martedì 12 aprile 2016

IL TESTIMONE DELLO SPOSO



 
 
Siamo alla fine dell’anno 1899 e tra poche ore è il Millenovecento. Ci troviamo in un paese della Romagna, nella buona borghesia dell’epoca. La bellissima Francesca sposa Edgardo per salvare i genitori dal disastro economico. Ma durante la cerimonia appena vede Angelo, il testimone dello sposo, le basta uno sguardo e s’ innamora perdutamente di lui.
La sposa  pronuncia il suo si guardando e riferendosi al testimone dello sposo, ha occhi solo per lui ed è a lui che appassionatamente si concede e si considera sposata.
Angelo è tornato in Italia dopo aver fatto fortuna in America e si assiste al rituale della festa matrimoniale che coincide con l'attesa del nuovo centenario e tutti fanno auspici: non ci saranno più guerre, non ci saranno più malattie, tutti i sogni si realizzeranno.
Nel frattempo la verità matrimoniale è venuta a galla e lo scandalo è scoppiato. Francesca confessa di aver detto si al testimone dello sposo e non allo sposo e lascia la casa dei genitori.
Film pulito, calligrafico, discreto, anche brioso, molto ben fatto. Manca il salto di qualità per il capolavoro, con tratti di rigore e realismo e il pagamento del tributo all’happy and  di una favola di cui  il film sfiorandola soltanto la manca, mancando il capolavoro per l’assenza appunto della componente favolistica con il coinvolgimento del testimone dello sposo,   Angelo,  malcoinvolto nel matrimonio d’amore comunque avvenuto a dispetto di ogni burocratica realtà, in quanto il significato e la ragione del film  e  dell’incredibile storia d’amore, si sintetizzano nella tardiva risposta che Abatantuono dà  nel finale del film agli alunni della bellissima Francesca -  nel frattempo divenuta maestra di scuola  -   i quali gli chiedono chi egli sia.
“Sono suo marito”, risponde semplicemente, riferendosi alla loro maestra e confermando e rendendo reale il si della sposa dato ad Angelo, testimone dello sposo nel matrimonio da lei immaginato invece avvenuto tra lei e Angelo, suo amore a prima vista e suo vero sposo.   
Buona la recitazione di Abatantuono, anche se resa monca dal suo mancato coinvolgimento nel matrimonio d’amore; monofotografica e  troppo statica  la Sastre (che è una modella, e anche da attrice e malcoinvolta anche lei a causa del mancato coinvolgimento del suo innamorato nel matrimonio immaginato, resta una modella).
E a causa della mancanza del salto di qualità per il capolavoro, da rivedere il titolo del film, che favolisticamente completato sarebbe risultato inevitabilmente: MATRIMONIO D’AMORE.Fine modulo
 

 (S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche  – ” A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)




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