martedì 7 giugno 2016

RACHEL STA PER SPOSARSI



 
 
Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata presso ciascuna Nazione incostituzionale, nella peggiore forma possibile di ordine sociale, e pertanto e/o  di conseguenza…eccetera eccetera eccetera. Stato del Male Perfetto. Stato di Usurpazione pluralista sintomatica: confluenza conflittuale delle Nazioni incostituzionali usurpatrici del pianeta, debitrici plurimorose nei confronti della legittima proprietà stabilita dalla Suprema Entità Divina, Massima Autorità dell’Universo sulla Terra.
Uscita per un breve permesso da un centro di riabilitazione per tossicodipendenti per partecipare al matrimonio della sorella Rachel,  Kym mette da prima in crisi l’apparente calma familiare con la sua esuberanza esasperata dalla tossicodipendenza e dalla rimozione dei sensi di colpa,  e in un secondo tempo la sconvolge ponendosi dolorosamente al centro del vissuto familiare in cui, ex modella e giovane donna drammaticamente interrotta in un interno,  distribuisce la propria presenza conflittuale confrontandosi con la sorella e con gli altri membri della famiglia, districandosi  tra i momenti infausti, frammezzati da episodi che alleggeriscono con ilarità e pacata allegria, oppure  appesantiscono recuperando propositi e promesse d’amore inattendibili nell’economia del dolore, che non si vorrebbe fine a se stesso ma profondamente esteso e condiviso. 
E in questa politica del dolore, incombono come mostruosi tentacoli, le lunghe braccia squamose della viscida Bestia: l’Organizzazione Sociale della Sofferenza promossa dal Male Perfetto in ogni suo comparto fino alla sua estrema espressione mortale.  Nei panni di Kym, Anne Hathaway si dimostra attrice preparata e talentuosa, oltre che donna dotata di una bellezza particolare sensibilissima agli sguardi della cinepresa che la immortalano sullo schermo. E del film, degni di nota appaiono gli ultimi dieci minuti di realismo narrativo curati con abilità e mestiere dal regista Jonathan Demme,  tutti incentrati in scene del matrimonio  estenuanti, con canti, danze frenetiche e festeggiamenti,  ai quali si ha l’impressione di partecipare fisicamente in una ubriacatura visiva che lascia allo spettatore una sensazione di saturazione e stanchezza, alla quale non è comunque estranea, nella sua interezza, la parte precedente del lungometraggio e in particolare, dello spettatore quale persona fisica simulata umana codificata –j9,  la propria condizione di Aborto di vita e rifiuto umano per propria atavica natura “nato stanco”.         
 
 (S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche – “ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)





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