sabato 19 dicembre 2015

RACCONTO DI NATALE: ADELE E L’ENIGMA DELLA PORTA CHIUSA…




Quella settimana continuò a piovere e faceva freddo. Perciò restammo a casa e Adele, Barbara, Agnese e Giovanna discutevano sul come risolvere l’Enigma.
Ma poi ci fu una bellissima giornata di sole e Adele propose di andare a visitare il Parco degli Acquedotti.
La grande distesa verdeggiante, appartenente al Parco Regionale Suburbano dell’Appia Antica, si distendeva tra la via Appia e la via Tuscolana delimitata dalle  vie del Quadrato, di Lemonia e delle Capannelle, e si inerpicava leggermente o vi discendeva qua e là, brevemente, come il fondale di un mare invernale che custodiva al suo interno, nei suoi segreti abissali e tra i reperti storici più gloriosi e gli antichissimi edifici, il casale di Roma Vecchia, la Villa delle Vignacce e i sette acquedotti di Roma, tra cui il fosso a cielo aperto dell’Acqua Mariana conosciuto come marrana che comprende tutti i fossi presenti nel suburbio,  la ferrovia Roma-Cassino e la misteriosa Tomba dei Cento Scalini.  
Ma le nostre quattro eroine continuavano a discutere animatamente dell’Enigma e di come risolverlo, prima che i negativi invertiti ultimassero la propria opera di distruzione del mondo da loro usurpato, a somiglianza e immagine dell’ordine cosmico obsoleto ex universo omonimo al quale appartenevano seguendone sciaguratamente le direttive.   
Barbara ci fece osservare che certe discussioni potevano essere dispersive se non si prendevano con cura degli appunti.
“Bisogna scrivere per ottenere delle risposte”, suggerì molto seria mostrandosi convinta di ciò che stava suggerendo.
“Come il bussare alla porta se si vuole che questa venga aperta?”, domandò Giovanna, e Barbara rispose affermativamente, ma rimase sorpresa che Giovanna conoscesse le parole pronunciate dall’Abbattitore del Tempio.
Però le chiese se voleva dire che una porta chiusa dall’interno, può essere in quel caso aperta a un intruso che avesse bussato dall’esterno sulla porta.
“Veramente non era questo che intendevo”, precisò Barbara e Agnese ammise di pensarla anche lei in modo diverso.         
A Barbara  era stato detto che per diventare un bravo astronomo bisognava avere occhi buoni per osservare il mondo delle stelle attraverso uno speciale strumento  e possedere buone capacità matematiche. Forse, se il padre non l’avesse ammazzata per compiacere l’imperatore e salvare se stesso, dell’astronomia ne avrebbe fatto lo scopo della sua vita anche se le interessava più ciò che c’era oltre le stelle fisse. Perché adesso era sicura che era dall’alto che si doveva bussare. Avendo però il contatto biologico operativo dell’Universo pronto ad aprirti, altrimenti non ti avrebbe aperto nessuno, perché lassù c’era l’Oltre, il Prosieguo.
“Perciò qui bussano esclusivamente dall’interno, in modo che si dica che tutto ciò che ci sia di malvagio provenga dall’esterno della porta, così che loro non c’entrano niente e non hanno niente a che vedere con i frutti velenosi dell’albero malefico”.
“E non lo dicono mai apertamente, ma lo sottintendono, lo danno per scontato, lo accettano passivamente, supinamente,  il che è molto peggio”, proseguì dopo un attimo di silenzio riflessivo: “Da quando c’è la crisi economica prodotta nella migliore delle ipotesi da incapacità, malgoverno e cattiva gestione amministrativa dai “Vien Rubando” della politica e della pubblica amministrazione discendenti da Mammona, dalla Criminalità Consuetudinaria Socialmente Organizzata, la si nomina per scusante in ogni occasione come se si parlasse della pioggia o del vento e i più idioti ne fanno il proprio slogan preferito e i più incapaci il proprio credo.
“Se è così”, obiettò Adele: “Nessuna porta chiusa dall’interno può essere aperta, se non si bussa dall’interno. E se lo si fa, avrebbe davvero poco senso.  Per cui, bussare dall’interno in una porta chiusa vuol invece significare che si vuole che la porta s’apra all’esterno, giusto? E allora perché chiuderla dall’interno, se si persegue il contrario?”.
“Perché si è negativi invertiti”, spiegò Agnese: “Chi vive a testa in giù apparentemente fa cose poco comprensibili all’esterno, se non si tenesse conto di questa situazione. Chi non capisce non capisce neppure se stesso, ma viene pienamente  compreso da chi comprende ”.
La Tribase Elementare della Conoscenza serve per conoscere almeno da dove si provenga, dove ci si trovi e dove si è diretti. Ma gli aborti e rifiuti umani della Terra ovviamente non sanno neppure questo, perché la loro ignoranza è perfetta.
“Ad ogni modo, se si chiude una porta dall’interno, è perché si vuole impedire all’esterno di entrare”, osservò Adele.
Giovanna guardò le compagne con aria dubbiosa, ma simultaneamente di sfida com’era nella sua natura combattiva: “A si? E allo stesso tempo si giustificano i fatti negativi invertiti che si verificano all’interno esattamente al contrario delle proprie intenzioni esplicitamente dichiarate e perseguite, affermando che i cattivi risultati sono opera di un esterno che non può entrarvi perché gli viene impedito? E allora bisogna forzare la porta della fortezza per tirare fuori la verità e mostrarla sollevandola in alto come un vessillo che s’innalzi verso il cielo al grido di Vittoria!”. 
Ecco, Giovanna ha colto nel segno!”, disse Barbara: “Questo è esattamente il compito del sole”.   
Le nostre bellissime dee manifestavano l’allegria e la gioia impetuosa della Piena Giovinezza che appassionatamente le animava, e correvano inseguendosi nei prati, eteree e splendidamente carnali, meravigliosamente celesti e allo stesso tempo terrene.   
 “Nessuna porta chiusa dall’interno può essere aperta se si bussa dall’esterno? Se fosse così le parole di Gesù non avrebbero senso perché non risponderebbero al vero; e allora, cambiando prospettiva, si potrebbe mai bussare dall’interno?”, disse improvvisamente Giovanna fermandosi respirando con un  leggero affanno per la lunga corsa sui prati e restando immobile accanto a una pietra levigata posta di fronte a una lunga serie di arcate.
“Questo è giusto”, ammise Adele: “Non ci sarebbe ragione di bussare dall’interno se si è già dentro. Ma se si bussa affinché la porta chiusa dall’interno venga aperta all’esterno tutto cambia”. 
Agnese disse che anche lei la pensava esattamente così: “Se prima eri dentro e bussando ti è stato aperto dall’esterno, significa che ora sei nell’Oltre, nel Prosieguo”. 
Intanto del cadavere sociale che giaceva rattrappito accanto ad una delle arcate di mezzo, restavano soltanto le tracce lasciate dai contorni di gesso tracciati dai disegnatori della polizia.  
“Dove lo hanno portato?”, domandò un po’ ingenuamente Agnese, dato che avrebbe dovuto sapere benissimo dove vengono riposti i cadaveri. Tuttavia la sua domanda seguiva un percorso più intricato e profondo, perché lei era restia a credere che lo avessero portato nei boschi e bruciato. 
“Forse è stato ricondotto nella sua cella dove nessuno penserebbe di andare a guardare perché nelle celle vi dovrebbero essere rinchiuse le persone vive e non quelle morte”.
“Chi nasconde i cadaveri nei boschi per bruciarli, viene a sua volta nascosto nei boschi e bruciato”, ricordò Barbara; e Giovanna le fece osservare che ciò riguardava l’Antico Testamento perché nel Nuovo era un altro discorso, e domandò alle sue tre compagne se almeno una di loro sapeva dirle quale cadavere avesse lei bruciato per meritare di finire sul rogo, ma nessuna delle ragazze era in grado di darle una risposta ragionevole.
Adele svelò però quel piccolo mistero, ricordando ciò che era stato fatto a ciascuna di loro. Barbara fu uccisa dal padre. Ma anche Agnese, accusata di magia, fu condannata al rogo, e la leggenda racconta che le fiamme si divisero sotto il suo corpo senza neppure lambirlo ed i suoi capelli crebbero tanto da coprire la sua nudità, così che l’uccisero con un colpo di spada alla gola e il suo corpo venne sepolto nelle catacombe che recano il suo nome.
“Credi di averlo meritato? Oh no, tu lo hai perfettamente immeritato, perché qui ci troviamo nel Mondo del Male Perfetto in cui è tutto perfettamente ingiusto e immeritato”.
Ecco perché ci vorrebbero due gemelli, pensò Adele, così da poterne collocare uno all’interno e l’altro all’esterno della porta; e comunicò questo suo pensiero alle sue tre compagne,  alle quali chiese la loro opinione.
“Ciò che è due in uno, diviene inseparabile”, disse Barbara riflettendo: “Come le scarpe. Se di due scarpe ne rimane una, questa diviene inservibile”. 
Giovanna disse che con una sola spada si può vincere una tenzone, ma mai una guerra e Barbara le stupì facendole osservare che non si è mai uno, ma sempre due, e gemelli contrari, perché non c’è interno se non c’è anche il suo fratello esterno. Così come non c’è mano o gamba destra se non c’è anche la sinistra ugualmente alle due scarpe, e come le due scarpe non c’è alto se non c’è il basso, non c’è nord senza il sud, l’est senza l’ovest: “Osservate i punti cardinali e capirete”.   
“E se sei un dispari, ad esempio in treppiedi?”, obiettò Agnese, al che Barbara aggiunse, per complicare meglio le cose: “O un millepiedi”, provocando una risata generale. 
Ma che mi dite di Romolo e Remo? Di due ne restò uno, uno solo, e non restò inservibile come la scarpa destra o sinistra se manca l’altra. Egli fondò la Città dell’Universo sulla Terra.   Con queste parole Adele attrasse su di se  l’attenzione delle Tre Grazie, le quali obiettavano discutendo animatamente.    
La leggenda è sbagliata. Non quadra.
E invece non è affatto così. La leggenda quadrerebbe benissimo se si conoscesse la matematica della scienza assoluta dell’Universo in quell’equazione della Storia universale in cui non si deve essere due in uno, ma uno di due o di tre. Caino e Abele vi ricordano qualcosa? La scomparsa dell’Universo originale neutro, l’Universo della Luce, il Principio, e la manifestazione dell’’Ordine cosmico negativo invertito, il Male Perfetto, il Finito, vi suggeriscono qualcosa? E della Triade Universale, del Principio Unitario della Realtà, non rimane forse uno di tre?   
Adele pensò di toccare la gola ancora calda del cadavere sociale, di tastarne la carotide,  e confermò che non vi erano pulsazioni e tutte e quattro le meravigliose fanciulle si strinsero una all’altra cullandosi a vicenda in una misteriosa danza dell’aria; ma era Agnese la più giovane tra loro a ricevere il maggiore conforto dalle sue compagne.
Finché Adele non ricordò perché fossero lì.  E allora di colpo fu tutto chiaro ed era come se si trovassero su un immenso palcoscenico planetario in cui il pubblico era il mondo.
Ma ci volle Ornella, la quale inviata dalla Madre improvvisamente apparve nel Parco con la sua grande esperienza magistrale di insegnante, per illuminare lo scenario, le antiche rovine romane, le arcate, i verdi prati primaverili della Tre Volte Capitale, i sette acquedotti di Roma,  e indirizzare correttamente le nostre quattro eroine alla soluzione dell’Enigma.  
A nome della Madre Suprema e per conto dell’Universo, l’acronimo di Alta CulturaDSUI OSDER A SAU” (DISATTIVARE SENZA ULTERIORE INDUGIO L’ORGANIZZAZIONE SOCIALE DI DISUGUAGLIANZA ECONOMICA RELATIVA ATTIVANDO LA SOCIETA’ PER AZIONI UMANE), viene affidato alla primaria competenza delle Tre Grazie del Cristianesimo Realizzato.
Con riferimento temporale al Pionierismo Cristiano delle Catacombe, discendente dal Primo Cristianesimo, nell’ordine Barbara nata a Nicomedia nel 273 e morta martire il 4 dicembre 290, e Agnese (Roma 290-293) morta anch’essa martire a Roma il 21 gennaio dell’anno 305; e Giovanna d’Arco, nota come la pulzella d’Orleans, nata nel 1412 e morta martire sul rogo il 30 maggio 1431 a soli 19 anni (ed era addirittura la più anziana delle Tre Grazie!) per i tempi successivi nei quali la conversione alla  cristianità secondo i dettami del Delitto della Croce si verificò alla rovescia con la mistificazione e l’invertimento del Primo Cristianesimo, negativizzato, invertito e convertito a se stessi dagli aborti e rifiuti umani a somiglianza e immagine di uno status quo promotore della fondazione sulla Terra del Cristianesimo Negativo Invertito, ossia dell’Anticristianesimo inconfesso: l’Anticristianesimo d’Occidente!
Ornella ci spiega che Barbara, Agnese e Giovanna, le Tre Grazie come Adele giovanissime, prescelte in rappresentanza del Cristianesimo Positivo Rivoluzionario, il Cristianesimo Realizzato, assurgono oggi sul Golgota, ai piedi del Delitto, a emblema vivente della Rivoluzione Assoluta della Vita per la Rivoluzione Intellettuale sulla Terra del  Cristianesimo Che Vive.
Perciò, precisa Ornella, ad Adele tocca adesso risolvere il  Grande Mistero, l’Enigma della porta chiusa dall’interno, in base a quanto riprendiamo dall’Universalesism News n.5 del 2012, Edizione Straordinaria di Natale 2012 e Capodanno 2013:      
“CARNEVALE VENEZIA 2013: 'VIVI I COLORI'. COSI’ SI TRAVESTE LA CITTA'
Paese Campione, Venezia. Dal 26 gennaio al 12 febbraio, il Carnevale di Venezia sarà una esplosione di colori contro il grigio di questi tempi di crisi.
Come sopra, conferma Adele, contro i tempi, contro il grigio e contro le crisi prodotte dal malgoverno degli aborti e dei rifiuti umani, secondo il quale arrivando dal cielo, i tempi, il grigio e le crisi riuscirebbero a passare anche attraverso una porta chiusa dall’interno, e cioè  nonostante il sigillo apposto dal  cerchio chiuso Alfa-omega che sarebbe….
OBLUNGO…Cioè a forma allungata.”
Con le sue tre coetanee, Adele si sente veramente felice e s’intende alla grande, specialmente con Giovanna, straordinaria e insuperabile adolescente in virtù della frequentazione di ambienti maschili militareschi, modernissima nel linguaggio “da caserma”, mentre Barbara e Agnese, fanciulle educate in famiglie patrizie, secondo i gusti di Adele le risultano un po’ troppo sofisticate, un po’ troppo buoniste, un po’ troppo di buone maniere. 
Comunque, niente da ridire. Però, le battute ironiche e i vaffanculo in francese di Giovanna sono il massimo della goduria quando glieli sente pronunciare contro quella massa di Gran Coglioni, di Strastronzi, di Rincoglionissimi, che contraddistingue gli aborti e rifiuti umani, i negativi invertiti del pianeta che l’hanno bruciata sul rogo.
“Killer seriali perfetti e sofisticatissimi, i quali dopo averti assassinata e martirizzata, ti rifanno un processo alla memoria annullando il precedente fasullo, e ti fanno santa…Naturalmente la risposta è data dal Delitto della Croce ed è conosciuta da tutti; però l’interrogativo ci viene comunque naturale e non possiamo fare a meno di riproporlo”. 
 E così continua puntualizzando: “Cazzo e stracazzo, come mai non sono stati processati i responsabili del processo fasullo e i loro killer, ma si è atteso che la riabilitazione avvenisse alla memoria di tutti?” In lingua francese ovviamente, perché essendo analfabeta Giovanna non conosce altra lingua.
Adele è entusiasta di Giovanna, come Valchiria si riconosce in lei in tutto e per tutto.  Tuttavia, i ragionamenti molto eruditi e profondi di Barbara e quelli illuminanti e geniali di Agnese, la più giovane tra di loro calcolando anche l’età della stessa Adele, si presentano insostituibili e le sono davvero di grande aiuto nella soluzione dell’Enigma.  
Ad ogni modo, Ornella e Adele possono manifestarsi soltanto attraverso me, e Barbara, Agnese e Giovanna attraverso Adele, per cui il Contatto Biologico Operativo stabilito dall’Universo sul pianeta Terra resta fondamentale e insostituibile.
Chi invece si manifesta liberamente come e quando le pare e le piace, è la nostra interlocutrice terrena: “Ok , ma allora? Il tempo è pessimo. Freddo e pioggia. Ma con chi il ragazzaccio prova a sfidare il maltempo? Quanta pioggia, uffa! ..Ricordi quando dicevamo: " uffa quanto caldo? Pensa che io non devo  neanche andare a scaldarmi con un bel ragazzo!  Che noia ...Meno male che vivo delle belle avventure attraverso te e Adele e mi accontento. Vi abbraccio…” 
Ci credi se ti dico che io invece invidio la tua tranquillità? Io mi sento sempre più “incasinato” e non riesco a tirarmene fuori. Adesso ci mancava la ricercatrice informatica! E’ una bellissima ragazza bruna e passionale con due occhi ardenti che sembrano stelle luccicanti. Secondo Adele è una donna molto pericolosa per me e, prendendomi in giro, mi dice che è attratta da me perché le ricordo il nonno,  al quale era molto affezionata, deceduto quando era ancora una bambina.
Ieri sera sono uscito a passeggio con la mia solita amica sposata con la quale vado tranquillo perché è più controllata di me e non passa il segno. Però, dalla prossima settimana sarà sempre in famiglia per le festività di natale e capodanno, con marito e due figli grandi. Ha soltanto 45 anni, ma ha due maschi che studiano uno medicina e il minore nautica per seguire le orme del padre. Ieri, quando siamo usciti, si era sciolta i capelli e sembrava una ragazzina e sicuramente le piace sentirsi così giovane, peggio di me che adesso faccio l’adolescente non avendolo potuto fare a suo tempo. Però, vivo nel terrore che mi scoprano e mi sento un ladro anagrafico per cui le mie avventure seguono un filo sottilissimo che si può spezzare da un momento all’altro (hai mai sentito parlare del filo del rasoio?). E la mia amica sposata quando le chiedo se il marito è geloso di lei, immancabilmente mi risponde che se il marito fosse geloso lei non sarebbe qui, a passeggio mano nella mano con me.  Ma io continuo a chiederglielo, ostinatamente, perché c’è qualcosa che mi nasconde. E poi dormo poco e male e ho sempre un gran sonno arretrato che non riesco a soddisfare.  Per esempio, in questo momento mi si chiudono gli occhi davanti al computer, ma se poi vado a letto, il sonno passa e non riesco a dormire. Vorrei avere una donna vicino che mi chiudesse gli occhi, mi accarezzasse le palpebre, mi cullasse e mi facesse addormentare tranquillo e vegliasse su di me come faceva Ornella. Questo soltanto vorrei da una donna . Pensa un po'. “A si?”, mi fa Adele malignamente: “Vai a raccontarlo alla ricercatrice informatica!”
A domani e Buona Nocchia... 
Bussare a una porta chiusa dietro la quale vivono dei sordi non è ragionevole, oppure affacciarsi nel vano di una porta aperta, dove vivono dei ciechi, per farsi vedere.
Qui, o quivi per essere più classici visto il luogo in cui ci troviamo, come si dice? Il più sano c’ha la rogna e in politica il più onesto è un Vien Rubando?
Eppure, eccoci qui a intrattenere ragionamenti eruditi e intellettuali e perseguire spiegazioni logiche dietro una porta chiusa, al di qua della quale vivono gli aborti e rifiuti umani,  i ciechi e i sordi, i cerebrolesi, i flagellati, gli affetti dalle più gravi forme di Analfabetismo Intellettuale, il Flagello del Terzo Millennio. Le Tre Grazie del Cristianesimo Positivo Rivoluzionario apparivano dubbiose. 
“E’ per il recupero”, spiegò allora Adele: “Prima che le diano fuoco, frughiamo nell’immondizia per trovare qualcosa che ci possa servire, che possa esserci utile”.
Giovanna rise allegramente: “Cazzo! Vecchio Testamento, Nuovo Testamento? Ma non vedete che chi mi ha bruciata sul rogo, perirà sul rogo?”.  
 “Che sarebbe stato per sempre, se per misericordia la Madre non avesse corretto la temporalità dell’Inferno Manifesto”, ricordò Ornella.       
E saranno cazzi loro anche per tutti gli altri infami, assassini e Vien Rubando”, disse Adele: “Ma sarà uno spasso vederli dibattersi nel pianto e nello stridor dei denti anche se non sarà per sempre”. 
Ma sarà per quel tanto necessario a prepararsi per la definitiva Cancellazione. La voce di Giovanna si era fatta aspra e Adele fu molto felice quando la sentì parlare della squadra di calcio dell’Universale e del penultimo arbitraggio della Banda dei Sei inviatale contro da Mammona per impedirle di vincere. Cavolo, con la solita rima e il solito gonzo gran ladro stronzo, questa volta Mammona c’è riuscita in pieno, ha raggiunto lo scopo. Due rigori netti negati all’Universale, un goal in netto fuori gioco regalato alla sua avversaria, il Chievo,  e una ammonizione inventata contro un giocatore della Magica affinché venisse squalificato e non potesse giocare nella partita successiva contro il  Milan del Berlusca.
Ora, giustamente, sia Giovanna che Barbara e Agnese, e naturalmente Adele,  si chiedono se queste bande gestrici della buona fede arbitrale, vengano adeguatamente controllate. D’altra parte è impossibile farlo, come controllarle? E’ indubbio che si utilizzino interposte persone perfettamente sconosciute, per cui l’interrogativo sorge spontaneo e senza risposta. Non è che tra loro operino gli scommettitori seriali?   
Ma la dirigenza della squadra della Tre Volte Capitale non reagisce, o reagisce in modo troppo blando, senza tener conto che la migliore difesa è l’attacco. Giovanna ne è convintissima. In battaglia lei è invincibile. Perciò, vi sembra giusto che, a parte i tifosi contro, anche alcuni tifosi veri accusino la squadra di essere troppo poco cattiva, troppo passiva, troppo molle, troppo pacifica e incapace di lottare, se la dirigenza della Magica è esattamente così? Sarebbe ora di alzare la testa e di combattere. Evidentemente con Mammona ci mangiano anche loro, i dirigenti, perciò acchiappano quel che possono, si accontentano  e della squadra alla fine se ne sbattono e magari fanno parte anche loro delle bande degli scommettitori seriali.  Sabato c’è stato il Milan, e il vero tifoso della Magica ha rischiato di portarsi dietro il suo malumore e che questo lo accompagnasse per tutte le feste. Con il Milan però la Magica è stata nettamente più forte: degli avversari, della buona fede della sestina arbitrale e del tifo contro. Tuttavia, si è visto che Mammona sta sempre in agguato e, appena la Tre Volte Capitale rialza la testa, eccola li pronta a mandarle contro gli specialisti del lavoro sporco: sul quattro a zero per la Roma sul Milan a pochi minuti dalla fine della partita, il capoccia della sestina arbitrale ha fatto di tutto per favorire il Milan, violando ripetutamente il regolamento, espellendo il migliore difensore dell’Universale che non potrà pertanto utilizzarlo nella prossima partita in trasferta contro il Napoli, non vedendo alcuni  grossolani fuori gioco dei milanisti e in pratica regalando ai lombardi le due reti da essi segnate nel finale dell’incontro mentre, oltretutto, nessuno indaga sul rapporto  codificato B/S (Buona fede arbitrale-Scommessopoli) anche se trattasi di ciliegina sulla torta. E ha ragione Adele quando, come il minimo che si possa fare quale deterrente, ritira in ballo la questione del risarcimento economico che spetterebbe alle squadre danneggiate dagli arbitri. Ma non lo fa nessuno, non c’è nessuno che condivida la nostra iniziativa, non c’è nessuno che colga il nostro suggerimento, e – diciamocelo pure più chiaramente - non c’è nessuno che lo vuole perché la mafia fa comodo soprattutto ai mafiosi. Comunque…
Ecco ora sono io che intervengo e “comunque”, ripeto, sono impelagato con la ricercatrice informatica. Ne ho recepito il messaggio: prima di andare al mare, a maggio, quando le giornate diventeranno più calde e il sole meno intermittente, ma ancora prima della calura dell’estate piena, ci dobbiamo conoscere.  Credo che sia questo che lei mi ha lasciato intendere dicendo che senza il camice io non la riconoscerei nemmeno, per cui dobbiamo scambiarci il numero (dei cellulari).
E mi ha anche invitato ad andare con lei al mare in febbraio, ma era solo una battuta affinché  lo scenario si allargasse come un elastico per poterci contenere insieme con le nostre singole storie.
Tu ed io. Insieme. In un elenco ordinato di fatti. Chi sei, chi sono, chi siamo.
Un tempo vi erano i cappellani in sottana nera e piccoli quadrati neri che i cancellieri avrebbero grottescamente issato sulla parrucca dei giudici, e alla fine la pronuncia degli “amen” di circostanza dopo la condanna a morte.
Ma che però, come adesso, ti arrivava addosso nel momento stesso in cui chissà perché nascevi.
Ma se ti condannassero invece “a vita”, o meglio ancora “all’amore”, che succederebbe? Aspettiamo gli eventi? Maggio, il mare, il sole alto, l’estate piena...
Così, quando infine la vedrò nel vano della porta, dovrò rimproverarla di aver dubitato che io non potessi riconoscerla. Lei, l’amore.       
Stamattina sono andato al centro di ricerca informatico, ma lei non c’era e non mi è sembrato opportuno chiedere ai suoi colleghi quando sarà di turno.  E’ una vera rottura. Quando si deve fare una cosa, io odio la titubanza, la faccio e basta! E non mi pento mai.  Ma adesso chissà quando la ritrovo.  La chiudo qua per non annoiarvi troppo con i miei incasinamenti. Un abbraccione e su di morale...Se non altro la ricercatrice informatica mi aiuta a non pensare all’Universale, a Mammona calcio e all’osmosi di cui secondo Adele avrebbe bisogno la squadra nel gioco per diventare invincibile.  
Ma ci pensa la pulzella d’Orleans a insistere nella sua critica costruttiva contro la dirigenza della Magica. La strategia di chi non porta pace ma Spada, si fonda sull’imprevedibilità, sul non darsi mai per scontato.
L’Abbattitore del Tempio è stato chiarissimo. Se ti colpiscono, se ti danno uno schiaffo, non devi mai reagire come si aspetta il tuo avversario. Se tu reagisci colpendolo a tua volta, è ciò che il tuo avversario si aspetta e saprà adeguatamente difendersi. Ma se tu gli porgi l’altra guancia, lo coglierai di sorpresa perché è esattamente ciò che lui non si aspetta,  e quando lo vedrai stupito e titubante, allora tu colpiscilo con spada e sarà Vittoria, cazzo!
Come credete che io abbia fatto a vincere tutte quelle battaglie? L’ho fatto cogliendo  di sorpresa il mio nemico! Ma se invece, in ossequio all’interpretazione che ne danno i negativi invertiti, te ne resti li inerme e  passivo come un  mammalucco, di sicuro ti arriva un’altra sberla.
“Ma adesso, cara Giovanna, non ti bruciano sul rogo.  Adesso ti sparano”.
Adele ne mimò il gesto puntando il pollice e l’indice della mano destra in direzione della pulzella d’Orleans, la quale rise di gusto.
Ma che ci potessero sparare proprio qui, nel Parco degli Acquedotti, tra le vestigia dell’antica Roma, sembrava improbabile, anche se era successo.
Da poco un dirigente di una azienda romana responsabile del licenziamento di un lavoratore dipendente, vi era stato ucciso a rivoltellate dal neodisoccupato incazzatissimo che aveva voluto vendicarsi. Il che era tuttavia accaduto per puro caso, perché avrebbe potuto succedere in un qualsiasi altro posto.
In questa bellissima mattina di dicembre inoltrato (siamo a Natale e tra poco sarà Capodanno) un destino così infausto non sembrerebbe possibile neppure per gli ebrei, che pure non amano il Natale perché loro hanno gli otto giorni di Pesah quando le case ebraiche grazie all’happy and diventano dei rifugi di luce  e di pace per le ricorrenze di paurose storie bibliche felicemente conclusesi con festeggiamenti sfarzosi, musiche, canti, balli, pane azzimo e pan di spagna.  Settimane sante per gli ebrei, come sante sono per i cattolici le nostre Tre Martiri.
Ma a memoria d’uomo, tra le ebraiche non c’erano fanciulle bellissime come loro, ma ce n’erano alcune molto brutte con la pelle giallastra e occhi scuri sporgenti di animale da soma o da allevamento; e se c’erano uomini che le sposavano, era perché loro erano ancora più brutti, dei veri mostri che sorridevano orrendamente con bocche bavose senza denti o con denti disgustosamente guasti.
Eppure, se tra le rovine romane avessero trovato dei residui di insediamenti cattolici confessionali, per esempio - a parte la sorpresa perché i tempi storici non avrebbero combaciato – dei conventi diroccati, forse molte monache non sarebbero state molto diverse da loro, anche se non si sarebbero mai chiamate con il loro vero nome, ne sarebbero mai riuscite a capire cosa ci facessero le Tre Grazie ai piedi del Delitto della Croce.    
Tuttavia Ornella, la quale è informatissima sulle suore avendo studiato dalle Giannelline, sostiene che tra di loro ce ne sono alcune molto belle.               
E allora Adele spiegò alle compagne che se avesse potuto superare una siepe di arbusti e fiori color lillà, saltare uno steccato e bussare alla porta bianca e marmorea sul retro delle arcate grigiastre, chi le avrebbe aperto poteva essere soltanto lo scheletro di un defunto d’epoca. Un classico della storia. Uno scheletro ballonzolante nell’aria con movimenti disarticolati, impegnato nella danza macabra della festa dei morti, con ampi resoconti oscillanti e rotatori sul proprio asse.   
Le nostre eroine ignoravano  i convenevoli degli incontri sessuali, i lunghi baci e il poi svestirsi con rapidi gesti lasciando gli abiti in piccole pile ordinate e le calze ripiegate sulle scarpe, restando nude con cuori disarmonici nei sotto seni troppo stretti o troppo prominenti, e fianchi troppo larghi e gambe troppo grosse, come se il sesso fosse in quel “troppo”, in quell’eccesso che ritualisticamente vi ricorreva.
Io amavo la pelle morbida, liscia e levigata, delle quattro fanciulle dell’aria. E le amavo guardandole fluttuare come silfidi celesti o tenui raggi solari ai primi fuochi dell’alba. E continuavo ad amare Ornella e con lei andavo per mano nel Grande Parco delle memorie seguendo Adele e le tre meravigliose adolescenti mai divenute donne mature, mai divenute madri, perché questo è stato il delitto atroce perpetrato contro di loro, che Ornella sette volte madre ha attenuato facendosi madre anche per loro,  ma che soltanto il tempo della Piena Giovinezza riuscirà a sanare.
E le ore passavano, una dopo l’altra. Ma prima della fine del giorno, Adele ebbe la sua risposta. Fu la ferita del cielo attraversato da un fendente di luce morente, a ricordarle la fessura nascosta, l’Effrazione innata invisibile allo Spirito-Massa.
 “L’anima dei vivi”, annunciò Barbara e Giovanna, Agnese, Ornella  e Adele annuirono.
Tra breve sarebbero sopravvenute le ombre ed era tempo di andare.
La soluzione dell’Enigma era visibile nella porta spalancata nell’Oltre, nel Prosieguo dello spazio e del tempo verso l’infinito.
“Quando le tenebre s’illumineranno d’aurora, la porta si spalancherà al sole”, disse Agnese.
La letteratura giallista della porta chiusa, da per scontato che l’assassino provenga dall’esterno, e s’inventa mille trucchi per spiegare come abbia fatto ad entrare ed uscire attraverso una porta chiusa dall’interno.
Ma non c’è nessun mistero se l’assassino si trova già all’interno, al di qua della porta.
“Oltre le stelle fisse e oltre la porta c’è l’Universo”, disse Barbara: “Ma qual è lo strumento dell’astronomia per guardare nell’Oltre?”
“E’ il Delitto della Croce che risolve l’Enigma”, annunciò Adele: “Non c’è strumento più potente e luminoso”.
Ognuno ha chiuso la propria porta dall’interno e ognuno è l’assassino di se stesso, disse Agnese. Ma il Delitto della Croce è l’ancora di salvataggio. Noi ora siamo qui, sul Golgota, ai piedi della Croce, e la solleviamo fiammeggiante accendendo il mondo di luce cristallina. 
E’ vero. Ma il tempo della risoluzione dell’essere, del presente infinito dell’essere per essere stato, non è forse domani? si domandò Barbara.
“E’ esattamente così”.
Adele si volse trionfante verso le sue compagne è ripeté la frase “E’ esattamente così” per tre volte.
“Se oggi è già domani, ecco ora abbiamo risolto l’Enigma…”. E lo ripeté non per tre volte, ma per quante volte il sole nascerà e tramonterà per poi risorgere  sul Golgota, ai piedi del Delitto.
Guardò in  alto e indicò il cielo azzurro alle sue compagne; e poi, con voce splendidamente armoniosa, ma allo stesso tempo ben scandita e solenne, e sempre più alta fino a raggiungere l’apice e l’acuto di una fiera competizione di  musica celestiale vertente sul primo Natale della Nuova Terra, declamò come in una dichiarazione giurata o in un saggio d’esame reso alla presenza di un giuria o di un severo gruppo di persone giudicanti, l’ultimo verso di una nostra antica poesia.
“Lassù non fugge il giorno, la luce viene…” 
E’ siccome sulla Terra è invece pericoloso andare a passeggio mano nella mano, la mia amica sposata mi ha confessato di essersi innamorata, ha confessato di amarmi.  In una situazione diversa non sarebbe mai successo.
E io? Io sono l’amore. Io conosco la Legge e ciò che significa.
Perciò, le ho chiesto per l’ennesima volta (ma sarà l’ultima, lo giuro)  se nel suo matrimonio ci sia un marito geloso.
“Se così fosse, io sarei qui?”, mi ha risposto a sua volta interrogandomi anche lei per l’ennesima volta.
Ed ecco il perché se sulla Vecchia Terra la mia donna non chiude mai la porta ma la lascia socchiusa per me, non si avverte alcun rumore forte, ma neppure un sottile stridio molto particolare di un cardine del cuore corroso dall’inattività sentimentale simile al tambureggiare della pioggia sul balcone, simile al gocciolare del rubinetto nella vasca da bagno o in cucina, simile a una musica lontana in un lontano mondo radiofonico.
Ma ciò che più ci terrorizza della Vecchia Terra, è questa sua assoluta normalità, questa sua placida tranquillità, questa sua accettazione passiva, questa sua inerzia, questo suo moto inerziale contratto e dilatato, oscillante e rotatorio sul proprio asse che evince lo stato in quiete dello Spirito-Massa, questa superficie lucidata con cura, l’ordine scrupoloso e l’atmosfera confortevole, il fatto che vi si possa passeggiare tranquillamente tra le aiuole di giardini fioriti sotto alberi imponenti, strisciare i piedi sull’erba inumidita dalle piogge per ripulirli del sangue rappreso delle vittime martoriate e poi uccise, e scavalcare ingiustizie, miserie e cadaveri con grande consapevolezza, furberia e nonchalance, come se il chi se ne frega vi regni implacabile.
Così, affinché il lassù sia il quaggiù, e uscendo al crepuscolo dal Parco, le nostre quattro eroine, cinque con Ornella,  non dimenticano la magia delle sacre parole e, come in un misterioso canto delle somme alture celesti, le intonano all’unisono lasciandole indelebili sulla Terra quale definitivo dono del cielo.
DSUI OSDER A SAU e fu il giorno. Buon Natale e Felice Anno Nuovo a voi…


(S.V. “IL MONDO ALLA ROVESCIA – Libro Terzo (2011/2012) –” A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte) 
 



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