domenica 29 maggio 2016

UN NUOVO GRANDE OCCHIO SCRUTERA’ L’UNIVERSO

Adele La Svitata, Adele Adolescente Sfigata, Adele La Valchiria, Adele…eccetera eccetera eccetera, come una bambola di plastica resta a volte ad ascoltare le nostre  storie con stupefacente credulità, dandoci  l’impressione di capire subito che trattasi di storie vere.
   Così un giorno le raccontai di quella volta in cui in un grande magazzino mi rivolsi con la coda dell’occhio a una ragazza che credevo una commessa seduta a gambe incrociate su un palchetto tra i vari scomparti chiedendole dove fosse la cassa, quando guardandola con attenzione mi accorsi sorpreso che mi stavo rivolgendo a un manichino, uno di quelli una volta di cartapesta che stavano rigidi, dritti e statici (e non ci si poteva certo confondere) ma che oggi confezionati con altro materiale più sofisticato vengono posti disinvoltamente in atteggiamenti di mobilità contenuta come se fossero veri, veri, vivi e respiranti.
   Ma la cosa stupefacente non fu la mia disattenzione, anche se scambiare un manichino per una commessa non ti conferisce di sicuro la targa di persona ben inserita e presente nel contesto,  e chiedere informazioni a un manichino ti da semmai  il  diritto di aspirare a una targa opposta. Oh no, non fu questa nostra bizzarra distrazione a stupire Adele. La quale ammise subito che comprendeva benissimo questa situazione curiosa e anticipò il nostro raccontare successivo dicendo con un sorriso: “La cosa stupefacente fu che il manichino ti rispose e ti indicò dove fosse la cassa”.
   Proprio così. Sentivo su di me i suoi occhi che ora erano  verdi come i miei, come gli occhi del mare nei pomeriggi freddi di vento invernale.
   “Non vi è dubbio che siamo perfettamente in grado di dare ogni tipo di informazione quando si tratta di prendere soldi, cioè di riscuotere. E’ quando dobbiamo pagare che restiamo muti”, ci spiegarono i manichini che in atteggiamenti disinvolti incontravamo per strada.
   Ornella appena sopraggiunta ci aveva preso per mano, me da una parte e Adele dall’altra, e rideva di tutti questi manichini a forma di passanti che ci venivano dietro, ci precedevano o ci affiancavano rumorosamente battendo i tacchi sui marciapiedi di pietra soleggiata imitando i rumori del silenzio.
    “Sono stata accusata di aver procreato sette manichini.  Errore!. Grossolano errore. Perché io ho procreato sette esseri umani che la società dei morti che camminano o non camminano più, ha trasformato in zombi. Merda! Sono più viva io, appena sepolta, che tutti questi manichini che passeggiano con la testa infilata sottoterra“.                
   In fondo, però, quei ticchettii un po’ acuti non assomigliavano affatto ai rumori del silenzio. Non assomigliavano a niente, tranne che ai suoni senza vita della registrazione, della ripetizione e dell’eco.
   Ascoltavamo di nascosto il parlare dal vivo relativo, relativamente in diretta,  tra di loro o ai telefonini, dei manichini, con quel modo svanito e automatico dei ripetitori androidi esperti in biologia  del passeggio ma pronti a protestare se li si spiava troppo da vicino perché non volevano essere osservati.  I ripetitori androidi odiano essere analizzati.  Avvertono una presenza esterna, aliena, e questo fa venire loro i brividi.    
   E cosa credete che dicessero di quelle cose leggere, quasi diafane, che fluttuano in aria e vengono chiamate spie?
    Dicono che sono le spie dell’aria rarefatta, quella imprigionata all’interno del cerchio chiuso. Nell’aria fresca del mattino non se ne trovano.
     Oooooh, cantilenavano, danzando in cerchio come streghe al chiaro di luna.
Andate via, via da qui. Andate via con il vostro mondo basso a forma di conchiglia, andate via con il vostro mondo basso di zombi rarefatti. Ma anche quelli freschi del mattino, secondo Adele, non fluttuavano nell’aria. Impossibile farlo sotterrati.
   “Però vi tengo d’occhio”, si affrettò a soggiungere, lasciandosi sfuggire un sorriso fugace di simpatia che lasciava trasparire un trasporto sentimentale, una specie di sorprendente pulsione affettuosa nei loro confronti.
   Ma ora che avevamo raggiunto i piedi di un prato vasto e verdissimo, contornato da erbe primaverili  profumate, non potevamo fare a meno di notare come nel campionario Geinove Negativo nessuno si preoccupasse delle sagome dei sintomi presi per campione che vi incombevano informi, minacciando di rovinare le loro ore di riposo con preghiere da recitare o con compiti da svolgere  a casa.
   Era come scoprire un universo composto di fitte foreste, acque oscure, freddo intenso o caldo afoso sulla pelle, terra bruciata e sensazione di nausea che faceva presagire un prossimo conato di vomito di sangue.
   Dell’esistenza di questo universo intitolato al  Male Perfetto, ne avevano sempre avuto la piena certezza, ignorandone i particolari macabri dell’inesistenza che, secondo loro, avrebbero dovuto appartenere soltanto alle nostre due collaboratrici, l’una coordinatrice e moderatrice e l’altra assistente della Rubrica di informazione avanzata, l’una perché non più di questa terra, l’altra perché svitata e così via, mentre i veri particolari macabri erano in realtà una delle caratteristiche primarie dei manichini informi e rampicanti oppure dalle orribili forme striscianti di invertebrati divoratori di carne umana.               
   Perciò, poiché non si tratta dell’Universo, ma di un ex universo ora Ordine cosmico obsoleto, l’utilità dell’European Extremely Large Telescope realizzato in una diecina di anni sulle Ande cilene a oltre tre mila metri di quota, è zero.
   Il nuovo grande occhio per un osservatorio della massima utilità, potrebbe essere invece l’incontro ravvicinato di terzo tipo, ovvero la lettura o incontro intellettualistico con il Cristianesimo Realizzato, previa rivisitazione intellettuale e culturale, contenutistica e scibilista, del Primo Cristianesimo, del Cristianesimo Originale Neutro, dopo la lettura gestuale, superficiale  e ritualistica importatrice dell’Anticristianesimo planetario inconfesso, messo in fase collassale congiuntamente  all’Anticristianesimo dichiarato.
   Far precedere gli studi di Cultura dell’Universo dalla messa in opera del  suddetto osservatorio, oltre che facilitare i predetti studi potrebbe rivelarsi di grande utilità ai fini del superamento dell’Esame Personale in atto e, per i bocciati, resta comunque ampia la possibilità di collocarsi all’interno del grande occhio cieco in cui imperano i capi della bocciatura, i loro eccelsi Non sanno Neppure Dove Sono Messi, in carica o alla memoria.        
(S.V. “IL MONDO ALLA ROVESCIA -  Libro Terzo – “A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)



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