venerdì 27 maggio 2016

PER BOCCA DELLA MADRE CHE VIVE



In attesa della pausa, il mondo si era fermato. Il pensiero si era fermato. La mente si era fermata e ci aspettava segnando il passo prima del volo infinito.
La fissavamo imperturbabili, freddi ma vigili, attenti a cogliere qualcosa, qualsiasi cosa che si muovesse e fosse nuova  o una risposta. Perché la gente capirà.
“Oh no”, obietta l’Adele: ”Non capirà. La gente non capisce un cazzo”.     
Ma le date sono da venire o sono passate come memorie, lapidi, enciclopedie, storia morta e sepolta?
Alla fine ci fu un compromesso, come la cauzione concordata in tribunale che ci lascia liberi fino alla sentenza se dimostriamo di non essere inclini alla fuga e di presenziare al processo fornendo le dovute garanzie.
Però, secondo i blog, per i PM la cauzione è un inciampo all’avvento della pena che è quella certezza che tutti vorrebbero.
Infatti, i PM pretenderebbero che si finisse in galera ancora prima della condanna, perché la presunzione di innocenza nel mondo negativo invertito risulta di fatto una presunzione generale di colpevolezza, e tutto si indirizza in quel senso e non tocca certo agli inquirenti fornire le prove della colpevolezza, ma agli inquisiti quelle della propria innocenza, il che, per chi è innocente, è la cosa più difficile da dimostrare.       
“La colpa è dei media”, commenta Adele, precisando che i fascisti imbavagliano la stampa libera, perché i media sono fasciati ermeticamente come mummie in bianco e nero affinché da nessuna fessura filtri luce o aria libera.  “Non c’è equilibrio tra i due mondi, se il mondo della libertà viene imbavagliato”.
E in quel momento era come se guidassimo i soliti macchinoni appariscenti o auto veloci da corsa spingendo i motori al limite, dal momento che se entri nel parcheggio del pronto soccorso impattando con i corridoi di destinazione per il barellamento causa mancanza di posti letto, ti raccolgono con il cucchiaino.  
L’evento mortale fornisce inizio all’incubo. Ti manca il fiato, ti raggeli e ti viene la pelle d’oca.
Adele si mostra molto addolorata quando lo ricorda. Un intervento chirurgico andato a male? Le hanno bucato l’intestino e non se ne sono accorti, perché le loro macchinette non lo hanno rilevato che dopo alcuni mesi. In pieno ferragosto, quando i “professori” erano tutti in vacanza, nelle Maldive, in Spagna, in Sardegna,  nelle isole Seychelles. E’ come se le avessero sparato e lasciata li a morire senza soccorrerla, senza fare niente.
Sarebbe stato preferibile un atteggiamento conciliante con le autorità costituite e con i responsabili della Mala (Sanità nel nostro caso), la quale Mala,  al posto di gesti rapidi e decisi, oscilla e ruota pigramente su se stessa, come ogni cosa negativa invertita del resto.
Se conosci uno stronzo, non gli chiedi il tesserino di identità o quello di iscrizione all’albo: lo riconosci a vista. E questa situazione sta ovviamente alla base della liberalizzazione mestieristica in atto nel Paese Campione ad opera del governo in appalto oneroso.
I tesserini di riconoscimento e/o di iscrizione all’albo non servono più perché in un mondo di merda il riconoscimento è generale.
Ecco perché Adele è così poco conciliante. Una volta stabilito questo, è evidente che i controlli non servono.
Quindi lasciateci passare, pensa Adele, prima che vi dichiari in arresto ai sensi dell’articolo primo della legge dell’Universo che stabilisce che nessuno Stato, ente o  persona, ha diritto di esistere se per sostenersi ha bisogno dell’Ingiustizia, ovvero della criminalità costituita.  
  Nel vederla infuriata contro i media mentre agita minacciosamente le manette, ci viene da sorridere pensando: come si possono ammanettare gli ammanettati?
  Il superfluo è come l’eccesso, è il male maggiore e – lasciatecelo ricordare – il mondo negativo invertito è il mondo dei superflui e degli eccessi. Nel mondo di merda si fa a gara per essere più stronzi degli altri.
“Hai seguito la procedura?”, s’informa Ornella (ignoriamo ancora che è stata testè nominata moderatrice e coordinatrice della nostra Rubrica d’informazione avanzata).
“Quale procedura?”, chiede Adele e  Ornella le domanda a sua volta cosa abbia in testa: “Sembri un fungo. Ti sei rasata, quindi per te la procedura è il taglio dei capelli che in fondo, nel mondo superfluo delle teste di cazzo, è la cosa più superflua che esista”.         
Ora Adele piange sommessamente offesa da quelle critiche crudeli. Ma Ornella aveva preso le sue parti senza che lei se ne accorgesse.  E la Madre si era convinta, affermando di amare tutto di lei, perfino quella sua testa a forma di fungo.
Ma era come se lo schermo del computer si fosse acceso, adesso, per segnalare l’arrivo di una mail.
Le vittime sono superflue quanto i loro persecutori. Gli assassini non lasciano forse avvertimenti di morte con la loro stessa presenza?
Ma quanto quella del Delitto della Croce, universalmente Delitto contro l’Umanità, la vittima Ornella della Mala (leggi ancora Sanità, naturalmente), non solo non era superflua e forse neppure soltanto necessaria, perché alla Madre Che Vive indispensabile. 
Eravamo vicini alla spiaggia in cui era stato ritrovato il corpo e gli sbirri parlavano di omicidio.
Ci fu poi un urlo spaventoso. Il volto immobile ci fissava con enormi occhi aperti, privi di pupilla, la pelle fatta di cicatrici con fessure al posto del naso e la bocca priva di denti spalancata.
Era il volto dell’urlo spaventoso. La maschera dell’horror carnevalesco . Ma i morti che camminano o non camminano più, riuscirono alla fine ad alzarsi in piedi e, nell’oscurità, arrivare brancolando all’entrata dello scenario tenebroso.
Correre. Fuggire. Scappare se possibile più veloci della luce, ma non certo come i neutrini la cui super velocità era una bufala.
E’ in arrivo la disinfestazione. Paralizzata dall’angoscia, la gente ostentava morbidi ricci  da cherubino. Il contrasto era curioso, ma i negativi invertiti ci tengono a sorprenderci. 
Ornella stava li, distesa nel sudario, giovane e bellissima, la pelle vellutata di eterna ventenne; e la Madre la teneva amorosamente per mano nella Piena Giovinezza.  
Adele ci guarda ora perplessa e un po’ immalinconita. Ci eravamo lasciati puntando il dito ammonitore sullo Stato di Usurpazione relativa, sullo Stato di diritto negativo invertito: lo Stato del diritto a non esistere.
Per bocca della Madre Che Vive: “Nessuno stato ha il diritto di esistere, se ha bisogno di sostenersi per mezzo dell’ingiustizia”. 
E’ stato detto, ridetto e stradetto,  confermato, riconfermato e straconfermato, e “fare gli orecchi da mercante come fanno le copie conformi e i loro campioni”, osserva l’Adele: ”non evince più neppure l’ombra  di un eufemismo, ma certifica la sordità totale e irreversibile dei morti che camminano” .
“Oppure  non camminano, se lo preferite, non camminano più”, soggiunge con il suo nuovo sorriso un po’ triste. 

(S.V. “IL MONDO ALLA ROVESCIA -  Libro Terzo – “A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)



Nessun commento:

Posta un commento