giovedì 14 gennaio 2016

TARZAN RITROVATO - LA SPECIALE ANTEPRIMA - LE ULTIME DALL’UNIVERSO ...DUE! “…e liberaci dal male…”


 

TARZAN  RITROVATO  - LA SPECIALE ANTEPRIMA

                  LE ULTIME DALL’UNIVERSO

                                    ...DUE!

 “…e liberaci
dal male…”
...DUE!!

   Secondo la valutazione della Scienza Assoluta sulla situazione planetaria accertata dal Contatto Biologico stabilito dall’Universo sulla Terra, il superamento della Prova d’Esame assegnata – considerato lo stato comatoso profondo in cui versano i soggetti interessati e le loro corrispondenti strutture informative, culturali e scientifiche negative invertite, le quali, in perfetta analogia progressiva e irreversibile maligna, nonostante gli anni trascorsi dall’inizio della Prova d’Esame, impediscono come si è visto ai comatosi profondi perfino di venirne a conoscenza - risulterebbe invece impossibile, esattamente ciò che nella Cultura dell’Universo viene usato per spiegare il Mondo della Morte, lo Spazio Finito, il Contesto Negativo Invertito, cioè l’Ordine Cosmico Geinove Negativo.   E che infatti, come l’Ordine Cosmico Obsoleto, non sussiste; e che pertanto, per mancanza dell’Universo, della Vita reale, cioè dell’Infinito, non può manifestarsi che pro-tempore, ossia nel chiuso di se stesso, Spazio- Tempo Finito, in quanto prescritto, rimosso dall’Universo e assegnato alla Cancellazione, laddove, all’opposto, per l’Universo Vivente, infinitamente presente, niente è impossibile, ma in assoluto gli è di fatto  tutto possibile, 
   In altre parole, l’impossibile relativo non esiste, così che - fatto proprio dall’Universo e corretto in possibile assoluto -  configura rispetto all’improbabile relativo la sostanza stessa dell’UNIVERSO REALIZZATO, in modo che l’avvenuta realizzazione del Progetto dell’Origine (Triade Universale e Determinismo Reale) conferisce se stessa , senso e ragione , ad ogni precedente relativo, facendo si che tutto ciò che l’abbia comunque preceduta sia avvenuto in funzione di se stessa, Realizzazione Assoluta, venendone a far parte. 
   Per cui, puntualizzando, osserviamo che mentre per la Morte la Vita è, relativamente, estremamente improbabile, per la Vita la Morte è in assoluto impossibile, visto che in assoluto la Morte è la non esistenza, e pertanto non esiste.
   E, poiché alla Vita è TUTTO POSSIBILE, essa, ESISTENZA ASSOLUTA, è in grado di convertire il suo opposto – l’Inesistenza Relativa – a se stessa, trasformandola in Vita.
   Ma se  approfondiamo il discorso,  raccomandando di non ripercorrere l’errore macroscopico della Morte, la quale, pensando di acquistarne i poteri, crede di convertirsi alla Vita mentre,  negativizzandola e invertendola,  in realtà tenta stupidamente di convertire la Vita a se stessa -  e osservando che il BENE INFINITO è la Vita e il MALE PERFETTO è la Morte -  il risultato non cambia e il discorso si fa sempre più chiaro, estendendo il confronto tra ogni altro valore positivo e il suo contrario, l’invalore espresso dal Contesto Negativo Invertito: il Mondo Tenebroso degli Inferi.  Perchè è il giorno che implacabile avanza!.
    Viene così apportata una sostanziale modifica al modello di destino predeterminato, la cui percezione si inserisce nel Finito, tra la fase precollassale e collassale e la percezione della Cancellazione preceduta dall’Evidentismo Totale, restando quest’ultima percezione a carico di ciascun soggetto sottoposto alla Prova d’Esame Personale, quale alternativa al suo superamento.
       Ed ecco allora il colpo di scena, ecco le ultime dall’Universo.
   Il modello  di   destino   prefissato,  viene  così  modificato  dall’Organismo  biologico  operativo
dell’Universo:    la percezione dell’eventuale scelta autodistruttiva dell’ultima generazione, è posta
in stato di sospensione e anticipata dalla percezione dell’avvento dello STATO DELL’UNIVERSO sulla Terra, importatrice della GRANDE DISINFESTAZIONE che libererà le persone umane realizzate, in quanto tali utili alla Causa dell’Universo,  dalle scorie, dagli aborti e dai rifiuti umani assegnati all’inservibilità
    In   tale   attesa  dovrà   pertanto   continuare  a  tramandarsi  la   consuetudine   del   Giuramento
dell’Amore, reso dagli Eredi fino all’ultima generazione, affinché la scelta di questa sia comunque indirizzata all’acquisizione di quel minimo di coscienza necessario all’istituzione del nuovo Ordine Sociale.
      Scongiurato  il  pericolo  del  coinvolgimento  collettivo  nella  percezione  della   Cancellazione dell’Ordine Cosmico obsoleto, dato quindi per avvenuto il superamento della Prova d’Esame collettiva, diviene determinante per ciascuno la Prova d’Esame Personale (il cui tema è l’inviolabile osservanza del dettato universale : “Non invecchiare più, non ammalarsi più, non morire più”), il quale rimane il punto cardine del Riepilogo.  
   Burattini senza fili, con movimenti sgraziati, scattanti e saltellanti, maschere carnose a celare teschi traballanti sugli scheletri rivestiti di pelle e magliette con pizzi biancheggianti e pantaloni dal largo taglio sportivo, passeggiano senza meta lungo i sentieri polverosi pronti per le nuove sventure.
   Hanno rotto gli specchi e le bottiglie e hanno disperso l’olio sulle strade, facendo in modo che anche la ricerca scientifica sia motivata dalla superstizione.   Alla fine dello scorso millennio la biotecnologia aveva un valore di tot miliardi di dollari lordi che va vertiginosamente aumentando, mentre si continua a sperare e ad investire nel ricambio robotico, ignorandolo e ignorando le tristi conseguenze che ricadrebbero sui loro figli e sui figli dei loro figli, omozigoti o eterozigoti clonati a loro somiglianza e immagine, soprattutto nel niente del proprio contenuto.
   Perché adesso, che credono di trovarsi all’aperto in circolo e con le gambe incrociate, possono finalmente fumarsi in santa pace l’omonima pipa dell’accordo, senza pensare a che razza di geni i proibizionisti mettono ora nel tabacco.
    S’incamminavano lungo corridoi di città sepolte in una sequenza di porte chiuse e di luci tremule di candela, tra le quali speravano di ritrovare la stanza solitaria che era stata loro per una notte.
   Trascinavano le rovine di se stessi, chiedendosi mentre esploravano le targhe delle strade come fossero numeri sulle porte delle camere d’albergo, che notte fosse questa.   E si ripetevano qualcosa che facevano spesso, che fino al loro ultimo respiro avrebbero ripetuto osservando il sangue spandersi copioso.
   Eppure non avevano ancora aperto gli occhi, ne avevano smesso di vedersi riflessi nello specchio   Così, la Reiscrizione Biografica, che lampeggiava nel Riepilogo come un Memorandum, era il loro presente futuribile, il punto luminoso nell’oscurità più fitta, un posto riscaldato in una notte fredda, una tavola imbandita per affamati, acqua per i dispersi nel deserto, compagnia per la solitudine, ma
soprattutto speranza.
    E in quell’aspirazione di vita, da un luogo dove i ricordi si erano fermati, essi sarebbero tornati.
  Ma restavano seduti, in silenzio, attaccati uno all’altro, e tra poco li avrebbero liberati affinché fluttuassero singolarmente come spettri per scoprire chi sarebbe riuscito ad atterrare senza danni nel rispettivo buco nero, dal momento che un insetto nelle fauci di un ragno non è un bello spettacolo da vedere.
   Oltre la distesa di acqua insanguinata dal continuo e pilatoistico lavarsi di mani, in un corpo sociale devastato dalla corruzione e dalla decomposizione orripilante degli organi, si scorgevano migliaia di sagome in piedi, migliaia di teschi con i tradizionali buchi rotondeggianti al posto degli occhi, che parlavano dal buco orizzontale della bocca come negli incontri sussurrati e segreti delle tombe nei raduni autunnali di Novembre.
   Questo mondo andrà in pausa.   Una volta lo avrebbe fatto come un artritico ai fanghi curativi, il quale  riemergendone  avrebbe assunto l’aspetto biblico di un pupazzetto costruito con la plastilina. 
Oppure come un impiegato al bar.
   Ma adesso è diverso.   Le ultime notizie sono da una parte preoccupanti, ma dall’altra bellissime.
Anche  la  parabola  della  Festa  di  Nozze”,  andata  in  un  primo tempo deserta, è estremamente significativa sull’argomento, rapportata alla totalità destinataria del secondo invito, il quale, più che un invito, configura un atto coercitivo esteso a tutti, un Ordine Universale questa volta indirizzato senza esclusioni o distinzioni a chiunque: dritto, storto, accasciato, attorcigliato, inclinato, strisciante, zampettante…obbligandolo a partecipare comunque alle Nozze.
   L’ordine, impartito come quell’incredibile: “mettere cinque dita ad ogni piede”, ricavato dal linguaggio  genetico  “A,C,G,T”,  Adenina, Citosina, Guanina, Timina,  intercalato  tra una parola e
l’altra dagli oligo (“tatagagacccc”ripetuto più volte) al momento indecifrabili, ma che ne determinano gli spazi consentendo di distinguere un Dna dall’altro, dovrebbe fornire un’indicazione abbastanza fedele alla realtà.
   A prescindere da altre similitudini forse molto più somiglianti che richiamano altri episodi attinenti fatti reali, l’analogia della “Festa di Nozze” con la Prima Prova d’Esame e con l’Esame Personale, non è una coincidenza.
   Come non è una coincidenza con i fatti in costante e immutabile reiterazione, che i fautori del bizzarro detto:  Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio”, siano naturalmente soprattutto i Travestitisti e i Disconoscimentisti i quali, non essendo stati scoperti, perseguono la propria esclusione dal fascio generalizzato, mentre gli Evidentisti, essendo già stati scoperti, ne sarebbero per opposti motivi favorevoli.  Tuttavia, la similitudine, esponibile nel concetto politico reso dal                   sostantivo maschile “fascismo”, si riferisce sostanzialmente al Male Perfetto, composto  dai tre settori generali E – D – T, a loro volta suddivisibili in una miriade di specialistiche, gerarchie, graduatorie, e da variabili praticamente inesauribili nella reiterazione Alfa-Omega e nella loro contrazione-dilatazione oscillatoria e rotatoria conforme all’Ordine Cosmico –j9.
   Nel contesto relativo – mentre di fronte alla denuncia sociale oggettiva che solleciterebbe di procedere all’identificazione del contesto, impera a sua difesa la tendenza a rifiutare la generalizzazione rifugiandosi nel soggettivo con la pretesa, avanzata ottusamente ad oltranza per sfuggire all’identificazione e con questa alla diagnosi, di ricercare l’eccezione, il distinguo, la percentuale minore, la sfumatura, e di accentuare le differenze apparenti secondi i criteri e gli interessi di ogni raggruppamento relativo, radicato, ciascuno, sulla propria graduatoria secondo i casi del peggio o del meno peggio – si esalta contemporaneamente, almeno nella forma, la linea della massima generalizzazione propagandando il totale rispetto per tutte le opinioni e l’uguaglianza della legge per tutti i cittadini…appunto per ogni opinione, cioè per ogni sintomo, aborto,  rifiuto, spaziando tra il gerarchismo, il classismo e l’antieconomia, in mezzo a copie ed esemplari di queste presi per campione da un campionario che come un contenitore ospedaliero di cartelle cliniche, dal big-bang originario della prima divisione, continua a suddividere, sempre, incessantemente, inesauribilmente, le proprie copie, le opinioni relative, i ripetitori androidi, gli anticristiani, le persone fisiche simulate umane, gli obsoleti prescritti, rimossi e cancellati, gli aborti e i rifiuti umani, in: atei, credenti, miscredenti, agnostici o musulmani, buddisti, induisti, cattolici, ebrei, protestanti, evangelisti, ortodossi, etero, gay, animal, trans, bisex, sadomaso, pedofili, ninfomani, feticisti, esibizionisti, necrofori; e poi, avvocati, giudici, professori, dottori, ingegneri, preti, onorevoli, casalinghe, e via dicendo…sempre, incessantemente, inesauribilmente.
      Una bella raddrizzata, d’accordo.   E’ questo l’avanspettacolo messo in orbita dall’Inferno Embrionale?
      E’ vero. Il Tsumani sarebbe stato un’eccellente occasione per l’inaugurazione del Pubblico Registro dei Patrimoni, da cui ricavare i mezzi occorrenti per i soccorsi, le cure, i risarcimenti, le ricostruzioni, le prevenzioni.  E altre ottime occasioni sono andate perdute.
     Considerando però i cataclismi in arrivo, le leggi statistiche, il senso di colpa e lo stato d’ansia di ciascuno, coinvolto nelle responsabilità dei disastri e di quant’altro di maligno avrebbe potuto non accadere se fosse stato istituito per tempo il nuovo Ordine Sociale – anche se le sue psicosi cerca di infliggere sempre agli altri – ci saranno sicuramente altre occasioni per l’inaugurazione.
   Oltretutto, nonostante i computer e le altre macchinette di cui dispongono, risulterebbe un lavoro troppo meticoloso, troppo penoso e snervante, se fosse toccato agli stessi comatosi profondi spuntare  i  nomi  dalle  stampate  generazionali nell’occasione del trasferimento di tutti gli obsoleti
nell’Ipermondo per la DISINFESTAZIONE FINALE.       
    Ma gli verrà risparmiato.   Essi si ritroveranno tutti insieme, nel Prosieguo dello Spazio e del Tempo verso l’Infinito, come per magia.
     Certo,  saranno   determinanti  i   fatti,   le   loro   precedenti   azioni  ed   omissioni  le  quali, se particolarmente perverse e pertanto radicate in profondità nell’Ordine Cosmico obsoleto, peseranno contro di loro come macigni rendendone difficilissima la separazione.
   L’ago  della  bilancia,  la misura del livello di preparazione personale all’Esame individuale, resta comunque il tema della Prova d’Esame collettivo.
     Per  chi  si  senta  contrario  all’attivazione  del  nuovo  Ordine  Sociale, suona fragorosamente il PRIMO CAMPANELLO D’ALLARME.   Per chi, invece, non avverta contrarietà, ma resti tuttavia inattivo non trovando cosa fare, squilla anche se con molto minore fragore, il SECONDO CAMPANELLO D’ALLARME.
      Per entrambe le situazioni di rigetto, correre subito ai ripari, come farebbe chi avesse un minimo di “sale in zucca” necessario, mediante studi di Cultura dell’Universo, cioè di Alfabetizzazione Intellettuale e di preparazione all’Esame Personale, che per comodità espositiva verrà d’ora in poi chiamato ESAME FINALE.
   Poiché l’Organizzazione sociale obsoleta risulta l’artefice del loro stato comatoso, riguardo al rispettivo comportamento – per entrambi i casi perfettamente negativo e invertito – il punto in merito a una qualsiasi delle loro azioni negative invertite non è se lo facciano o no, ma piuttosto il perché lo fanno, dato che – riepilogando ad memoria – si tratta di uno schema di comportamento sistematicizzato e cristallizzato nel Mondo delle Copie e del Ricalco per l’alienazione opinionistica frammentata (dei pro, dei contro e degli astenuti) delle copie e dei ricalchi, laddove si tratta invece semplicemente di capire.
    Per di più – non essendo spazzatura -  non si riesce a far pubblicare e diffondere nell’immondezzaio  della  Terra  le  informazioni  provenienti  dall’Universo?  Questo è un problema dell’immondezzaio della Terra, cioè vostro, non dell’Universo!
   Mettere la testa sotto la sabbia, nella convinzione di sfuggire in tal modo a una realtà non voluta, supera perfino – e non è facile – l’idiozia di chi guarda il dito anziché ciò che gli viene indicato, e dietro a quel dito crede poi di nascondersi.
   Cosa fare, dunque, per operare in favore dell’attivazione sul pianeta Terra dell’Organizzazione universale di Eguaglianza Economica assoluta senza risultare colpiti da karoshi, l’infarto da troppo lavoro?
   Tra le migliaia di migliaia di possibilità a disposizione, ne prendiamo una a caso, perché in questo momento, in una qualsiasi città, quartiere e strada del pianeta, ci consegnano un volantino dove c’è scritto di manifestare contro l’insediamento in una tale zona della città, di un certo gruppo di nomadi: “Manifestiamo tutti uniti e blocchiamo le strade per richiamare l’attenzione delle Autorità sul problema. Punto d’incontro la circoscrizione X”.
     Non sarebbe preferibile – il che vale per ogni e qualsiasi iniziativa degli obsoleti – manifestare pacificamente per i diritti di tutti, e su tutto per il diritto alla vita, e quindi per la cessazione dei delitti indicati nei codici, delle malattie trattate nei manuali di medicina, delle guerre, delle ingiustizie e della morte descritte nelle cronache giornalistiche quotidiane, immortalate nei libri di storia    e  nei    testi   scientifici   e   religiosi…chiedendo   la   legalizzazione   dell’Ordine Sociale,
manifestare  cioè sollecitando la disattivazione dell’Organizzazione sociale a e per delinquere delle
Nazioni? Forte e chiaro dall’Universo!
   Non ci sembra che occorra scomodare un quoziente intellettivo di 165 e passa per capirlo, tanto più che questo, in quanto campione d’insufficienza,  primeggia sulla cima dell’analfabetismo intellettuale, per cui non  è un grado di capire…
   Il  vento  scomodava  semmai  e  scompigliava  i  loro  capelli  laccati.   E facendo in modo che la
lingua si muovesse di lato all’interno delle bocche spalancate, essi sorrisero.   Credevano ancora che da qualche parte dentro di loro esistessero altri fusi orari, altre voci e altri luoghi, altri se stessi più alti, più snelli, più belli, persone con voci suadenti e i modi sicuri e disinvolti, ai confini immaginari delle fantasie e delle realtà per loro inaccessibili.
   Restavano   fermi   nelle  nuvole  di  polvere  asmatica  che  si  era alzata con il vento di collina, il quale ripuliva l’aria e trasportava l’odore di terra nuda dai campi fuori città.   A sera, la stupefacente e dolce possibilità di amare, li colpiva come una nota di misteriosa armonia.
    Si  sentivano  esaltati  dalla  consapevolezza di  ciò che avevano conquistato e di ciò che avevano perduto.  Procedevano  a  fatica  nel  deserto, i cuori gonfi di chissà quale speranza, le conversazioni solitarie, i ricordi che parlavano e piangevano, sommessamente, tra di loro mentre andavano spediti fermandosi  ai  traguardi  temporali,  cadevano  e  si  rialzavano,  svanivano  e  riapparivano ad ogni  commemorazione.    Ma  di  notte,  quando  interrompevano  un  sogno,  svegliandosi  per andare al gabinetto,   al   ritorno   i  personaggi  sognati  li  rimproveravano  aspramente  per  averli costretti a  restare lì tutto quel tempo ad aspettarli.  
   E sospettavano che le speranze fossero come aspettative di donne, sedute sulle panchine alla fermata degli autobus o delle chiese, che non aspettavano nessun autobus e nessun esaurimento di preghiera, ma come prostitute solo clienti occasionali.   E che in realtà non erano neppure donne, ma travestiti o trans.
   Perché, si dicevano, convincendosi l’uno con l’altro, anche la speranza è un profitto che non è tale se non lo si ottiene a discapito di qualcun altro, e che in ogni caso  riguarda i comportamenti negativi e invertiti che andavano rivisitando, e che ora – riepilogando e richiamando alla memoria – completavano ricorrendo al “perché non possono farne a meno, dato che si tratta dello schema di comportamento di sintomi in grado di riprodursi automaticamente e di creare altri sintomi?”.
   E ancora poco fa si è individuato ed incluso nel Riepilogo-Memorandum, l’ago della bilancia nel tema della Prova d’Esame assegnata, il cui superamento - risultato impossibile e/o estremamente improbabile a causa dell’incapacità degli abitanti del pianeta Terra – è stato in ultima istanza garantito con  il ricorso agli appositi  processi connessi alla reversibilità positivo-rivoluzionaria e alla Reiscrizione Biografica generazionale, personalizzata geneticamente.
   Riepilogando ad memoria, viene anche ribadito che con il trasferimento del mosaico generazionale nel Mondo Parallelo Iperbarico, la Prova d’Esame Finale consiste nel rispetto assoluto dei tre dettami fondamentali inviolabili dell’Essere dotato di intelligenza, evidenziati dal motto di Cultura dell’Universo: “Giovinezza, Sanità, Immortalità”.    Da qui, la risposta positiva all’imperativo rivoluzionario: “Non invecchiare più, non ammalarsi più, non morire più”, pone in essere la COMUNIONE UNIVERSALE: la Persona Umana Realizzata nella Società per Azioni Umane.     E, all’opposto, l’isolamento schizofrenico paranoide dell’Ordine Cosmico obsoleto, che fornisce i deserti e le voci tuonanti dal cosmo simulato, ha per gli schizofrenici paranoidi dei significati reconditi inspiegabili, che li costringono a nascondere come flaccida abbondanza la propria relativa ignoranza nella coniazione elusiva del concetto di “mistero insondabile”, tangibile tuttavia come futuro nell’augurio formale e reciproco di “buona fortuna”.
    Non è quindi neppure un altro discorso ricordare cosa siano lo  Spirito-Massa, e in particolare  la  Massa amorfa: di manifestazioni davvero “popolari”, cioè di iniziativa della cittadinanza,  non ce n’è mai stata neppure l’ombra.   Si è mai visto che i cittadini siano scesi “in piazza” per manifestare contro i continui aumenti degli emolumenti dei parlamentari ed affini, contro la truffa di referendum con tematiche di terzo piano, i cui risultati vengono poi sistematicamente disattesi o stravolti se contrari agli interessi dei privilegi in carica, o contro analoghi atti di brigantaggio politico e amministrativo? Si è mai visto un governatore, un inquirente, una giuria, un giudice, responsabile di esecuzioni capitali o di altre errate condanne, risarcire di tasca sua gli errori giudiziari e andare in galera per scontare la stessa condanna ingiustamente provocata o inflitta?   Oppure un ministro, un politico, un legislatore o un promulgatore di leggi, risarcire i cittadini dei danni da egli causatigli nell’esercizio delle proprie funzioni?   E perchè, neppure al cinema, in letteratura, a teatro, e tanto meno nelle favole, ciò avviene? Almeno in qualche film, in un libro, in una recita teatrale o in una favola – dopo l’esecuzione di una condanna a morte a carico di un cittadino risultato poi innocente, e magari partendo a ritroso dal boia e risalendo fino al primo poliziotto che si è occupato del caso – si è mai visto che inquirenti, giudici, giurie, giornalisti, governatori, direttori di carceri e carcerieri, siano stati incriminati e condannati per concorso in omicidio volontario premeditato, associazione a delinquere e tutti gli altri reati da essi impunemente perpetrati? Ma allora il distorto è tutto nella testa? O proviene dall’Organizzazione sociale a e per delinquere che la dissocia e la usurpa, reiterando il dilemma di chi nasca prima?
   Se lasci la tua auto in sosta vietata, ecco puntuale il vigile a contestarti l’infrazione con il foglietto
della multa già bello e pronto, oppure a farti rimuovere la macchina se in zona di rimozione. Ma se quella stessa macchina ti viene rubata o danneggiata mentre è regolarmente parcheggiata , come mai non si presenta lo stesso vigile con i soldi sull’unghia per risarcirti? E come mai in certe tavole rotonde televisive, parlando di rapporti di coppia e vantando adulteri attivi o passivi, rapporti aperti, liberi, promiscui, allargati, attorcigliati, smandrappati e via dicendo, non c’è una voce che ne denunci il problema igienico sanitario  che mette in grave rischio l’incolumità della famiglia, specialmente in presenza di bambini?  E come mai, mentre ci sono istituzioni così interessate alla nostra salute che – pretendendo di prescriverci cinghie, fanali accesi a mezzogiorno, limiti di velocità, diete e un sacco di altre cose, ci impediscono di fumare e perfino di respirare con la scusa dell’aria inquinata – i servizi sociali e i tribunali del minori si voltano dall’altra parte, anche di fronte a scambisti o a frequentatori di ammucchiate, genitori di bambini piccoli ma vip, ricchi o benestanti, mentre sembrano così attenti alle ragioni igienico sanitarie che coinvolgano le disavventure e la lotta per la sopravvivenza dei poveracci?   E che dire degli  avvertimenti televisivi riguardanti la visione di certi programmi o film, che consigliano ai bambini di guardarli accompagnati dai genitori magari pedofili,, sadomaso, necrofori, scambisti, omo, bisex, feticisti, eccetera eccetera eccetera?   Non è meglio che se li guardino da soli?    .
   E, senza che la scolastica e Tolomeo ne oscurino o ne stravolgano la vista, non è forse meglio che osservino direttamente il sole risorto, il sole infuocato, il sole sospeso, la luce perenne e la terra in fiamme nella brezza dell’aria percorsa da onde di fuoco dorato?
    Al centro dei campi lo spaventapasseri custodisce i vigneti circostanti, le braccia spalancate verso le viti potate durante l’ultimo inverno: la nuova stagione è appena iniziata.
   Alle soglie dell’ESAME FINALE , non è allora il tempo di abbandonare per sempre il culto della fossa - dell’albero, della caverna, dell’anfratto – per prepararsi alla liberazione da se stessi?
   Ma ecco: si nutrono della morte. In un labirinto di strette fessure formatesi dall’improvvisa penetrazione del giorno, in una giornata limpida che il sole riesce a diffondere tra spazi aperti e foreste, dove gli anfratti restano avvolti in penombre edificate in memoria di una oscurità evaporata, nel fitto delle sequoie, tra le cortecce rugose tenute insieme dai corridoi di vegetazione boscosa, stanno lì, spauriti e deformi, nel dominio delle ultime ombre prive del senso delle proporzioni e della scelta dei tempi, vagando, nel mezzo del bosco e del libero arbitrio, verso il vuoto dello spazio profondo, verso sistemi solari obsoleti dove il suono si interrompe e non vi sono più ne luce ne oscurità.   
   Sono stati avvertiti.   Siete stati avvertiti.
  Attenzione dunque ai servizi mediatici, al libro, al giornale, al film, al politico o a chi vi sta accanto o vi passi vicino. Come potrete sottrarvi a voi stessi, alle vostre radici, a tutto ciò che vi codifica geinove negativo...Male Perfetto, che inesorabilmente vi tratterrà nel profondo quando riceverete l’ORDINE DELLA LIBERAZIONE?
   Spezzata la catena perversa, con il cuore martellante e la bocca asciutta, in silenzio o blaterando le consuete sciocchezze, convinti come i peggiori alcolisti o i drogati di poter smettere in un qualsiasi momento, semplicemente volendolo, ignorano la gravità della propria dipendenza, incapaci di sottrarsi alla morsa della Morte mentre la Vita vanamente li chiama. E’ perciò talmente facile, quanto inutile, suggerirlo: iniziate da oggi, subito, a liberarvi dalla dipendenza. Media, tempo libero,  ogni altra spazzatura. Ma solo quando capirete, saprete come liberarvi da voi stessi.  
   Alle prime luci del mattino, i sintomi campione sono già in viaggio assegnati allo smantellamento dei recinti: se la famiglia è il nucleo, cos’è il condominio se non la prima comunità delle famiglie?
   Perciò, nell’epoca della professionalità e delle specializzazioni, e in attesa dell’attivazione della  nuova Organizzazione Sociale nella quale, ricevendo l’ordine di ringiovanire e di non più invecchiare, ammalarsi e morire, e risultando inammissibile ogni rappresentanza, si verrà chiamati ad amministrare direttamente la propria proprietà, se non si fosse consapevoli dell’imperversare dell’ANALFABETISMO INTELLETTUALE ci sarebbe da chiedersi come mai - quanto meno per non continuare a pagare paradossalmente la propria autoamministrazione e limitare i danni provocati da politicanti incompetenti, corrotti e usurpatori - non c’è nessuno che osservi quanto sia davvero strano che non sia ancora venuto il tempo che i cittadini li caccino via e al loro posto  assumano amministratori preparati e qualificati da apposite facoltà universitarie. Che forse sindaci, ministri, presidenti, assessori, governatori, consiglieri, parlamentari e affini, e pertanto onorevoli, vostro onore, sua eccellenza o santità e via dicendo, non hanno fatto il loro tempo, smascherati e smantellati con ogni loro truffaldina retorica?
   Mentre lo Zero-Zero-Virgola-Zero-Uno del Prosieguo Spazio-Tempo (Ved. le Opere fondamentali di Cultura dell’Universo) si sta implacabilmente avvicinando, una delle notizie del giorno è che un esercito di poliziotti ha proditoriamente sparato con ferocia inaudita, facendolo diventare come un colabrodo, a un giovane disarmato il quale, buttato a terra terrorizzato e indifeso non solo non opponeva alcuna resistenza, ma invocava aiuto per cui avrebbe dovuto essere protetto da quello stesso esercito di poliziotti pagato per farlo.  Quei poliziotti sono stati arrestati e processati e infine condannati all’ergastolo per l’omicidio volontario superaggravato da essi compiuto nei confronti di un cittadino inerme? Neanche a parlarne?    E qualche giornalista  e/o cronista  di nera, anziché scrivere e parlare di “tragico errore” e delle scuse ricevute dai familiari della vittima concludendo così e insabbiando la notizia, ha mai denunciato l’episodio nei giusti termini, prospettando l’arresto immediato, l’immediata incriminazione e l’immediata condanna alla massima pena anche dei mandanti di quella azione di criminale violenza, altresì responsabili della successiva omissione di atti dovuti, per primi il capo della polizia, il ministro degli interni, il primo ministro e i responsabili dei servizi mediatici?  E come poi dimenticarsi della Catena Generazionale Geinove Negativo coinvolgente il tutto e i tutti?
   Secondo il Giusrealismo, lo Stato è il responsabile di tutto ciò che, al suo interno, vi accada.     
Di conseguenza, il Diritto Reale ci suggerisce che, in assoluto, e a prescindere da eventuali forme assicurative, si debbano aprire i codici civili e penali e i prontuari di medicina, e lasciarli ben esposti alla luce del giorno, perchè, per ogni reato, sopruso, malattia, incidente, disgrazia o evento comunque ingiusto e delittuoso, di cui il cittadino resti vittima e ne subisca danno, lo Stato responsabile -  il cui compito sovrano è quello di impedire che quanto detto accada - dovrà adeguatamente e immediatamente risarcirlo. Pertanto, quando all’angolo della strada, all’incrocio,  al semaforo, davanti al televisore o in chiesa, i rispettivi sintomi vi chiedono l’obolo o il contributo, rimandateli al mittente, alla Causa, a uno Stato di Usurpazione talmente avanzato, che non riuscendo più a trattenere i propri sintomi, ha ormai rinunciato a nasconderli.  Anzi, nella giostra sintomatica delle promozioni mercantili, vanno sempre  più per la maggiore quei sintomi buffi ai quali, dopo i tradizionali titoli tipo onorevole, professore, principe, sua grazia e così via,  vengono adesso attribuiti come titoli mediatici, gli appellativi grotteschi, data l’antiesteticità dei soggetti, di bello, bellissimo, eccetera eccetera,  quando trattasi in realtà di gente disgustosa e bruttissima: ibridi, sgorbi e mostriciattoli.
   Ma dai! Siate sinceri per una volta, almeno con voi stessi! Non vi sorge fondato il sospetto che sia stato sempre così, e che è per effetto della sintomatologia in progress se oggi diviene tutto visibile e innascondibile, nonostante il superimpegno dei Tolomeo di turno sguinzagliati per cercare di sviarvi in tutti i modi, anche di fronte alla più lampante evidenza? Suvvia, rileggetevi i testi di Storia, raffrontateli a quanto vi circonda del Mondo Basso ignorando quel che dicono i Tolomeo, e scoprirete la miriade di bufale che vi hanno rifilato!  No?   Non è così?  Riflettete.
    Verba  volant,  scripta  manent.  La scrittura resta anche, anzi soprattutto, nel Terzo Millennio, la forma più corretta e difendibile per fornire informazioni in prima persona quale TESTIMONIANZA OCULARE. 
    Abbiamo sperimentate altre forme di divulgazione, le quali si sono ovviamente rivelate di scarsa efficacia o soggette a manipolazioni grossolane, con negativizzazione e invertimento allo scopo di convertirle al contesto per renderle a questo accessibili mantenendo inalterato lo status quo morbosus.        
    Pertanto, a differenza degli scrittori di Bassa Cultura, noi non scriviamo per farci belli o per trovare consensi tra i negativi invertiti. Tutt’altro. Scriviamo unicamente per fornire informazioni provenienti dall’Universo. E, ovviamente, quando – non trovandoci nutrimento necroforo, e pertanto disinteressandosi -  gli aborti e i rifiuti umani ce lo lasciano fare.  Punto.
   Ma va ricordato che lo facciamo utilizzando i linguaggi letterari più diffusi sulla Terra e, con evidente grande difficoltà, imponendo la Lingua Italiana come LINGUA MADRE di Cultura dell’Universo sul pianeta.
   Nel far questo, si è reso necessario uscire preventivamente fuori dall’autofobia soggettiva, disturbo della personalità che sin dall’infanzia affligge gli abitanti della Terra di somiglianza e immagine umana, le cui tre diverse condizioni (paura della solitudine – paura di comportarsi egoisticamente – paura di se stessi) non sono come erroneamente si ritiene indipendenti l’una dall’altra, ma risultano perfettamente legate una all’altra, tanto che la terza – la paura di se stessi – le condensa tutte.
   I bambini sono coscienti che l’Uomo Nero nascosto sotto il letto e il buio circostante acquistano maggiore forza se si cerca di negarne l’esistenza, perchè sarebbe come cercare di negare se stessi, per cui preferiscono non pensarci rivolgendosi a cose “reali” (i genitori, l’orsacchiotto,altri oggetti inanimati) cui aggrapparsi al di fuori di se. E da adulti conservano e potenziano inconsapevolmente questo metodo di difesa da se stessi.  
    Quindi, stiamo scherzando?  Stiamo giocando?   Stiamo forse chiedendo la luna?
   Eppure parliamo a  sintomi  il cui impulso irrefrenabile è l’apparire ad ogni costo: gente disposta a tutto, che tiene le valigie già preparate sotto il letto o nel baule dell’auto, pronta alla fuga con quanto arraffato o, per arraffare ancora,  a mettersi in viaggio entro pochi minuti dalla notizia di una laurea ad honorem, di un party, di una bustarella e di un plico piuttosto pesante o magari di una misteriosa ventiquattrore da ritirare, di un premio e/o di una calamità, un funerale, un disastro o un qualsiasi altro evento importante, per mettersi in mostra, incontrare, intervistare, chiedere voti e consensi, fotografare o farsi fotografare, persone i cui cari possiedono cariche prestigiose ai vertici della cupola, oppure sono ridotti a carcasse carbonizzate o a pezzetti da recuperare.
    Parliamo perciò  al Sintomo Pincopallino, che ovviamente non ci sta neppure a sentire, o al Sintomo Campione Vattelapescachi, il quale essendo per l’appunto campione pure. 
   Ma via, chi ci sta dietro e muove le fila lo sanno tutti.   Districandosi faticosamente, e sguazzando pericolosamente  sulle sabbie mobili di un marciume in costante crescita inarrestabile, ci si industria in tutti i modi per mantenere in piedi questa baracca mostruosa e orripilante, la DISUGUAGLIANZA ECONOMICA, che fornisce ricchezza e benessere bestiale a pochi e alimento di sopravvivenza altrettanto bestiale al restante esercito di parassiti e invertebrati, che strisciando ne raccolgono gerarchicamente le briciole:  ecco l’INFERNO EMBRIONALE, l’Organizzazione sociale Negativa Invertita.
     In quel letamaio, gli obsoleti, prescritti, rimossi e in dissolvimento, giacevano con gli scheletri ronfanti adagiati su letti rifatti sotto il cui materasso non c’era più il contenuto del bottino, da quando si era passati alla cassaforte e infine al conto bancario, i cui rendiconti stavano lì, sul loro petto osseo e bitorzoluto, pulsando al posto del cuore.  E quando la luna gelida e argentata dall’ombra dei palazzi dirimpetto cadeva sui loro teschi, sbirciandosi sui vetri della finestra essi ebbero il sospetto di essere soltanto involucri e zavorra.   Cose da buttare.
    “Ora  non  si  vorrebbe arrivare a un confronto diretto con il fumo”, esordiva un oratore comparso all’improvviso  con  la  luna da luoghi lontani: “Il fumo serve a
nascondere e a promuovere ben altre situazioni   a   rischio  di  mortalità,  per  cui  non   ci   si   ferma   mai   iniziando   dall’imposizione, praticamente giornaliera, dell’aumento dei costi e finendo quanto prima al divieto totale, cioè al proibizionismo inteso ad attivare uno dei più grandi business del mercato”.   E subito dopo, interrompendo i primi timidi applausi, proseguiva soffermandosi sui pericoli per la salute pubblica e familiare provocati dalla promiscuità incontrollata: “Il reperto igienico-sanitario, di situazioni a rischio delle componenti familiari, risulta compatibile con l’obbligo di avviso della pericolosità sociale e familiare, in presenza di pratiche adulterine sia attive che passive e sia di fatto che confortate – con riferimento alla natura del rapporto matrimoniale  - da rogito notarile, comunque da precisare nell’avvertimento che per il momento è da esporre con illuminazione soltanto di sera e nelle ore notturne”.     Si era di conseguenza consapevoli che la realtà prima o poi avrebbe superato qualsiasi immaginazione.   Perfino la satira politica era stata soverchiata dai fatti reali.   Oggi, con la visibilità che viene loro concessa, sono gli stessi politici a praticarla con grande successo. Solo a guardarli fanno ridere e non hanno più bisogno di interposti aborti e rifiuti umani. Gli Scaramouche  hanno fatto il loro tempo.
   E hanno fatto il loro tempo, soprattutto nel campo del lavoro, sostantivo maschile monco perchè vorrebbe significare, per gli analfabeti intellettuali, oltre l’impegno fisico con un fine determinato, anche quello intellettuale, per cui  - in ogni caso – “pur non capendo un cazzo”, il ladro, l’assassino o il truffatore, stanno semplicemente lavorando, come lavorano del resto secondo il linguaggio comune i loro rappresentanti più illustri e significativi: capi classe, politici, collaboratori e affini.
   Sto soltanto facendo il mio lavoro”.   Non ci suona forse familiare?  Lo sentiamo dichiarare da ogni parte.    E, se guardiamo bene, ci basta frequentare i luoghi di lavoro per identificare immediatamente il contesto e le sue componenti.   La dove giace la carogna, è il pasto; e la è dunque il lavoro, la si vede costretto ad affollarsi chi non vuole restare disoccupato, li ci si impegna con un fine orribilmente determinato.
   Perciò,  la  mancanza di puzza sembrerebbe costituire, in questo luogo vomitoso che fa degli odori  una  delle  sue  attrattive,  la  principale  carenza  dell’arte,  intesa   come  riproduzione  della  realtà, ledendone gravemente ogni credibilità e privandola di ogni valore.
    E  tuttavia  tale  mancanza  resta  l’artefice,  probabilmente  unica,  del  successo  e dell’attrazione diffusa come fuga dalla realtà nei confronti della comunicazione, in particolare dell’informazione e della politica oratoria, ma anche dell’arte in genere: letteraria, scultorea, pittorica, fotografica, cinematografica, televisiva...
    Basti pensare alla credibilità di certe scene sessuali contornate in letteratura, a teatro, al cinema, alla televisione, ecc., anziché dalla puzza, da brani poetici e/o musiche soavi o di altri scenari con brani drammatici e musiche più seriose e aggressive, riproducenti stati di violenza e di dolore, di sofferenza interiore e di morte.
   Il fatto è che l’alfabeto degli odori è risultato finora intraducibile, insieme al tatto e al gusto anche se per motivi ben diversi, nella trasposizione della realtà sia in politica, sia nell’informazione e nell’insegnamento, e sia nello spettacolo e nell’intrattenimento.  E questo è gravissimo, perchè si possono chiudere gli occhi davanti all’orrore o alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti alle stecche del testo musicale fedelmente suonato dai musicanti in carica, immobilizzarsi per non toccare qualcosa di estremamente affascinante o sgradevole e chiudere la bocca per bloccare la salivazione e impedirsi di gustare, ma è assolutamente impossibile sottrarsi all’olfatto che salvo particolari stati patologici risulta essenziale quanto il respiro per vivere.   Nella loro fuga dalla realtà, le riproduzioni artistiche, cinematografiche, letterarie, televisive e di cronaca giornalistica, contraffatte con l’intenzione di renderle paradossalmente più reali mediante l’uso del sonoro, del colore e della sofisticazione delle immagini, non solo hanno finito di rendere in pratica la realtà irriproducibile, ma hanno dato modo di dimostrare quanto ciò divenga di fatto impossibile, non per ragioni di decoro e di dignità davanti ai “cattivi odori”, ma semplicemente per mancanza del soggetto originale, cioè della  stessa  realtà  –j9, essendo questa talmente laida e puzzolente, nonché obsoleta  e  pertanto  spettrale  ed  evanescente,  da  risultare, nonostante i trucchi e i mascheramenti olfattivi, intrasferibile dalla sua collocazione naturale.
   Forse la peggiore delle superstizioni, e probabilmente la più antica perchè risalente alla preistoria pagana, permetteva di distinguere dall’odore l’amico dal nemico.   Ma oggi, nel corso della storia pagana, altre superstizioni sono sopravvenute e si sono succedute, mentre la puzza di pesce, di sudore, di aglio, di bocche con desti guasti o intestini avariati, di cibi adulterati, di orina e di escrementi, di decomposizione e di malattie tumorali, rimane più o meno tale e quale, anche se come abbiamo poc’anzi osservato c’è da considerare che la stessa realtà viene manipolata e truccata dall’uso dei deodoranti e dei profumi, per cui di odori davvero naturali restano quelli più sgradevoli legati ai rapporti più intimi: sessuali o relativi ad altri bisogni corporali.   Insomma, in un tale contesto, la puzza di merda trionferebbe su tutto!
     E allora di che stiamo parlando?   L’atto del cittadino che inviti i politici a indire referendum popolari per stabilire se ai parlamentari eletti spettino oppure no emolumenti e privilegi, e in caso affermativo il loro ammontare e ogni eventuale futuro aumento o riduzione, risulterà una voce nel deserto, il gesto di un folle, oppure il tentativo di salvare la faccia della propria Nazione, gettando fumo negli occhi dando una parvenza di legalità al crimine organizzato dallo Stato di Usurpazione relativa?
   Al  Capone, Lucy Luciano, la mafia russa, svedese, francese, cinese, cispadana e compagnia bella,
non sono usciti dal nulla, ma semplicemente risultano il prodotto specifico dello STATO CRIMINALE, posto in essere dalle Nazioni, di cui ricalcano le orme riciclandone le norme usurpative.
     Quindi  chi    personalmente  o  per  interposta  persona  a  lui cara  – si trovi in stato di estremo
bisogno, gravemente malato, moribondo, con l’acqua alla gola, esca dal paradosso e la smetta di rivolgere preghiere idiote allo Spirito Maligno, causa del proprio male, cioè a se stesso e all’inventario di se stesso – conto in banca, casa, catapecchia, soffitto, mura, gabinetto – ma si adoperi per l’anticipazione dei tempi.
     Siete  rimasti  vittime  di  mobbing o siete stati molestati sul posto di lavoro?  Siete handicappati,tossicodipendenti o vi hanno diagnosticato un tumore maligno, una grave forma di leucemia?   Siete risultati positivi al test HIV oppure vi hanno dato solo sei mesi di vita?  O è successo ai vostri cari? Siete stati abbandonati dal vostro partner?  Avete perso il lavoro? Non lo avete mai ottenuto?  Siete disoccupati o non riuscite a trovare un’occupazione decente conforme alle vostre capacità e aspettative?   Siete finiti in pasto ai dottori, agli avvocati, ai magistrati, agli strozzini o ad altri avvoltoi?   Non vi siete mai trovati in queste situazioni? Purtroppo, prima o poi vi ci troverete.   Ebbene, qualsiasi fatto spiacevole, qualsiasi dolore, qualsiasi sofferenza fisica o psicologica, qualsiasi amarezza, ingiustizia, malattia, morte, avreste potuto evitare (e potreste evitare in avvenire)  con  la disattivazione dell’Organizzazione sociale di Disuguaglianza Economica relativa  delle Nazioni.          
    Inorridiamo, rabbrividiamo, ci viene la pelle d’oca alla semplice vicinanza dei nostri nemici: i negativi invertiti, gli esseri immondi, le persone fisiche simulate umane, i rifiuti e gli aborti di vita, a causa dei quali ci tocca di invecchiare, ammalarci e morire.   
   Tuttavia, anche se restando qui,  tra  loro, costretti a tapparci il naso, li amiamo come amiamo noi stessi; e tra poco spiegheremo chiaramente il perché. Per adesso, lo confermiamo: l’amore se autentico vince su tutto.
   Certo, è difficile crederlo, osservando gli zombie, i buchi neri e i loro campioni trascinarsi, barcollanti e striscianti, dietro i propri passi. Ed è difficile crederlo, perchè si è poi così sicuri che i campi di transito per i campi di sterminio, rimangano un’invenzione del ventesimo secolo? I luoghi di attesa, le stazioni ferroviarie in disuso e i binari morti, vengono nascosti al mondo sin dai primi percorsi dei treni pendolari osteggiati dagli abitanti dei territori invasi. Ma, mettendoci nei panni degli storici, ci si scambia delle bugie affettuose. Come Testimoni di Geova, si finge di aspettare l’arrivo di un treno che non arriverà mai e, aspettandolo, si invecchia, ci si ammala e si muore. Ma lo si fa discretamente, con dolcezza e pudore.  Gli anni echeggianti di voci flebili, poco più che sussurri, sono deceduti da tempo, e i loro fantasmi fanno parte della coreografia della storia. Al di là della lunga attesa di ombre sempre più fitte e compatte, filtravano dei rigagnoli di luce sottile.   I musicanti cambiavano con le generazioni, e così ogni generazione credeva di essere la generazione del cambiamento, la generazione moderna, ma che poi, sempre più vecchia e decrepita e finalizzata a risultati patogeni in graduale progress, come le precedenti si limitava a scorrere l’elenco nominativo dei candidati, reiterando nell’urna la scelta qualunquistica tra il cancro e la leucemia, scambievolmente ora al governo e ora all’opposizione fittizia di un corpo sociale contaminato, usurpato  e ridotto  in stato di irreversibile disfacimento.
.  Per  tutte  le  generazioni,  razze  e nazionalità,  un  lavoratore  e  una  casalinga nostalgici  e dalle
caratteristiche caucasoidi, vale a dire europee, imprecavano contro gli strumenti musicali appellandoli teste di cazzo, coglioni, pezzi di merda, perchè responsabili dell’inflazione selvaggia provocata dall’introduzione in Europa della moneta unica non sostenuta da una cassa comune.   I prezzi sono raddoppiati e, per insufficienza di denaro, nessuno compra più niente e i negozianti chiudono bottega.   “Bastava adeguare gli stipendi al nuovo costo della vita. Anzi, bastava semplicemente ripristinare l’indennità integrativa speciale, e invece ci stanno portando alla rovina!”   
      I  beccamorti al governo, allertati dopo l’onda anomala e il susseguirsi crescente delle anomalie, dal proliferare di carogne, cioè del loro alimento naturale, affermavano che era tutto sotto controllo e di non credere ai nostalgici della vecchia moneta.   I soldi ci sono. Provare per credere.   “Per esempio”, spiegavano:”noi, sia del governo di maggioranza che di quello di opposizione, ne abbiamo i portafogli gonfi e con l’avvento dell’euro ci siamo dovuti comprare un portafoglio doppio.   Che dire poi del successo dei banchetti a base di maialini al latte, per i quali neppure gli animalisti, l’Unicef o i musulmani hanno avuto nulla da ridire?   Il progresso è un processo irreversibile: quello che ieri era malattia, oggi, siccome incurabile e sempre più appariscente e dilagante, per effetto della sintomatologia viene considerato sanità come ogni fenomeno corruttivo.    Oggi  andiamo a  braccetto con i trans, gli  animal,  gli omo e i  sadomaso, domani ci andremo con i  pedofili.   Chi se ne frega dei lavoratori e delle casalinghe nostalgici!”.
      Un europeo del nord, cambiando improvvisamente discorso, argomentava contro le popolazioni dell’Islam: “Gli puoi fare qualsiasi cosa: bombardarle, derubarle, ammazzarle, distruggere le loro case, portargli via tutto, costringerle alla fame e alla sete con le più ingiuste sanzioni economiche, e sopportano senza reagire, perché neppure degli atti terroristici si ha poi la certezza che non siano gli occidentali a orchestrarli.  Però, se appena si sentono prese in giro con le vignette, ti fanno la guerra. E’ pazzesco! Pensate un po’: la guerra delle barzellette!”
   E, quando gli facevano notare che, in fondo in fondo, tutte le religioni sono più o meno delle barzellette, insisteva, convinto, con il dichiarare: “Appunto. Islam contro Occidente: è la guerra delle barzellette!”  
   E c’era un primo ministro che sbraitava, sventolando i documenti che aveva in mano: “Non ci credete? Guardate qui. Le casse dello Stato sono diminuite di trecentomila milioni di euro che non sono finite nelle nostre tasche, ma in quelle dei cittadini, naturalmente selezionati tra gli  amici e tra gli amici degli amici”.
    Ma la discussione si faceva sempre più accesa: dopo un lustro o giù di lì il bilancio si era rivelato assolutamente disastroso. L’inciviltà, divenuta comunitaria, si allargava a vista d’occhio e la promiscuità con gli animali non aveva più ritegno.   Se incontravi un conoscente e gli chiedevi  come stava il suo cagnolino o il gatto, questi ti rispondeva infuriato: “Si chiama Arturo!”.   Arturo.   Ci  ricorda qualcosa o qualcuno.   Che colpa ne ha il governo se i commercianti, ciò che costava mille vecchie monete, lo hanno subito arrotondato ad un euro, esattamente il doppio?   Però, si obiettava, il primo ad arrotondare, raddoppiando e subito dopo perfino triplicando, è stato proprio il governo.   La tassa sul maggiore prodotto nazionale e planetario, vale a dire l’immondezza, che era di quattro rate da 52 mila vecchie monete ciascuna, è stata immediatamente arrotondata a 52 euro e, dopo un anno di proteste dei cittadini, a 74 e immediatamente dopo a 109 euro con la scusa dell’aumento del costo dello smaltimento dei rifiuti e del conseguente deficit delle casse nazionali, in realtà causato come sempre dal solito mal governo dei Mangia-Tu-Che-Mangio-Anch’io-Alla-Faccia-Del-Popolo-E-Dei-Lavoratori.   Ma tanto cosa cambia se lo spartito è sempre quello?
        Infatti, dopo tutti questi anni, si sta ancora suonando e cantando la MUSICA DELLA STECCA, e i danzatori volteggiano leggiadri incuranti di un lucchetto che, con una lunga catena, spranga le porte delle vetture di coda, contenenti gli strumenti musicali.   Ma le vetture stridono sgradevolmente sulle rotaie, mentre i passeggeri si rifugiano sotto i sedili tappandosi le orecchie con le mani per proteggersi forse più dalle stecche dei musicanti che dallo stridore delle rotaie. E le generazioni   stavano   tutte   lì,  impacchettate  con  i   loro   strumenti,  nei   sacchi  postali  di   uno Spazio-Tempo Finito che scricchiolava con ossa doloranti contro il proprio omega. Cos’altro?  
   Le onde avevano inghiottito alcune cittadine e alcuni villaggi della costa: il litorale sabbioso si trasformava durante l’inverno e presto ogni altro paese sul mare sarebbe scomparso e finalmente anche  in  montagna  avrebbero avuto la casa al mare, anche se con edifici in condizioni disastrose, i tetti  sfondati,  porte  e finestre rotte e sbarrate da assi marcite, i giardini invasi da arbusti ed erbacce tra l’intrigo della vegetazione selvatica.
   Le baldracche della televisione, del governo e della politica, raccomandavano la massima fiducia nell’autorità costituita, perchè tutto si sarebbe aggiustato.   Tuttavia, appena ci videro, si abbassarono le gonne o i pantaloncini sulle cosce con fare pudibondo.   Nonostante i culi, le tette e i genitali al vento, anche in quell’occasione non avevano perduto il vizio della pudicizia spicciola e a buon mercato perchè,  malgrado il progresso e il continuo cambiare delle mode, il baldracchismo al femminile o al maschile, pubblico o privato, rimane rigorosamente fedele alle proprie tradizioni puritane.  
   Si pettinavano i capelli colorati o i crani, dalle ventidue ossa a mala pena saldate tra loro affinché la calotta risultasse una sfera rigida in un interno chiuso e perfettamente vuoto, lucidati con vero olio vegetale; e affermavano di amare gli ospedali per l’odore di antisettico, la pulizia dei locali, le uniformi sciatte delle infermiere e le divise vivaci dei dottori, i letti sempre rifatti, le flebo, le siringhe, i termometri, i misuratori di pressione arteriosa, gli stetoscopi, le barelle, le carrozzelle, le sale mortuarie e le macchine misteriose che si intravedevano lungo i corridoi dietro le porte socchiuse; ma soprattutto per tutti quei malati che si accasciavano o strisciavano acciaccati e doloranti, specialmente i moribondi che rantolando mettevano in fermento i malati in lista di attesa perchè si stava per liberare un posto letto, e per le tantissime malattie in continua crescita ed espansione, sempre più affascinanti con i loro nomi esotici, in codice o in gergo medico-sanitario.  
Ne amavano ogni cosa.
   Ma  il loro amore più grande era per la tappa successiva, per il grande cimitero con le schiere delle tombe marmoree dotate di epitaffi sfavillanti sotto le croci e le sculture che svettavano oltre l’ombra dei cipressi.
    Ma amavano parlare soprattutto di se stessi e dei propri seguaci, della spazzatura Evidentista, Disconoscimentista e Travestitista, di cui facevano parte con gli altri sintomi e i campioni, confessando di odiare e di amare a comando, secondo le regole, le mode e gli ordini ricevuti, tuttavia convinti di operare per il bene di tutti e di essere portatori attraverso se stessi di una  sostanza comune,  ostentando l’espressione assente dei Nessuno-vive-più-qui-da-tanto-tempo, così che, quando sbagliano, il loro errore andrebbe sicuramente attribuito a tutti, confermando il luogo comune dell’errare sostanzia comune est :  “Che piaccia o no ai media, quali corruttori specifici e propagatori specializzati della sostanzia maligna, i quali ne vorrebbero magari l’esclusiva,  ma che come i loro colleghi, come ogni spazzatura, come tutti gli agenti patogeni adibiti alla propagazione di se stessi, cioè della sostanza comune, svolgono semplicemente il proprio lavoro da vendere alla gente”.   Merda!   Era questa la sostanza comune?
       Dalle  televisioni  le  voci  roche  che  gridano  secchi  rimproveri, con timbri bassi e la cadenza
dei conduttori tv, seppure regolarmente armati di coca e di tubetti di preparazione H, disperati per il crollo imprevisto dell’audience: “Tornate indietro, brutti stronzi. Rimettetevi le ciabatte!” Poi si sentiva cigolare un catenaccio all’interno, e la porta si spalanca mostrando lo zampillio di una fontana e il fruscio delle foglie cadute nella brezza notturna.
   Secondo le informazioni provenienti dal Primo Cristianesimo, gli anticristiani sia d’occidente che d’oriente, si parlano addosso senza sapere quel che vanno facendo e dicendo; e oggi, che il Cristianesimo Originale Neutro, per opera del Cristianesimo Positivo Rivoluzionario si è realizzato assumendo il nome di Universalesimo  o Cultura dell’Universo, ne è molto più chiaro il perchè , soprattutto il “perchè” gli anticristiani sembrano dormire fino alla morte mentre i re, i capi di stato e i loro collaboratori dell’esecutivo, del legislativo e del giudiziario, secondo la rispettiva competenza promulgando,  rappresentando,  governando,  legiferando  o  giudicando,  e  buttando  così  costante
benzina  su  quel  loro  mondo  di  carta  straccia,  danno  fuoco  alle  proprie Nazioni accusando del misfatto i cittadini alla maniera di Nerone.
   Ma la cosa più spaventosa,  era  che i sintomi presi per campione da quel campionario perverso, si picchettavano con le dita uno con l’altro come degli specialisti, e si esaminavano gli occhi, la bocca, la lingua, informandosi sul reciproco stato di salute e chiedendo notizie anche dei rispettivi familiari.   Secondo la moda del 700, rimasta forse insuperata per l’eleganza e la raffinatezza fino ai giorni d’oggi, i sintomi campione i quali, oltre che per diletto, praticavano il calcio per professione, cioè per fare soldi, indossavano come su un set cinematografico, televisivo o teatrale, camice di seta jabot viola e ruches bianchi ai polsini, calze di seta, giacche blu o rosso bordeaux, panciotti di velluto verde oro e scarpe eleganti di fabbricazione italiana con fibbie di cuoio nero.   E se ne andavano in giro, abbardati con questi costumi costosissimi, accompagnati da “veline” che indossavano solo culi e tette sulla pelle.   A quei tempi, però, i corvi morti giacevano davanti alle case, essendo deceduti durante l’attesa dei cadaveri ambulanti che uscivano, il mattino o a tarda sera, dalle porte di legno massiccio.   Mentre oggi, invertitisi i ruoli, sono i cadaveri ambulanti che sulla strada aspettano l’uscita dei corvi morti dalle case, per prenderli con loro e risputarli nel mondo.   All’altro capo del quale, in un bacino disteso come una grande conca boscosa, una leggera foschia discendeva quel dolce isolamento collinoso e copriva la terra sottostante in torbidi pendii.   In quel luogo, come l’esistenza interrotta degli Incompiuti, l’acqua nasceva limpida e filtrava attraverso campi di magnolia, giacinto, rododendro, ginestre, palme, narcisi, gelsomini e tuberose d’agosto, tra sorgenti e fontane, gorgogliando in ruscelli e rigagnoli incontrollati, fino alle città, lungo strade e vicoli nascosti, in quartieri fitti di case, in piazze deserte, sfociando in fanghiglia, grattacieli e sudiciume.                
   Ma, a proposito di fanghiglia, grattacieli e sudiciume, e per restare in tema di calcio e quindi in ambito europeo – essendo il calcio in Europa il fatto sociale più eclatante e importante, il più essenziale e il più trainante, risultando il faro dello scibile sociale – ci è doveroso ricordare che esso muove le masse e i denari, e pertanto ogni altro comparto del corpo sociale, per cui si costituisce campione ed esempio di ciascuna Nazione, inventandosi regole proprie, corporative, a ricalco di quelle nazionali e, come tutti i corporativismi e i settorialismi, quasi sempre contraddittorie e in conflitto  sia tra  di loro che con quelle generali, inscenando le così dette “lotte tra poveri” tanto care agli Stati Nazionali di Usurpazione per le ragioni storiche e contingenti che tutti conoscono.
    Come in altre patologie specialistiche – per esempio le religioni – la calciofobia (da non confondere con il feticismo dei piedi) prende il gioco del calcio, e in particolare un determinato club calcistico, a pretesto di una aggregazione psicotica dei calciofobici (i così detti “tifosi”, che la letteratura religiosa definirebbe, secondo il proprio codice specialistico, “fedeli”), i quali in realtà “tifano” di fatto per se stessi e per il chiuso di se stessi, inscenando recite, rituali e atteggiamenti parossistici volti al simbolismo, che ricordano oltre il vuoto esistenziale e la mancanza di valori – comune ad ogni altro settore del corpo sociale dominato dal Male Perfetto – le morbose adunanze patriottiche di una antica o più recente Storia.      
    Per  farla  breve,  dato  che  la  nostra  è  solo  una Memoria trattandosi di cose note e arcinote, nel calcio si impongono regole soltanto nel basso.   Per essere ammessi ai vari campionati – prescindendo dai risultati sportivi, che alla fin fine non interessano nessuno, perchè rigorosamente soggetti a quelli di una economia sistematicamente diseguale e degradata, e ricalco fedele della Natura Negativa Invertita circostante – viene imposta ai club una certa disponibilità finanziaria non “debitoria”, stabilendo un limite sotto il quale non si può andare, ma sopra si, naturalmente, e naturalmente senza alcun limite, dunque, selvaggiamente, all’infinito relativo di un pozzo senza fondo, risalendo i gradini della cupola nella quale i titoli sportivi ovviamente contano sempre meno, fino a scomparire del tutto sostituiti apertamente da quelli della cupola stessa. Per cui, circola la voce che se uno spettatore calciofobico, presunto tifoso di un club sotto cupola, ossia non ai vertici o comunque minore,  lancia una monetina in campo, scatta la responsabilità oggettiva con punizione per la sua squadra,  mentre se un dipendente stipendiato di un club della cupola viene sorpreso con le mani nel sacco  a  drogare  i  giocatori  di  tale  club, oppure a manipolare gli arbitraggi, i media, i finanziamenti  di interesse comune riguardanti tutti i club o  a compiere altre nefandezze, non scatta proprio niente all’infuori del totale disinteresse della cupola tramite la recita buffa delle tre scimmiette, ovvero – quando non se ne può proprio fare a meno per le proporzioni  di uno scandalo reiterato e dilagante che coinvolga l’intero assetto della cupola a causa di lotte intestine per il ricambio dei vertici  o per il regolamento dei conti tra malavitosi –  ricorrendo alle dimissioni dei personaggi da avvicendare,  con inevitabili e patetiche  resistenze di quelli maggiormente incollati ai vari sgabelli, troni e poltrone, che gettino comunque  fumo negli occhi e accrescano l’illecito.  Così che, quando si riparte, si è sempre più sporchi, dato che delle due mani è sempre una sola, quella del lavoro sporco, che si finge di lavare. 
    Che  strano!  Ci  ricorda  il regime baro dell’asso nascosto nella manica e del congegno a calamita nascosto sotto il tavolo della roulette, o forse qualcosa di molto peggio.   Ci sembrerebbe quanto meno di ricordare che, in un qualsiasi tipo di gioco, anche se truccato, se vengono posti dei limiti in basso, questi debbano essere imposti anche per l’eccesso, stabilendo un limite anche nell’alto, o meglio (quantomeno per la funzionalità del trucco) se non l’identica disponibilità finanziaria dei partecipanti,  in  subordine  almeno un limite medio valevole per tutti, altrimenti – come avviene nel gioco delle carte – si “sballerebbe”. E che dire degli errori arbitrali, documentati da prova televisiva, per  i  quali,  sebbene  lautamente  pagati  (quanto  meno  nelle  massime  divisioni)  per  applicare il regolamento  e   farlo  osservare  ai  calciatori,   e   non    per    violarlo,   gli   arbitri   non   vengono squalificati   e   multati,   destinando   a  titolo  risarcitorio  l’ammontare  delle  multe  alle società di calcio da essi danneggiate?  E perché, quale deterrente alla violenza preordinata, ai calciatori che commettano interventi violenti non vengono comminate le giornate di squalifica proporzionate ai danni provocati?  Però, attenzione: se sentite parlare di “perfezionamento”, di “nuovo”, di “ripartire da zero”, di aver fatto o di voler fare “pulizia”, tremate. Perché il peggio è sempre da venire e, se non si butta alle ortiche la vera causa, che non è il denaro come scioccamente si crede, ma la disuguaglianza economica, non c’è proprio niente da fare. Il Male Perfetto sta sempre lì, all’ingrasso. E, d’altro canto, come si dice? Il più pulito c’ha la rogna. Per cui, con  risultati patologicamente scontati, è sempre da lì che si riparte...
   Nel Padrinato Storico ricorrente, nazionale e/o internazionale, gli esponenti dei vari partiti di governo, di maggioranza o di opposizione, personalmente o tramite le loro baldracche etero,  omo, bisex  trisex o multisex, rassicurano i cittadini che il mercato è libero, la competizione regolare, il lavoro e la disoccupazione cadono dal cielo, l’uno con il tempo buono e l’altra con la tempesta, e che quindi il loro non è il Paese degli Allocchi, ma dei Balocchi. E, naturalmente, anche nel calcio si fa finta di crederci, riesumando di tanto in tanto il famoso detto sportivo: “Limportante è partecipare”, corrispondente all’altrettanto famoso, ma più antico: “Meglio una vita schifosa che niente”, che ci riporta al: “Prendere o lasciare” da decidere in ginocchio con una pistola puntata alla nuca.
   Pertanto, la spartizione della ricchezza fa si che ai primi club della cupola, di per se stessi già ricchi rispetto agli altri, e ammesso che siano tre, vada il 97 per cento delle disponibilità finanziarie  e il restante 3 per cento ai restanti club (di per se stessi già poveri), per la distribuzione gerarchica.
   La ripartizione finanziaria sulla base della meritocrazia che tenga conto non dei risultati futuri ma di quelli trascorsi ottenuti dai club, che i più accaniti sostenitori del pregresso visibile nello status quo morbosus,  pongono a pretesto della tesi dell’arbitrio, è un vicolo cieco il quale ricalca fedelmente il Cerchio Chiuso Alfa-Omega del Male Perfetto, in quanto essa, meritocrazia, è stata infatti con lo stesso metro illecito stabilita dall’arbitrio, risultando perfettamente illegittima e pertanto da escludere, in assoluto; tanto più perchè riferita al passato, al concluso, alla morte, a cui cerca di conformare il presente e il futuro, in tal modo sopprimendoli imponendo la reiterazione geinove negativo.  Lo scandalo italiano, esploso come un micidiale tsunami planetariamente emblematico, non è certo arrivato  come un fulmine a ciel sereno. Il cielo era, da sempre,  nuvolosissimo e buio, e tutti sapevano, ma come al solito erano talmente impecorinati  al sistema criminale di Disuguaglianza Economica Relativa che, se si fossero messi sotto intercettazione anche i telefonini dei politici, dei magistrati, dei finanzieri, dei giornalisti, dei poliziotti, dei militari e del restante esercito dei vattelapescachi, non ci sarebbe rimasto nessuno a raccontarlo, mentre allo stato attuale i più corrotti, soprattutto le baldracche mediatiche con quelle loro orrende facce da “idiota di successo” – e con particolare riferimento a quelle conduttrici dei programmi televisivi  taroccati, delle moviole fasulle e dei peggiori baubaubaublablabla opinionistici - se ne restavano lì, zumati, in primo piano, ad arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di salvare le poltrone dei loro padroni e, tramite queste, le proprie. Per non parlare dell’altra mano, quella dei “poteri forti”, dell’alta finanza, della politica dello spiritismo e dell’invisibilità del dietro le quinte, quella che la fa sempre franca, cioè quella riferita alla marmaglia immonda degli intoccabili…la mano spettrale degli impalpabili nella quale il mercato delle tessere regalate –  o magari si trattava di semplici componenti di un linguaggio in codice -  ai chi e ai perché da decodificare e approfondire in quanto la renderebbero curiosamente visibile, passa inosservato perché disconoscimentista, e quindi non indigna, non fa scrivere un rigo, è soltanto  normale routine di quella prassi a e per che ben conosciamo. Così che, dopo oltre un secolo di Storia del Pallone, tramandatasi di generazione in generazione come La Più Grande Balla del Pallone - e dopo un anno dalla precisa e dettagliata denuncia di un direttore sportivo, senza che nessuno si sia sentito in dovere di muovere un dito, nonostante gli obblighi istituzionali, funzionali, informativi e operativi, imponessero il contrario - la tabula rasa, il colpo di spugna, si è rivelato una sbronza collettiva allegramente consumata a base di tarallucci e vino. E da qui pronti a ripartire, euforicamente spinti da quella energia etilica che li rendeva simultaneamente dritti e  traballanti come birilli.  E poi, come si dice? Come prima, peggio di prima. Perché, quando si riparte, dopo ogni avvicendamento relativo, cambiano i musicanti, ma la musica resta  sempre la stessa. Per cui, quel sempre “meglio”, strombazzato ai quattro venti (cioè quel sempre “peggio” del progresso maligno della STECCA INFERNALE), è garantito.  Sarebbe stato invece davvero suggestivo pensare ad una sorta di giustizia anticipata,  anche se soltanto relativa, che distribuisse le pene ai club e alle persone fisiche coinvolte, e spalancasse ai tutti i cancelli delle patrie galere per restarvi cordialmente ospitati, in proporzione ai patrimoni e ai conti in banca posseduti, come del resto se ne riparlerà  tra poco, nei dettagli. Ma, nella storia del calcio, la mano “divina” del dio della truffa, che fa vincere i mondiali, è qualcosa di più di un emblema..  Non è un caso, ma è infatti emblematico, che Calciopoli sia diventata campione del mondo e che il migliore giocatore dei Mondiali si sia rivelato forte soprattutto “a capocciate”.
    E’  la  ragione  per  cui  il  croupier  non  ha  più  bisogno  del  congegno truffaldino pionieristico nascosto sotto il tavolo, avendo egli il potere di condurre il gioco apertamente, facendo cadere la pallina esattamente dove gli venga ordinato. L’unico mazzo di carte, è stato sostituito da una varietà pluralistica e incredibile di tantissimi mazzi di carte, che appaiono e scompaiono tra le mani dei giocatori privilegiati  i quali, a piacimento e secondo la gerarchia dei privilegi, li utilizzano osservando la distribuzione preordinata dalla cupola. Nella calciofobia la corruzione non è considerata corruzione, ma semplicemente sudditanza. Sudditanza a che cosa? Al Male, ovviamente.  E invece neanche a parlarne. Sudditanza economica? Arbitrare nella massima divisione comporta un sacco di denaro e privilegi che significano anch’essi soldi.   Tuttavia, poiché per i negativi invertiti l’ineluttabilità della Disuguaglianza Economica che li affligge  discenderebbe dallo Spirito, dalla Psiche, invero più semplicemente dalla Mente, essa viene definita sudditanza psicologica; e, d’altro canto, se si pensa solo al denaro, e di conseguenza ad arraffare quanti più soldi  possibile, e a fare carriera assoggettandosi alla psicologia del denaro e dei soldi facili, lo si fa vassallamente, in quanto sudditi del Dio Denaro, ovvero più propriamente - essendo il denaro,  come la televisione o ogni altro mezzo di gestione sociale, soltanto uno strumento innocuo – della gestione negativa invertita,  vale a dire del Dio Disuguaglianza Economica. E tutto ritorna.  La sudditanza economica e la sudditanza psicologica sono l’identica cosa.  Quello che non ritorna mai, perchè da sempre assente, è il senno, la ragione, ineluttabilmente mancante agli obsoleti, nel nostro caso particolare agli aborti e rifiuti umani calciofobici.    Così che la trasgressione, la violazione, il crimine, imposti dal Sistema Geinove Negativo come norma, hanno fatto si che il trucco sia divenuto arte dell’evidenza conforme alla sintomatologia in atto, la quale, paradossalmente, compare  costruita  su  una  perfezione  normativa  talmente  invisibile,  misteriosa   e fascinosa che, quanto  lo  Spirito  Maligno,  ingannevolmente   evince   in   prospettiva   una  visione meravigliosa, come gemma di rosa in fioritura  che poi appassisce e si perde tra le spine. .
    Tanto per gradire, coinvolgendo anche la così detta “aristocrazia” nella visibilità del trucco, sul tema “intercettazione e pubblicazione giornalistica delle intercettazioni telefoniche riguardanti i sintomi campione”, nel Mondo del Male Perfetto non si vuole ammettere che il sintomo campione abbia perduto la sua identità di semplice persona fisica simulata umana e sia divenuto un esemplare pubblico emblematico del contesto maligno da tenere -  in quanto privo di ogni privacy – costantemente in debita evidenza .   Risulta chiaro come i sintomi campione perseguano i privilegi e gli onori della loro rappresentanza, rifiutandone però gli inevitabili obblighi relativi al proprio status di costante visibilità. Eppure Noblesse Oblige.  Oppure no?         
     In  realtà  poi  nessuno se ne meraviglia più di tanto. Perchè alla fin fine sono tutti stufi dei rituali. Qui ci si annoia del vivere ripetitivo, in cui non si corre alcun pericolo, dato che i preti si limitano a  spruzzarti dell’acqua in testa, quando altrove si cerca per lo meno di annegarti. 
 Si  voltarono  in  direzione  del  fiume e videro i battezzati riemergere sputando acqua.  Si trattava probabilmente di battisti primitivi. Ma alcuni dicevano che se avevi voglia di parlare con Dio, potevi farlo tranquillamente e gratuitamente, senza bisogno di andare in chiesa o di rivolgerti a intermediari.  Salve, Dio. Chiacchieriamo un pò tra di  noi?” Tutto qui. Non c’era altro da dire.   E molti sostenevano di averci chiacchierato per un bel pò, parlando del più e del meno, e senza spendere un Cent.  E chissà perchè, seppure pazzi furiosi o squilibrati, come del resto i fanatici religiosi e i frequentatori di chiese e ammucchiate ritualistiche varie, si cercava - nella premessa che Dio impersoni la verità assoluta - di farli apparire sani di mente e perfino saggi avendo risparmiato un bel pò, per lo meno quanto gli scienziati, i magistrati e i burocrati impegnati, similmente ai sacerdoti in chiesa,  a  riprodurre  la realtà rispettivamente  in laboratorio, in tribunale  e negli uffici, nonché quanto i guru che la riproducevano a mano, allargando di lato le braccia e unendo i diti pollici ai medi, gli artisti di maggiore successo, che perfettamente fuori di testa si convincevano di immortalarla su una tela, su una pietra, in un libro o in un suono artificiale più o meno spernacchioso rispetto all’armonia dell’Universo, e in ultimo, ma non in subordine, quanto gli elettori e i parlamentari eletti i quali, rispettivamente e alla maniera di Halloween, la riproducevano sottoforma di urne e zucche perfettamente vuote.
   Scivolando verso l’abisso. Una messa in scena così grossolana, operata dalla Chiesa ad occultamento del Delitto con il supporto decisivo delle altre istituzioni perverse dell’Organizzazione sociale –j9, avrebbe fatto sorgere dei sospetti anche al più inquadrato dei popoli della Terra.   Ora il Male Perfetto avrebbe bisogno di ricorrere ad altre strategie più consone ai tempi “moderni”.   Ma, siccome i tempi “moderni” per ciò che è obsoleto sono sempre gli stessi, ossia trascorsi e conclusi,  trasformare  gli  scenari  in  un  mattatoio  produrrebbe  lo  spettacolo  sanguinolento della sintomatologia   in  progress,  dove  il  mattatoio  non  più  occultato  viene  gradualmente  fuori  dai nascondigli  millenari,  evidenziando  con  quel   passato  sempre più remoto,  l’Evidentismo  che le altre   due   facce   del   Male   Perfetto,   svolgendo  il proprio  compito,  hanno  finora  impedito  di manifestarsi, ma che ormai si fa decisamente inarrestabile nell’interezza dell’espressione maligna.      
     Ebbene,  potrebbe  mai  la  realtà   costituirsi  opinione,  all’esterno, ammettiamo, di un moderno luogo di cura per malattie mentali, dove al suo interno venga consentito agli ospiti di esprimerla, seppure patologicamente, di norma con reciproco rispetto e in grande libertà?
      Eppure,  nel  Mondo  Basso  è luogo comune ritenere che, al suo interno, tutto di tale Mondo sia
opinabile. Ed è verissimo, trattandosi infatti, e le sue componenti più rappresentative lo ignorano con pari perfezione, di un Mondo immaginario, irreale, perfettamente chiuso, ottenebrato e inesistente, nel quale l’accezione comune domina, esprimendo la schizofrenia generale come immaginario collettivo  nella forma di Confessione Perfetta, resa pertanto in piena incoscienza e quindi in perfetta buona fede dalle persone fisiche simulate umane rappresentanti del contesto, e quindi pienamente e perfettamente incapaci di intendere e di volere e, di conseguenza, di sapere quel che vanno facendo e dicendo nella perfezione della loro rappresentanza. 
     I negativi invertiti ammettono infatti di vivere “in un mondo ributtante, nel quale rovistando nei repertori teatrali degli ultimi anni, in teatri di tutto il mondo e in un mondo caratterizzato dalla decadenza, dalla miseria e dai saccheggi, nei teatri si mettono in scena sempre più frequentemente recite sui problemi della convivenza socioeconomica, che risultano sempre meno attendibili rispetto alla realtà”. E, di conseguenza, si sono convinti che Shakespeare si sbagliava: “Le sue verità non sono più attuali ai nostri orripilanti giorni”. Al che vanno inevitabilmente in tilt, folgorati dal sospetto amletico che, se il teatro non è più lo specchio del mondo, “deve essere  allora il mondo ad essere diventato lo specchio di se stesso, cioè teatro”.   In precedenza, concluso un periodo epocale che diveniva storia, le arti rappresentative riuscivano, soprattutto grazie al senno del poi, a trasporlo sulle scene e a interpretarlo con una certa credibilità, perlomeno stando dalla parte dei “vincitori epocali”, mentre allo stato attuale – per effetto della Sintomatologia dovuta al progresso morboso in continua e inarrestabile crescita –  la realtà si pone inrappresentabile al di fuori di se medesima, come le cronache quotidiane dimostrano.
       Ad esempio, esattamente al contrario di ogni comune accezione, il consumismo è l’atto positivo con il quale l’azionariato umano esercita il diritto alla vita, e a una propria vita dignitosa e intelligente, cioè umana, intesa dunque al benessere collettivo e al rifiuto del risparmio, dell’accaparramento e del conservatorismo che, risultando pratiche gravemente nocive alla produzione, e quindi all’economia, vengono a stabilire il malessere generale. Dato che ciò spiegherebbe ogni altro luogo comune inteso alla negativizzazione e all’invertimento, e ammesso che per i negativi invertiti occorra dimostrare anche l’ovvietà, è giunto allora il tempo di riconoscere come sia stato ripetutamente e largamente dimostrato – e verrà ancora dimostrato e ridimostrato se necessario – il perché per il Male Perfetto tutte le malattie, tutte le aberrazioni, le deviazioni, le corruzioni, le degenerazioni, tutti i sintomi e pertanto tutte le culture relative, le religioni,  le opinioni e così via, siano meritevoli di rispetto. Tanto che il Partito dei Pedofili sarebbe già in essere, all’avanguardia di quello degli assassini, dei ladri, e di altre dichiarate nefandezze.  Relativamente, il contesto è semplicemente il Mercato del Male, nel quale ognuno trova il proprio da acquistare.                     
   Ma via, ammettiamolo: un buon inquirente spera davvero che la criminalità diminuisca, votandolo alla disoccupazione o a non fare carriera? E un buon avvocato condividerebbe la stessa speranza, perseguendo la propria disoccupazione o nei migliori dei casi la perdita o la decrescita dei propri clienti e dei propri guadagni?  E lo stesso accadrebbe ad ogni medico, rispetto alle malattie? Ad ogni buon giudice rispetto alla già citata criminalità? E ad ogni altro lavoratore o valido professionista, rispetto alla materia di cui si occupa, quando si sa benissimo come sia praticamente impossibile che la suddetta speranza possa comunque concretizzarsi fino a  che la società rimarrà quella che è, con le sue innate ingiustizie che in se stesse costituiscono il meccanismo per la propria crescita, la quale fornisce loro occupazione, carriera e guadagno, e dunque ogni ragione patologica e criminale di “essere”?.
    Ciò significa che in fondo (paradossalmente oppure inevitabilmente?) non si sta dicendo niente di veramente “nuovo”. E come si potrebbe farlo, nel mondo della vecchiezza, del reperto archeologico  e della vetustà rovinosa?  
   Nell’Organizzazione  sociale dell’a  e del per delle Nazioni, tutti sanno perfettamente cosa è il contesto e cosa essi sono, eppure si rifiutano di ammetterlo, facendo dell’idiozia il loro alibi più efficace, sparlando a proposito di imperfezione, e mettendo in atto altre imbecillità perfettamente tali provocate dall’Ordine sociale, dal Delitto causa dello status quo morbosus, ritenuto inevitabile e imponderabile quanto il peggiore cataclisma naturale. Nel ginepraio dialettico dell’imbecillità, si sta ancora bisticciando a proposito di rituali, crocefissi, burca o altri emblemi,  oppure -  a proposito di un bizzarro senso di colpa -  tra i cattolici, accusati di esserne importatori con un elenco di valori superati e pertanto “medievali”,  e i loro accusatori, custodi di valori e costumi “cavernicoli”, che storicamente li collocherebbero in epoca assai più remota e quindi ancor più superata.   
    Fatto sta che essi, nonostante sia divenuto appunto teatro,  continuano a non capirci niente di quel loro mondo che, al contrario di ogni loro aspettativa, si dimostra perverso perché dominato dal Male Perfetto e, di conseguenza, continuano a persistere nella totale e perfetta ignoranza del contesto e di se stessi, fino a quando non riusciranno a spezzare il cerchio tenebroso, provocato  dall’Analfabetizzazione intellettuale, accedendo all’essenza elementare della conoscenza, riuscendo finalmente a capire almeno da dove provengono, dove si trovano e dove stanno andando. La Calciopoli campione del mondo, è la ciliegina sulla torta.
    Così contempliamo il creato.  Come possono le nuvole oscurare il sole? Le parole ammutolire il pensiero?  Le stelle ottenebrare il cielo? Come possono i tuoi occhi risplendere con me, al mattino?
    L’abbattimento  del  tempio,  l’abbattitore  del   tempio.    Come   poteva  essere  una  notte,   una religione, un’ombra, un credo, una fede, una predica, un rito, una profezia, un testamento, una tomba? Grandissimi stronzi… Era la Vita!      
    Ci  siete  anche  voi?  La   vedete?  Gridavano  infine  i   contemplatori  di  madonne  in   lacrime, osservando  come  fosse  un  miracolo  una macchia di betulle e salici, grondante acqua, scaturire da una   vicina   cascata,  la  quale  precipitava in una pozza bianchissima e schiumosa che, spruzzando dal basso all’alto, sembrava piangesse all’insù, verso il cielo.
(S.V. “TARZAN RITROVATO  -  la Speciale Anteprima – ”A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)













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