domenica 12 giugno 2016

THE BURNING PLAIN



 
Stato di Usurpazione. Stati uniti d’America. Complicati sentimenti feriti che bruciano in una baracca che va a fuoco in mezzo alla deserta pianura del New Messico.
Protagoniste, una giovane donna che va a letto con chiunque per punirsi e una bambina la quale scopre una madre che non ha mai conosciuto, e ora vorrebbe incontrare. 
The Burning Plain è un film del presente e del passato, della fuga dall’oggi e dai ricordi nel chiuso rovente di un rogo senza fine,  interpretato da ottimi attori e con una Charlize Theron come al solito strepitosa; e quindi sicuramente film da non perdere. Guillermo Arriaga, sceneggiatore di eccellenti film d’autore,  è alla sua prima regia, ma - sebbene le esperienze ereditate  da registi come Altman, Paul Haggis, Tommy Lee Jones, P.T. Anderson, lo condizionino nella osmosi dello strutturalismo  tecnico del racconto degli intrecci tra personaggi ed eventi di ieri e di oggi, che si alternano e si susseguono  seguendo un ordine cronologico puramente cinematografico, tuttavia non ingabbiato nel cliché scontato del flashback largamente abusato ad esempio nei thriller a carattere psicologico, ma introspettivo e avvolgente negli approfondimenti visivi dei personaggi vittime di se – la sua opera è certamente degna di nota. 
“E’ qui che mio padre si incontrava con quella puttana. Sono bruciati insieme. Per staccare i corpi hanno dovuto usare il coltello”.
Una voce sui resti di una baracca incenerita, con tanti scritti, fiumi di parole e svolazzi linguistici su di un film che di originale ha il solo pregio sfuggito ai Tolomeo della critica  e al pubblico dello Stato di Usurpazione: il fatto di essere sopravvissuti a una malattia mortale  in alcuni casi può rivelarsi estremamente deleterio sia per se che per gli altri, fino a distruggere i propri figli, la propria famiglia e quella altrui.
Il che dovrebbe far riflettere chi prega, oppure sogna o spera di farlo, Gesù Cristo, il Santo, la Madonna o chi per loro, sperando nel miracolo di connotazione positiva rivoluzionaria.
Che a volte, come nella storia raccontata in questo film, poiché “miracolo” invece inevitabilmente di connotazione negativa invertita all’interno dello Stato di Usurpazione,  e non positiva rivoluzionaria correttamente importata dallo Stato costituzionale unitario delle Nazioni, in un mondo come questo (il Mondo Basso dello Stato di Usurpazione  stabilito per conto del Male Perfetto dalla Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata nella peggiore forma possibile di ordine sociale presso ciascuna Nazione incostituzionalmente costituitasi),  sarebbe bene che non avvenga mai. 

(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche – “ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)


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