mercoledì 2 dicembre 2015

CASANOVA 70







 Andrea (Marcello Mastroianni), ufficiale italiano distaccato alla Nato, è  un uomo bellissimo che piace alle donne e, sessualmente impegnatissimo,  manifesta a un certo punto dei problemi di erezione, per cui per non essere scoperto dalle partner quando sono a letto, tira fuori scuse di ogni genere e s’inventa espedienti e tragicomiche fughe,  finché si vedrà costretto a ricorrere a uno psicanalista il quale, rimproverandogli l’eccessiva frenesia amorosa,  gli consiglia una cura distensiva e Andrea parte per una vacanza di riposo in montagna, dove tuttavia  non perde il vizio di correre dietro alle donne.
Più in là incontra una stupenda ragazza, Gigliola, con la quale intreccia un idillio, s’innamora  e si fidanza ufficialmente a scopo matrimonio; fidanzamento  che però dovrà  momentaneamente rompere a causa dello scandalo causato nel suo parentado per un prolungato bacio che egli da a una domatrice di leoni davanti al pubblico del circo.
Andrea è ripreso dal demone  del cacciatore di donne belle  che lo spinge ad azioni rischiosissime per soddisfare  le sue conquiste galanti.
Un generale lo scopre nascosto  nell'armadio della camera da letto della moglie e, per punizione, lo spedisce all'aeroporto per accogliere la salma di un ufficiale straniero.
Ma all’aeroporto Andrea fa la conoscenza di  Thelma, la bellissima moglie del Conte Ferreri, un vecchio molto geloso e sospettoso e - accolto come ospite nella villa veneta del conte - ne insidia la moglie, ma diventa oggetto di una macchinazione omicida da parte del nobile che, maldestramente, rimane vittima della sua stessa insidia.
La vedova, fortunosamente ritrovatasi libera dell’ingombrante marito geloso,  ne approfitta per accusare il nostro seduttore, e Andrea finisce in Tribunale per rispondere dell’accusa di omicidio; ma si salva per un pelo dall’ergastolo e ne esce riconciliato con Gigliola,  la quale gli è rimasta vicina e che – ora egli ne è certo -  è la donna della sua vita.
Nella interessante rivisitazione di questo film dell’immediato post Pionierismo cinematografico  e della Rifondazione pluralista sintomatica dei Fasci posta in essere con la plateale introduzione accuratamente nascosta (risalente alla grossolana mistificazione dell’art.3 della Costituzione) della clausola delle “pari condizioni” nell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge,  i due attori protagonisti, Marcello Mastroianni e la meravigliosa Virna Lisi, irrompono sulla scena spazzando via come mera e maleodorante  cianfrusaglia, l’odierna presenza di attori incapaci di recitare, di registi di dirigere film, di produttori di film di produrre film, di sceneggiatori di scrivere sceneggiature per film, al cospetto di un conforme e adeguato pubblico di spettatori che sembra venir fuori dai cassonetti dell’immondizia per sbirciare sul grande schermo, e naturalmente - accecato dalla propria ignoranza e dalla propria analfabetizzazione intellettuale  - non vedente non udente non vivente nel suo tragico sbirciare dell’offerta lampante della Suprema Entità Divina, della Madre Che Vive,  di una piena e perenne Giovinezza in teoria impossibile da rifiutare per i mortali,  che gli pende infatti sul capo nell’invito categorico rivoltogli dalla Massima Autorità dell’Universo sulla Terra  di Non più nascere soltanto per invecchiare, ammalarsi e morire senza senso e ragione, ma vivere!  
Rivisitando il film, verrebbe perciò istintivo di consolare per prima cosa il povero Mastroianni, dato che all’epoca in cui venne girato il film  non era stato ancora posto in circolazione il viagra, se fosse possibile dare consolazione ai defunti, cosa impossibile dato che assistendo allo scorrere dei titoli di testa ci sembra di trovarci al cimitero e i nominativi degli attori e delle altre persone che hanno lavorato alla realizzazione del film, vi compaiono simili a targhette di morti incise sulle tombe.
In questa tragica consapevolezza, e rivedendo – dalla stupenda Virna Lisi in poi - tanta bellezza di donna andata sprecata, tanta bellezza di donna andata perduta a causa della Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata presso ciascuna Nazione nella peggiore forma possibile di ordine sociale, e pertanto e/o di conseguenza eccetera eccetera eccetera, vale a dire a causa del Mondo delle copie conformi e del ricalco, cioè dei Nati soltanto per invecchiare ammalarsi e morire senza senso e ragione, non possiamo fare a meno di pensare dolorosamente allo spreco e alla perdizione che incombono in atto sul nostro pianeta, nonostante l’acronimo unitario dell’Universo e il governo diretto creativo ed educativo  sulla Terra della Suprema Entità Divina, entrambi per crassa ignoranza e analfabetizzazione intellettuale, disattesi  dai poveri terrestri.
 
 
 

(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche –”  A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)


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