lunedì 18 aprile 2016

INTIMACY





Inizio del Ventunesimo secolo. A Londra un uomo e una donna sconosciuti tra loro,  s’incontrano tutti i mercoledì nello scantinato dell'appartamento spoglio di lui per fare sesso, intensamente affamati l'uno dell'altra, praticamente senza parole.
Secondo la critica dei Tolomeo, ciò che manca, fra i due sconosciuti, non è la passione ma l'intimità umana in quanto non sanno nulla l'uno dell'altra, nemmeno i rispettivi nomi, ma si cercano ogni settimana, senza chiedersi altro, finché l'uomo rompe questo tacito patto e s’intromette nella vita sentimentale della donna.
Difficile è trovare un titolo più appropriato dell’Animality che il film avrebbe banalmente meritato, ricreato da Patrice Chereau, regista teatrale, all'interno di una stanza in un groviglio di membra grecoromane fra due corpi nudi privi di anima e di un minimo di parvenza di sentimenti e di umanità, nella pratica ossessiva di un sesso patologico eccessivamente patinato,  formale e  "cinematografico"; e proprio per questo profondamente antierotico,  emanando contrastanti emozioni i due corpi invertebrati di insetti disgustosamente intrecciati assai poco seduttivi immaginati nei loro insettivori odori, umori, cedimenti fisici e sgradevoli espressioni visive striscianti.  
L'archetipo cinematografico è l’Ultimo tango a Parigi con i tempi e i personaggi, soprattutto quello femminile: non più una ragazzina emancipata ma  ingenua, bensì una donna di mezza età altrettanto  inconsapevole della propria infelicità sessualmente umanamente inespressa, assai significativa come pratica insetticida da invertebralità strisciante.  
Quello che rimane, è il ritratto mal riprodotto di un teatro del sesso ancora peggiore di quello impossibile dei sentimenti umani  in uno spazio inurbano superficialmente ricostruito privo di contenuti.
Film livido e algido, esteticamente orrendo per intensità melodrammatica e anelito inespresso a parole, ma elevato con un'aria tragicomica dal basso dell'accoppiamento insetticida e strisciante.  
In questo senso, Intimacy è il progenitore diretto di altre orripilanti pellicole invertebrate contornate da dolenti intermezzi musicali e al grado sottozero della sessualità, riprodotta priva di erotismo e cavernicolamente arricchita dal porno del buco.
E non manca la ciliegina della torta per l’insettivora bufala cinematografica , costituita dall’Orso d'Oro quale miglior film al Festival di Berlino (e Orso d'Argento alla protagonista Kerry Fox), che ribadisce la mancanza della ragione, del senso e del modo umano di essere, in un  contesto cinematografico che perfettamente ricalca la codifica negativa invertita del Mondo alla Rovescia.  
(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche  – ” A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)

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