sabato 30 gennaio 2016

HOME SWETT HELL

 Regia di Anthony Burns.
Con Katherine Heigl, Jordana Brewster, Patrick Wilson. Kavin McKidd, James Belushi, Alyshia Ochse, e altri.
Don Champagne è il proprietario di successo di una impresa di vendita di mobili che sembra avere ottenuto tutto dalla vita in conformità al classico modello “sogno americano”: dollari, tanti dollari, una bella casa, dei figli bellissimi e una moglie altrettanto bellissima, tuttavia dispotica e maniaca della perfezione quanto i Tolomeo della critica ufficiale che usano tale termine (perfezione, perfetto, perfetta) in ogni loro promozione e propaganda del film; e di conseguenza ora in questa recensione anche dalla Cultura dell’Universo.  
La bellissima  Mona,  affetta da mania della perfezione, organizza e annota tutto ciò che concerne il raggiungimento dei suoi progetti e perfino la sua vita sessuale risulta perfettamente pianificata con incontri prestabiliti che tengono il povero marito a stecchetto, finché Don, in continuo stato di arrapamento per la presenza accanto a lui della moglie che è una vera bomba sexy e gli si rifiuta,  inizia una relazione sessuale con una impiegata della sua impresa e quando, ricattato dall’amante che si finge incinta di lui, confessa a Mona la relazione clandestina con la bella e giovane commessa, tale spiraglio di vita paradisiaca è destinato a trasformarsi in una spirale apparentemente fuori da ogni controllo. Apparentemente, perché Mona controlla e pianifica tutto e uno dopo l’altro in una serie interminabile e in continua crescita di omicidi per l’eliminazione di ogni ostacolo che si frapponga alla sua perfetta vita paradisiaca, e  Don si renderà presto conto che Mona non si fermerà di fronte a nulla pur di mantenere la loro unione da favola, in cui l'apparenza fiabesca  è tutto.
"Home Sweet Hell”, secondo lungometraggio diretto da Anthony Burns, è una commedia nera, nerissima, infestata di scene sanguinose e violente, di forte impatto emotivo e allo stesso tempo esilarante rapportate all’atteggiamento gelido, sempre grottescamente calmo, disinvolto, elegante e contenuto di Mona, presto trasformatasi – e sempre a suo agio - da signora perfettina in una signora omicidi altrettanto perfetta.
L'intreccio narrativo, risulta vivace e improbabile quanto i grotteschi  personaggi ben adeguati al lungometraggio e non molto distanti dalla Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata presso ciascuna Nazione nella peggiore forma possibile di Ordine sociale eccetera eccetera eccetera, vale a dire dalla realtà, tanto da tenere lo spettatore incollato alla poltrona in sala di proiezione, e notevoli e cariche di significato sono le frequenti sovrapposizioni  di scene di tono completamente opposto una dall’altra.
La comicità è tenuta ben viva, ma con qualche sfaccettatura di troppo, come nella scena in cui Don è costretto a sniffare metadone non si sa bene perché, dato che non ci sono conseguenze e si va fuori della storia , ma soprattutto nell’happy and che - tendendo all’esagerazione proposta come originalità, cioè forzatamente  fuori dai classici schemi dell’humor nero - rende zoppicante l’intera vicenda cinematografica.
Per quel che riguarda gli interpreti, molto bravo Patrick Wilson nel ruolo di marito debole e confuso; bravina l’attrice che interpreta l’amante, tuttavia fisicamente male scelta per la poca attrattiva sessuale oscurata com’è della straripante bomba sexy, purtroppo “perfetta”, dobbiamo ancora dire della bella, bellissima Katherine Heigl, che ci dicono sia  al suo primo “fuori ruolo”, addirittura da signora omicidi,  in una carriera da “perfetta fidanzatina d'America”.




(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche  – ” A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook
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