sabato 28 novembre 2015

UNO SCANDALO PERBENE



 
 
L’anno è il 1927 e su alcuni quotidiani appare la foto di un uomo privo di memoria, di documenti e di denaro, da un anno ricoverato al manicomio di Collegno.
Una famiglia di Verona crede di intravedere nella foto un loro congiunto dato per disperso in guerra e mai ritrovato, e il fratello del disperso si reca a Collegno accompagnato dalla cognata, la moglie del disperso, per incontrare lo smemorato e si convince che questi sia proprio suo fratello, il Professor Giulio Canella dichiarato disperso in Macedonia durante la prima guerra mondiale.
Giulia Canella, la moglie,  non è completamente convinta, tuttavia con il cognato decidono di portarlo a Verona dove verrà lentamente riabilitato, fino a fare rinascere nei due probabili coniugi l'amore di un tempo,  oppure in entrambi un nuovo amore.
Tuttavia le cose si complicano drammaticamente quando l’uomo viene reclamato come “suo” marito da una donna con figli, soprattutto perché se questa donna avesse ragione, lo smemorato di Collegno risulterebbe un pregiudicato, un tipografo colpevole di vari furti e truffe con una condanna di carcerazione ancora da scontare.
Durante le varie le fasi dei processi, Giulia Canella, innamoratissima dell’uomo che afferma essere suo marito, sostiene lo smemorato di Collegno senza alcuna remora e gli resta sempre vicino con coraggio e dedizione e, in un paese civile, questo dovrebbe essere più che sufficiente a  risolvere la questione volgendola  a favore della famiglia Canella così ricostruita, dato che se si fosse trattato di riconoscere un deceduto, un cadavere, la dichiarazione della vedova sarebbe risultata decisiva.
Ma qui trattasi di una persona ancora in vita (si fa per dire naturalmente),  ci troviamo nel Paese dove la Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata presso ciascuna Nazione nella peggiore forma possibile di ordine sociale, e pertanto e/o di conseguenza eccetera eccetera eccetera, è sotto osservazione da parte dell’Universo, assunta dall’Esp – l’Epicentro Strategico Planetario da poco trasferitosi dal medio oriente nel Mediterraneo con Roma città capoluogo - per campione planetario delle Nazioni.
Il tribunale dichiara che lo smemorato di Collegno non è il professor Canella disperso in guerra, ma il tipografo condannato perché  colpevole di furti e di varie truffe, per cui l’'uomo con la pena ridotta salomonicamente della metà, finisce col dover scontare soltanto due anni di carcere sui quattro che gli erano stati inflitti.
Una volta libero, il presunto o probabile professor Canella,  si trasferisce con la moglie Giulia e i loro due figli in Brasile, dove morirà nel 1941; e la vedova continuerà in sua memoria e per i loro figli, a lottare in tutti gli anni a venire per ottenere il riconoscimento dell’identità del marito e da qui per l’unità della loro famiglia.
Un eccellente Ben Gazzara interpreta lo smemorato di Collegno e la bravissima Giuliana De Sio non gli è da meno nelle vesti di Giulia Canella.
Il film è degli anni 80’, nel primo post pionierismo, per cui si presenta dignitosamente, perfino evincendo uno squarcio di modernità e di  autorevolezza rispetto al vecchiume e al clima obsoleto che si respira  oggi in questi nostri giorni declinanti sempre più cavernicoli e disastrati.
Oltre Ben Gazzara e Giuliana De Sio, sotto l’abile regia di Festa Campanile gli altri attori sono Vittorio Caprioli : Renzo, cognato di Giulia; Franco Fabrizi : il conte Guarienti; Valeria D'Obici : Camilla Ghidini; Giuliana Calandra : Maria Gastaldelli; Armando Bandini: Orlando Gastaldelli; Vincenzo Crocitti : il giornalista; Enzo Robutti: il professore; Carlos de Carvalho : Il conte De Besi.
Sulla storia dello smemorato di Collegno è da ricordare il film comico interpretato da Totò, passato in un giudicato indimenticabile per l’esilarante  discorso pronunciato a piazza Venezia dal balcone del Duce da Totò, indirizzato a un “popolo di vigili urbani”, e di recente uno sceneggiato Rai abbastanza valido in cui  - a differenza del film di Festa Campanile dove si sostiene il contrario -  pur mettendo una enorme pietra sopra il clamoroso errore giudiziario, l’ennesimo, ancora una volta  commesso dai soli noti giudici incapaci, si sarebbe voluto individuare nel professor Canella la vera identità dello smemorato di Collegno.
Ad ogni modo, il caso non ci risulta sia mai stato risolto, a causa dell’incapacità intellettuale degli Aborti di vita e dei Rifiuti umani in libera circolazione, ossia in caduta libera, nel Paese campione e altrove sulla Terra.
Per cui, non resta che rivolgerci, quale esperto, al dottore specializzato in patologie della memoria, facente capo alla storiella dello smemorato dei nostri giorni, al quale si presenta un bel giorno un paziente affetto da amnesia con effetti collaterali interessanti la sessualità.
Bussano alla porta dello studio medico.
Il dottore: “Avanti”.
L’amnesico: “Buongiorno”.
Il dottore: “Buongiorno”.
L’amnesico: “Dottore?”.
Il dottore: “Si? Cosa c’è?”.
L’amnesico: “Non mi ricordo niente, dottore, niente e…”
Il dottore: “E…”.
L’amnesico “Non riesco a fare l’amore, ossia non riesco a fare sesso con mia moglie. Cioè con quella che dice di essere mia moglie, perché io non me la ricordo”.
Il dottore: “Da quando è così?”.
L’amnesico : “Non me lo ricordo”.
Il dottore: “Ci sono due ipotesi da seguire, nella prima, la più probabile, potrebbe essere un blocco sessuale a interferire nella memoria a sua volta bloccandola,  perché infermità da lei inaccettata; nella seconda ipotesi invece, assai rara devo dire, potrebbe essere  l’amnesia a provocare i disturbi sessuali”.
Il dottore resta in silenzio per pochi minuti, pensieroso: “E  ci sarebbe anche una terza ipotesi, la più semplice e la meno probabile:  ossia che lei simuli la sua amnesia, cioè che faccia finta di essere afflitto da amnesia e di non riuscire a fare sesso con sua moglie”.
L’amnesico: “E’ grave dottore? Io non ricordo davvero niente. Cosa devo fare?”.
Il dottore: “Ha provato a fare sesso con altre donne oltre sua moglie?”.
L’amnesico: “No mai”.
Il dottore: “Bene. Adesso vada nella stanza accanto. Ci troverà una mia infermiera molto molto procace, specializzata in un caso come il suo. Vedrà che il suo blocco sparirà come d’incanto e lei riacquisterà immediatamente la memoria”.
Il paziente esce. E, di li a poco, bussano alla porta dello studio medico.
Il dottore: “Avanti”.
Nel vano nella porta semi aperta appare la faccia dell’amnesico.
Il dottore, spazientito: “Cosa c’è ancora?”.
L’amnesico: “Dottore, non mi ricordo come si fa!”.
Ed eccolo il punto focale. Lo smemorato di Collegno del film di Festa Campanile se lo ricordava invece benissimo; e infatti nella prima parte del lungometraggio si vede uno smemorato Ben Gazzarra assai sospetto, perché pur continuando a non ricordare niente compare sulla scena sempre arrapatissimo dietro le gonne di Giuliana De Sio, cercando di tirargliele su o giù in qualsiasi posto si trovino, anche per strada.
Per cui, visto che Giuliana De Sio è sicuramente (o quanto meno lo era ai suoi tempi) bona quanto se non più la procace infermiera specializzata della storiella, l’unico che ci sembra in grado di risolvere il dilemma dello smemorato di Collegno, non può che essere il nostro dottore. 

 (S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche –”  A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)

    


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