martedì 22 marzo 2016

NELLA LEZIONE DI OGGI



Di oggi?
D’adesso, di questo momento,
di questa frazione
dello spazio e del tempo,
che appena un minuto terzo dopo
cambio il tema…
Voi, ce lo so, non sapete
cos’è il minuto terzo.
Ma cavolo, stronze,
come po’ essece
il primo e il secondo minuto
senza il terzo?
C’è forse er due
senza il tre?
E così ignorate, ignorate
sempre!
Non vi ponete i perché
dei bambini,
li avete smarriti nei meandri
oscuri della vostra vita de merda.
Ce lo sapete, mammolette paurose,
che c’avete sempre paura de tutto
paura anche de me
che per voi so’ l’ignoto
Principe,
l’inaspettato Principe,
l’etero il virile
il fiammeggiante
che non c’ha amici
solo amiche,
se amiche belle e bone
naturalmente
alte snelle sode…
li conoscete i requisiti
dell’azzurra amicizia
dell’amore!
Ce lo sapete,
ve stavo dicendo,
ce lo sapete  cos'è 
la Poesia?
E' il tema!
E' il tema, perchè il tema
della nostra Lezione,
è la Poesia.
Oh no! Non la vostra
che è orrida puzzolente
e laida poesia
da chiuso da studio
da cesso.
Io parlo della mia poesia
che è la Poesia delle Stelle!
Voi, mammolette sorde e cecate,
c’avete l’orecchio viziato dall’horror
della vostra merdosa poesia da cesso
e non ce riuscite a sentì la musica dei cieli
la radiosa musica delle stelle.
Ogni parola è una nota musicale
che se non c’avete l’orecchio astrale
manco ve ne accorgete.
Non ci sono parolacce.
Le parole sono note musicali.
Ma quando componete e create
la divina musica delle stelle,
come faccio io, Poeta
a cielo aperto girovago itinerante
errante sotto la luna
e le stelle…
dovete  de stà attente
molto molto attente a lei…l’orrida,
l’orrida stecca!
Ve faccio un esempio: rileggete
le mie poesie
e a un certo punto
ve trovate la nota poetica…
fica.
Sobbalzate? Ma che ve sobbalzate
semmai gioite…
è musica!
Se io ce metto la parola vagina
stona
e se ce metto fregna è volgare
stridente come na scorreggia
improvvisa e imprevista.
Fica è armonioso
per chi c’ha l’orecchio educato
e forse non per voi
scimmie addomesticate
al circo della vostra vita
schifosa.
Voi, farfalle di primavera
non siete ineducate
siete maleducate
maleducate dal giardino de merda
che orripilante ve s’emprigiona.
Volate volate via, fuggite…
venite nel mio giardino incantato
ed io ve rieduco
vi educo
vi educo alla bellezza all’amore
alla vita…
alla poesia bella delle stelle.

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