martedì 31 maggio 2016

CRISI




 
 
Nel progetto anticrisi del regime di Disuguaglianza Economica relativa, spicca tra l’altro il business relativo alla vendita al privato di oltre 338mila ettari di terreni agricoli per un valore di sei miliardi di euro.
     Quale fondamento e caratteristica essenziale dell’Economia Negativa Invertita, la crisi economica istituzionalmente prodotta dagli amministratori e dai gestori della Criminalità Consuetudinaria Socialmente Organizzata in ciascuna Nazione nella peggiore forma possibile di ordine sociale  (l’Organizzazione sociale di Disuguaglianza Economica relativa) – ci soffermiamo su quella di oggi naturalmente – non piove dunque dal cielo come gli aborti e i rifiuti umani sistematicamente vorrebbero farci credere; e non è neppure una lontana parente o una discendente delle antiche carestie, paragonabili  in tempi più recenti per esempio alla moria del bestiame italiano causata dalla peste bovina del 1880, nota anche come Rinderpest, con perdite del sessanta per cento o, in mancanza di isolamento e di controllo, del cento per cento. E difatti, sul tema, il capo di stato del Paese Campione dichiara senza mezzi termini che l’attuale è una crisi terribile, senza precedenti.
   In testa alle liste delle continue crisi economiche ideate e dirette dai businessman contro l’economia, le imprese e le famiglie, sono stati notati blocchi di centinaia di migliaia di chilometri di spazio immunitario registrati a nome delle banche da condurre non soltanto sane e salve dal punto di partenza al rispettivo traguardo, ma quanto più possibile ingrassate dal business.
    Per comprendere pienamente il significato delle parole “crisi economica”, bisogna perciò tener presente che il vento della sera, il quale  soffia  leggero dall’est, si intensifica e si appesantisce al sopraggiungere del calore solare. Bisogna perciò dirigersi verso ovest per non averlo contro? E da dove è che soffiano le crisi?  
   La crisi esistenziale di Adele, quale adolescente sfigata, si può sicuramente attribuire al suo impatto terreno, perchè potrebbe in realtà ritenersi più fortunata che sfortunata, a parte le interrogazioni alle quali rischia di essere immancabilmente sottoposta se si presenta a scuola impreparata, dal momento che le riesce di essere appena sfiorata in superficie dal conformismo vigente nel Mondo delle Copie Conformi e del Ricalco, come una splendida Dea eterea e inavvicinabile discesa tra gli inferi.
   E, in quanto Dea bellissima e smagliante, Adele cerca di passare inosservata nascondendosi tra i mortali indossando l’uniforme di adolescente sfigata: rimmel, mascara,  rossetto di colore nero inchiostrato, piercing, lunghi capelli biondo naturale a volte rossi a volte bruni, splendidi occhi verde smeraldo, bocca di ciliegia maliziosamente aperta al sorriso pronta a ridere allegramente per un nonnulla, jeans consumati e stracciati ai ginocchi, lupetto rigorosamente in lucida pelle nera mai scamosciata.
    Ad ogni modo, i suoi compagni di scuola pendevano dalle sue labbra, e anche
adesso lo fanno, incuriositi  dalle  sue  battute  oratorie  per  loro  sempre  più  insolite, bizzarre e divertenti.   
   “Avete sentito quel che ha detto la Vecchia? Ci ha obbligati a presentare domanda alle autorità per avere il permesso di restare ancora in vita e procrastinare la visita che peraltro è già avvenuta. La Vecchia infatti è già qui tra noi da sempre”.
   E sullo schermo, sul video e sui monitor, ecco puntualmente gli ospiti: gli autorevoli esperti comparivano anch’essi li, assieme alla Vecchia, dai tempi dei tempi,  praticamente da sempre, anche se utilizzando altri approcci e altri mezzi di comunicazione  e di intrattenimento, quando anziché di Parolisi, Melania, Sara, Sabrina, Yara, Meredith, Raffaele e Amanda, si parlava di altro senza cambiare di una virgola ogni concetto, immutabilmente. Eccoli quindi  sempre gli stessi autorevoli, gli stessi sintomi, gli stessi sintomi campione.              
    Gli stessi stronzi, conferma Adele.  I più, i più grandi stronzi presi per campione da un campionario di merda che sulla Terra, di stronzi, ne comprende già un’enormità: esattamente ben sette miliardi.  
    In televisione, alla radio, sui giornali, nei libri, i più, visibili nella graduatoria di sinistra di chi legge, sono invariabilmente quelli dei tempi dei tempi, quelli di sempre, i più coglioni  e i più rincoglioniti, certo, che si propongono agli spettatori sfaccendati per istituzione, fingendo di voler fare qualcosa per aiutarli (ponendosi velenosi quanto il prodotto essenziale dei tabagisti, senza però l’etichetta dell’avvertimento del pericolo di morte certa e imminente, ma con l’inversa promozione di mercato); e non limitandosi a lasciare il Paese completamente spoglio dopo il loro passaggio micidiale quanto quello di uno sciame famelico di cavallette o di bianchi che vogliano andarsene prima che i neri o i gialli o i verdi prendano il sopravvento.
    Al che, occorrerebbe mettere un freno per impedire che sopravvenga l’accelerazione costante terminale verso il baratro?
     Pensate un po’ - osserva l’Adele – forse parte della crisi dipende dalla stravaganza spacciata per originalità, ma che è soltanto inusualità; per cui, una volta reperiti, i bambini cantanti vengono indirizzati al falso e alla loro formazione quali falsari, e la sera, in televisione, è come assistere alle attività  di una scuola serale per pittori, scultori e artisti vari elaboratori di falsi, imitatori degli originali. L’arte è creazione e originalità, oppure ricalco e gestualità imitativa fino alla pedofilia nella violenza praticata contro bambini costretti all’imitazione dei grandi ?  Che fine ha dunque  fatto l’arte? 
    Trattandosi di canto, nell’imitazione degli adulti si sfornano voci di serie sgradevolmente impersonali e anonime nell’eccesso della precocità e nella loro formazione massiva costruita al computer, le quali in qualche modo ricordano le facce liftingate, le labbra rigonfie come barconi di gomma, e quale  maschera di carnevale il modello adulto fatto in serie per bimbi. Che fine ha fatto lo Zecchino d’oro?
   I bambini sono già vecchi da piccoli, copie conformi, ricalchi, i quali non riescono neppure a intravedere ne a immaginare quel minimo barlume di originalità che albergando nella loro anima li indirizzi alla PIENA GIOVINEZZA.  
    Ma  ecco,  oggi  Adele  ha  gli  occhi  blu. Oggi,  nel preciso momento in cui ci  leggete, in questo preciso istante quando  ci conferma di aver portato le pizze e la birra per lo spuntino serale che sostituisce la cena.
   Una sera si era presentata con un pollo ruspante fatto arrosto allo spiedo e, mentre mangiavamo, era rimasta in silenzio a osservarci con le mani intrecciate sulle ginocchia, un sorriso splendente e nelle orecchie attraverso le cuffie le note dei Capricci di Paganini.       
   Che ora è?  Di primo mattino ce lo  chiediamo intontiti. Di sera perfettamente svegli e, nel cuore della notte, nervosamente se si soffre di insonnia.
   Ci rendiamo conto di non sapere molto di Adele, mentre lei sa tutto di noi, ci conosce perfettamente ed è difficile credere che abbia tratto dei risultati così eccellenti soltanto dagli studi di Cultura dell’Universo seppure condotti in profondità.
   Poi, dato che è la nostra unica assistente, ci comunica l’ora esatta; e allora  scopriamo di essere un tutt’uno con lei nello stesso modo in cui lo siamo con la Madre la cui raggiante presenza ci accomuna.   
    Ma all’Adele non succede mai di dare un’occhiata all’orologio ed esclamare: “Mio Dio, devo scappare!”, anche se è in ritardo nell’assolvere l’obbligo della frequenza delle lezioni di formazione di Cultura Bassa nella scuola superiore del quartiere.
     Nel proseguo della sera, i suoi splendidi occhi blu hanno assunto il colore perlaceo  del riflesso di luce lunare, e il biondo dei capelli che le si sono a poco a poco scuriti è stato sostituito da un rosso amaranto simile a un contrasto che la renda comunque “normale” anche circondata dalle tenebre.
   Tre spari è il segnale convenzionale di richiamo dei cacciatori di morte, la cui guerra non finirà mai, ma sarà tramandata ai figli e ai figli dei figli e i nomi saranno gli stessi e la stessa sarà la posta in palio.  Il petrolio ad esempio e ad esempio la fine recentissima di un Gheddafi, assassinato su mandato del potere economico  mondiale in una esecuzione di mafia internazionale con un esemplare colpo alla testa e  l’esemplare esposizione del corpo sanguinante alla ferocia della storia e della Criminalità Consuetudinaria Socialmente Organizzata sulla Terra.        
   E’ però difficile credere che Adele si intenda anche di queste cose. Ma è così, anche se il suo segnale non saranno i tre spari convenzionali per i nati soltanto per invecchiare, ammalarsi e morire, ma i tre imperativi della Rivoluzione  Assoluta della Vita, ovvero: Sanità, Immortalità, perenne Giovinezza.
   Spesso la nostra eroina ha delle uscite, che a giudizio dei suoi coetanei sembrano entrate quando, ad esempio, si diverte a inventarsi sul momento le battute più esilaranti e spiritose tipo  andatetuttiafanciullo, ciònonnodante, perdindirindina, cazzomai e viadicembro; e non molto tempo fa si dilettava ancora con gli scherzetti fanciulleschi aventi per vittime gli intestatari dei telefoni fissi.
   “Pronto, parla la lavanderia Fulmine?”
   “No, avete sbagliato numero, qui parla la famiglia Pincopallino”.
   “Ma come? Voi non lavate?” 
   “Certo che no”
  “Ammazza che zozzi!”.
   Insomma, a forza di indossare gli abiti dell’adolescente sfigata, in quella divisa forse c’è cascata dentro.
   Eppure, ci rivela di essere bisestile, ossia di essere nata il 29 febbraio e  di festeggiare ogni quattro anni il proprio compleanno con evidenti margini idonei a tenere lontano il normale flusso  di invecchiamento anagrafico incombente sulle persone fisiche simulate umane  della Terra.
   La sfiga quindi è solo un’invenzione degli invidiosi, appioppatale senza ragione, ingiustamente.
   E riconosce di essere stata invece baciata dalla fortuna assieme a tutti i nati il 29 febbraio in circolazione protempore sulla Terra.
  Tornando al tema specifico del presente articolo, il business istituzionale, cioè la crisi, Adele ci fa notare che il Male Perfetto, attraverso i suoi collaboratori più fidati, istintivamente, per brutale spirito di conservazione, cerca in tutti i modi di ritardare la percezione sul pianeta Terra dei processi connessi alla terza fase della realizzazione dell’Universo uno, unico e indivisibile, del recupero di ciò che possa rivelarsi utile alla Causa dell’Universo e simultaneamente degli effetti della Grande Disinfestazione.
    Perciò, a proposito dell’argomento crisi, il Vaticano chiede l’avvento di una nuova autorità finanziaria mondiale che “regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari” e sia soprattutto in grado di coinvolgere le Nazioni emergenti e quelle in via di sviluppo, “nella prospettiva della nascita di una più generale autorità pubblica a competenza universale”, sottintendendone  le capacità di difesa –  contro l’Universo e la suprema Madre - della Criminalità Consuetudinaria Planetaria Socialmente Organizzata, prolungandone quanto più possibile lo status quo, lo status di usurpazione della Terra da parte del Male Perfetto.
   “Il Mondo Negativo Invertito, questo nostro mondo”, osserva Adele: “, è perciò come un malato di cancro di natura maligna filtrante, il quale dallo stazionario passa a poco a poco allo stadio terminale, e la gente dice contenta: che bello! Il mondo cambia”.
(S.V. “IL MONDO ALLA ROVESCIA -  Libro Terzo – “A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)

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