venerdì 27 maggio 2016

DISCINESIA



Se la via è finita  o sbarrata dall’Omega e  l’imperativo risulta il proseguire oltre il limite per scoprire se esista una fessura rimasta aperta per noi, è dopo le tre della notte tarda,  secondo gli insonni, che i sogni prendono forma e ti riempiono gli occhi come pupille dilatate sotto fronti sudate e lunghi centimetri di capelli scompigliati dai cuscini.
Valutare i progressi del tempo buio, è un esercizio assai faticoso per chi sia costretto a farlo. Ma non è peggio del disegnare senza una presenza ma preda della guida dolorosa della memoria.    Eppure, da quella prima volta non avevamo dovuto più preoccuparci di tenerla a distanza, perché l’assenza della presenza si fa ogni volta più vicina e più difficile se non puoi esaminare la ragione della sbavatura del carboncino sulle labbra sorridenti ne indovinare i sospiri del disegno.
Ma poi ne senti l’assenza come la presenza di un respiro sulla nuca  o della piega del lenzuolo accanto a te, nel posto rimasto vuoto del letto e,   quando repentinamente ti volti, non c’è più. Lei. Ti resta l’insonnia simile a un foglio bianco, inanimato, impostore. 
Dovunque sia finita, l’essenza ritratta  era simile al gelo di una finestra spalancata in pieno inverno, allo scopo di impedire il disfacimento precoce del corpo giacente nella camera che ardeva per l’ultima volta  alla sua presenza.
Ma lei era li.  Il disegno dell’anima era allora il luogo della solitudine fredda e il divano è di colore avorio nelle prime ore dell’alba, quando il clavicembalo lascia il posto ai rumori della strada.
Se ci avviciniamo troppo e il nostro sguardo si posa sull’album da disegno della solitudine, non possiamo impedirci di interrogarci.
Ci stavate facendo il ritratto? La voce è un po’ sorpresa, ricorda l‘abisso di conoscenza che ci divide. Perché più che conoscere, bisogna riconoscere affinché la memoria vigile torni a svegliarsi.
Tuttavia, non vogliamo riconoscere i disegni, che siano nostri o di altri  non conta, ma riconoscere i disegni elargiti dall’alto significa scatenare il nostro lato ribelle.
Ci sono cose più importanti della conoscenza  luminosa o della riconoscenza più avanzata se i nostri cuori vengono minati dall’irriconoscenza stabilita dall’ignoranza tenebrosa?
Le ombre vorticano sopra di noi. Gli oscuri guardiani della notte hanno il compito di alimentarle di continuo con i nuovi arrivi.  Quando la lingua di lei trova la mia, sono consapevole di ciò che sta per accadere. E’ quella scintilla che credo comprensione d’amore e che spesso mi inganna guardandola passare con un brillio malizioso nei suoi occhi solitari.
Quando non ci fu più nulla, Adele irrompe come un atrio illuminato al neon sugli scenari della nostra vita. Della nostra vita reale.
 Ricordatevi delle regole di base . Sono le più importanti, ma al contempo le più difficili da ricordare se la luce rimane indietro offuscata.
La miscela è un rebus. Pillole, letti, lampade accese, lampade spente, computer, televisioni, telefonini, guance rosse e occhi brillanti  d’aurora, formano una osmosi ardua da far convivere.  E se il disegno ti volge le spalle, non puoi vedere il viso, ci informa Adele rattristata, tanto più che è adesso reduce da un’escursione che le è risultata  dolorosissima  tra gli affetti dalla mancanza di movimento e/o dalla  soggezione ai movimenti inconsapevoli.   .       
E Adele ci mostra l’ultimo estratto della sua presenza tra i negativi invertiti, laddove il  risultato, il suo referto, odora sempre più di politica. E non può essere altrimenti.  
Che ne facciamo? Eccoli tutti qui, elettori ed eletti, discepoli e maestri, sintomi e sintomi campione.
Con smorfie grottesche contraggono la bocca, per effetto dell’adrenalina scolastica, politica e oratoria e degli psicofarmaci, come se parlassero mentre i loro baubaubaublablabla vanno di parete in parete, di aula in aula, di scuola in scuola, tribunale, strada, piazza, parlamento, casa, televisione, radio, libro, giornale, chiesa, caserma, mercato…
E se ne restano immobili, incapaci della più elementare delle mobilità, impettiti e oscillanti a destra o a manca come birilli. E difatti, in quanto negativi invertiti, e quindi analfabeti intellettuali inconsapevoli, risultano tra l’altro affetti dalle più gravi forme di discinesia primaria intellettuale (DPI per gli amanti degli acronimi). 
 In attesa della GRANDE DISINFESTAZIONE, che ne facciamo?
Bè…c’è ben poco da scegliere. Sono birilli. Possiamo giocarci a bowling.

(S.V. “IL MONDO ALLA ROVESCIA -  Libro Terzo – “A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)




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