venerdì 27 novembre 2015

PHILOMENA



Storia di ordinaria Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata, la cui protagonista è Philomena, una ragazza madre che resta incinta da adolescente, negli anni cinquanta, e la famiglia la ripudia e la fa rinchiudere in un convento di suore a Roscrea, dove partorirà un bambino che dopo pochi anni le verrà sottratto e dato in adozione.
Passano gli anni e Philomena non rinuncia al proposito di ritrovare il figlio, almeno per conoscere cosa ne è stato di lui, quando riesce finalmente a trovare un giornalista in crisi professionale, silurato dai media soggetti (all’epoca in cui si svolge il filmato)  al regime di Blair, il quale l’aiuta nella ricerca con l’idea di scrivere un libro di quella ennesima storia patetica.
Gli ostacoli frapposti dall'istituzione religiosa anche a distanza dei tanti anni trascorsi, anche se venati di cortesia risulteranno depistanti ma Philomena e il suo collaboratore giornalista non si perdono d'animo.
Stephen Frears racconta in questo suo film, la storia vera di una madre alla ricerca del figlio perduto che Martin Sixsmith aveva reso nota  nel  libro "The lost Child of Philomena Lee", pubblicato nel 2009, il quale a suo tempo spronò molte donne vittime di analoghe vicende, a raccontare – sentendosi ora sostenute -  il loro “vergognoso” passato.
Di lei, Frears dice: "Incontrando la vera Philomena Lee, ero sorpreso dal fatto che volesse venire sul set, cosa che è avvenuta il giorno in cui veniva girata la scena terribile della lavanderia. Philomena è una donna magnifica, religiosa e priva di autocommiserazione, che continua ad avere fede nonostante le ingiustizie subite". E se, secondo i Tolomeo della Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata in Inghilterra settore Cinema, dovrebbe evincersi nella chiusura di questa dichiarazione “il senso profondo di un film che sa commuovere, far pensare e perfino divertire, perchè il grande schermo non è certamente nuovo nel raccontare le vicende di madri che cercano i figli loro sottratti nei più diversi modi”. E se nel film Magdalene del 2002,  Peter Mullan aveva denunciato l’atrocità delle religiose accecate dalla propria fede,  Frears si affretta ora a farci sapere che Philomena dal canto suo non ha perso la “vera” fede, per cui costruisce il film che si avvale di due formidabili interpreti come Judi Dench e Steve Coogan,  proprio sul confronto tra due persone che partono da punti di vista in materia di fede, di credo  e di religione,  secondo lui – analfabeta intellettuale di professione succube della Cultura dell’Ignoranza -  estremamente distanti… fede credente e fede atea o ateista, a confronto.   
Il giornalista Martin, studioso della storia della Russia, non crede in Dio ed ha scarsa fiducia anche negli esseri umani di cui ha assaggiato sulla propria pelle la feroce doppiezza; e Philomena non è una donna colta (legge romanzetti d'amore di cui ricorda ogni dettaglio), e sebbene possieda mille ragioni per essere una donna di fede atea tra le più rigorose,  appartiene invece alla religione dei credenti, perfino dei praticanti, riuscendo “anche nella sofferenza più profonda”, a non confondere Dio con coloro che hanno talvolta la pretesa (trasformata in potere prevaricatore e assoluto) di rappresentarlo”.
Il che, d’altro canto, evince perfettamente anche nella Religione ateista, il potere prevaricatore e assoluto di pretendere dall’assenza per inesistenza del dio relativo dei terrestri, il proprio potere di rappresentanza del proprio credo e della propria fede ateista.
Infatti, nel contesto della Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata presso ciascuna Nazione nella peggiore forma possibile di ordine sociale, e pertanto e/ o di conseguenza eccetera eccetera eccetera, ciascun dio relativo risulta inventato a somiglianza e immagine del popolo inventore; per cui anche la  confessione atea, il credo e la fede ateista, come ogni confessione, il credo e la fede di ciascuna religione,  persegue, dandola erroneamente per scontata, l’inesistenza assai irragionevole del Dio assoluto uno unico e indivisibile, il che risulta esattamente quel ricercare la pagliuzza nell’occhio del vicino avendo il proprio occhio accecato da una trave, posto in debita evidenza dall’Abbattitore del tempio, dal Principe dell’Universo, nella sua opera di annientamento della relativa Sindrome (la Sindrome del Tempio, l’Analfabetizzazione intellettuale evincente l’Anticristianesimo planetario nella sua totalità e interezza, sia confesso che inconfesso), vale a dire L’ANTRICRISTIANITA’ DELLO SCIBILE NEGATIVO INVERTITO comprendente ovviamente, oltre la religione dei credenti in tutte le sue incalcolabili articolazioni, diramazioni, correnti e controcorrenti, anche la  Religione ateista, la Religione agnostica e la Religione  laicista, invero ogni settore del corpo sociale ed economico di ciascuna Nazione.
Una mera banale “guerra di religioni”, sembrerebbe evincersi l’intitolazione della storia e del filmato nel momento in cui Philomena e Martin si confrontano e spesso confusamente si scontrano (il giornalista non le risparmia mai il proprio scetticismo).
Perfettamente ignorandolo, sono entrambi perfettamente anticristiani, per cui non si tratta qui di chi abbia ragione o abbia torto, avendo entrambi torto e allo stesso tempo ragione per perfetta e totale incapacità di intendere e di volere che perfettamente li assoggetta alla Cultura dell’Ignoranza, ma si tratta piuttosto di un incontro di una comune materia, di un denominatore comune, al di là del pregiudizio che fornisce la comune identità di tutte le persone fisiche simulate umane del pianeta, come – nella conoscenza- sia sempre possibile andare al di là delle barriere che il pregiudizio erige tra gli Aborti di vita e i Rifiuti umani, di qualsiasi etnia, religione, nazionalità, razza essi siano.  
Da perfetto esponente della Cultura dell’Ignoranza professionistica,  Frears riesce a raccontarlo, grazie alla sua perfetta simulazione di umanità evincente di conseguenza perfetta disumanità, che pervade i suoi film mettendo in luce le sue doti di narratore di grande spessore negativo invertito, che ne spiegano il successo ottenuto nel Mondo alla rovescia della Terra.
(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche –”  A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)



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