venerdì 13 maggio 2016

SI PUO’ ESSERE PIU’ STRONZI?



Un enorme parcheggio coperto adiacente a un complesso di edifici a multipla destinazione: appartamenti privati, uffici, esercizi commerciali, esercizi religiosi, scuole, università, tribunali, caserme, carceri, parlamenti, case editrici, studi televisivi, cinema. 
Era una mattina o un pomeriggio o una sera, dove la notte imperversava di  norma imperiosamente; e il buio occupava ogni spazio, ogni angolo, rettangolo, quadrangolo, anfratto o buco più nascosto.
   Ma non si vedevano veicoli in giro.  Le tenebre preferiscono andare a piedi nell’oscurità fitta per alimentarla al massimo delle sue possibilità contenitrici, dalla rampa d’ingresso al parcheggio vero e proprio.
“Ei! Cosa succede?”, chiedevano le tenebre in transito che passeggiavano nei pressi.
“Non succede un bel niente!”, si sentivano rispondere; e allora si allontanavano deluse. Si aspettavano delle notizie di persone ritrovate corpi morti, cadaveri fatti a pezzi. Storie di mariti traditi e di mogli aggredite e ammazzate sotto gli occhi terrorizzati dei figli più piccoli.
E i cronisti indicavano con il pollice gli spazi vuoti del parcheggio. Non ci sono notizie per il momento.  Quando ci saranno le parcheggeremo in bella vista per soddisfare la vostra curiosità.
  C’è un tizio qua che ride e uno più in la che piange. Entrambi sono infelici perchè hanno fatto il turno di notte quando ancora era giorno, per cui la loro notte è risultata poco propizia ai loro “desiderata”, come si esprimevano gli oratori dalla parlata tradizionale classica.
   Quelli non tradizionali fanno come la nostra Adele. Si limitano a gridare cazzo e stracazzo. Sfogliano i loro appunti e quando si accorgono che ci sono fogli bianchi si incazzano come bestie, furiosamente, rimproverandosi di aver dormito toppo poco. A letto naturalmente, perché dormire in piedi per loro, tenebre, è esercizio comune, il quale più che un dormiveglia filosofico risultava un dormire compiuto, intenso e abissale.
    Prima di vederla, già si immaginava la scena dei delitti. Dei delitti comuni è ovvio. Le scene dei delitti perfetti si svolgevano invariabilmente sui palcoscenici dell’alta burocrazia istituzionale e, data la loro perfezione, i cittadini si rivelavano talmente perfettamente idioti e ignoranti dal non nutrire il minimo sospetto sulla loro delittuosità perfetta.
   La lapide celebrativa dell’istituzione dello Stato di Usurpazione - stabilito dalle Nazioni incostituzionali costituitesi  mediante l'imposizione organizzata socialmente della Disuguaglianza economica, in grossolana violazione del principio inviolabile dell'Eguaglianza dei cittadini davanti alla legge :  l'HumanA Oikonomia per le comunità umane  -  giaceva esanime tra marmo, carta impecorita, muraglie e calcinacci, alle porte di ciascuna Nazione.
   Mi manchi tanto mamma, sussurravano piangenti le tenebre più tenebre  rivolgendosi all’oscurità da esse perfettamente e compiutamente alimentata, tanto dal ritrovarsi immancabilmente di fronte al dilemma per loro irrisolvibile dell’uovo e della gallina, in questa occasione di chi nasca prima tra le tenebre e l’oscurità; dilemma  che poi non si discostava mai, secondo Adele, da quello classico  ricorrente tra gli stronzi e la loro mamma, la Merda.
   Vorrei essere stata più affettuosa con te quando eri viva, sussurrò una tenebra alla lapide appena piantata sulla fossa ancora fresca.   
    Che si rivolgesse anche questa alla sua mamma era scontato. Chiunque essa fosse, oscurità, criminalità, inciviltà, idiozia, ignoranza, ingiustizia, disuguaglianza economica…merda. 
    Infine ci riscuotemmo da quella specie di trance che ci aveva costretti a fermarci e, lentamente, appoggiando i bastoni del comando sulla lapide, la classe dirigente si calò il berretto sugli occhi per non vedere i necrologi e quel qualcosa che facesse sorgere un sospetto sul luogo in cui ci trovavamo.
   Possibile?, si chiedeva Adele. Possibile che osservando questo tragico  isolamento,  il deserto cosmico che vi circonda e la vita breve delle cose vive e quella lunga delle cose morte, artificiali  o naturali che siano, non vi sorga il dubbio dell’essere e/o dell’inessere amletico?
    Almeno questo, almeno questa minima scintilla, questo barlume di luminosità nell’oscurità fitta e impenetrabile della vostra INCOSCIENZA.
    Coglioni e stracoglioni del cazzo! Ecco il vostro solito niente. Il niente del niente. Tenebroso e vano. Amorfo e incombente.
Il sorriso da idiota del comandante ci inondò del nero più nero, il nero invasor: lo status quo dell’usurpatio della Vita operata dalla Morte . La condizione delle tenebre nate soltanto per invecchiare, ammalarsi e morire senza senso e ragione.  
Paese Campione. Il comandante dei vigili della capitale, rivelando il sensibile calo degli incidenti stradali dovuto all’aumento della benzina, commenta di comune accordo con il responsabile della sanità (specialistica i disturbi gastrointestinali) che a sua volta rende noto il decrescimento delle patologie dello stomaco dovuto al fatto che i cittadini non hanno più i soldi per comprarsi da mangiare, esponendo il  ”Ciò ci conforta” richiama il “si può essere più stronzi?” dell’interrogativo sociale,  la cui risposta, guardandosi intorno nel fondo melmoso del pozzo senza fondo, non può che essere l’inevitabile “Si può si può” di una nobile sostanza relativamente  senza fine per gli Aborti di vita e i rifiuti umani del pianeta Terra.

(S.V. “APPUNTI DI VIAGGIO VERSO L’INFINITO – Racconti Scelti –“ A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)



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