giovedì 12 maggio 2016

REGNO DEI CIELI. ORGANIZZAZIONE UNIVERSALE DI EGUAGLIANZA ECONOMICA ASSOLUTA, SOCIETA’ PER AZIONI UMANE SULLA TERRA. STATO COSTITUZIONALE UNITARIO DELLE NAZIONI. PARLA GESU’ BAMBINO...




                            REGNO DEI CIELI. 
ORGANIZZAZIONE UNIVERSALE DI EGUAGLIANZA ECONOMICA ASSOLUTA, SOCIETA’ PER AZIONI UMANE SULLA TERRA. 
STATO COSTITUZIONALE UNITARIO DELLE NAZIONI.
PARLA GESU’ BAMBINO...



Ansa News. Carlo Calenda è il nuovo ministro dello Sviluppo Economico. Questo pomeriggio, dopo la firma del decreto di nomina - su proposta del premier Matteo Renzi - da parte del presidente Mattarella, ha giurato al Quirinale.
Gesù Bambino: “Spergiuro”.
Il sindaco di Napoli mi insulta e minaccia con volgarità indegne di un uomo pubblico". Matteo Renzi, chiamato in causa dalle parole forti del primo cittadino del capoluogo campano, Luigi de Magistris, scende in campo in prima persona e controbatte ale dichiarazioni dell'ex pm, nella sua enews.

Il premier dice la sua nella guerra totale che era nata già nei mesi scorsi tra Palazzo San Giacomo e Palazzo Chigi sul commissariamento di Bagnoli ed è deflagrata con l'inizio della campagna elettorale per il Comune.
Il sindaco decaduto de Magistris, però, non si ferma e affonda ancora: "Parlano del mio comizio per nascondere la questione morale che sta travolgendo il presidente del Consiglio. Lo scandalo è che il premier per salvarsi si appende a Verdini, condannato in primo grado, e non che io ho detto che hanno bisogno dei pannoloni. Se parlando con il cuore scappa qualche parola, vivaddio, sono comizi". Il sindaco de Magistris ha poi concluso: "Non voglio più fare polemiche con il presidente del Consiglio Renzi. Non è lui il candidato". E oggi ad alzare i toni è intervenuta anche Valeria Valente, la candidata a sindaco del Pd: "Oramai è chiaro - ha detto - chi sta iniziando a farsela addosso è de Magistris. Si rende conto che la campagna elettorale non sarà una passeggiata". E Valente ha anche replicato all'attacco di de Magistris, che oggi ha definito "uno scandalo i parlamentari che fanno campagna elettorale utilizzando la diaria", riferendosi alla carica di parlamentare della candidata Pd.
"De Magistris - replica la Valente - stai sereno. Al rimborso di missione da parlamentare ho rinunciato da più di due settimane, al momento della convocazione dei comizi elettorali.  Piuttosto, tu e l'esercito dei tuoi staffisti avete rinunciato ai benefit comunali?".
Gesù Bambino: “Guerre di routine tra Aborti e rifiuti umani campione, sintomi presi per campione dalla malapolitica la quale - come ogni settore negativo invertito del corpo sociale discendente dalla Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata in ciascuna Nazione nella peggiore forma possibile di Ordine sociale, e pertanto e/o di conseguenza governata, amministrata, legiferata,  giudicata e rappresentata dai peggiori Aborti e rifiuti umani di ogni Nazione – è analogamente perfettamente organizzata”.
Ma lo scontro è forte anche con la coalizione di centrodestra, guidata da Gianni Lettieri: "A Lettieri andrebbe fatto l'antiriciclaggio, ci deve spiegare dove trova i milioni di euro che sta investendo per la campagna elettorale ", ha detto il sindaco di Napoli, per il quale ieri Lettieri aveva chiesto l'antidoping. "Querelo de Magistris - la replica dell'ex presidente degli industriali napoletani - la mia dichiarazione dei redditi è pubblica. Ho deciso di spendere un po' di soldi per la mia città e sono soldi personali perché voglio strappare questa città dalle mani di un cialtrone". E a suo sostegno è intervenuta Mara Carfagna, portavoce dei deputati Fi e capolista di Forza Italia a Napoli: "Visti i dati della raccolta differenziata - ha replicato - l'unico esperto di 'anti-riciclaggio' a Napoli è proprio il sindaco uscente". E in serata De Magistris ha attaccato nuovamente il Pd nel corso di un incontro per ricordare l'ex sindaco Pci di Napoli Maurizio Valenzi: "La memoria del Pci di Berlinguer e Valenzi è completamente dispersa da gran parte degli attuali vertici del Pd", ha detto. Nel corso dell'incontro c'è stato anche la stretta di mano cordiale con Antonio Bassolino, che nell'infuocato clima elettorale ha ricordato come "lealtà e rispetto reciproco contano sempre in politica".
Gesù Bambino: “Cavolo se è vero:  Al Capone e Lucy Luciano campioni della mala insegnano”.      
Sarà l’ennesima, tristissima, dimostrazione di quanto possa scadere il dibattito pubblico nei momenti in cui il conflitto raggiunge la massima intensità. Se così non fosse, potremmo fin d’ora divertirci pensando alle scenette involontariamente comiche a cui assisteremo durante la campagna per il referendum costituzionale di ottobre. Come quella in cui qualche nemico della riforma, travolto da insana passione politica, accuserà il Presidente della Repubblica emerito , Giorgio Napolitano, di tradimento della costituzione, di essere complice del «progetto autoritario» concepito dal perfido Erdogan- Renzi .
Nell’intervista al Corriere del 3 maggio, Napolitano ha detto il vero. Se la riforma del Senato non passerà, quella sarà la fine di ogni speranza di rinnovamento della democrazia italiana. Napolitano ha ricordato i tentativi passati, sempre falliti, per fare dell’Italia una vera democrazia governante. Ha anche osservato che l’eterogenea coalizione che dice «no» alla riforma è composta da tre gruppi. C’è il gruppo dei contrari, sempre e comunque, a toccare la Costituzione, quelli per cui (persino) il «bicameralismo paritetico» (due Camere con uguali poteri) è una componente imprescindibile della democrazia. C’è poi il gruppo di quelli a cui non importa molto della Costituzione, quelli che vogliono «fare fuori» Renzi.
Il terzo gruppo, infine, è composto dai perfezionisti, quelli favorevoli, in linea di principio, a riformare la Costituzione ma la cui contrarietà dipende dall’esistenza di sbavature e difetti vari del testo approvato dal Parlamento. Con i primi due gruppi, che chiameremo gli «irriducibili», è inutile discutere. Non possono essere convinti (oltre a tutto, come vedremo, sono tenuti insieme non solo da ragioni ideali ma anche da interessi politici e corporativi). Si può solo mostrare al pubblico la debolezza di molte delle loro argomentazioni.
Il gruppo con cui vale la pena di discutere è quello dei perfezionisti, ostili alla riforma a causa di certi suoi difetti attinenti alla composizione del Senato (come la presenza di una quota di sindaci) e ad alcune delle previste competenze. Sono anche gli unici sinceramente interessati a confrontarsi pacatamente (come ha fatto Valerio Onida sul Corriere di ieri). Ai perfezionisti, occorre dire che, sì, la riforma ha qualche difetto ma che questo è inevitabile , si verifica sempre quando un «comitato» in cui sono presenti tante teste e tante sensibilità diverse (un Parlamento è proprio questo) deve deliberare su un provvedimento complesso. Le mediazioni parlamentari, inevitabilmente, «sporcano», almeno un po’, qualsiasi progetto, anche quello che in origine sembrava ottimo, perfetto.
L’ unica possibilità alternativa alle mediazioni parlamentari (con i loro tira e molla e i compromessi necessari per formare una maggioranza) è una riforma imposta dall’alto, dal De Gaulle di turno, e confezionata per lui da un consigliere di fiducia. Se si preferisce la prima soluzione (e penso che siamo d’accordo nel preferirla), quella della mediazione parlamentare, della decisione collettiva assunta da un comitato, allora bisogna rassegnarsi alle imperfezioni. Solo una leggenda ha fatto credere ad alcuni che la stessa sorte non fosse toccata alla Costituzione vigente quando venne confezionata dall’apposito comitato(la Costituente) .
Sabino Cassese (Corriere del 6 maggio) ha mostrato la debolezza degli argomenti dei contrari alla riforma del Senato. Non c’è nessuna «democrazia autoritaria» alle porte. Il governo sarà un po’ più forte (e un po’ più stabile ed efficiente) ma continuerà ad essere bilanciato da contropoteri che esistono oggi ma non esistevano agli albori della Repubblica: le istituzioni europee, la Corte costituzionale, le Regioni. Si rimedierà però a due gravi errori: il bicameralismo paritetico, appunto, che ha reso sempre debole e incerta la navigazione dei governi, e gli effetti della sciagurata riforma del titolo V che spostò dal governo centrale alle Regioni poteri e competenze che non avrebbero mai dovuto prendere quella strada e che mise i governi nella impossibilità di attuare politiche nazionali in alcuni ambiti cruciali.
Piuttosto, è giusto ricordare, come ha fatto Antonio Polito sul Corriere del 9 maggio, che la riforma del Senato è strettamente collegata alla legge elettorale (Italicum). Chi vota (in un senso o nell’altro) sul Senato vota anche, di fatto, su quella legge. Ci sono interessi, politici e corporativi, che, motivi ideali a parte, alimentano la «coalizione del no». In primo luogo, sono ostili diverse Regioni le quali preferiscono di gran lunga tenersi poteri e competenze regalate loro dalla riforma del titolo V, fonti di tante «insane» politiche clientelari, piuttosto che puntare su quell’influenza sana, pulita, che il costituendo Senato delle Regioni consentirebbe loro di esercitare in difesa dei rispettivi territori.
Gesù Bambino: “Gli adulti che scelleratamente popolano le Nazioni incostituzionali,  sono davvero all’apice dell’idiozia  e nel pozzo senza fondo del Male perfetto risultano insuperabili in quanto a merda…il loro alimento e loro sostanza naturale”.
Poi ci sono alcuni settori della magistratura (Magistratura democratica fa parte del comitati per il no, e diversi magistrati stanno facendo campagna contro la riforma). Verosimilmente, temono il rafforzamento del governo, temono che, per effetto di quel rafforzamento, la loro posizione di preminenza entro il sistema politico possa, col tempo, indebolirsi. Ci sono poi gli interessi politico-partitici, quelli dei nemici di Renzi, interni al suo partito ed esterni, di coloro che vogliono affossare la riforma per sbarazzarsi del premier. Nulla da eccepire: è la politica, bellezza. Si può solo concordare con Il Foglio quando rileva una stranezza: Silvio Berlusconi (che ha appena ribadito la sua contrarietà alla riforma) si ritrova ora alleato dei propri storici nemici, di una coalizione che usa contro Renzi gli stessi argomenti che per venti anni ha usato contro di lui. Non c’è alcun progetto autoritario. E Renzi non è Erdogan. Ma il buon senso è una merce rara. Soprattutto in politica.
Gesù Bambino: “Parole sante visto il santuario custode della sostanza naturale degli aborti e dei rifiuti umani, gli analfabeti intellettuali delle false democrazie, le Dittature aperte (sintomaticamente aperte) pluraliste sintomatiche discendenti dalle  totalitarie che della propria ignoranza socialmente organizzata ne fanno cultura!”.
E ora con tutto l’immane fardello delle problematiche attuali in essere nel Paese campione e nel Mondo basso,   ci stiamo avvicinando  alla elezione del nuovo  Sindaco della capitale.
Gesù Bambino: “Nuovo? Come la Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata che dall’albero e dalla caverna è ora in città con l’immane fardello delle problematiche anch’esse di conseguenza socialmente organizzate, dalla corruzione alla malasanità, dalla malaistruzione alla malagiustizia, dalla malapolitica alla malaeconomia  eccetera eccetera eccetera. Così ai cittadini residenti nella capitale toccherà sistematicamente, in assenza di obiezione di coscienza politica, di votare   sciaguratamente scegliendo tra il cancro e la leucemia e tra Al Capone e Lacy Luciano.  Buon divertimento, coglioni, adulti del cazzo, assassini del vostri bambini!  Le buche della vostra città diventeranno presto una profonda, tenebrosa, melmosa,  terrificante voragine, la biblica buca di fuoco nella quale precipiterete tutti  “come corpo morto cade e precipita”…ovvero come gli allocchi sciagurati e incoscienti quali siete!. Auguri e buon divertimento  a tutti voi, grancoglioni!”.


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