giovedì 21 gennaio 2016

QUO VADO?



 
 “Quo vado?” è decisamente L’ENNESIMA STORIA DELLA POCHEZZA, e tale e quale poteva essere il titolo più appropriato per l’ultimo film di Checco Zalone in questi giorni in sala.
Il Checco di Quo Vado? – Checco Zalone è talmente innamorato del proprio pseudonimo che lo rifila a tutti i personaggi dei suoi film – ha realizzato tutti i sogni che il contesto socioeconomico negativo invertito stabilito dalla Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata presso ciascuna Nazione nella peggiore forma possibile di Ordine sociale eccetera eccetera eccetera,  mette a disposizione degli aborti di vita e dei rifiuti umani non appena perversamente introdotti tra gli adulti, ossia tra i maturi nel Campionario delle copie conformi e del ricalco del Paese assunto per campione sul pianeta. 
Vive a carico dei genitori, è eternamente sposato di fatto, ossia burocraticamente non sposato, eternamente celibe e semplicemente fidanzato senza mai affrontare le responsabilità e le spese relative al matrimonio burocratico notarile e cerimoniale – burocraticamente civile ma di fatto incivile - ma soprattutto ha quel lavoro fisso ambito da tutti i meridionali d’Italia: l’'ufficio provinciale caccia e pesca.
E’ Invidiato da tutti, quando ecco che un bel giorno la sua vita cambia. Il governo vara nel mondo del cinema la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province.
Convocato al ministero dalla severa dirigente Sironi, Checco è messo di fronte alla scelta più difficile della sua vita: lasciare il posto fisso o essere trasferito lontano da casa. E siccome per Checco il posto fisso è sacro, pur di mantenerlo accetta il trasferimento.
Con il proposito di costringerlo a dimettersi, la dottoressa Sironi lo fa girovagare in diverse località italiane facendogli ricoprire gli incarichi più improbabili e pericolosi ai quali Checco resiste eroicamente, finché la dottoressa Sironi lo fa trasferire al Polo Nord, in una base scientifica italiana col compito di difendere i ricercatori dall'attacco degli orsi polari.
E proprio quando - ormai esausto e incapace di proseguire la difesa del proprio posto fisso - Checco è sul punto di abbandonare l’amato posto fisso,  conosce e s’innamora di Valeria, una ricercatrice che studia gli animali in via d'estinzione, dando modo a Checco e al lungometraggio di iniziare “una nuova avventura fantastica che porterà alla scoperta di un nuovo mondo, quello degli animali ”,  che cavernicolamente parlando secondo la promozione ufficiale del lungometraggio amplificato dai Tolomeo portavoce del Cinema  italiano e della Rifondazione dei Fasci, “fornirà alla sua piccola esistenza più vasti orizzonti”.
Secondo la consuetudine dell’insufficienza, dell’incapacità, del commercio e del botteghino, tutto ruota intorno al primo film di Zalone che ebbe un gran successo mercantile e di pubblico e la trama è  sempre la stessa, immutabilmente la stessa del suo primo film  e dei successivi.
E se il primo film aveva fatto presagire qualcosa di nuovo che faceva sperare nel recupero di una comicità morta e defunta con la fine degli attori comici e l’avvento dei buffoni di corte, tutto il resto è noia secondo i canoni più popolari -  anch’essi defunti e pertanto in piena vigenza - della  canzonetta e del cinema italiano.
Tuttavia, come bufala tra le tutte bufale che con la Rifondazione dei fasci passa il convento, “Quo vado?” non avendo altro da fare lo si può anche vedere, tenendo tuttavia ben presente, come se ci fosse, la mancanza del cartello con l’avvertimento del pericolo di vita (intellettuale) per chi lo consuma, in quanto prodotto nocivo per se e per gli altri.
Data di uscita: gennaio 2016. Regia di Gennaro Nunziante. Cast: Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Ludovica Modugno, Ninni Bruschetta, Paolo Pierobon, Azzurra Martino, Lino Banfi. Sceneggiatura di Checco Zalone e Gennaro Nunziante. Musiche  di Checco Zalone. 
 
 
 

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