martedì 17 novembre 2015

BUONI A NULLA


 

  



Tra sei mesi Gianni, un mite, placido e compiaciuto cornuto contento monsieur Travet dei nostri giorni,  dovrebbe andare in pensione, quando per sopraggiunte necessità burocratiche viene costretto a restare in servizio per altri tre anni previo trasferimento in un ufficio decentrato.
Ma i problemi di famiglia del nostro monsieur Travet non sono meno gravosi di quelli dell’ufficio e Gianni li accoglie assai serenamente senza risolverli - ci penserà regia e sceneggiatura per lui, anche se adesso senza alcuna sorpresa apprendiamo che per quanto riguarda la regia trattasi sempre di lui, interprete e regista del film -  iniziando da una ex moglie fastidiosa il cui compagno è, manco a dirlo, il suo migliore amico.
Nel nuovo ufficio, Gianni fa la conoscenza di un collega come lui, un tranquillo, remissivo, placido signorsì, però senza famiglia, non sposato, scapolo come si diceva una volta:  e i due doppioni di monsieur Travet diventano inseparabili, fino a trasformarsi in futuri prossimi cognati.
Storiella insulsa non dei nostri giorni, ma di tutti i tempi, BUONI A NULLA  non avrebbe per pari niente nulla da significare, se non fosse che apprendendo ora con ironica sorpresa che il protagonista attore e regista pare che abbia esordito nel cinema a sessant’anni suonati senza precedenti esperienze a Cinecittà – e  vedendolo passeggiare in ufficio senza far nulla o leggendo il nulla scritto sul giornale inseguito da una mosca sicuramente più indaffarata di lui, di tutti gli italiani messi insieme e di tutti gli abitatori con sembianze umane della Terra  - forse il messaggio è proprio questo.
Ed è come se il Gianni Di Gregorio attore e regista presenti se stesso al cinema italiano e i cinema italiano  a tutti i buoni a nulla che formano il suo agglomerato urbano e inurbano, ossia a tutti gli italiani e, amplificando il discorso essendo questo il paese preso per campione dal campionario planetario delle copie conformi e del ricalco, a tutti i suoi colleghi aborti e rifiuti umani del pianeta. 
 

(S.V. “IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO – Recensioni cinematografiche - ” A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte) 






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