                                                                                   organizzazione sociale, sono simili a quei
                                                                                   benpensanti senza cervello che scegliendo di
                                                                                  vivere  in un bordello e/o in una gabbia di matti,
                                                                                   poi se ne  lamentano perchè quel  luogo sarebbe  pieno
                                                                                  di baldracche e/o di malati di mente...""       

                                                                                ""...Perdonate loro
                                                                                       perchè essi sono come la gramigna
                                                                                      o la sabbia,
                                                                                      i deserti o le piaghe,
                                                                                      i precipizi o le piogge
                                                                                     di fango,
                                                                                     e non sanno
                                                                                     quel che si fanno...""

                                                                                 ""...Vi è una verità vera e tante verità supposte.
                                                                                    La verità vera viene messa da parte
                                                                                    e le supposte...dove le mettiamo le supposte?""
                                                                                    (Antonio De Curtis in arte Totò)...         



L'ORGANIZZAZIONE SOCIALE DI DISUGUAGLIANZA ECONOMICA RELATIVA:
LO STATO PADRINALE DALLE ORIGINI AD OGGI.

   Il primo inserimento degli individui simulati umani e dei loro nuclei familiari in un consorzio sociale (di fatto perfettamente incivile) il quale - violando le regole comportamentali vigenti nell'ambito delle famiglie umane reali, le quali per l'affermazione della civiltà determinavano l'assoluta parità dei diritti e dei doveri tra i propri membri, stabiliva invece il fondamento della DISPARITA' ECONOMICA , e quindi quello della disuguaglianza del diritto, conformando i membri sociali "umani" al contenzioso animale - ha dato origine all'ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI STAMPO MAFIOSO e alla prima declaratoria della guerra permanente tra i nuclei familiari, quali primi stati, primi popoli, primi partiti costituitisi in conflittualità "microbobiozoologica" sulla Terra.
   Lo statismo, il populismo e la partitocrazia, stabiliti dal gruppo animale, si sono perciò sviluppati nel senso mafioso (parassita) della giungla microbobiozoologica dal familiare al sociale e dal nazionale all'internazionale fagocita, assumendo varie forme, strutture e connotazioni storiche.
   Tuttavia la figura predominante del leader, del capo del gruppo parassita, denominato a seconda delle esigenze "re", "duce", "presidente", etc., ha tratto matrice dall'usurpazione, cioè dalla negativizzazione e dall'invertimento del connubio familiare umano padre-madre, che orchestrava -
i primi insediamenti civili prevalentemente adibito alla equa spartizione, tra i membri dell'associazione umana, dei beni necessari all'esistenza e/o alla sopravvivenza della civiltà comune.
   Ed è infatti nell'esercizio della spartizione dei beni vitali, ossia del fondamento economico civile, che tra origine l'ANTIECONOMIA (usurpazione, negativizzazione e invertimento economici) evidenziata dal  PADRINATO, posto in essere dalla matrignità dell'economia incivile, la disuguaglianza, la mafia cortigiana, la grande madre meretrice: MAMMONA.
   Il capo-duce-padrino,il leader, viene così ad assumere la caratteristica subdolo-invertita
dell'artificio incivile, il dietrofront (rovesciamento della testa e quindi della posizione corretta), per cui la sua patologia fondamentale si radica socialmente e politicamente nell'omosessualità, perpetuando il maschilismo omosessuale della matrignità paternalista: il padrino si traveste da madre e pretende di gestire il consorzio incivile (rovesciato), a cui è a capo, e come la madre legittima amministra la casa civile, ovviamente con criteri, procedure ed effetti esattamente capovolti.
   Il padrinalismo, il partitocraticismo, il monarchicismo, il borghesismo, il dittatorialismo, il
proletariatismo, l'anarchicismo, il radicalismo, il socialismo e il comunismo simulati, il liberalismo,
il capitalismo e di stato e privato, etc - prescindendo dai travestimenti omosessuali evidenziati dalle uniformi di volta in volta adottate, ossia dalle differenze formali - come il presente sintomatologico ci dimostra, non sono altro che aspetti di una medesima istituzione: lo STATO PER DELINQUERE
DI STAMPO MAFIOSO, cioè lo STATO PADRINALE.
   La funzione primaria del padrino, posta in osservazione dal fenomeno sintomatologico dell'epoca presente, compare quindi radicata ai contenuti economico-fiscali del progresso incivile.
   MAMMONA, barricata sui troni della Terra, distribuisce e raccoglie a piene mani, divorando e dividendo i fratelli dai fratelli, ponendoli in guerra tra di loro con il decreto snaturato "dei figli e dei figliastri", che fà del vincitore animale il germano.   La storia è ricolma di esempi fratricidi.   La storia emblematica del cuore della Terra, la storia di Roma, si fonda sull'usurpazione matrigna operata dalla bestia, la lupa, ben evidenziata dal sintomo cardiaco fascista e da quello vascolare nazista.
   Del resto il famismo non è, lo correggiamo in rosso sangue, la scoperta di Raya, ma è quella ben più antica della lupa.
   Ecco il perchè oggi i padrini, gli agenti patogeni in moltiplicazione cancerosa sulla Terra, rivelano la funzione divoratrice della BELVA DEI MORTI, e si esibiscono in varie diramazioni e dimensioni fameliche, cui fanno capo, differenziandosi sottilmente tra di loro, vale a dire gerarchicamente (relativamente), a seconda delle funzioni fagicospecialiste esercitate sotto la spinta reazionaria delle correnti intestinali, che consente la conquista di posizioni superiori o di soggiacere nelle inferiori, coerentemente alle stasi o ai progressi pestiferoviscerali del male in ogni sua significazione sociobiologica.
   Ai vertici abbiamo, nell'odierno, per fare un solo esempio, la funzione padrinale assunta dalla medicina, stipendiata dagli ospedali e dalle USL (le quali, come in passato, onde simularne il cambiamento assumeranno in futuro altre denominazioni burocratiche finalizzate a mantenerne i contenuti malefici), praticata negli ambulatori privati ai malfermi-infermi utenti, quivi costretti a pagare somme vistose per le visite e le terapie omesse negli ospedali e nelle USL, perchè relegati a meri luoghi di parcheggio o di anticamera mortuaria i primi, e all'esercizio burocraticotruffaldino le seconde.
   Puntualissima incombe, allora, la TANGENTE DELLA SANITA', che Al Capone, portavoce i suoi killer guardaspalle, istituisce onde trarre compensazione, con guadagno, dagli sperperi germani attuati nelle criminose amministrazioni, ove falsi lavoratori, falsi disoccupati, falsi operai della terra, ovvero cittadini inesistenti, raccolgono gerarchicamente sottoforma di briciole i resti dei maggiori compensi elargiti ai germani della lupa - lupacchiotti capovolti per l'acquisto del nome e dell'aspetto innocente degli agnelli - nei vertici del capovolgimento direttivo stabilito dalla mafia di stato.
   Dagli indennizzi per alluvioni, siccità o crisi economiche, fino ai terremoti e/o al cataclisma multiforme, ce n'è per tutti i gusti (truffaldini) da arraffare...padrini permettendo.
   Ma il luogo meglio frequentato dal padrinato - come i media, e in particolare la cinematografia e la televisione riportano - resta pur sempre la casa delle vedove, la chiesa e il cimitero, dove le retoriche, le lacrime, i baci e gli abbracci, con la proclamazione in gloria degli eroi e dei santi caduti (mafia-chiesa consentendo), soffocano i clamori e i silenzi sanguinari dei delitti.
   Il sintomo rivelatore dello stampo mafioso, effigie comune a Cesare e a Mammona, è oggi un termine giuridico, coniato dalle società per delinquere impegnatissime a vigilare per reprimere gli aspetti inequivocabili (i sintomi), rivelatori della di loro inequivocabile identità segreta. Ed è per questo che ci è consentito di completare la loro denominazione criminale.
   Sul tema della funzione vigilanza-repressione-occultamento dei sintomi, identificatori (dell'identità) dell'associazione per delinquere di stampo mafioso di ogni stato, risottolineamo il nazionalfascismo e le dittature parallele, sintomo storico dell'identità mondiale di tutte le nazioni
della Terra, che tutte le nazioni della Terra si sono difatti precipitate a soffocare.
   Ciò è tanto vero, che ancor oggi la nazioni nazifasciste, per gli effetti della seconda guerra mondiale proclamatesi o riaffermatesi artificiosamente democratiche, risultano costantemente programmate a difendere la propria identità recitando ingenue condanne e denuncie all'indirizzo
dell'insorgere del sintomo nazionalfascista documentativo della loro significazione.
   Vedasi il "caso Cile", cioè la pagliuzza finita nell'occhio del vicino dalla trave conficcata nel proprio occhio che importando totale cecità impedisce di vedere nella gratuità del potere originato dal nazionalfascismo di casa  perfino le facce dei neoparlamentari, eredi dei tendaggi inanellati con le fedi d'oro rubate alla "Patria", esteticamente rifatte a spese dei cittadini ai quali ultimi viene quindi di rimando negato e/o comunque burocraticamente ostacolato perfino il rimborso delle spese sanitarie sostenute per gravi malattie.
   Nelle organizzazioni sociali negative invertite, la gestione della disuguaglianza economica, al
pari della leucemia e della versione al femminile patogeno del LUPUS, la lupus  (ovvero la lupa) in fabula, viene dunque ad estricarsi ed intricarsi subdolamente occulta, astratta, assurgendo a spirito e spettralità, fisicamente visualizzata nelle immagini focali del pasto vampirico consumato dai padrini e dalle masse vermiformi sul sangue e sul connettivo della società, e agli effetti perniciosi prodotti, nell'identico modo in cui il testo musicale invisibile è rappresentato dall'esecuzione storico-temporale del musicante, con tutte le componenti perverse che la determinano.
   Il criticismo dialettico viene di conseguenza a rivelarsi quanto mai inutile e ciarlatano, in perfetta aderenza al testo musicale, giacché esso risulta immutabilmente contenuto all'esecuzione e all'identità fisica degli esecutori storico-temporali (i musicanti), allo scopo di stabilire che nessuno si renda consapevole dell'errore evidente nel testo musicale, cioè nell'ORDINE MUSICALE di sempre, che i musici esecutori devono meramente ottemperare.
   Il criticismo dialettico diviene allora un coro disarmonico e incivile di prolungamento e supporto del testo musicale perpetuo (lo spirito), consentendo gli avvicendamenti e le rigenerazioni per il perpetuarsi dell'ordine incivile.
   Per tale ragione, soprattutto nell'odierno storico - perchè FINE, e quindi sintomatologia spettacolare di tutti i tempi - si legge, si parla, si ascolta, si scrive, si onora, si disprezza, si applaude, si critica, si condanna, si assolve, si gloria, l'ESECUZIONE sintomatica di un ORDINE, il quale permane occulto, fuori causa, indiscusso e indiscutibile.
   Le differenze formalistiche esecutive, musicate dalle pulsioni famistiche microbobiozoologiche (i gruppi e gli insediamenti inumani), fanno si che il cancro, la leucemia e la lupus del padrinato democristiano (o come  verrà poi a nascondersi sotto altro nome o sigla la così detta maggioranza), per fare un esempio del banale quotidiano, possano essere preferiti, oppure rifiutati, rapportati al cancro, alla leucemia e alla lupus del padrinato socialista, oppure di quello liberale, repubblicano, radicale, monarchico, missino, comunista, demoproletario, etc (o come verranno in seguito a chiamarsi).
   Questo fenomeno si manifesta e si ripete invariabilmente in ogni comparto del corpo sociale, senza alcuna eccezione.    Basti ricordare, sull'argomento, che sia l'opposizione ufficiale che quella informale, espressa dai singoli e/o dai gruppi estremisti dell'emarginazione sociale, altro non sono che contenzioso spaziale microbobiozoologico, così come correttivi spaziali del contenzioso microbobiozoologico; e pertanto essenze dello stesso, risultano i vari volontariati di ricerca socioculturale, promozione, carità, assistenzialismo, beneficenza, garantismo, appartenenti all'area della "sedicenza umanistica e umanitaria" la quale costituisce un supporto ricreativo specializzato dei sistemi di sicurezza dello stato padrinale, adibita all'impedimento di ogni impegno umano reale che metta in pericolo lo "status quo animalis".
   Giacché è fondamentale, per il nuovo indirizzo che l'Universalesimo impartisce agli studi seguiti nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, nelle accademie e nelle istituzioni superiori di alta cultura, che principalmente la Storia venga correttamente recepita quale strumento di
oggettività universale - dal momento che ognuno e ciascuno, ogni parte o particolare, tende "a
tirare acqua al suo mulino", ovvero a dichiararsi "estraneo" al risultato che non lo soddisfi, facendo sempre di se una eccezione - risottolineamo che non vi sono eccezioni o deroghe, per cui (sfogliando un qualsiasi testo enciclopedico universale) resuscitiamo la vita, Gesù di Nazareth, in quanto PERSONA UMANA,  uomo e figlio dell'uomo (uno, unico e indivisibile),  e su tutti i restanti nomi di persona quivi riportati, e a fianco di ciascuno di questi illustri nominativi, aggiungiamo: "poiché
incosciente, insufficiente, e quindi incapace di intendere e di volere, è assegnato, per comprovata inutilità,  all'incenerimento perenne".
   E allora sarà bene ribadire definitivamente quanto abbiamo ampiamente dimostrato e la Storia ci certifica: al di fuori e avverso il testo musicale usurpatore vigono unicamente le sottonotate tre essenze, mentre il restante è parte germana, ineluttabile e "mafiosa", della matrignità musicale.

   1) CRISTIANESIMO ORIGINALE, quale preconoscenza, prerealtà e preciviltà. Essenza neutra
                                                            prearmonica, quindi preantidoto contro la perniciosità della
                                                            STECCA usurpatrice (l'ignoranza, l'inciviltà, la bestialità, la
                                                            simulazione...).

   2) FILOSOFIA ORIGINALE,  quale concezione della realtà e amore della conoscenza, risultata
immune agli effetti "mafiosi" della musica negativa invertita.  Essenza, quindi, di valore neutro, predisposta all'antidoto positivo oltre il limite della passività conoscitiva stabilita dalla neutralità (massimo sapere =sapere di non sapere).

   3) UNIVERSALESIMO,      quale cristianesimo, universalismo e filosofia reali. Conoscenza
                                                   attiva. Realtà. Essenza positivo-rivoluzionaria.Umanità,
                                                   intelligenza, civiltà,. Antidoto contro l'usurpazione.   Eredità
                                                    universale legittima, quindi legittima PROPRIETA' UNIVERSALE.

   Permanendo in tal senso ai nostri giorni, confermiamo rilevando che la critica dialettica dell'ordine musicale matrigno, l'attuale patologico dei sistemi di sicurezza della perversione, scrive, parla, legge, guarda, ascolta, i nominativi dell'attualità disarmonica esecutiva, fornendo espressioni di plauso o di accusa, di gloria o di condanna, nei confronti dei vari Reagan, Gheddafi, Gorbaciov, piaghe storiche del corpo sociale, ben guardandosi dal mettere in predicato il testo musicale comune, causa delle piaghe: IL PADRINATO DI STATO, LO STATO PADRINALE...MAMMONA.
  Come abbiamo spesso spiegato, la verità (similmente alla sanità) è una, mentre, per effetto del PLURALISMO DI MAFIA,  le "verità" negative invertite, cioè le menzogne, sono tantissime quanto tantissime risultano le malattie   Gli agenti patogeni  dell'informazione e della comunicazione della mafia e di stato e privata, vengono perciò adibiti alla censura delle notizie di reale rilievo politico, culturale e scientifico e - alimentando quotidianamente le masse amorfe con aberranti propagande nazionalfasciste e internazionalfasciste - si avvalgono dei reparti specialisti della quotidianità demagogica, i telegiornali e i quotidiani, per la messa in scena delle recite padrinali, gli incontri e gli scontri, gli accordi e i disaccordi "musicati" dai padrini esecutori di turno, dagli "amici" e dagli "amici degli amici" in carica, esaltando e rappresentando come azioni legittime, confezionate in sogni e incubi dorati, le cospirazioni, gli artifici e i raggiri mercantili-ladroneschi delle cosche.
   E siccome i suddetti Reagan, Gheddafi, Gorbaciov (che per effetto della rigenerazione burocratica periodica verranno in seguito avvicendati con altri analoghi esemplari presi per campione dalla patogenesi sociobiologica), a cagione dell'esercizio costante delle loro funzioni (esecuzione della musica mortuario-mafiosa), non sono esseri veri, viventi, ne tanto meno esseri
umani, al loro posto, ovvero al posto di tutti i padrini-musici, in quanto meri esecutori sintetici
dell'ordine negativo invertito, possiamo tranquillamente metterci una pietra, una sedia, un vaso da notte o da giorno, un qualsiasi utensile, con rispettive targhette con su scritto Reagan, Gheddafi, Gorbaciov, etc., etc., senza che nulla cambi, perchè tale e quale è il CIMITERO:
Questo luogo di dannazione in cui, secondo la concezione "cristiana",  vengono relegate le così dette "anime perdute", raggiunge la sua massima perfezione allorquando viene ad assumere l'aspetto ingannevole di "paradiso", alternando alle tradizionali catapecchie della povertà e ai lamenti del malessere   la sontuosità delle ville della ricchezza, i ritrovi sfarzosi e le gran risa del benessere economico, nella rigorosa osservanza dei criteri imposti dalla perfezione del MALE, il quale - travestito in chiese, scuole, cultura, scienza, religione, informazione, democrazia, progressismo, pluralismo, etica, morale,  volontariato e associazionismo benefico-umanitarista, etc -  ne raggiunge l'apice camuffandosi in bene. 
   I tantissimi gironi infernali distinti dalla rispettiva relativa specialità "burocratica" di una eccessiva e pertanto perfetta osservanza dei regolamenti patogeni nel complesso della loro forma esteriore (per esempio nel contesto sociosessuale le tre grandi classi riferite alle alterazioni e alle patologie degli impulsi sessuali comprendenti gli eterosessuali, gli omosessuali e i bisessuali, e le rispettive sottoclassi o gruppi di specializzazione relativa contenenti i sadomaso, i transessuali, gli omosessuali, gli scambisti, gli adulteri, i feticisti, i necrofili, i pedofili, le portatrici di ninfomania, di lesbismo o di frigidità, gli impotenti, gli esibizionisti (tutti titolari, questi, di perversioni degli impulsi sessuali  a loro volta distinguibili in eterosessuali, omosessuali o bisessuali)...nel contesto sociopolitico gli appartenenti a quel partito, a quella fazione, a quella religione, al quel gruppo di opinione, a quella classe gerarchica o patologica, e i loro vari correntisti, i vari portatori di handicap, i tossici, gli alcolisti, i cerebrolesi e via dicendo) non costituiscono altro che il risultato esatto del padrinato mafioso del MALE.  Nei prossimi anni, quando si parlerà di "matrimonio" tra omosessuali, e i benpensanti con le loro innumerevoli leggi di famiglia,  religioni e chiese e scuole di opinione grideranno allo scandalo, gli eterosessuali non avranno alcuna ragione di protestare avendo essi vastamente optato per la pratica della convivenza "uxore more" generalizzata, di fatto utilizzata in ogni girone  dalla corrispondente specialità, e quindi avendo essi di fatto rinunciato al costume tradizionale dell'istituto matrimoniale di esclusiva eterosessuale anche se a volte costretti  dalla ipocrisia dei costumi legislativi sociopolitici (ricordiamo le vedovanze che comporterebbero la perdita delle pensioni di reversibilità in caso di nuovo matrimonio ma non di convivenza uxore more).   Come, d'altra parte, non avranno ragione di protestare gli antiabortisti, avendo essi - dando il loro pieno consenso all'organizzazione sociale di disuguaglianza economica relativa, cioè all'organizzazione sociale della MORTE - storicamente optato per l'omicidio in massa dei "nati soltanto per ammalarsi, invecchiare e morire", che per tradizione storico-culturale non può che comprendere anche l'assassinio dei "concepiti" essendone identica la finalità.   
   E se questo è il protocollo, vi può  essere allora azione più idiota e ciarlatana di chi si mette a criticare o glorificare, ad attribuire colpe o misfatti, oppure scusanti o meriti, all'indirizzo dei sassi, delle pietre, degli utensili, degli oggetti inanimati, etc., senza  chiamare in causa il loro costruttore?  Per suggellare un discorso semplicissimo per l'intendimento, ora che la filosofia, avendola finalmente studiata, INSEGNA MUSICA, ricordiamo semplicemente che il costruttore dei padrini è il padrinato, il costruttore del padrinato è lo stato per delinquere di stampo mafioso e il costruttore dello stato per delinquere di stampo mafioso è MAMMONA, la falsa madre, la matrignità,  la disuguaglianza economica (non il denaro di per se stesso che è soltanto l'utensile, il coltello da cucina, la sedia,  l'oggetto mal utilizzato),  dunque il germe maligno istitutivo del tutto negativo invertito.
   Smettiamo dunque di prendercela sempre e soltanto con i più piccoli, con gli inermi, con i nani, con i sintomi; e diamo a Mammona lo stampo che le compete, per suo ancestrale e famelico diritto e per la gigantesca natura dove il complesso dei beni acquisiti o trasmessi ingiustamente per via di successione, privilegiando nel ricambio generazionale taluni soggetti a svantaggio degli altri, ne tramanderebbe la  matrignità quale fondamento germinale della perfetta ingiustizia.   
   Scopriremo così che sia l'utilizzo del DNA come fattore ereditario sintomatico trasferito agli ambiti socioeconomici, e sia la perfezione raggiunta dall'organizzazione sociale di disuguaglianza
economica pluralista sintomatica nell'iter della sua espansione planetaria come modello di organizzazione sociale di natura maligna filtrante, originata per diritto di successione progressiva,  da quella cancerogena totalitaria, ci consegnano il quadro patologico dominato dagli ibridi, persone fisiche simulate umane incompiute quali esseri dotati di intelligenza ma perfettamente manifeste come sintomi criminali prodotti dall'organizzazione sociale per delinquere.
  



Dalla Sede del Centro Operativo dell'Universalesimo, 2.1.11 dell'EU., 2° Anno Regno dell'Universalesimo, 1° Ciclo astrale, ore 00,01 (13,01 ora solare di Roma).

SERGIO  VALLI

   Sergio Valli, scrittore, poeta e saggista, fondatore dell'Universalesimo e reggitore dell'omonima scuola sapienzale, nasce a Roma ma vive e lavora per lunghi anni sulla costa orientale della Sardegna, da dove trasmette l'essenzialità del suo insegnamento.
   Scrittore di grande tensione etica, assillato dalle tematiche, domina due fonti di ispirazione: quella che scaturisce dall'esperienza sociale quotidiana e quella fantastica, pervasa da tormenti metafisici, dimostrando nei suoi scritti, di grande impegno e rilevanza e di appassionata carica comunicativa, eccezionali capacità di sintesi e di trascendenza.
   Il 3 Febbraio 1986 presenta al Parlamento della Repubblica Italiana, con il titolo VADEMECUM UNIVERSALISTA COSTITUZIONALE, il progetto inteso all'edificazione in Italia dell'Organizzazione sociale (universale) di Eguaglianza Economica assoluta (Società per azioni umane), e il 3 Ottobre 1987 proclama la fondazione della Repubblica Mondiale Universalista, Stato dell'Universo.
   Poeta e prosatore di assoluta originalità e Maestro di alta filosofia, con varie opere di narrativa e saggistica (tra le quali il saggio SINTESI DELLA CRITICA ASSOLUTA,  i romanzi contraddistinti dal realismo, marcati da un forte disegno dei caratteri umani e sostenuti dall'etica sociale: Capelli, pecore e morte,1969;Il Cristo e il Giuda,1972; Lavoro di gruppo con uccisioni, 1976;e le sue opere fondamentali Madre Materia, 1977, e Ufo, La Ragione Unitaria, 1981), è autore della Trilogia dell'Universo, "IL CRISTIANESINO REALIZZATO: L'UNIVERSALESIMO", opera in tre volumi, di cui l'elaborato saggistico "Il Partito Universalista Italiano"  ne costituisce la prima parte.
   Tra i suoi lavori inediti, sono anche da ricordare l'opera poetica "Il Pianeta domani", il thriller di grande tensione psicologica e originalità dei contenuti "Lettere d'amore a Carolina", il romanzo di costruzione metaforica e favolistica  "Tarzan Ritrovato", che anticipa i destini del pianeta Terra indirizzandoli ad un esito estremamente favorevole per l'umanità planetaria; e infine l'opera guida "Il Delitto della Croce", particolarmente indicata per chi si accinge ai primi studi di Universalesimo.
    In questa prospettiva letteraria senza confronti, in cui la realtà irrompe prepotentemente ponendosene ai vertici quale indiscussa protagonista, si delineano inoltre in fase di preparazione la sua opera saggistica  elaborata in vari volumi "Composizioni di Cultura dell'Universo", che costituisce un corso completo di studi di Cultura dell'Universo, i suoi romanzi "Die pro Die", "Iddio Madre Onnipotente" e "Intervista con l'Autore", e l'elaborato saggistico "Universalesimo e Rivoluzione Culturale". 
   Un posto a se, di difficile collocazione critica, occupa nel mondo della cultura, laddove all'originalità espressiva e alla straordinaria carica comunicativa trascesa dalla sua sintesi messianica soggiunge, con i contenuti creativi di una nuova politica e di una nuova filosofia del diritto, la divulgazione scientifica di una organica e completa interpretazione oggettiva della natura dell'uomo, dell'universo e del loro destino.
   Si nota in ogni sua opera lo sforzo reso necessario dall'ansia di dire tutta la verità; tuttavia la sua prosa tende, in modo del tutto naturale, all'arte, e la sua letteratura, di assoluto stimolo che non esiteremmo a definire educativa al ragionamento e all'introspezione, trae origine da un'autentica poetica dei contenuti.
   I meriti e i confronti vincenti che gli spettano, vanno così ben oltre i pochi o i tanti applausi ottenuti.  E, d'altra parte, non appartengono necessariamente al nostro tempo o ad un qualsiasi altro tempo dei tempi, perchè l'uomo appartiene al presente dell'uomo.
   Ma c'è molto di più, se dovessimo considerare nel suo complesso l'Opera di Sergio Valli rapportandola all'emblematica affermazione della PERSONA UMANA, intesa "Essere dotato di intelligenza",  contrapposta  al  regime  di  totale usurpazione fisica o animale dove, come spiega la
cultura vallista, "i diritti umani vengono confusi con quelli del cane".
   Ed ecco, allora, che proprio nel momento in cui tutti lo rinnegano, l'uomo ritorna.
   Il saggio,  la  prosa  e  il  verso  non  costituiscono  perciò  in  Sergio  Valli,  cantore  del reale, le
prospettive diverse di un unico discorso, ma l'unica assoluta prospettiva della realtà, un'unica letteratura, di tutti i tempi, che finisce per liberare la voce e la ragione unitaria del logos, cosi che il gesto alto si fà movimento e verbo.
   Sergio Valli,  scavalcando in avanti ogni riferimento storico e culturale,  ci  offre  con  l'ultima  la
prima  parola  dell'ESSERE,   la   cui   altezza   luciferina,   ricomposta  sulle  ceneri  delle  nazioni
nell'apocalisse vallista nuovamente calpestate, trascende in vette fascinose e senza tempo la grande
poesia dei tempi, ma dove la poesia non può più sostituire la realtà, dove è la realtà a sostituirsi alla
poesia.
   E' dunque lo stesso Sergio Valli, punteggiando di esclamativi l'ultima interiezione del pericolo e dell'avvertimento, a impersonare il vero allarme: quello a cui nessuno crederà.
  Quale creatore e fondatore dell'UNIVERSALESIMO, Egli incarna e propaga, infatti, il pensiero dei "grandi" della Storia e della cultura mondiale di tutti i tempi, realizzando l'evento più importante e più determinante di tutta la storia dell'umanità.
   Valicati per la prima volta i confini dell'ignoto, in quell'aver compreso del vallismo è perciò possibile intuire oggi la ragione stessa della vita, il senso della sopravvivenza biologica della Terra e del suo prosieguo spaziale e temporale che, oltre l'esaurirsi oscuro del chiuso e del finito di un remoto mondo maligno scoperto e reso imperfetto dal conseguente schiudersi del MONDO ESTERNO, necessita al divenire reale dell'uomo finalmente trasceso nel presente benigno e luminoso della conoscenza.
   La letteratura di Sergio Valli, che è ad un tempo esplorazione intellettualistica, edificazione morale e realizzazione delle coscienze, viene così vissuta come dono dell'intelligenza volto a penetrare oltre i limiti della memoria i confini inviolati dell'inconoscibile.
   In definitiva, raggiunto l'apice di una maturazione letteraria e di  una compiutezza di contenuti improponibile nel guscio vuoto della dimensione terrena, Sergio Valli - quale autore di opere di Cultura della Vita -  risulterebbe in assoluto improponibile in un qualsiasi altro confronto dialettico con lo scibile basso, deforme  e deformizzante  del contenzioso genetico -j9, culla e cultura della Morte, ma  soprattutto con tutto un mondo fittizio e degenerato, perfettamente finito e perduto, la cui caduta in prescrizione ne ha simultaneamente importato la rimozione dall'Universo e la definitiva cancellazione.
   Perciò, in questo mondo falso, dissoltosi e in attesa di percepire la propria cancellazione, e dove - secondo la convinzione e la simulazione generali, che pongono in essere l'errore più madornale e imperdonabile di ogni tempo - ci sarebbe bisogno dopo il fallimento delle precedenti di "nuove grandi utopie", Sergio Valli dimostra invece l'assoluta necessità, divenuta impellente e improcrastinabile, del confronto diretto con una realtà vera e infallibile, che prima della sua percezione anticipi, mutandolo, ogni evento.
   La letteratura e le opere di Cultura dell'Universo, di cui Sergio Valli si evince unico autore e divulgatore, non possono di conseguenza  essere considerate meramente meritevoli o no di pubblicazione, di lettura e di diffusione, come ogni opera del contesto -j9, Mondo delle Copie conformi e del Ricalco,  dove l'una vale l'altra e nessuna è insostituibile per cui il giudizio è puramente casuale e relativo, ma - in quanto perfettamente estranee e contrarie a quel contesto, per il quale costituiscono in assoluto l'una,    l'unica    e    l'insostituibile trascrizione di un Messaggio proveniente   direttamente dall'Universo - devono essere, semplicemente, pubblicate, lette e diffuse, come se in quella letteratura e in quelle opere miracolosamente discese sulla Terra vi fosse impressa a caratteri cubitali e fiammeggianti, e vi lampeggi imperiosa, la scritta o parola d'ordine: LEGGERE-PUBBLICARE-DIFFONDERE.








OPERE DI CULTURA DELL'UNIVERSO
di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa
Omissis…


INDICE  E  BIBLIOGRAFIA

Avvertenza                                                                                                                                    Presentazione                                                                                                                               

Cenni storici                                                                                                                                 

1) Censimento di Cesare Augusto (La nascita di Gesù).  Evangelo secondo Luca -                   

2) Le tre Marie (Crocefissione di Gesù) - Evangelo secondo Giovanni -                                    

3) Pianeta Terra - primo pianeta dell'Universo Luce. ("Madre Materia" Todariana Ed. Milano,
    1977 - Biblioteca Nazionale di Roma).                                                                                     

4) Costituzione della Fondazione Universalista ("La Nuova Fondazione" Milano 1982)
                                                                                                                                                     

5) Bioanalisi e Sociobiologia dell'immagine.                                                                             

6)La criminalizzazione degli innocenti è delitto - Primo tomo:"La regina delle prove"            
   Secondo tomo: "Identità dell'organizzazione criminale"                                                         
   Terzo tomo: "La nuova città, la nuova terra"                                                                           

7) Il Cristianesimo realizzato. Costituzione del Partito Universalista Italiano.
    Avvento del Cristianesimo reale.                                                                                            
    L'Eguaglianza economica, il governo dell'Uomo e il diritto alla Vita.                                   
    Governo Mondiale (Dal "De Monarchia"di Dante Alighieri).                                               
    Giustizia umana assoluta e indefettibile concetto universale dell'uomo.                                
    (Circ. Univ. n.1 e n.2 dell'8 Dicembre 1984).

8) Cultura universalista.                                                                                                            . 
    Appendice.                                                                                                                               
    (Circ. Univ. n.3/9 del 25 Dicembre 1984).

9) Premesse di cultura economica (Circ. Univ. n.6/9 del 9 Aprile 1985).                                 

10) A proposito del Gran Convito (Circ. Univ. n.7/9 del 12 Aprile 1985).                               

11) Giornata della Libertà (Circ. Univ. 8/9 del 25 Aprile 1985).                                              

12) Giornata della Costituzione.                                                                                                 
      Tesi sulla Teoria dell'Articolazione.                                                                                    
       Programma Universalista.                                                                                                    
       Resoconto sulle elezioni amministrative.                                                                            
       Sintesi riepilogativa.                                                                                                             
      (Circ. Univ. n.9/9 del 2 Giugno 1985 -    "Ufo, La Ragione Unitaria" Todariana Ed.
      Milano, 1981 - Biblioteca Nazionale di Roma). .


13) Competizioni calcistiche negli stadi (Circ. Univ. n.11/9 del 5 Giugno 1985).                    

14) Commento sul risultato del Referendum del 9 Giugno 1985 (Circ. Univ. n.12/9 del 15 Giugno
      1985).                                                                                                                                    

15) Progetto universalista per la edificazione dello Stato di diritto (Circ.Univ. 13/9 del 1° Luglio
      1985).                                                                                                                                    

16) Attuazione del programma universalista, per l'edificazione dello Stato di diritto.
      (Circ. Univ. n:14/9 del 9 Luglio 1985).                                                                                

17) Trasmissione televisiva "Mistero" (Circ. Univ. n. 15/9 del 15 Luglio 1985).                    

18) Chiarificazione sul fondamento, sullo scopo e il programma universalisti.                       
      Watch tower.                                                                                                                        
      Anarchismo.                                                                                                                         
      L'Universalesimo.                                                                                                                
      (Circ. Univ. n.16/9 del 1° Agosto 1985).

19) Universalesimo e Rivoluzione integrale.                                                                             
       Autointervista esplicativa.                                                                                                 
       Il Dio del sangue e dell'oro.                                                                                                
       (Circ. Univ. n. 17/9 del 15 Agosto 1985).

20) La Società Costituzionale.                                                                                                  
      Autointervista esplicativa sulla Società Costituzionale.                                                     
      (Circ. Univ. n.18/9 del 9 Settembre 1985).

21) "Il Diritto Reale". Positivismo rivoluzionario giuridico dell'Universalesimo
                                                                                                                           .                      
        L'Inscienza dell'Indiritto e la scienza del Diritto.                                                             
        Erezione dell'Universalesimo.                                                                                          
        Antistato e Stato, Anarchia e Universalismo reale, Anarchismo e Universalesimo.       
        (Circ. Univ. n.19/9 dell'8 Ottobre 1985).

22) "Il Giusrealismo". Appello per la costituzione di un Comitato promotore dell'esperimento
        mondiale per l'istituzione dell'Organizzazione universale di Eguaglianza Economica
        assoluta. (Circ. Univ. n.20/9 del 13 Ottobre 1985).                                                          

23) Revisione universalista. (Circ. Univ. n.21/9 del 25 Ottobre 1985)..                                 

24) Obiettività, Positivismo rivoluzionario giuridico e Giusrealismo (Circ. Univ. n.22/9 del 9
      Novembre 1985).                                                                                                                

25) Legge Finanziaria (Circ. Univ. n.23/9 del 12 Novembre 1985).                                       


26) Sollecito per la costituzione del Comitato promotore dell'esperimento mondiale di       edificazione dello stato di diritto universale (Circ. Univ. n.24/9 del 18 Novembre 1985)                                                                                                                                                                 .                                                                                                                                                 

27) Orizzonte politico in Italia e nel  mondo (Circ. Univ. n.25/9 del 23 Novembre 1985)     
28) Legge fiscale (Circ. Univ. n.26/9 del 27 Novembre 1985).                                               

29) I Pionieri dell'Universo (Circ. Univ. n.27/9 del 7 Dicembre 1985).                                    

30) Anniversario Universalista (Circ. Univ. n.1/10 dell'8-25 Dicembre 1985)                        

31) Provvedimenti governativi (Circ. Univ. n.2/10 del 3 Gennaio 1986).                               

32) Sottomissione all'Etica universalista (Circ. Univ. n.3/10 del 9 Gennaio 1986)                   

33) Presenza operante della donna nella travagliata realtà mediterranea.                                

34) Universalesimo e Giusrealismo per un'alternativa risolutrice della conflittualità tra
      i popoli.                                                                                                                               

35) Inizio dell'attività del Centro Operativo dell'Universalesimo.                                            
36) L'Organizzazione sociale di disuguaglianza economica relativa:  lo Stato Padrinale dalle origini
      ad oggi.                                                                                                                               

37) Sergio Valli                                                                                                                                                                                                                            

38) Opere di Cultura dell'Universo                                                                                             




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