domenica 5 giugno 2016

STATO COSTITUZIONALE UNITARIO DELLE NAZIONI. PARLA IL PRINCIPE… AUSTRIA: ERGASTOLO AL MOSTRO DI AMSTETTEN E INGIUDICATI I SUOI MANDANTI. ITALIA, ROMA: GIOVANISSIMA STUDENTESSA BRUCIATA SPIETATAMENTE DAL SUO EX PER MANDATO DELLO STATO DI USURPAZIONE.



STATO COSTITUZIONALE UNITARIO DELLE NAZIONI. PARLA IL PRINCIPE… AUSTRIA: ERGASTOLO AL MOSTRO DI AMSTETTEN E INGIUDICATI I SUOI MANDANTI. ITALIA, ROMA:
GIOVANISSIMA STUDENTESSA BRUCIATA SPIETATAMENTE DAL SUO EX PER MANDATO DELLO STATO DI USURPAZIONE.  
Ci è ora chiaro, chiarissimo,  del Delitto della Croce in essere, la perpetuazione del Genocidio della Persona umana, il crimine contro l’Umanità in flagranza di reato continuato e aggravato, i cui responsabili – i soliti noti, notissimi criminali perfetti ora responsabili del massimo peccato dell’irresponsabilità: l’irriconoscenza della Madre e del Figlio, la cui riconoscenza  tutti i crimini succedutisi avrebbe evitato – risultano tra l’altro di essere, di conseguenza quali mandanti del Delitto della Croce, gli spietati assassini mandanti del feroce omicidio della giovanissima studentessa di Roma spietatamente bruciata dal suo ex,  così come storicamente lo Stato di usurpazione,  per mezzo dei suoi Tolomeo, mandava al rogo giovanissime donne colpevoli d’innocenza, di purezza e di bellezza, tra le quali Giovanna D’Arco, la Pulzella D’Orleans.  
 ATTI SORICI. AUSTRIA: ERGASTOLO AL MOSTRO DI AMSTETTEN
Ci si era ritrovato dentro come in un cespuglio rugoso di erbe selvatiche, nel quale era inciampato inavvertitamente arrancando, o lo aveva progettato, pianificandolo sin dall’inizio? Oppure avvenne tutto per caso?  O era anche lui una pedina del Male Perfetto, un semplice animale, una cosa inanimata, una componente passiva quanto la vittima?   
In ogni caso, nella cittadina dai natali preistorici il progetto dei giardini non era stato pagato, ma ereditato insieme alle antiche mura rurali e nei piovosi mattini di marzo con i disegni arrotolati sotto il braccio prima di mostrarli ai concittadini, i progettisti passeggiavano dritti e impettiti.  Con il bavero della giacca sollevato per ripararsi dalla foschia, quando di fermavano ruotavano sui tacchi degli stivali Wellington per tornare sui propri passi e incrociare la berlina di rover blu adibita al trasporto delle bare  dalle  case al cimitero, adesso ferma in attesa al centro della cittadina, e salutare i paesani in impermeabile con cappuccio che risalivano i sentieri fangosi incappucciati, impediti di lato e costretti a guardare fissi davanti a se come se indossassero i paraocchi degli animali addetti al traino dei vecchi calessi d’epoca.        
Se si toglievano il cappuccio, forse avrebbero mostrato i pochi capelli spruzzati di grigio. Li ho chiamati perché ho sentito di farlo, si diceva in giro. Ho sentito le voci delle piante, forse azalee con i loro accenti acuti e qualche nota armonica, che mi ordinavano di farlo. Non si può disubbidire alla natura.
Una fitta nebbia aggrediva e sfumava gli antichi campi ondulati e verdeggianti. Nubi cariche di pioggia scorrevano sopra le colline lontane e sulle cime alte innevate. Dall’apice dell’altura si poteva vedere il fiume, il torrente, il ruscello e il grande lago ghiacciato prossimo a sciogliersi ai tepori della primavera e la grande valle cosparsa di villette distesa in chilometri, e suddivisa in migliaia di metri quadri di terra erbosa e fiorita in piccoli aiuole colorate e a tratti pietrosa e levigata, nessuno dei quali si armonizzava con la storia ne con il paesaggio rurale circostante.
Le notizie rimbalzano di cantone in cantone. Josef Fritzl condannato all’ergastolo.   Sconterà la pena in un istituto psichiatrico.  Sequestrò e violentò la figlia per ventiquattro anni, segregandola in uno scantinato della sua abitazione e rendendola ripetutamente madre.
Però la comunicazione è precaria. Ecco la vera causa dello scandalo.  E’ caduta la linea telefonica e i vecchi ripetitori non funzionano più come un tempo: ora sono stanchi e decrepiti; bisognava sostituirli  prima che accadesse quel fatto incredibile.
E’ nei pasticci? E’ nei guai con la giustizia? La gente lo aveva visto andar via ammanettato e l’aveva poi ritrovato seduto in tribunale come un qualsiasi paesano con l’abito buono della domenica o  quello da indossare nella bara sotto gli strati di terra secca.
Tanti erano gli interrogativi che non c’erano risposte. Dare lunghe occhiate alla campagna circostante, se ci fosse stata, si sarebbe rivelato un diversivo comune per chi lo avesse  fatto per ventiquattro anni. Bei pezzi di terra tutt’intorno si commentava del paesaggio; è una persona affabile si diceva di lui: pacifica, bonaria, di buoni sentimenti e incapace di fare del male a una mosca. Ma agli esseri umani?  Uguale, per tutti i mostri, perché i mostri sono come mosche che svolazzano e si posano sui residui di cibo gocciolante dalle grande tavolate della politica e dell’industria funeraria.
Un mostro è un mostro, ecco cos’è. Ha zampe dappertutto e braccia turbinose con alle estremità mani rapaci come chele. Però, è assolutamente incapace di fare quel che ha fatto. E’ vero. Era l’amicone di tutti. Come ogni insetto volante che si rispetti. non lesinava saluti, sorrisi,  battute e dettagli. Oh si, era l’amicone di tutti, anche dei poliziotti e dei propri congiunti. Nessuno poteva nutrire alcun sospetto. La figlia era scomparsa da ventiquattro anni, d’accordo,  ma lui ogni tanto ne dava notizie recenti come una cronaca da repertorio di telegiornale che si aggiorna negli archivi storici custoditi nella polvere dei sottoscala. E nessuno si chiedeva come mai non ci fossero accanto a lui, in tribunale, per rispondere anche loro delle accuse, gli inquirenti e i congiunti del mostro.  Come mai soltanto lui è il mostro?   Oppure lui  è l’orrenda creatura  madre di questo mondo oscuro comparsa al centro della tela con tante figure mostruose attorcigliate intorno,  come tentacoli di vedova nera?      
Ora si va con l’ombrello anche se non piove,  perché se arriva il sole ci si nasconde la faccia di tenebra per paura della luce. Ora vige il nero profondo. Ora vige, come da sempre, l’orrore..
Josef Fritzl è anche sospettato di essere l’autore dell’omicidio di quattro giovanissime donne scomparse: ora è al centro di ogni sospetto.
Perciò, mentre risulta che le strutture attuali non possono essere in alcun modo adeguate alle penalità da assumere nei suoi confronti, scartata in primis quella pena di morte da sempre obsoleta in un pianeta abitato da moribondi, l’istituto dell’esposizione pubblica permanente  dei sintomi evidentisti non può non dimostrarsi come l’unica certezza della pena da scontare, nonché da evincersi esemplare -  in sede di prima attivazione dei Centri di Esposizione pubblica permanente istituiti al posto degli attuali strumenti superati riguardanti la pena di morte, la detenzione in carcere e la detenzione domiciliare - il caso di un primo sintomo evidentista da esporre nell’apposito Centro.
Niente di più facile. Niente di più scontato. E’ come se fosse già stato scritto. Meno che uno svolazzo di penna.
 Eppure, non approfittare di tale occasione per quel minimo di cambiamento fattibile,  sebbene  perfettamente riprovevole perché in perfetta  sintonia con lo status quo del niente cambia e del niente dura dello Spazio Finito, risulterà per i negativi invertiti inevitabile. Ma scherziamo? Nessuna sorpresa.  A casa nostra di recente hanno arrestato due omosessuali conviventi che da dieci anni violentavano quattro bambini i quali, ad ogni fine settimana, venivano affidati a uno dei due che ne era lo zio; e al momento dell’arresto dei due mostri, ce ne era uno soltanto in casa, perché l’altro si trovava temporaneamente assente in quanto in galera per scontare una piccola detenzione di soli due anni per aver violentato il figlio.
L’Organizzazione sociale Negativa Invertita è la fabbrica dei mostri. E l’antica cittadina austriaca risalente all’età della pietra mantiene viva questa tradizione millenaria, assieme al resto di una globalizzazione dell’horror oggi, nella sintomatologia planetaria, perfettamente visibile.
(Atti Storici. Dal Notiziario n.60 - n.4/2009) 
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