martedì 16 febbraio 2016

MA CHE BELLA SORPRESA



Film commedia di Alessandro Genovesi, interpretato da Claudio Bisio, Frank Natano, Valentina Lodovini e Chiara Baschetti.
Piacevole commedia del divertimento rilassante,  che tuttavia - malinconicamente  - si ritrova a documentare il trascorrere del tempo nell’irreversibile declino cinematografico di Renato Pozzetto, presente nel cast in una  parte secondaria insieme a Ornella Vanoni, quale genitore del protagonista peraltro il già attempato Claudio Bisio.
Sembra incredibile, ma la bella sorpresa è proprio quella di rivedere – ci mancava da tempo! -  Renato Pozzetto, forse con tutti i suoi anni ma con l’altrettanta pari esperienza acquisita e il proprio talento, ancora capace  con la sua sola presenza di rinverdire incredibilmente un ambiente stantio e rarefatto, come questo,  come questo tipico prodotto dall’attuale  cinema  italiano, tuttavia nella sua leggerezza film diverso, balzante, oscillante e  a volte quasi frizzante, oltre la monotonia del contesto cinematografico.  
Milanese, professore di lettere di liceo in servizio a Napoli, Guido, persona affabile ed educata quanto prevedibile e noiosa, viene lasciato dalla fidanzata napoletana la quale,  a quanto ci permette di vedere lo schermo,  gli  preferisce un tizio straniero altrettanto brutto, grigio e noioso, ma almeno capace di metterla incinta dandole la possibilità  in una specie di orripilante prolunga  di crearsi con lui un futuro.
Guido, rimasto solo,  sostenuto soltanto dall’amicizia del collega di educazione fisica, suo ex alunno, cade in depressione e - ignaro che la sua giovane e piacente vicina di casa, la quale incredibilmente c’ha un marito ancora più brutto,  sporco e cattivo, ma  che di lì a poco onde garantire l’iter in progress del film  resterà vedova,  gli ha messo gli occhi addosso e s’interessa di lui - va completamente fuori di testa e s’inventa una fidanzata immaginaria, praticamente il suo alter ego femminile,  la donna perfetta, alla quale piace tutto ciò che anche a lui piace  e non le piace ciò che anche a lui non piace, fino ad essere tifosa di calcio e naturalmente come Guido del Milan.
La tematica è un remake del cinema degli scorsi decenni,  dei quali irraggiungibile, data la totale mediocrità dell’oggi e di un futuro inesistente,  resta Alberto Sordi nel lungometraggio IO E CATERINA, la cui donna perfetta è un robot.  
Nonostante la nostra buona volontà, non c’è altro ma proprio nient’altro da aggiungere.
Neanche l’aspetto fisico delle due attrici protagoniste ci aiuta. Due bellezze naturalmente, ma niente di notevole. Ne abbiamo vista una (una visione di donna) per un attimo talmente breve che non ricordiamo se fosse in un interno o in un esterno, una stanza, una piazza, un locale o un giardino all’aperto.
Ovviamente, come succede spesso nelle riprese a cielo aperto, con il film non c’entrava niente. Ed è tutto. Tutto del niente. Il tutto-niente  della filosofia…  

 

(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO  – Recensioni cinematografiche  – ” A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo. Pinterest/Pin It. “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)

    
     







































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