sabato 9 gennaio 2016

PARLA IL PRINCIPE. ATTI STORICI. IERI OGGI DOMANI. NIENTE CAMBIA ECCETTO LA MODA DELLE FORME . E' DEL 2004 ED E' COME SE FOSSE STATO SCRITTO OGGI 9 GENNAIO 2016 - "Ecce homo!", annunciò, Presentandolo al mondo... Intervento alla XII Conferenza sulla Sicurezza nel Mediterraneo (1) LA "CONVENZIONE DI PALERMO" QUALE ATTO COMUNITARIO E UNIVERSALE DI ALTA CIVILTA'



PARLA IL PRINCIPE. ATTI STORICI. IERI OGGI DOMANI. NIENTE CAMBIA ECCETTO LA MODA DELLE FORME . 
E' DEL 2004 ED E' COME SE FOSSE STATO SCRITTO OGGI   
9 GENNAIO 2016


                                                                  "Ecce homo!", annunciò,
                                                                       presentandolo al mondo...



Intervento  alla XII Conferenza sulla Sicurezza nel Mediterraneo (1)

LA "CONVENZIONE DI PALERMO"
QUALE ATTO COMUNITARIO E UNIVERSALE
 DI ALTA CIVILTA'

   Di grande interesse, non soltanto mediterraneo, ma soprattutto planetario, risulta il tema della XII Conferenza sulla Sicurezza nel Mediterraneo, organizzata a Palermo nei giorni 25 e 26 Settembre 2004 dal Parlamento Mondiale degli Stati per la Sicurezza e la Pace, concernente la "Collaborazione internazionale tra i Governi degli Stati, per una nuova legislazione sulla Protezione civile e sulla Sicurezza territoriale".
    A fronte di tale tema, è prevista la firma di una "Convenzione di Palermo", che sia sottoscritta da almeno dieci Governi di Nazioni, con l'impegno di istituire un Ministro di Stato per la Protezione Civile e la Sicurezza territoriale, "con pieni poteri decisionali in caso di grave emergenza". 
   E' noto che scienziati, esperti e ricercatori, prevedono tra circa venti anni l'avvento di inquinamenti ambientali e di sconvolgimenti atmosferici di tale portata da provocare immani alluvioni e inondazioni e, nello stesso tempo, siccità e desertificazione con l'insorgere collaterale di incendi di vastissime proporzioni, frane, terremoti, eruzioni vulcaniche, epidemie, carestie, carenze idriche e altri disastri forse oggi perfino inimmaginabili.
    Che il pianeta Terra sia in una fase degenerativa e si avvii inesorabilmente verso il collasso, è un processo in atto  sicuramente inarrestabile, anche perchè in conformità a un atavico attendismo, non si è in grado di fare niente per correre ai ripari, ma si assiste impotenti ai fenomeni degenerativi subendone passivamente gli eventi.
      Nel complesso malefico e litigioso della dissolutezza, si gioca a rimpiattino o a salvare il mondo, mentre ci si dedica quotidianamente alla sua distruzione operandogli contro sia con opera attiva che omissiva, in taluni casi esasperata da denunce e da allarmismi manovrati sulla scia di altri interessi o dalla finta protesta; e nessuno finanzierebbe un progetto vero, pratico, concreto, in quanto tale  che sia al di sopra dei giochi e delle parti, soprattutto se votato a un beneficio universale anziché a un mero ritorno di immagine partitica predominante e agli interessi soggettivi di chi, godendone i privilegi, sia già al potere negli Stati di disuguaglianza economica totalitaria e/o pluralista sintomatica, o di chi a quei privilegi di parte e a quel potere negativo invertito aspiri. Ma tutto questo è sotto gli occhi di tutti, tant'è che a tutti è in procinto di  esplodere in mano, per cui prescindendo dalla cecità generale, non è forse il caso di  soffermarcisi troppo in questa sede.
   Tuttavia,  se  non  altro  per  una  puntualizzazione dovuta sui progetti e investimenti  finalizzati a portare ulteriore ricchezza ai ricchi e ulteriore povertà ai poveri accelerando i processi di distruzione del mondo, merita di intrattenerci in particolare su uno di essi, essendo di questi giorni e consideratane perciò l'estrema attualità.   Nello specifico, ci riferiamo all'ultima esposizione, questa cinematografica di marca statunitense firmata Mel Gibson, attore e regista, su Gesù di Nazareth.   Si inorridisce e si è colpiti da infarto, a quanto ci dicono, per la crudezza di certe scene di violenza, mentre - trattandosi dell'ennesimo horror caratteristico dei suddetti finanziamenti e progetti - si dovrebbe inorridire semmai per le nefandezze di un'ennesima negativizzazione e di un ennesimo invertimento della Storia. Per cui, dopo averne fatto doverosamente cenno, accantoniamo per il momento anche questa puntualizzazione.
   Nel frattempo, però, i buchi dell'ozono si vanno allargando paurosamente e i ghiacci dei poli si sciolgono insieme ai ghiacciai delle più alte cime del pianeta.
    Sull'Everest,  si  sta'  sciogliendo  anche  il  ghiacciaio  da  cui  Sir Edmund Hilary e Tenzuing Norgay, circa cinquanta anni fa, partirono verso il così detto "Tetto del Mondo".    Il  riscaldamento  globale planetario, fenomeno sempre più preoccupante, noto con il nome anglosassone di "global waning", ne risulta la causa scatenante. Questo fenomeno risulterebbe in atto ormai da quasi venti anni e, in merito, l'UNEP, organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di preservare l'ambiente terrestre, ne lancia l'allarme sostenendo che quaranta laghi ghiacciati dell'Himalaya sono prossimi alla spaccatura.
   Le  previsioni,  dopo  le  guerre  del  petrolio  e di altre materie prime necessarie allo sviluppo industriale, di guerre di sopravvivenza per l'acqua e altri prodotti energetici di prima  necessità,  ci  forniscono  la  visione di un Mondo della Terra rigettato indietro, respinto  alle  sue barbarie,  ributtato nella sua preistoria,  e ancora  indietro fino al suo dissolvimento.
   La desertificazione, la siccità, la grande calura, comporteranno secondo le previsioni geologiche che il pianeta venga a ritrovarsi spaccato in due parti, l'una costretta attraverso altissime temperature e l'esposizione diretta al sole ad andare letteralmente a fuoco, e l'altra sommersa da piogge torrenziali "tropicali".
    Lo scenario è a dir poco spaventoso, e in una tale situazione le misure prioritarie da adottare dovrebbero sicuramente essere quelle improntate alla prevenzione rispetto agli interventi a posteriori di soccorso in caso di gravi emergenze, dato che queste emergenze diventerebbero non solo costanti e stabili, ma in quanto irreversibilmente progressive, gradualmente sempre più gravi, fino a che le operazioni di soccorso - se escludiamo la stima dei danni e la conta dei cadaveri - risulterebbero del tutto inutili, ammesso che un minimo di utilità la abbiano prima avuta,  cosa della quale  -  viste le prospettive e i trascorsi - dubitiamo fortemente.
    E, d'altra parte, anche se il panorama planetario, così come catastroficamente ci viene prospettato,  potrebbe avere tempi molto meno vicini, le aspettative sono comunque   terrificanti  anche  ipotizzando,   per  esempio,  che   tutto   questo   possa effettivamente  avvenire  dopo  i prossimi cinquanta, cento o più anni. Inoltre, cercare stupidamente di simpatizzare con le intemperie, attribuendo loro nomi familiari del tutto inoffensivi tipo Ofelia, Katrina, Joseph, Rita, George e via dicendo, potrebbe mai contrastare la loro furia devastatrice?  Forse sarebbe meglio approfondirne la natura, l’origine, i percorsi e gli effetti, limitandosi a una semplice numerazione ma ricorrendo a una precisa identificazione diagnostica dei fenomeni, anticipandoli adottando efficaci misure preventive, senza aspettare che i disastri siano irreparabilmente avvenuti e resti solo di raccoglierne i cocci.    
    Quindi, okay, siamo d'accordo: una Convenzione di Palermo per la collaborazione internazionale e l'istituzione di un Ministro  di Stato per la Protezione Civile e la Sicurezza Territoriale; e in tal caso ci sembrerebbe facilmente fattibile un Ministro di Stato dell'U.E., anche se,  a questo punto, ci sentiremmo a nostra volta in dovere di  proporre, comparendo in teoria molto più utile, l'istituzione di un Ministro per la Prevenzione, risultandoci piuttosto generico e magari anche ambiguo nei suoi contenuti, in rapporto a certi ambienti politici privilegiati, il termine "protezione",  ma dato che forse di Ministri ce ne sono anche troppi, soprattutto di inutili, ribadendo comunque l'invito alla prevenzione, ce ne asteniamo per il momento, tanto più che non ci risulta neppure che istituirne uno in tal senso possa poi rivelarsi un vero atto concreto, un rimedio, un toccasana, e non fumo negli occhi, l'ennesima astrazione istituzionale campata in aria avente il fine di mantenere le cose come sono, dato che la prevenzione e la cooperazione, per risultare efficaci, dovrebbero costituire atti comunitari di alta civiltà.
    Ma ci asteniamo, altresì, memori del disinteresse ricevuto a suo tempo, di riproporre quale suggerimento di Cultura dell'Universo, l'attivazione della C.E.S.M. (Confederazione Economica degli Stati del Mediterraneo) fondata sull'egualitarismo economico e sulla giustizia sociale, la quale tra i suoi vasti compiti di civilizzazione avrebbe istituzionalmente assunto con grande efficacia anche quello in argomento.(*)
       E non dimentichiamo, certo, che siamo già in mano a gente con "pieni poteri di decisione", la quale prevede avvenimenti futuri e futuribili a breve e/o a lunghissimo termine, traccia scadenze e indica precise date e programmi, ma non sa ciò che accadrà tra cinque minuti. 
    Diciamocelo francamente. E' un vero disastro. Continuare a nascondersi nell'oscurità, cercando di cambiare aspetto, abito e nome, ma permanendo tenebra, non fornisce alcuna via d'uscita.
     Il primo passo verso la luce è il più difficile, d'accordo. Ma è tuttavia indispensabile uscire fuori dall'equivoco. Può mai l'ESSERE PERFETTO creare imperfezione?! 
    Le persone fisiche simulate umane, gli aborti di vita e i rifiuti umani appartenenti al genere subumano, le persone umane incompiute,  le mere somiglianze e immagini, sono infatti inesseri perfetti; per cui vanno catalogati e studiati tenendo debitamente conto di questa loro natura perfettamente robotica, perfettamente matrigna, perfettamente simulata, perfettamente negativa e invertita. Riconosciamolo, finalmente!
    Risulterà altrimenti impossibile per loro realizzarsi PERSONE UMANE, emergere all'esterno e sfuggire alla Cancellazione incombente sul Cerchio chiuso oscillatorio e rotatorio della Dilatazione-Contrazione Alfa-Omega: l'Ordine Cosmico obsoleto che erroneamente essi ritengono sia l'universo. 
   Senza dimenticare il Protocollo di Kyoto, la pubblicazione del secondo rapporto di valutazione dello stato di conoscenza dei mutamenti climatici (SAR, Second Assesment  Report)  dell'IPCC  (Intergovernamental  Panel  On   Climate   Change)   è considerato  un   passo   fondamentale   nello  studio  dell'effetto  serra   sul   territorio planetario.
   Ma anche in ogni forum di discussione - prendendone ad esempio uno sulla tossicologia climatica e ambientale perchè insolito - non vengono trascurati effetti come la deforestazione, la siccità e il degrado, dimostrando che in tema di sicurezza non va dimenticato che il territorio è un ecosistema planetario interagente non solo con la chimica, la biosfera e l'atmosfera, ma ancor prima con le popolazioni e il tipo di organizzazione sociale, che ne vengono inevitabilmente a determinare (più che a condizionare) ogni risultato.  E' chiaro che lo Stato è l'unità di misura primaria, dando esso forma e consistenza all'ecosistema relativo predominante, laddove nella sintassi giuridica delle scienze politiche e del diritto si considera Stato la comunità formata da un popolo, un territorio e da un proprio ordinamento giuridico, risultando relativamente, ciascuna di queste componenti, un ecosistema relativo a se stante, che l'Organizzazione sociale, lo Stato, unifica.  
   Per tale motivo, essendo il territorio planetario,  come planetario è, in ogni caso - pur nella sua simulazione, nella sua negativizzazione e nel suo invertimento - il denominatore comune dell'essere predominante, cioè la persona fisica simulata umana, e planetaria è l'usurpazione posta relativamente in atto in ogni Nazione dal sistema di Organizzazione sociale di disuguaglianza economica relativa, è corretto parlare di Stato planetario di usurpazione, da legittimare mediante la realizzazione della PERSONA UMANA e il conseguente ribaltamento dell'Ordinamento sociale ed economico usurpativo.     
   Da recenti studi condotti su un campione significativo del territorio e della popolazione mondiale, emerge che l'ottanta per cento della superficie terrestre verrebbe coinvolta in fenomeni geologici e meteorologici di estrema gravità, con lo stravolgimento geografico dei continenti e la scomparsa, dopo le piccole e le medie, anche delle grandi isole anch'esse inghiottite dai mari,  e che il 46,24 per cento delle popolazioni verrà colpita da malattie epidemiche, il 17,8 per cento da gravissime forme patogene con manifestazioni collaterali di malformazioni e degenerazioni genetiche irreversibili, l'11,50  per cento da disidratazione e il 25,18 per cento resterebbe vittima di frane, terremoti, maremoti, uragani, eruzioni vulcaniche, guerre di sopravvivenza, carestie, etc.         
   Ma, ovviamente, nei calcoli di previsione non viene tenuto conto delle conseguenze apocalittiche relative allo sconvolgimento spazio-temporale della proiezione cosmica Spirito-Massa, la quale causerà tra l'altro la scomposizione e la ricomposizione incontrollata dell'atomo e la confusione epocale.  Inoltre, dati gli ampi margini di errore da considerare nelle previsioni, a causa della presuntuosità dei calcoli e delle lacune scientifiche importate dalla Cultura Negativa Invertita,  le cifre, le date, i numeri in generale, sono da prendere "con beneficio d'inventario", mentre restano i fatti; e infine, da tenere in debita evidenza senza perdere un minuto, è la lettura dei sintomi, storici e contingenti, che inequivocabilmente identificano il Male Perfetto, smascherandolo, dissotterrandolo e stanandolo da ogni suo nascondiglio.
     Dopo l'Utero dell'Universo, il Primordio, il Principio, il Finito e l'Infinito, l'ultima Era del Finito, la Collassale, viene posta in evidenza da questo Terzo Millennio. Guardando dall'alto, dall'osservatorio reso obiettivo dallo Spazio Infinito, si nota una Terra in agonia  nella quale ci  si impegna tra grandi risate e schiamazzi a distruggerne gli ultimi aliti di vita.
    Tra un Grande Fratello e l'altro, una Talpa, un’Isola degli idioti, un Festival delle lavandaie, del meretricio o dei pappa, l'inaugurazione di un nuovo museo degli orrori e il Gran Galà degli Oscar, dei Nobel e della spazzatura, c'è sempre qualcosa da festeggiare, in TV, in Piazza, in Casa, in Ospedale, in Chiesa, al Gabinetto, al Parlamento o al Cimitero, mentre il pianeta si va lentamente spegnendo prima di una Cancellazione definitiva preceduta, dopo il suo Embrione, dalla manifestazione dell'Inferno. 
     Nel frapporsi morboso dei vari fraseggi futili sulla libertà con le dissertazioni stereotipate e strumentali sull’amore e la giustizia, che nelle Organizzazioni sociali di disuguaglianza economica relativa delle Nazioni caratterizza la dialettica sia scientifica che opinionistica, come non aspettarsi le sentenze più eclatanti per ignoranza e idiozia provenire dai sintomi campione dello star system internazionale o dagli aborti di vita,  dai rifiuti umani protagonisti della cultura e della politica?
      Oggi l’analisi dei sintomi socioeconomici ci dimostra che le controversie intestine e le guerre, spesso spinte negli abissi più insondabili dell’abiezione e della disumanità, altro non sono che REGOLAMENTI DI CONTI TRA MALAVITOSI, DOVE NON POSSONO CHE ESSERE I PEGGIORI MALAVITOSI A VINCERE, tant’è che la lettura attenta della Storia più recente ci dimostra che se, come ampiamente documentato, i fascisti e i nazisti erano una banda di briganti della peggiore specie, ladri e assassini feroci, come potevano essere sconfitti se non da una banda di briganti di una specie ancora peggiore,da ladri e assassini ancora più feroci? D’altronde tutto ciò risulta, altrettanto ampiamente documentato, nella stessa documentazione riferita ai criminali vinti, supportata  dai sintomi socioeconomici successivi e dell’attualità e dal progresso del Male Perfetto posto in evidenza, nelle epoche della sintomatologia e della dittatura globale, dai processi di maturazione dell’Organizzazione sociale delle Nazioni trasposta dai precedenti stazionari dei regimi totalitari ai sistemi di Organizzazione sociale di Disuguaglianza Economica pluralista sintomatica:  la falsa democrazia, la Democrazia Negativa Invertita.
    Per cui, anche se - vista la natura della componente interlocutoria - risulterebbe perfettamente  inutile   ripeterlo,  riteniamo  comunque doveroso farlo per la gioia (o il disappunto?) di tutti i ripetitori androidi del contesto.
   La libertà, l’amore e la giustizia, non possono esistere nel Mondo dell’Inciviltà codificato –j9, per il semplice fatto che esse costituiscono, all’interno dell’organizzazione sociale, le tre condizioni essenziali di civiltà stabilite dalla partecipazione economica di assoluta eguaglianza delle sue componenti.  E, d’altro canto, se nel contesto del Male Perfetto è comune accezione che le cose che non si possono cambiare vanno accettate, niente vi è di più sbagliato perché le cose che non si possono cambiare sono in realtà i sintomi, che non vanno infatti accettati ma rifiutati e semmai sopportati se costretti a conviverci subendoli durante la lotta contro la loro causa: il malato che omette di lottare contro la malattia che lo affligge, ma l’accetta supinamente, non ha scampo ed è votato alla morte.
   Ciò che si può e si deve cambiare, rimuovendola, è dunque la CAUSA produttrice dei sintomi, cioè delle cose che non si possono cambiare: l’Ordine                  Socioeconomico  delle Nazioni.      
     Pertanto,  più  che  proporre  parole che lasciano il tempo che trovano nel ginepraio dialettico della massificazione conformizzante, e anche se potrebbe sembrare una nostra fissazione, un'idea fissa convergente, in realtà il tutto convergendo da e su di essa quale direzione unica e unica fonte di luce propria e di sopravvivenza, non ci resta che suggerire il ricorso alla disattivazione (che viene a farsi sempre  più impellente) dell'Organizzazione sociale di Disuguaglianza Economica relativa delle Nazioni, realizzabile mediante l'istituzione dell'opposta Organizzazione universale di Eguaglianza  Economica  Assoluta,  la Società per Azioni Umane sulla Terra, la quale consentirebbe  la   disconnessione  dai  destini   tragici  dell'Ordine  Cosmico  geinove negativo,  prescritto,  rimosso dall'Universo  e assegnato al dissolvimento, connettendo direttamente il pianeta all'Universo.  
    Ma allo stato attuale e in prospettiva, considerando le previsioni spaventose e i precedenti, oltre che accusarci ingiustamente di "utopia" e di andare "fuori Tema" riguardo allo status quo…allo status di usurpazione e alle sue aspettative malefiche,   obiettando a sproposito: "Ma cosa c'entra con la nuova legislazione auspicata?",  non sapremmo forse ciò che in realtà verrebbe colto, nel Contesto Negativo Invertito, di questa nostra Proposta quanto mai concreta e fattibile, nei confronti dell'immobilismo insano discendente dall'insipienza congenita di una vigenza ottusa, astratta  e davvero utopistica, questa, sia rispetto alle tragiche attualità che alle previsioni catastrofiche, per una Convenzione di Palermo che si faccia promotrice di una cooperazione internazionale la quale si evinca, invece, realmente finalizzata a una nuova legislazione  sulla  protezione  civile e la sicurezza territoriale, così come da noi formulata quale atto comunitario e  universale di alta civiltà.           

(1)    Trascrizione della stesura integrale..
       (*) Ved. Il Cristianesimo Realizzato: l'Universalesimo - Trilogia dell'Universo -  Vol. II: "La
               Repubblica Mondiale Universalista".



PARLAMENTO MONDIALE DEGLI STATI PER LA SICUREZZA E LA PACE
XIII CONFERENZA SULLA SICUREZZA NEL MEDITERRANEO
Palermo, 23 e 24 Settembre 2006

Intervento di Cultura dell’Universo (1)sul tema:
“COORDINAMENTO INTERNAZIONALE TRA I GOVERNI DELLE NAZIONI
PER LA CLASSIFICAZIONE E LA TUTELA DEI BENI CULTURALI  ED AMBIENTALI,
PATRIMONIO DELL’UMANITÀ”

    È noto che in tema di beni ambientali, bisogna considerare due prospettive. La prima è quella dello scientismo materialistico il quale, dopo l’implosione  del materialismo dialettico, risulta lo strumento più utilizzabile per dare una parvenza di scientificità  alla visione materialistica del mondo.   La seconda , considerata alternativa, è quella del vitalismo panteistico degli ambientalisti e degli ecologisti . Da tali prospettive emerge che uno dei nodi fondamentali della storia della vita sulla Terra, è ovviamente quello della sua comparsa, che è talmente complesso e incomprensibile per le persone fisiche simulate umane del pianeta, e parimenti insoluto, da evincersi in perenne stato di discussione dialettica, sia scientifica  che opinionistica. Tuttavia, la teoria secondo cui la vita sarebbe sorta casualmente dalla materia inorganica non è nuova, in quanto è la versione “moderna” della credenza prescientifica della generazione spontanea, della quale è stato più volte dimostrata l’infondatezza, tanto che si è dovuti ricorrere a due accorgimenti fondamentali.  Primo: il parlare in codice “scientifico”, introducendo termini altisonanti e scientificamente gergali. Secondo: la retrodatazione della presunta “abiogenesi” a ere geologiche lontanissime e pertanto non verificabili ma ricostruibili “in laboratorio”, laddove si vorrebbe dimostrare che sarebbe stato possibile quanto è oggi invece impossibile.  Per cui è inevitabile dubitare, come studi e ricerche successive e recenti impongono. Tutte le obiezioni alla “Teoria Abiogenetica” si riassumono in un principio molto semplice: l’ordine non può nascere spontaneamente dal caos, dato che quello (ordine) presente in un organismo vivente è sempre una forma organizzatrice, un sistema cibernetico dotato di un grado di informazione superiore a quello delle molecole e delle macromolecole.
   Pensiamo al teorema di Jacob Bernoulli, risalente al 1860 circa, conosciuto come “legge delle medie”, sostenitore del rapporto prevedibile tra il numero di tentativi di un avvenimento e le volte in cui  si verifica. In realtà i teoremi sarebbero due. Il secondo dovrebbe essere la chiave per capire l’idrodinamica come un’espressione della conversione di energia in un flusso fluido: la somma del rapporto tra la pressione e la densità del fluido di massa, il prodotto della costante gravitazionale e l’altezza verticale e .il quadrato della velocità diviso per due,  è costante.
    Ma quale mistero svelerebbe? Vuol significare che dopo vari tentativi andati a vuoto, oppure “di preparazione”, alla fine le persone fisiche simulate umane si realizzerebbero PERSONE UMANE?    Detto così sembra solo una stravaganza, ma sicuramente molto più utile di quella ricerca universitaria la quale, dopo anni di studi ed esperimenti, scopre che l’acqua è bagnata.
    In ogni caso, l’odierna Teoria del Caos sostiene semplicemente che è possibile identificare tendenze a breve termine in data apparentemente casuale, la qual cosa, a proposito di ambientalismo e di beni culturali, se fosse vera farebbe mancare il terreno sotto i piedi di quanti insistono nel ribadire che “i cambiamenti dei prezzi di mercato, hanno un andamento casuale e quindi intrinsecamente imprevedibile”. Però se, per studiarne i comportamenti, prendessimo degli insetti collocandoli di qua o di là a nostro piacimento, anche per quegli animaletti il cambiamento avrebbe un andamento casuale e quindi altrettanto intrinsecamente imprevedibile.
      E allora da dove viene la casualità della vita sulla Terra? 
    La  risposta  potrebbe  darcela quell’ennesimo  volumetto  intitolato  La  vita  oltre  la  vita”,  in
circolazione  da  sempre  nei  meandri  dei  mercati  librari  di  Cultura  Negativa  Invertita,  se  non
fosse  che,  correggendolo dalla negativizzazione  e  dal l’invertimento,  il  titolo  esatto risulterebbe  : “La morte oltre la morte” del Cerchio chiuso Alfa Omega.    
    Sembrerebbe  quindi  ragionevole  osservarli,  i  negativi invertiti, e magari allo specchio, quando, al posto della vista, hanno davanti agli occhi un doppio monitor e due tastiere che danno loro l’accesso a Reuters, Bloomberg e Internet e ad ogni altro servizio di informazione in tempo “reale”, di cui hanno necessità i giocatori di borsa del Terzo Millennio. Le sale trattazione, vigono nel caos, gremite caoticamente da quella massa urlante, ringhiosa e disarticolata di svitati,  che costituisce la prima linea degli operatori finanziari.
   Eppure da quella baraonda infernale, nasce e circola la vita del denaro. Non si può negare che dietro le quinte, ci sia un’organizzazione di alta finanza in grado di utilizzare quel caos per i suoi scopi.  Ma qui parliamo di operazioni di borsa e di alta finanza, il cui imperativo è quello di fare soldi a palate.   La Vita è tutt’altra cosa.  Un piccolo sospetto dovrebbe tuttavia far capolino nella testa degli “addetti ai lavori”. Non è che ci sia (e che dunque ci sia stata) “qualcosa” dietro al caos?  Ma non stiamo parlando di dei, oracoli o divinità, di Pincopallino, ovviamente, ovvero di Giuseppe, Joseph, Pietro, Pierre o Peter  Qualcosa.  Mettendo tutti d’accordo, non possiamo ragionevolmente escludere che una risposta arrivi,  quando meno la si aspetta, alla fine dei giochi, osservando la riproduzione del caos in laboratorio attraverso lo spettacolo del fuggi fuggi generale.      
      La conclusione più accreditata ai nostri giorni, è dunque che la biologia non può spiegare la vita, quale si presenta,  oggi,  in  termini di  semplice  applicazione  di  leggi fisiche e chimiche.  Conclusione che si  evince pertanto valevole anche in tema di Cultura e di Beni Culturali. 
   Ciò premesso, e proseguendo attraverso la miriade di leggi nazionali e/o internazionali burocraticamente adottate per classificare, preservare e tutelare i patrimoni ambientali e culturali, si renderebbe necessario andare oltre, visti i risultati ottenuti: non si ha alcuna conoscenza certa  di dove si provenga, dove ci si trovi e dove si stia andando. Esattamente come ogni semplice animale o cosa inanimata. Però, tra gli evidentisti,  i disconoscimentisti e i travestitisti, i poveri, i diseredati, gli emarginati, e chi lotta per sopravvivere, chi finisce nelle grinfie di strozzini, giudici, avvocati, medici e compagnia bella, perché incorso nelle varie “disgrazie”, economiche, giudiziarie, sanitarie, familiari, sentimentali, ecc., risultano un gradino più in su dei semplici animali e delle cose inanimate: essi, anche se involontariamente, hanno almeno acquisito un’intuizione, un sospetto, sul luogo in cui si trovano (l’Inferno Embrionale, l’Ordine Cosmico Geinove Negativo), pur ignorandone la provenienza e la destinazione verso la quale si stanno dirigendo. I loro opposti, invece, magari credono di trovarsi in paradiso, avendo conoscenza soltanto della componente travestitista dell’Embrione Infernale, fino a che l’Evidentismo Totale del Male Perfetto, metterà tutti d’accordo, collocandoli sullo stesso piano, nell’Inferno Manifesto che precede la Cancellazione definitiva  dell’inservibilità, ossia di tutto ciò che non si rivelerà utile alla Causa dell’Universo. (*)   
    Secondo il Sistema informativo dei beni culturali e ambientali, i beni culturali sarebbero tantissimi. Tuttavia, dalle stime in essere “non verrebbe censito neanche il 5 per cento, mentre appena l’1 per cento risulterebbe vincolato e il 50 per cento continuerebbe a sussistere tra il forte rischio di distruzione e quello dell’asportazione”. Ma le ricerche dimostrano quanto sia minima la parte tutelata di reperti conosciuti.  
    Il Sistema avrebbe per obiettivo la mappatura del patrimonio dei beni culturali e ambientali, con approfondimento nel settore archeologico mediante l’utilizzo degli strumenti più sofisticati.
   A livello planetario, oltre agli specifici programmi dell’Unesco, ricordiamo: l’Organizzazione intergovernativa ICCROM Mondo intero, fondata a Roma nel 1959 con lo scopo di proteggere e conservare ogni genere di patrimonio culturale mobile o immobile, di cui gli Stati membri sarebbero più di 100, e l’ICOMOS Europa e Mondo intero, organizzazione di professionisti fondata nel 1965, volta alla conservazione dei luoghi e monumenti storici in tutto il mondo. Ma ce ne sono
moltissime altre.
    Peraltro, le attuali limitazioni allo sviluppo di una corretta valorizzazione e tutela dei beni culturali e ambientali, secondo le credenze comuni risiederebbero nell’insufficienza, particolarmente planetaria, del quadro legislativo e di pianificazione di riferimento, nell’inadeguatezza delle strutture territoriali e nella limitatezza delle risorse destinate a tali compiti.
    Visti   come   detto    i    risultati,   confrontandoli     con     il   ginepraio   legislativo,   precettale  
e regolamentare delle Nazioni e l’iniziativismo privatista, occorre allora trascendere dalla miriade dei progetti lacunosi in essere, che purtroppo non si sottraggono (e come potrebbero?) alle regole del Cerchio  chiuso Alfa-Omega, del vicolo cieco e del gatto che insegue la propria coda, con risultanze quanto mai nulle. 
    Si rende quindi indispensabile ricorrere alla politicizzazione più ampia del fenomeno Cultura & Ambiente,   spiegandolo   secondo   i   dettami   di   Cultura   dell’Universo   nei   termini   giuridici costituzionalisti in relazione all’organizzazione comunitaria che lo accoglie.
   Per esempio, il limite intercorrente tra “bene culturale “ e “bene ambientale” è talmente sottile da comparire spesso scorretto, ambiguo o poco credibile, per cui importa il ricorso all’individuazione degli elementi indispensabili alla significazione del  concetto elementare di “Stato”: vale a dire un popolo, un territorio e un ordinamento giuridico.
    La Scienza Reale, in sovrapposizione alle scienze simulate, rivela come le persone fisiche del Mondo atomico delle immagini e dei fenomeni fisici, siano entità incompiute, di natura robotica, le quali, adattandosi perfettamente all’ambiente nel quale vengono immesse, ne vengono a costituire il prodotto specifico, evincendosi  in grado di riprodursi  autonomamente e di costruire altri robot. Ma, poiché l’origine bruta del territorio-ambiente ne determina geneticamente l’organizzazione sociale, essa (origine) si pone come principio e chiusura del cerchio tenebroso, del vicolo cieco, rendendo  in  sua vece l’organizzazione sociale suprema potestà, vertice,  e di conseguenza i restanti elementi indissolubilmente  ad essa conformi e dipendenti.
    La concezione e l’attività che si propone la difesa dell’ambiente, dovrebbero perciò avere una significazione più ampia di quella comunemente attribuita, in quanto (come si è visto) non potrebbero non influenzare – subendone a loro volta l’influenza – il complesso di cognizioni, tradizioni, procedimenti  tecnici,  comportamenti  e  quant’altro  caratterizzante  un  gruppo sociale, adottati   e usati sistematicamente.       
    Che l’ambientalismo, osservato non come natura vera e propria, ma come urbanistica, architettura e paesaggistica corrispondenti all’occupazione e alla manipolazione selvaggia dei territori “bruti” appartenenti alla costruzione cibernetica spettralmente visibile  del Cosmo Geinove Negativo, e i valori più propriamente culturali relativi a tale stato delle cose, ossia a questa occupazione istituzionalmente manipolatrice, siano soggetti ad un ordinamento giuridico proprio, seppure come si è visto relativamente conforme al big-bang dell’origine e pertanto inteso alla frammentazione relativa (allo stato attuale esclusivamente nazionale, pubblica e/o privatista), lo si riscontra appunto dalla progettistica sia in atto che in progress, la quale - incapace di indirizzarsi a un’applicazione corretta  delle norme preesistenti, in quanto soggette alla negativizzazione e all’invertimento generali - permane ineluttabilmente e incessantemente evocatrice di ulteriori e ancora ulteriori  leggi e regole di mantenimento, tutela e rafforzamento, dello status quo morbosus.  Stato dunque di diritto simulato, negativo invertito, Stato cioè di USURPAZIONE relativa, totalitaria o pluralistico sintomatica, nonché evidentista, disconoscimentista e travestitista, ovviamente, a ricalco del Mondo del Male Perfetto a cui appartiene. (*)   
   Quindi, anche per la gestione della classificazione, della valorizzazione e della tutela dei beni ambientali e culturali, ci si sta gradualmente accorgendo, così come accade in politica, con chi si ha a che fare.   Ora, i politici, una volta scoperti,  non cercano più il voto e il consenso attraverso promesse alle quali nessuno più crede e programmi smerciati come i migliori rispetto a quelli degli avversari, ma diffondono la prassi del votare per il meno peggio, tappandosi il naso.  Il che risulta ancora più difficoltoso del dilemma, amletico, della negativizzazione e dell’invertimento della vita, pensando a quali differenze potrebbero intercorrere – per stabilire il meno peggio – tra Al Capone e Lucy Luciano, oppure tra il cancro di natura maligna filtrante e la leucemia più perniciosa.   Però, prima o poi, è prevedibile che l’elettorato si avvalga dell’obiezione di coscienza politica, rifiutando di dare il proprio contributo al crimine e all’evento funesto o comunque ingiusto e dannoso, con ripercussioni catastrofiche per i politici e i governanti i quali, privati della loro materia prima, del loro nutrimento essenziale, ossia degli elettori e dei governati, cesserebbero di essere non sapendo più a chi rivolgersi per assicurarsene, come d’uso con artifici e raggiri, la complicità.  Evento che costituirebbe in ogni caso un grave inconveniente nella classificazione specialistica delle componenti sociali, almeno nelle Nazioni di disuguaglianza economica  pluralistico sintomatica, cioè di democrazia negativa invertita, dato che allo stato attuale non esiste uno strumento pubblico più preciso e attendibile dell’esito elettorale, per stabilire  il numero esatto delle copie le quali, nel Mondo delle Copie e del Ricalco soggetto al rilevamento statistico, al sondaggio, alla proiezione, al calcolo dell’audience, ecc., vengano relativamente rappresentate da ciascun campione prelevato dal campionario generale, ossia quanti sintomi si identifichino, relativamente, in ciascun sintomo campione, risultando altre valutazioni di mercato non altrettanto numericamente attendibili, perché coinvolgenti altri fattori che ne  alterano il risultato.      
    D’altro canto, il   repubblichismo   esotico   della   frutta   fresca  (ma   parimenti  sarebbe  per   ogni    analogo monarchicismo alla frutta), non è purtroppo un fatto isolato.   Le repubbliche delle banane non sono vigenti soltanto in sudamerica o nel terzo mondo, ma il loro equivalente è ben visibile sull’intero pianeta, a nord, a sud, al centro, ad est, ad ovest, dall’estremo occidente all’estremo oriente, fino al luogo più remoto e sperduto della Terra.  Dove, rendendo di tanto in tanto partecipi i cittadini dell’ammontare del debito pubblico, si trasformano improvvisamente da  repubbliche  bananiere  o dal loro equivalente  in Stati  legittimi, di Eguaglianza Economica, ripartendo il debito equamente, in parti uguali tra tutti i cittadini, in modo che a ciascuno ne spetti correttamente una fetta pari a quella di ogni altro cittadino, dal Capo dello Stato all’ultimo arrivato. E ogni volta è una vera sorpresa scoprire quanto si è tutti ricchi !
     Ma non potrebbe essere altrimenti, visto che il repubblichismo bananiero o il suo equivalente di politica socio-economica appartiene in fondo alla Natura, ossia a quell’Ordine Cosmico Geinove Negativo, che l’Universo ha prescritto, rimosso e assegnato al dissolvimento.
  . Per cui, anche la trattazione dei progetti riferiti ai beni culturali e ambientali, di per se già degradati, si radica all’interno del degrado relativistico importato dai  parametri esecutivi, parlamentari e giudiziari, dell’Organizzazione Sociale Negativa Invertita:  l’Organizzazione sociale di disuguaglianza economica relativa, totalitaria o pluralistico sintomatica, delle Nazioni, che si vorrebbe mantenere ad ogni costo. Ma allora lo Stato di Usurpazione relativa, deve pagare, fino all’ultimo cent, fino all’ultima goccia di sangue, perché -  essendosi dimostrato incapace di impedirli - responsabile di tutte le malefatte e di tutti i delitti indicati nei codici, di tutte le malattie specificate nei prontuari di letteratura medica, di tutte le nefandezze e di tutte le disgrazie ricorrenti. Siete caduti per le scale? Vi hanno rubato l’automobile? Siete stati investiti mentre attraversavate la strada?  Avete subito uno scontro  o siete andati fuori strada con la macchina? Siete stati licenziati? Siete disoccupati? Non trovate lavoro? Siete stati derubati? Vi drogate? Siete stati abbandonati dal vostro partner? Vi siete ammalati? Vi siete rimbambiti? Siete invecchiati? Siete morti? Lo Stato di Usurpazione relativa dovrà immediatamente risarcire, dollaro su dollaro, voi o i vostri cari e/o eredi. (*)  
     Il che significa che anche il settore “Ambiente & Cultura”, non si sottrae ai risultati degradanti dell’Ordine socio-economico  in vigenza.
   In particolare, le attività culturali non sono inserite nel genus “beni culturali”, in quanto esse non sarebbero – come pur sembrerebbe lecito attendersi – le attività letterarie, teatrali, musicali, cinematografiche vere e proprie, ma “quelle rivolte a formare e diffondere espressioni della cultura e dell’arte”, formula tanto breve quanto impropria che, negativizzando e invertendo a ricalco dell’Ordine Sociale, usurpa alla cultura – così come in precedenza all’ambiente - le sue funzioni e i suoi valori, considerando attività culturali e artistiche esclusivamente la loro formazione e la loro diffusione regolamentare, vale a dire la loro amministrazione indebita, il loro illecito governo, la loro usurpazione.
    La scolastica insegna. Non è vero quello che si vede del sole, ma è vero soltanto quello che Tolomeo dice del sole.
    Non mancano perciò progetti “piggyback “, con l’emissione di titoli che tutti vogliono, nell’alta finanza valutabili Doppia-A, ma con l’obbligo di acquistare anche titoli non stimati, relativi ad altri progetti più o meno enigmatici nell’ingegneria sociale, investendo (soprattutto il terzo mondo) di titoli spazzatura comunque produttori di centinaia e centinaia di milioni o miliardi di dollari, con l’intento di far diventare gli investitori o i benefattori le Madri Teresa dell’alta finanza e, nel nostro caso, dell’ambientalismo e della classificazione, valorizzazione e tutela  di beni culturali che in realtà tali non sono. Si è  constatato che all’alfabetizzazione informatica corrisponde l’aggravarsi dell’analfabetismo dell’intelletto, divenuto il flagello del Terzo Millennio. E il confronto prosegue poi sotterraneo, acuendosi nelle lotte intestine tra i maneggioni dell’alta finanza, rivali negli affari, dove sostituiti i tradizionali freelance con le istituzioni all’uopo preposte,  gli avversari vengono fatti “fuori” in genere con l’accusa di aggiotaggio o di altri reati intesi a modificare il “regolare” flusso del mercato azionario, e messi in galera perché socialmente pericolosi; mentre tali non sarebbero gli eserciti di pedofili, assassini, stupratori e di praticanti violenza sulla persona, nonché di politici e magistrati che per quanto di competenza legiferano, interpretano e decidono nel senso, i quali  vengono lasciati normalmente liberi di reiterare tranquillamente e spesso di migliorare altrettanto “normalmente e tranquillamente” le loro prestazioni criminali.
    Lo Stato di Usurpazione relativa  ci impone infatti di nutrire costantemente l’impulso di distruggere e arricchirsi senza curarsi del prossimo ma, personalmente e/o avvalendosi dei così detti opinionisti di professione, in particolare dei  Maestri di Ipocrisia all’uopo assoldati dal sistema usurpativo, affermando sempre l’esatto contrario. In ogni circostanza in cui si dichiara una finalità, uno scopo, un obiettivo, e via dicendo, si utilizzano perciò termini tipo” più giusto ’, “più corretto”, “più legittimo”, ovvero “meno ingiusto”, “meno scorretto”, “meno illegittimo”,ecc.,  i quali – riferiti a quel contesto perfettamente ingiusto, criminale e maligno – risultano paradossali e sgradevolmente patetici nella loro caparbia ingenuità.    
    Di conseguenza, il degrado e l’inquinamento culturale e ambientale provengono, come l’uovo con la gallina e viceversa, dagli stessi istituti sedicentemente preposti a contrastarli. Si è mai sentito un solo ambientalista, un solo ecologista, parlare - anziché dell’alberello abbattuto e dell’aria viziata - di usurpazione della  terra , di appropriazione indebita e di illecita proprietà? Un solo operatore culturale parlare di usurpazione della cultura e dell’arte, di arbitrale acquisizione del giudizio, di aberrante incultura e di imposizione nozionistico-culturalista alienante? Dell’adozione, come norma e sistema, dell’ignoranza più crassa, promossa, diffusa  e istituzionalmente premiata ed esaltata? Di contaminazione  e  analfabetizzazione  intellettuale?   Di  collezionismo  feticista  dell’archeologia e dell’arte, sia di carattere pubblico che privatista?
    E chi è che di fatto decide, e qual è il metro con il quale si stabilisce la classificazione artistica e archeologica, la stima economica e la destinazione al feticismo pubblico o privato, ovvero al mercato miliardario delle aste, dei beni classificati e stimati? 
    Le conflittualità giuridico-politiche sono dunque le stesse. Quanto poi all’interpretazione delle belle frasi tipo “espressione della cultura e dell’arte” e “espressione dei valori ambientali”, sorge una querelle comprendente cose molto eterogenee e affini tra loro, quali beni ambientali naturali, storici, specialistici o particolari (ad esempio l’urbanistica pubblica o privata, l’architettonica, ecc.) e beni culturali tradizionali, pionieristici o d’avanguardia, attività di spettacolo, opere di ingegno e chissà quant’altro, a parte le sistematiche infrazioni di una proprietà violata ma destinata comunque – come ogni bene ambientale,  naturale,  storico,  paesaggistico, ecc. - a  costituire denominatore e patrimonio comuni, mantenendo  inalterata,  secondo i principi costituzioni fondamentali seppure disattesi di ogni Nazione, la forma universale della Comunione Umana.
    Questa  conclusiva  chiave  di  lettura,  avvalora la tesi della necessità, sempre più doverosa, del ricorso all’istituzione dell’Ordine sociale superiore, inteso all’azionariato umano e alla realizzazione della Persona Umana quale suprema dominatrice del contesto socio-economico. Ma non vorremmo andare fuori tema - anche se riteniamo di non farlo, convinti come siamo che i bambini, in quanto vite sorgenti, forniscano l’essenza dei veri valori culturali e ambientali della Vita - soffermandoci in questa sede, come esempio nel ginepraio delle incalcolabili problematiche, sul solo problema delle migliaia e migliaia di bambini che annualmente scompaiono inghiottite dalle spirali perverse dei mercati della pedofilia, del ricambio degli organi vitali  e delle adozioni illegali, anche se, da solo, questo esempio, risulterebbe ampiamente sufficiente a far si che la nostra proposta non possa essere rifiutata, se non avessimo a che fare con aborti e rifiuti umani, persone fisiche simulate umane soggette alla peggiore forma di affezione mentale…quel mancato sviluppo intellettuale, flagello del Terzo Millennio, che caratterizza le persone umane incompiute. (*)
    Ciò che rimane, orrido e dilagante, è l’ipocrisia totalitaria, lo sciacallaggio generale e il coccodrillismo in lacrime degli aborti e dei rifiuti umani. Non parliamo perciò dei restanti bambini destinati comunque alla morte del cervello e dell’assassinio collettivo dell’ultimo Tommy di turno e di tutti i Tommy del mondo assassinati dallo Stato di Usurpazione relativa. (*)
    Pertanto, anche sull’argomento “Ambiente e Cultura”, si propone doverosamente il Coordinamento internazionale tra i governi delle Nazioni, volto all’apertura, alla liberazione, e quindi alla conquista di una planetarietà ambientale e culturale sconfinata, mediante l’attivazione dell’Organizzazione  universale  di  Eguaglianza  Economica  assoluta, conforme alla Società per
Azioni Umane titolare di ogni patrimonio umano e di ogni sua libera progettistica e tutela.
    Così,  anche  su  questo  argomento,  una proposta  positivo-rivoluzionaria  è, come ogni analoga forma di creatività umana autentica, il frutto di un’idea libera.
   Ma, considerato il contesto al quale è rivolta, la più grande libertà è forse quella di averla potuta esprimere.  
  
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(1)    Trascrizione integrale della stesura originale, dall’opera:
      "S.V. Composizioni di Cultura  dell’Universo – Volume Terzo”..


(*)Ved :1) “Il Flagello del Terzo Millennio”,da IL DELITTO DELLA CROCE – La vera storia dell’uomo di Nazareth - Opera Guida di Cultura dell’Universo;
             2 ) “Le ultime dall’Universo”, da TARZAN RITROVATO – La Speciale Anteprima - ;
             3)  INTERVISTA CON L’AUTORE” – Compendio dell’Opera Guida - ;
             4)  GLOSSARIO DI CULTURA DELL’UNIVERSO” (inserito nel Compendio).



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