martedì 17 maggio 2016

L’ESIGENZA DI UNIRMI OGNI VOLTA CON TE



 
 
 
Ecco un misto di noir, road movie e melodramma,  per la reale esigenza del film: l’esigenza della somma di una grigia mediocrità tutta italiana, ispirata, ripresa e scopiazzata dal peggio del cinema hollywoodiano e che, nella propria pochezza, trova la sua dimensione e sconta la fragilità delle interpretazioni degli attori protagonisti del triangolo amoroso cinematografico, anche se la recitazione forse oltre la sufficienza della Gerini finisce per rivolgersi contro il complesso dell’opera cinematografica risultandone, nell’eccesso e nella mancanza di un minimo di ironica disgressione, una specie di caricaturale forzatura del tutto inappropriato e fuori luogo.
Magari le colpe maggiori provengono dalla narrativa letteraria, e perfino dalla pretenziosa intitolazione del film forzatamente originale  e perfettamente calzante alla mediocrità letteraria da cui il lungometraggio trae origine.  
Fatto sta che nell’esigenza di risultare di interesse nazionale onde riceverne i conseguenti benefici economici ministeriali, “L’esigenza di unirmi ogni volta con te” fa in realtà bella mostra della propria esigenza  di adeguarsi e conformarsi al modello in auge della tipica bufala all’italiana .     
Più per uscire ogni giorno di casa sottraendosi alla monotonia delle faccende domestiche,  che per necessità economiche  in quanto sposata senza figli con Martino, un "mago del fotovoltaico" di origine francese, il quale passa le sere al computer e rifugge l'intimità coniugale, Giuliana lavora come cassiera in un supermarket.
La coppia vive a Tricase, in Puglia, e conduce un'esistenza priva di sorprese, finché la sorpresa per Giuliana arriva quando conosce Leonardo, un poliziotto che sorveglia il fabbricato dove lei lavora. E  quando due rapinatori cercano di rapinare il supermercato, Leonardo interviene e  salvando la vita di Giuliana s’introduce nella sua esistenza rivoluzionandola ben oltre la fisicità dell’atto, anche se la mediocrità e la superficialità del lungometraggio non ci consentono di interpretarne i contenuti, anche se i Tolomeo della critica si affannano di pubblicizzarne invece in profondità una specie di ulteriore salvezza, come se dalla calma piatta della sua quotidianità la donna veda riemergere il proprio istinto vitale, da ciò che si vede nel film “mero istinto vitale brutalmente originato dal sesso”,  tanto che le sue resistenze alla passione dell'uomo, peraltro sciolte in partenza dalla regia e dalla sceneggiatura e rese inesistenti senza la necessità di ricorrere a trasmissioni tipo “Chi l’ha visto?”, dovrebbero invece  sciogliersi al sole pugliese.
Basato sul suo omonimo romanzo, ci dicono che “L'esigenza di unirmi ogni volta con te” è il quarto lungometraggio di Tonino Zangardi, qui regista e sceneggiatore (coadiuvato da Beba Slijepcevic e Angelo Orlando).
L'escalation sessuale fra Giuliana e Leonardo, più che raccontata con efficacia dai corpi degli interpreti, risulta del tutto esente da tensione erotica e rende poco credibile la passione che necessiterebbe all'attrazione fatale necessaria a condurli verso il loro triste destino e al titolo del filmato.
Passione erotica sostituita dalla dabbenaggine della coppia, la quale coppia  - senza alcuna colpa in quanto la donna risulta aver ucciso il marito nell’esercizio della chiara difesa personale della propria vita - dovrebbe nel finale tutt’altro che happy and, affrontare invece un processo dalle tinte assai scure quali conseguenze di un efferato delitto passionale.
Le loro scelte appaiono pertanto perfettamente scriteriate, soprattutto visto che lui è un poliziotto che dovrebbe conoscere la legge e il riconoscimento da parte della legge della legittima difesa del cittadino aggredito.
Altri dettagli, come il loro percorso geograficamente sconnesso (da Tricase a un autogrill toscano a - di nuovo - il sud d'Italia) o la ricerca di una notizia su un cartaceo nell'era di Internet e dell'informazione istantanea perdono strada facendo l'attenzione del pubblico.
I dialoghi ingarbugliano perfino i momenti di più credibile e facile spontaneità, introducendo frasi che risentono della mediocrità causata dalla provenienza letteraria di bassa cultura e, con l’attrazione fatale, anche le radici dell'attrazione fatale restano impantanate e rese invisibili dalla Bassa.
Per concludere  anche l'ironia necessaria  -  necessaria anche all'interno di  una tragedia come questa deleteria necessità cinematografica di unirmi ogni volta a te  - viene incarnata dalle battute degli spettatori al cospetto della eccessiva dabbenaggine dei due amanti in fuga.
Film da consigliare, sconsigliare, da vedere, da non vedere?
E’ esattamente ciò che ti aspetta nell’urna o altrove e nell’ovunque delle democrazie negative invertite, le democrazie simulate, le antidemocrazie, ossia nell’ovunque delle dittature dei ducetti…
A parte la nostra bellissima Miss, è  tutto ciò che passa il convento di riconosciuto interesse nazionale,
e la scelta viene rigorosamente rispettata  esattamente come  quando si va a votare e il falso della falsa democrazia è fatto salvo.
O mangi la minestra o ti butti dalla finestra.
 
 
 
(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche” A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)

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