giovedì 2 giugno 2016

ATTI STORICI. PARIEMOLOGIA E GOVERNO: DOMANI 29 SETTEMBRE CHIAMATA DI FIDUCIA ALLA CAMERA



Subito dopo il consulto e la decisione congiunta, passò uno della Lega il quale – uscendo fuori dalla moda dello sniffo e della siringa dei nostri giorni, ma richiamandosi alla tradizione classica del barcollare governativo e/o parlamentare  - disse che non c’era niente che non potesse guarire con un bel bicchiere di vino.   
   Si erano stesi sulla neve compatta e soffice. Aspettavano l’Evento. E, dalla tomba, dalla memoria storica parlamentare,  il Salva Poltrone lanciò il monito della politica Geinove Negativo: “L’imperativo è uno solo: Salvarsi il cu…!”
   L’imperioso monito del Salva Poltrone, fu raccolto all’unisono dal categorico si alla salvezza della poltrona e del bottino, come specificato nella calata delle invasioni barbariche dalle province verso la Nuova Città dell’Esp.
    La poltiglia nevosa cadeva fitta dal mattino, eppure si era appena in settembre. A gennaio sarebbe venuto giù un diluvio di ghiaccio.
   In fondo alla strada marmorea parlamentare, si stendeva un sentiero oscuro in cui gli Aborti e Rifiuti umani campione, armati di politica al negativo invertito, gocciolando e trasudando il sudore inusuale dei parassiti e degli scansa fatica, si trascinavano dietro la propria melma viscida e vischiosa che aveva assunto il colore livido dell’aria ormai autunnale.  .   
   Per ripararsi dal freddo pungente puntavano gli occhi in basso, fissando i propri passi,  e stringevano i denti  fregandosi le mani e alitando soffi di respiro caldo dalla bocca coadiuvati scambievolmente dal collega più vicino.
   All’Agenzia delle Entrate (dove fosse quella delle Uscite era segretato) e all’Agenzia appaltatrice delle riscossioni, era stato da poco consegnato l’Elenco aggiornato degli Intoccabili  dai quali tenersi alla larga: tra loro oltre ai soliti familiari, parenti e affini, e agli amici e amici degli amici, c’erano naturalmente quei “mister dollaroni” in grado di sostenere le spese per pagarsi gli avvocati e portare in giudizio davanti a un tribunale le malefatte operative delle agenzie e alla corte competente l’illegalità e l’incostituzionalità delle disposizioni di legge  adottate per derubare quanto più possibile i cittadini.
   Ovviamente, trattandosi di corte del Regime di Usurpazione, si sapeva già quale sarebbe stato il verdetto; tuttavia era preferibile evitare certe pubblicità dal momento che tra le varie disposizioni illegittime, c’era anche quella clamorosamente criminale che imponeva ai cittadini di accollarsi le spese e di pagare anche in presenza di vistosi “errori” dell’Agenzia delle Entrate e di quella appaltatrice delle riscossioni quando emetteva i provvedimenti di sequestro dei beni per situazioni debitorie inesistenti inventate di sana pianta allo scopo di accrescere il bottino.
   Per fare un solo esempio, se Il cittadino abitava  a New York (il che risultava chiaramente agli atti delle agenzie) l’avviso di  pagamento gli veniva spedito a Tokyo, in modo che non riuscisse  a pagare o fosse costretto a farlo in ritardo per affibbiargli le varie penalità e spese.
    C’era chi diceva che ci fosse perfino del personale operativo, specializzato e aggiornato tramite appositi corsi, adibito a queste cose; e d’altronde gli artifici e i raggiri - messi in atto sistematicamente per trarre in inganno i cittadini allo scopo di assicurare a se e allo Status Usurpativo l’ingiusto profitto, richiedendo ai contribuenti il pagamento maggiorato dei  pagamenti già regolarmente eseguiti e risultanti agli atti come se non fossero stati invece eseguiti - non erano meno frequenti dal momento che sia gli organismi istituzionali che le agenzie private non venivano chiamati a risarcire i cittadini dei danni economici, fisici e psicologici subiti e da essi inferti, e tanto meno ne rispondevano penalmente.         
     Allontanamento coatto dalle famiglie, dal lavoro, dallo studio, dal riposo ricreativo, dall’eventuale  tempo libero e dai propri interessi, disagi negli spostamenti cittadini, lunghe file agli sportelli, tempo perso, deterioramento psicosomatico, ansia, stress e via dicendo, che prezzo hanno?
     Il Terrorismo di Stato Usurpativo ha connotazioni scibiliste totalitarie pluralistiche: invece di un solo dittatore, la Dittatura Pluralistica Sintomatica ti sforna giorno per giorno una sfilza interminabile di dittatori e ducetti.  
    Il Terrorismo di Stato Usurpativo, economico, fisico, psicologico, scientifico, artistico, mediatico, politico e
culturale, mantiene intatta la musica originaria e pluralisticamente rafforza e ne esalta la STECCA.   
   C’era infine il rischio che venisse fuori e proclamato sui tetti, lo scandalo della “metanfetamina politica”, cucinata nelle stanze interne delle aule parlamentari e del governo, che le invasioni barbariche importavano nella Nuova Città dell’Esp assieme alle cariche fantasma: le presidenze lucrose  di enti, strutture  e commissioni inesistenti, o la partecipazione come membri con compensi miliardari di cui gli stessi beneficiari non avevano alcuna conoscenza reale. Si limitavano a incassare lo spettante e a nascondere o investire i soldi nel business. Da un paio di giorni nei quotidiani, nei rotocalchi e alle tivù, compariva il titolo giganteggiante che, capovolgendo la situazione riferendosi alla trasmissione televisiva, recitava testualmente: “Reporter nella bufera”; bufera che in realtà – raddrizzando il capovolto -  incombeva sui leader politici in generale e, in particolare, sul Da Dietro Le Quinte al Palcoscenico, nel caso specifico arraffatore latifondista di terreni e isole.          
    Pensando a queste cose e sentendosi vulnerabili perché tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, “Domani è un altro giorno”, si dicevano per rincuorarsi l’uno con l’altro, temendo quel minaccioso “cambiano i musicanti” pur nell’immutabilità rassicurante della musica: “Non è mai troppo tardi. Chi la dura la vince. La musica sarà sempre la stessa, ma speriamo anche i musicanti. La chiamata alla fiducia è un falso problema politico. Almeno quanto le persone fisiche simulate umane attestano il Falso Biologico della Natura Negativa Invertita. Bisogna restare uniti e tranquilli evitando di correre, perché chi va piano va sano e va lontano. E poi: latte e vino veleno fino”.”.
   “E no!”, intervenne il tizio della Lega amante della tradizione, il quale, oscillando vistosamente in preda ai fumi dell’alcol, intendeva manifestare con profondità contenutistica la politica benigna del proprio schieramento: “Lait sur vin c’est venin; vin sur lait c’est souhait-il latte bevuto dopo il vino è un veleno; il vino bevuto dopo il latte è salutare”   
   “A tavola se ven mai vècc.- a tavola non si diventa mai vecchi”, soggiunse un altro leghista per spiegare meglio il concetto giovanile della politica del magna magna  del “carroccio”.
   Un DS invitò i colleghi a farsi più furbi, ricordando loro che bisognava atteggiarsi da sciocco per non pagare il sale, e che per loro, Analfabeti Intellettuali di professione, sarebbe stato facilissimo farlo: bastava essere se stessi.  
   Al che, uno del partito di maggioranza, richiamò tutti alla prudenza e a non dare troppo nell’occhio e di accontentarsi di quanto era possibile al momento arraffare  nell’attesa di tempi migliori e soprattutto di quelli “giusti”: “Chi pochi soldi ti ha rubato ieri, domani ti ruberà casse e forzieri”.
    Ma dagli altri schieramenti si pensò bene, concludendo lo scambio dialettico pluralistico parlamentare inteso alla prudenza e al non esagerare, di rincarare la dose politica proverbiale: “Alla furnara e a lu mulo, non sta arretro a lo culo”.




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