lunedì 30 novembre 2015

IL MORALISTA



 
 
Film commedia del 1959, per la regia di Giorgio Bianchi e l’interpretazione degli attori: Alberto Sordi, Piera Arico, Nando Angelini, Mimo Billi, Renzo Cesana, Liana Del Balzo, Vittorio De Sica, Franco Fabrizi, Anna Filippini, Ciccio Barbi, Mara Berni, Gina Mattarolo, Christiane Nielsen, Alberto Plebani, Maria Perschy, Lidia Simoneschi, Leopoldo Trieste, Vincenzo Talarico, Enzo Tarascio e Franca Valeri.
Tralasciando il particolare piuttosto macabro, che di tutta questa gente si è perduta nella stragrande  maggioranza traccia sottoterra, vi è da far rilevare come - all’epoca - nella produzione cinematografica, nei media e nei Tolomeo della critica,   e vastamente diffusa poi tra il  pubblico degli spettatori, non vigeva ancora, almeno nelle attuali proporzioni, l’odierna omertà per soggezione al contesto mafioso.
E ovviamente su questo argomento la comparsa della dichiarazione che rende noto dei film  l’interesse nazionale riscontrato dal competente ministero con elargizione di adeguato denaro pubblico, non appare secondaria.
Perciò, nel film “Il moralista”, al pari dell’omertà,  anche la corruzione, l’immoralità e ogni altra nefandezza da proporre con la lente d’ingrandimento in primo piano, risultano ancora lontane dalle attuali proporzioni, visto l’iter progressivo del Male perfetto gestore della Criminalità consuetudinaria socialmente organizzata presso ciascuna Nazione nella peggiore forma possibile di ordine sociale, e pertanto e/o di conseguenza eccetera eccetera eccetera.
E tra l’altro vi è da rilevare come i locali porno dell’epoca, definiti “locali notturni”, siano oggi scomparsi sostituiti da locali con ben altra specializzazione genetico sessuale, per effetto della così detta “pornografia”, progredita grazie al progresso tecnologico nella odierna ginecologiapornografica, progredita cioè nel porno del buco, della sborrata in faccia e del succhio dello sperma maschile, tralasciando il mero orinare  e  il defecare in primo piano sul televisore, sul giornaletto, sul libro, sulla rivista, al cinema, sul smartphone, sul Pc e via dicendo per il consumo generale.
Altra annotazione, con considerazione oggettiva di Cultura dell’Universo riguarda sia in merito ai contenuti che alla superfice del lungometraggio “Il moralista”, le seguenti particolarità.
L’unica persona arrestata è Alberto Sordi, ossia il moralista; e tutt’ora disatteso  ai nostri giorni, risulta gravemente occultato nel film  il rilevamento del coinvolgimento nel reato dello sfruttamento della prostituzione - per quanto penalmente li riguarda con svariate motivazioni aggravanti  -  dei ricchi commendatori, tra i quali il presidente di un ente internazionale di tutela della moralità pubblica.
La pratica della corruzione nei servizi pubblici e specificatamente nell’ambito della pubblica amministrazione, all’epoca se non agli albori quanto meno nell’immediato post Rifondazione dei Fasci, pertanto pluralista sintomatica rispetto al precedente regime di natura totalitaria, la si intuisce nelle pagine meno aperte del film.
L’immoralità sussiste solo in superfice, nell’apparenza, nella bellezza; e pertanto chi ne resta vittima è soprattutto la donna, mentre la vera immoralità, l’horror contenutistico del regime pluralista sintomatico dei ducetti, è trattenuto in penombra e la trasformazione della donna in donna vacca, ovvero in donna del buco, è quanto mai eloquente, potendo così sin da allora osservare nel buco, nell’anfratto, nel nascosto, nella voragine, nello strafondo, il fondo di un pozzo senza fondo.          
 Il presidente dell'Ufficio Internazionale della Moralità \(Vittorio De Sica) assume un nuovo segretario, Agostino (Alberto Sordi), il quale di integerrima presenza è di esempio a tutti per  austerità, rigore e morigeratezza, e si scaglia contro i proprietari di locali notturni, contro i film, gli spettacoli, le pubblicazioni,  i manifesti,    secondo lui immorali e indecenti, creando inquietudine e intralciando questo genere di attività e di imprese.
Agostino corteggia Virginia (Franca Valeri), la figlia piuttosto scialba e bruttina del suo presidente, il quale per favorire la carriera del futuro genero lo fa partecipare come suo rappresentante ad un congresso internazionale a Monaco di Baviera.
Qui si scopre che Agostino non è che un losco affarista, il quale recluta delle povere ragazze e ne sfrutta il lavoro nei locali notturni sottoposti alla sua sorveglianza, che dovranno anche prostituirsi concedendo i propri favori ai ricchi commendatori frequentatori di tali locali.
Contemporaneamente, il Presidente dell’Ufficio internazionale della Moralità- Vittorio De Sica, si impegna (con la scusa dello svolgimento dei propri compiti d’istituto) distraendosi in facili avventure con attrici e attricette del cinema  ed è uno dei ricchi commendatori frequentatori dei locali notturni corruttori e sfruttatori delle povere ragazze che vi lavorano.
Quando Agostino ritorna a Roma, il presidente ed i membri del consiglio direttivo dell'Ufficio Internazionale della Moralità, che nel frattempo hanno scoperto la sua vera attività,  lo vorrebbero licenziare  e per non provocare scandalo pretendono le sue dimissioni.
Ma il nostro Alberto Sordi-Agostino li ricatta, essendo un possesso di prove schiaccianti sull’immoralità, la corruzione e le malefatte di ciascun membro del consiglio direttivo.
Tuttavia, sulle sue tracce c’era però anche la polizia che all’epoca indagava sulla  tratta delle bianche”: ragazze che venivano rapite, oppure con artifici e raggiri costrette a prostituirsi e a lavorare nei locali porno, cioè nei locali notturni.   
Per cui, Agostino-Alberto Sordi  viene arrestato in flagranza di reato (mentre sta accompagnando in un locale  porno alcune ragazze nere da lui reclutate in Germania), e del film resta memorabile – quale certificazione della sua mediocrità complessiva  -  l’ultima scena dell’happy and, quando Alberto Sordi fa notare al commissario di polizia che dirige le operazioni riguardanti il suo arresto e lo ha fatto ammanettare, come “Non per cavillare”, ma ci sarebbe un piccolo difetto legale di fondo, che renderebbe invalido il suo arresto per “tratta delle bianche”,  in quanto le ragazze da lui reclutate “non sono bianche ma nere”.
 
 
 
(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche –”  A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)

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