giovedì 21 aprile 2016

IL SEGRETO DEL SUO VOLTO



 
Film delicato, tenue, dolce, evanescente, ma allo stesso tempo profondo ed evocativo.
Film dunque bellissimo, semplice  e lineare, con analogie con la scuola est europea intesa all’arte poetica cinematografica,  il cui titolo originale è Phoenix,  perché la protagonista Nelly risorge dalle proprie ceneri  come la fenice.
Titolo molto più approfondito ed esatto l’originale, mentre il titolo italiano intende dare l’idea di un thriller, di un mistero da risolvere, per cui come sempre da bocciare i titolisti italiani assai banali e superficiali.
La trama ricorda “La donna che visse due volte” di Hitchcock, in cui il protagonista depresso per la morte della donna che amava, ne incontra una simile e la trasforma nella stessa donna ignorando che è proprio lei che aveva inscenato la sua morte.
“La donna che visse due volte” è molto più complicato, ma qualche analogia potrebbe esserci come facilmente succede andando a frugare cercando vacue somiglianze tra le opere cinematografiche soprattutto nella  tematica comune: in questo film l’identità simboleggiata dal volto perduto di Nelly e dal suo volto ritrovato, dal volto del suo Jhonny che non la riconosce, e la sua vera identità che rimane nascosta come un segreto.
Nelly è proprio Nelly, ma finge di non esserlo per diventarlo, per scoprire i veri sentimenti del marito in una situazione che si complica quando lei s’innamora di nuovo del marito e non può semplicemente essere se stessa e confessarlo per paura di perderlo come probabilmente avviene anche se l’incerto finale non ci fornisce la prova.
Nelly ha subito gli orrori del nazismo e ha cambiato volto cercando di recuperare la sua vita; ma per far questo deve tornare ad essere la Nelly di prima, l’affascinante cantante che aveva stregato Johnny ma che lui dimostra di non amare più e di non riconoscere: le dinamiche fra i due personaggi fanno si che Nelly cerchi in tutti i modi possibili di farsi scoprire per rivelare al marito che è proprio lei;  e il marito perennemente incerto quando la guarda, stupito dalla somiglianza, ma al tempo stesso convinto che si tratti di una mera somiglianza perché la moglie è morta e non tornerà più, il che con tante altre cose ferirà profondamente Nelly.
Sullo sfondo, il fantasma della guerra, il fantasma del nazismo, il fantasma della città di Berlino distrutta dai bombardamenti, il fantasma della vita anteguerra che si  cerca di ricostruire nei night per dimenticare.
Nelly è un personaggio positivo, forte, coraggioso, il quale crede fermamente che presto Johnny la riconoscerà, mentre Johnny - incarnando  il fantasma della guerra, il dolore, la confusione, la povertà e la voglia di andare avanti escogitando l’escamotage che gli costerà l’amore della moglie – è il personaggio negativo della storia e un pizzico di somiglianza con Hitchcock potrebbe averla e perfino con i personaggi stralciati forse a viva forza da Almodovar, nella sua fredda indifferenza, nella sua  simbolica apaticità, negli sguardi carichi di significato e nei sentimenti repressi di Nelly, in quel suo ritrovarsi defraudata della propria identità con la sfigurazione del volto come la donna del Banderas chirurgo plastico di  in “La piel que abito”, con la ricostruzione di un viso nuovo che lei esplicitamente rifiuta,  desiderando semplicemente di essere la Nelly  di prima e di essere come tale riconosciuta ed amata;  con similitudini cinematografiche anche nei lunghi silenzi e nella passione repressa dei protagonisti.
Eccellente musica di sottofondo che sottolinea i passaggi del film, le trasformazioni di Nelly, le sue nuove consapevolezze, e splendido il finale sulle note di “Speak Low” di Kurt Weill.
(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche  – ” A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)



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