domenica 10 luglio 2016

CHE FINE HA FATTO GENOVEFFA LA RACCHIA?



 In un contesto negativo invertito in cui il progresso degenerativo tende  sempre più all’orrido e l’estetica stravolta dai pubblicitari e dai manipolatori mediatici, ne esce sempre più capovolta,  la moderna  Genoveffa è la protagonista delle passerelle, intese ovviamente in senso lato, ossia ovunque ci si trovi -  sintomaticamente parlando - in bella mostra al pubblico e non limitate alle sfilate della moda propriamente detta: le gambe storte gradualmente raddrizzate dalle imposizioni dei Tolomeo di turno  modernizzatisi al seguito dell’iter morboso, convergono nella vista degli aborti e rifiuti umani spettatori,  simulando il risultato di occhiali correttivi per strabici e astigmatici incurabili.       
Di conseguenza,  Genoveffa la Racchia è diventata Genoveffa la Bellissima, assunta dai pubblicitari e affidata agli agenti patogeni impiegati nei servizi mediatici sia al femminile che al maschile, ma anche all’intermezzo, per pubblicizzare trucchi, travestimenti, mascheramenti e chirurgia plastica. 
Ma gli “ammazza che brutto!/ ammazza che brutta!”, censurati o invertiti nei “bellissimo/bellissima”, in realtà ci sono sempre stati nel contesto Geinove Negativo: oggi, nel moderno Inferno Embrionale, ne tiriamo semplicemente la somma per un totale relativo preparatorio al definitivo, che verrà a suo tempo stabilito dall’Evidentismo Totale, dall’Inferno Manifesto. 
Trattare questo argomento nel periodo post natalizio, alla conclusione dell’anno, ci sembra pertanto  che sia cosa assai appropriata e molto ben fatta.
Siete d’accordo?  Se non lo siete, ovviamente il  “chi se ne…” è doveroso considerata la vostra natura alla rovescia, vale a dire perfettamente negativa invertita.   
D’altro canto, “Così è, se vi pare”, diceva Pirandello. “E, se non vi pare, è così lo stesso”(questo lo soggiungiamo noi). 
Tuttavia,  per non essere ingiusti, si deve anche considerare che le Genoveffe di un tempo non avevano  altra possibilità che mostrare il volto spesso devastato da un sacco di difetti che allora non si potevano correggere, tipo occhi e denti storti, mento allungato, naso a becco e via dicendo – e magari dovevano nascondere tette e culo che avevano desiderabilissimi: e qui sta lo spreco.  
Inoltre, la moda di allora imponeva gambe dritte come stampelle, mentre oggi che le modelle mostrano le così dette gambe ad X, non ci si fa molto caso purché il resto vada bene e sia tutto al posto giusto.
Figurarsi! Se  dicevi a una ragazza: “Che bel culo che hai”, ti beccavi come minimo uno schiaffo o una denuncia ai carabinieri. Se lo dici oggi, ti risponde con un sorriso: “Grazie”. Perché è un complimento.
Una vera sfortuna essere nate in quel periodo; e ancora prima era anche peggio.  Chissà quante Genoveffe Le Racchie avrebbero gioito sentendosi dire di avere un bel culo, nonostante gli occhi strabici, il mento prominente, il naso storto, la pelle del volto avvizzita. 
Però, un momento. Parentesi.
Il fatto è che c’è un tempo per tutte le cose: non si ode forse ancora l’eco delle parole? Dov’è l’Ecclesiaste? Dov’è la sua voce? O  è forse questo anche per lui  il tempo di spegnere l’eco?
Eppure ora, in questo momento, ma solo in questo momento, è il tempo della furia, e siamo incazzati molto peggio delle bisce. Perché le scimmie parlanti sono peggiori dei somari. Cazzo cazzo cazzo! Come si fa ad essere così stronzi!. La merda d’accodo. Però siamo arrivati al punto che anche gli asini, seppure con le loro macchinette, volano. Chi lo avrebbe mai immaginato soltanto pochi anni fa? 
Eppure ve lo avevamo anticipato. Ci saranno anticristi che faranno miracoli che potrebbero sedurre, se possibile, anche gli eletti…
E  Nerone, consigliato dall’astuto Tigellino, continua a sviare l’attenzione del popolo dal suo malgoverno. Roma va a fuoco. “Io non c’entro” tuona Nerone: “Sono stati  i cristiani del Primo Cristianesimo, quelli del pionierismo cristiano. Hanno provocato danni per un sacco di sesterzi. Ma sapete che vi dico? Noi ci costituiremo parte civile!”
Pensate un po’: parte civile, da parte della massima INCIVILTA’, da parte della massima IGNORANZA,  quella istituzionalizzata che usurpa, opprime, perseguita e uccide ogni essenza, ogni reminescenza, ogni fermento di Conoscenza, di Coscienza  e di Umanità. Non è ironico? Proprio in questi giorni, in cui dal Paese Campione  si tenta di varare una legge che subdolamente si insinui e metta le mani su internet.   
Questo Nerone. Lo Stato di Usurpazione. E il popolo più rincoglionito gli va dietro e lo applaude. E si preoccupa se il governo, il parlamento, il tribunale, il trono della rappresentanza, nella spartizione del bottino favorisca la banda di Al Capone, rispetto a quella di  Lucy Luciano, del Freddo, del Sorcio, del Secco, del Libanese, del Dandi,  deI  Nero, del Marsigliese.
OK, pazienza. Approfondiremo tra poco l’argomento.   Però, quando è troppo è troppo, e il troppo storpia (siamo strastufi di ripeterlo). Storpi di merda! Siamo incazzati, infuriati, ma ecco, è solo un momento. Subito dopo subentra la quiete luminosa della riflessione.
E’  la   Ragione  a  guidarci  e,  adesso,  il  tempo si fa radioso. E’ il tempo della  RAGIONE UNITARIA.
Dal   Primordio,  dall’Utero  dell’Universo,  dall’Universo   della   Luce,   dall’Era Collassale del Principio, la Ragione Originale si è frantumata, polverizzata, dissolta.  Ha liberato il big  bang della dissociazione, ha dato corpo  all’Antimateria, allo Spirito Immondo, al Secondo Universo, al Negativo Invertito, allo Spazio Finito, al Mondo della Perfezione Perversa, al Male Perfetto, simultaneamente rimosso dalla realizzazione dell’Universo uno, unico e indivisibile. E lo Spazio, ora, è Infinito. La Luce diviene Materia che vive e fiammeggia perenne. Il Bene è infinito.
Parentesi: Ezechiele 36:26 –26 “E vi darò un cuore nuovo, e metterò uno spirito nuovo dentro di voi; e rimuoverò il cuore di pietra dalla vostra cane, e vi darò un cuore di carne”.  Chiusa parentesi.
Ritornando, quindi, alle Genoveffe Le Racchie,  bisogna riconoscere che oggi non ci sono più e le donne sono tutte belle, almeno quelle che si incontrano per strada e ci fanno arrapare solo a guardarle: su quelle che appaiono sui monitor, sui video, sul grande schermo o nei giornali, ci asteniamo in questa sede dall’esprimere il nostro giudizio, perché per dirla tutta non siamo neppure sicuri che siano davvero delle donne.

(S.V. “NOTIZIE DALL’UNIVERSO E DINTORNI – Rubrica d’Informazione avanzata – ATTI STORICI:  NOTIZIARIO N. 72 (n. 7 – 2010) –“ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Arte, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)


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