sabato 5 dicembre 2015

POSTI IN PIEDI IN PARADISO



 
L’estrema fatica che incombe su di noi, costretti a visionare la cinematografia corrente per realizzare una recensione accettabile di Alta Cultura dei film proposti, si sta rivelando  improponibile quanto quella  critica letteraria a suo tempo subito scartata, a causa della natura del materiale da esaminare che ci avrebbe costretti a vivere in uno stato di sconforto e di continuo malessere per la nausea e il voltastomaco che ci avrebbero colpiti leggendo gli scritti di Bassa Cultura dei Tolomeo prezzolati, scritti sedicenti letterari, saggistici, poetici e via dicendo, di fatto carta straccia, immondizia, rifiuti da contenitore della peggiore spazzatura, ovvero tipico prodotto dell’Ordine Cosmico obsoleto ex universo omonimo.       
   Carlo Verdone accusa Woody Allen di non aver capito Roma. E lui - al pari di Woody Analfabeta intellettuale di professione preso per campione dall’immondo  ginepraio, che  scambia la Tre Volte Capitale per un tram d’epoca o per l’antica sala cinematografica della parrocchietta, metaforandola in un falso affollato paradiso in terra invece del deserto paradisiaco e dell’affollatissimo inferno embrionale che, a causa dello Status Usurpatio, è -  con tutta la sua ignoranza da perfetto Non sa Neppure Dove E’ Messo anche se di secondo piano, dimostra di averla capita?  L’idiota che grida idiota all’idiota, si dimostra forse meno idiota?
Commedia di costume “Posti i piedi in Paradiso”, che si sbraca ai piedi dei soliti vitelloni di provincia trasferiti in una Roma improbabilissima quale luogo comune narrante di storie e microstorie altrettanto improbabili, ovvero  di macrobufale ripetitive  riciclate dalla polverosa soffitta di una mente in declino, ha registrato alla data dell’8 aprile 2012   un significativo incasso totale di 9.142.000 euro.
E le tre copie conformi di sesso maschile divorziate, collocate sul palcoscenico da Verdone (Ulisse, Fulvio e Domenico, non meglio distinguibili per insufficienza mentale individuale e regresso socioeconomico fisiologico straripante in questa ennesima riproposizione cinematografica di gruppo), andrebbero imitate per la loro condizione civile che costituisce il denominatore guida del film e il consiglio da fornire sia a Verdone che agli Aborti di vita e rifiuti umani spettatori paganti.
Divorziate per favore da certe brutte abitudini. Tu, caro amico Verdone, se ti è possibile cambia almeno colore, e voi, spettatori, restatevene a casa che è meglio…meglio tanto per dire perché forse il “meno peggio” è più esatto, vista la vostra realtà familiare da perfetti sfigati nati soltanto per invecchiare ammalarsi e morire senza senso e ragione qualora l’Acronimo unitario dell’Universo e il Governo diretto creativo ed educativo della Suprema Entità Divina sulla Terra,  restassero disattesi sul pianeta.                 

 
 

 (S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche – “  A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)

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