mercoledì 1 giugno 2016

DANNATI



 
 
Qual è secondo voi la regola numero uno della cinesica? Mai farsi prendere dalle emozioni?
Dalla parte dell’operatore, naturalmente, cioè di colui che interroga e interpreta gli atteggiamenti e le gestualità degli interrogati mentre rispondono, e li analizza per stabilire chi dice la verità e chi no.
Nella simulazione generale, dove tutti mentono a causa della propria natura istituzionale, può servire la cinesina, anche se soltanto relativamente, tra le innumerevoli inutilità?
La tensione che veniva a manifestarsi tra l’interrogante e l’interrogato, si sarebbe potuta misurare con un bilancino, ma quanto sarebbe stato più facile andare alla ricerca delle risposte da considerare fatte di verità inusuali, diverse, perfino ostili o comunque contrarie alla stragrande maggioranza delle simulazioni conformiste o conformizzanti,  anche se molto rare ovviamente  rispetto a quelle dei luoghi comuni?  
Come misurare, gli atteggiamenti, le contrazioni nervose   dell’occhio, del naso, della bocca, delle mani o della postura del corpo, in un contesto di altissima spettacolarità somatica in cui circolava la voce che la lotta contro la corruzione e il degrado sociale era stata interrotta?
Considerando che questa interruzione coincideva curiosamente con il trasloco da una residenza intellettuale all’altra di molte persone negative invertite, circolava anche la voce che queste persone fossero i tizi e le tizie che simulavano di occuparsi delle lotte intestine in seno alla criminalità consuetudinaria socialmente organizzata (le organizzazioni sociali di disuguaglianza economica relativa delle Nazioni), ma che non avevano più tempo di farlo vistosamente perché dovevano adesso preoccuparsi del proprio trasferimento da un alloggio all’altro.
Alcune di esse con jeans e magliette sudate erano occupatissime a trasportare con una certa fatica pesanti poltrone, contenitori e altri mobili su o giù per lunghe scale e altri tizi e tizie che si erano offerti di aiutarle trasportavano pile di enormi scatolini ricolmi delle loro cianfrusaglie mentali, mentre sui portoni e sui cancelli delle case abbandonate c’erano già i cartelli con la scritta “venduto”.
Gli aiutanti, cioè i tizi e le tizie, osservavano i traslocanti con aria cordiale e comprensiva. In alcuni momenti quasi le invidiavano o ne avevano perfino compassione, perché molti di loro si affezionavano tantissimo alla routine che finivano per odiare i traslochi, i cambiamenti. Ne avevano terrore. Specialmente quelli delle coppie dispari, vale a dire dei triangoli, le quali  stranamente non erano un’eccezione ma occorrendo ricorrevano spesso come nelle serie televisive per fare puntate.
   Un ottimo modo per rovinarti le vacanze, erano i traslochi estivi. Che facevano a gara con le estati scolastiche, quando si studiavano materie antipatiche tipo chimica, scienze e matematica, oppure quelle umanistiche discendenti dagli studi classici ormai in disuso e clamorosamente obsolete: latino e greco antico per esempio; e venivi rimandato, per cui dovevi riparare.   
   E’ così che si studia preferibilmente oggi? Ed è così che intellettualmente si trasloca? 
    “Ma  qual è la materia che oggi tutti vorrebbero studiare?”, andava chiedendo Ornella quale ex insegnante di scuole medie superiori, molto curiosa dei cambiamenti di indirizzo scolastico.
   “Musica”, rispondevano gli studenti. Almeno era questa la loro materia preferita, perché avrebbero voluto diventare delle grandi rockstar note in tutto il mondo.   
    “Oppure calcio, per diventare calciatori ricchi e famosi”, si affrettavano poi a soggiungere gli studenti maschi, quando gli si prospettava la difficoltà che le scuole si trasformassero tutte in conservatori di musica.
   Alcuni avevano le lacrime agli occhi parlandone, perché si ritrovavano  a dover studiare invece di musica o calcio, materie opposte ai loro desideri; e su questo argomento uno studente raccontò la storia di suo padre, all’epoca in cui nel Paese Campione esisteva il servizio militare di leva obbligatoria. Ebbene,  il padre di quello studente  aspirava a diventare un pilota aeronautico ma, quando venne arruolato, fu destinato all’artiglieria contraerea che lo obbligava a sparare contro gli aerei. Praticamente contro ciò che lui desiderava, di fatto contro i suoi desideri, contro i suoi sogni.  Ecco dunque il perché non si realizzano mai!
    Perciò, scalzi, malgrado gli scarpini stralucidi, gli scarponi da montagna  e gli altissimi tacchi femminili di alta quota, nonché nudi nonostante gli abiti costosissimi firmati da Tizio, Caio, Sempronio, Pincopallino o Vattelapescachi della moda “di moda”, si aggiravano negli studi televisivi e nelle testate mediatiche come se festeggiassero chissà quale vittoria.
La carica adrenalinica da postgara si andava però a poco a poco esaurendo, per cui i palloni e le palle, rispettivamente da calcio o da baschet o da rugby, e da tennis, erano stati sostituiti da saponette profumate e da grandi asciugamani da afferrare al volo sotto la doccia.     
   Grosso errore. Gravissimo errore. Era impossibile asciugarsi, per cui bagnati, anzi ora fradici di doccia, i negativi invertiti si ritrovavano per strada esclamando: “Oh, ora capisco”. Ma non capendo un cazzo, come direbbe Adele, si grattavano il fondo schiena e  il naso, rivolgendo intorno a loro ampi sorrisi soffusi di cordialità che erano convinti sarebbero stati accolti con simpatia dai loro simili, finché si scoprirono nei paraggi di una grande palestra attrezzata.
   La loro intenzione era all’inizio quella di introdursi negli spogliatoi degli studi televisivi e delle testate mediatiche per cambiarsi o per vestirsi, sennonché  gli addetti alla palestra li mandarono tranquillamente a farsi fottere, dato che si era entrati nelle ore straordinarie essendosi per loro concluso il tempo ordinario; e gli restavano da amministrare  i grugniti, i tonfi e i respiri affannosi dei legati alle funi da arrampicata o alle scale delle svedesi,  ai cavalletti, alle travi, ai trapezi  volanti e allo schiaccia ombre gigante che era stato introdotto in quel mondo gelido e tenebroso di nascosto come il cavallo di Troia senza che nessuno se ne accorgesse, ma che appunto come il cavallo di Troia ora tutti vedevano pur ignorandone l’utilità, mentre onde fredde e nere continuavano a lambire sui palcoscenici i particolari degli scenari importando ulteriori brividi gelidi tra gli spettatori.       
   Una vita per una vita? L’assassinio di Ornella non è semplicemente così che potrebbe interpretarsi. Sarebbe come reiterare i misteri delle oratorie teologiche,  scientifiche o letterarie sul Delitto della Croce.
   Troppo semplice, troppo lineare, troppo aritmetico. Ornella per Giaime? Se questa interpretazione si rivelasse esatta, non ci sarebbero nonni in vita nelle famiglie in presenza dei nipoti.  Un delitto, anche se perfetto perché istituzionalmente non riconosciuto come delitto, è pur sempre un delitto. 
 “Spero che non stiate fantasticando su Satana”, dicevano i predicatori dell’anticristianità planetaria.
  “E quando?”, replicavano gli anticristiani confessi o inconfessi del nord, del sud, dell’est e dell’ovest del pianeta.
   “Quando mandate qualcuno all’inferno per esempio”, specificavano i predicatori dell’anticristianesimo confesso o inconfesso della Terra, fermandosi immobili sugli altari con il capo leggermente inclinato, a destra o a sinistra o lasciata ciondolare al centro, secondo le loro inclinazioni politiche.
   Una piccola luce appena filtrata nel buco nero, in quel mondo basso, venne immediatamente colpita da tutta quell’oscurità che si contraeva e si dilatava per oscillare e ruotare sul proprio asse.
   All’improvviso?  Macché, da sempre. Da quando vengono sigillate tutte le fessure per impedire che la vita filtri in questo cerchio labirintico e mortale.
    Ma non era per tenere fuori qualcuno, sosteneva Adele. Era per tenere dentro i dannati.

(S.V. “IL MONDO ALLA ROVESCIA -  Libro Terzo – “A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)















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