lunedì 31 marzo 2014

LA LUCE BIANCA DELLA LUNA




Pareva illuminarmi a giorno
ed io risplendevo d’argento
e dell’oro dei miei giorni infiniti.
Principe dell’Universo
mi vedevo riflesso
nel tuo corpo di piena bellezza.
Non dimenticherò i tuoi baci
ne il tuo sguardo ne il fremito
che ti sommuove guardandomi.
Non ti dimenticherò
quando nell’Oltre danzerò con te
ricordando
le nostre memorie più belle…    

DIRETTA LIVE (S.V. “PENSIERINI DELLA BUONA NOTTE – Poesie per Sognare –“  A full rights reserved Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli    http://vallisergio.blogspot.it/  Official Page Facebook: “Sergio Valli Roma”. Twitter: “Sergio Valli @Universalesimo”. Pinterest/Pin It.: “Bacheca: Blog di Sergio Valli”. Archivio: www.Radioland.it  N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)


ADELE E L’APOCALISSE. PRIMO ATTO DOPO LA CONDANNA PRONUNCIATA DALLA SUPREMA ENTITA’ DIVINA: SEPARARE I VIVI DAI MORTI…





Siamo in tempo di Apocalisse, lo avevate dimenticato? Noi no. Non possiamo. Siamo noi l’Apocalisse!
Adele torna sull’argomento lapidi a imperitura memoria: “Primo atto: separare i vivi dai morti? Lo abbiamo fatto, perché ogni promessa è debito e ogni annuncio va mantenuto. Sono tutti morti? Vi sbagliate. I vivi sono le vittime, gli eroi e i martiri, e con me, viventi, ci sono le Tre Grazie del Cristianesimo realizzato. I morti sono gli autori e i responsabili dei crimini, gli autori e i responsabili del Delitto della Croce. A imperitura memoria i loro nomi compariranno sulle apposite lapidi”. Ma è soltanto il primo atto”.
E spiega come le Nazioni siano già radunate ai Nostri Piedi, ai piedi della Suprema Entità Divina. “E’ naturalmente nella Bassa non lo sanno, perciò il loro raduno - che è il raduno delle Nazioni degli incoscienti e pertanto il Raduno dell’Incoscienza, la Morte, ai piedi della Madre Che Vive  - è perfetto”.  
La notte buia sta diradando la propria oscurità. L’alba è vicina. Tra poco, presto, subito,  è già domani…la nostra prima aurora!  




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CAUSA ED EFFETTO. LA MAFIA MADRE E LE MAFIE FIGLIE: LA CAUSA MALIGNA E I SUOI SINTOMI PERVERSI





Adele: “Partendo dal mondo del calcio, il quale ci fornisce un esempio assai significativo e la dimostrazione pratica che necessita in questa analisi del presente storico, la premessa alla rivoluzione reale, alla rivoluzione assoluta della vita, è la necessità di addivenire a quanto sia considerato “impossibile” dalla Bassa, cioè rivoluzionare il passato, il già avvenuto,  affinchè,  dopo la simulazione,  la rivoluzione possa realmente manifestarsi e rivoluzionare il presente e il futuro”.
 Zarathustra: “Naturalmente. I fatti immodificabili possono essere in tal modo modificati e la storia riscritta e rivoluzionata.”
Adele, continuando il suo discorso: “Si, è così. Ora nel Paese Campione è convinzione generale che nel mondo del calcio esista quel fenomeno sociale considerato “sudditanza” da parte della classe arbitrale verso le squadre più influenti del campionato, il che, tradotto economicamente, significa più ricche, e socialmente e storicamente  “mafia”. Questo fenomeno esiste da sempre, per cui  naturalmente precede e segue quella parentesi storicamente  conosciuta come  “Calciopoli”, che si vorrebbe ristretta a quel breve periodo della storia del calcio, ma che in realtà investe nella sua interezza e vastità la Storia del Calcio,   che non essendo stata modificata e rivoluzionata non poteva che conservare, produrre e rafforzare  il proseguimento  dell’iter mafioso”.
“L’origine di Calciopoli è ugualmente arcinota”, replica  Zarathustra: “Una delle tre squadre del vertice, stufa di investire denaro senza mai vincere, ha provocato una lotta intestina per il ricambio dei vertici, che per alcuni anni ha modificato l’élite della cupola, ma inevitabilmente la storia ha poi ripreso il suo iter e oggi vediamo la squadra di Calciopoli vincitrice di ben tre campionati di seguito. Quale altra prova è possibile trovare? Non siamo in presenza di cospirazioni, riunioni segrete di persone che decidano questo o quello per modificare il sistema mafioso”. “Assolutamente no”, interviene Adele: “ E’ sempre il sistema che permane, orchestra, prolifica e stradomina. Se stessimo parlando di cospirazione commetteremmo un errore imperdonabile,  perché si dovrebbe in tal caso considerare legittimo il sistema criminale.   Mentre è sempre la Causa Madre la quale tende in una sistematica lotta intestina intesa a contrastare, a far si che i suoi effetti perversi, i frutti da essa prodotti,   ossia i sintomi che la identificano, non compaiano sul tessuto sociale. Tuttavia, è luogo comune che tutto ciò che è stato, non lo si possa cambiare”.
“Errore. Madornale”, osserva Zarathustra: “La rivoluzione, affinchè sia reale impone che per cambiare il presente e di conseguenza il futuro, si debba cambiare e rivoluzionare il passato, la propria origine. Ma come è possibile?”.
“Semplicissimo”, conviene Adele: “ Nel mondo del calcio del Paese Campione si identifica nelle tre squadre dell’élite Inter-Milan e Juve, il trio di testa, il cuore della cupola . Il passato, il presente e il futuro. Ed è quindi li che è necessario colpire per cambiare e rivoluzionare la storia. Si dovranno rivedere tutti i campionati e le squadre di calcio giunte seconde - e  che non siano naturalmente le tre della cupola - dovranno essere considerate vincitrici dei campionati. Lo stesso si dovrà fare in ciascuna Nazione. Ma non si tratta di ricambio intestinale. Dopo le rivoluzioni relative, simulate, si tratta di Rivoluzione Assoluta, la Rivoluzione della Vita!  E la rivoluzione reale ha inizio, la storia è cambiata ed è ora possibile cambiare e rivoluzionare il presente e il futuro”.   
Zarathustra precisa che è il Cristianesimo Positivo Rivoluzionario ad aver assunto questo compito, e che pertanto il processo rivoluzionario dovrà essere attivato allo stesso modo  in ogni settore del corpo sociale e in tal senso risulterà fondamentale introdurre il criterio di affiancare alle lapidi delle vittime, eroi e martiri  di particolari crimini cruenti da ricordare a imperitura memoria, analoghe lapidi commemorative degli autori e dei responsabili dei crimini, chiaramente identificati con nome e cognome .   
“E’ ovvio”. Adele è ora tornata a sorridere.       


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NEWS ANSA DEL GIORNO




Musharraf: respinta richiesta espatrio.
Turchia: ucciso candidato sindaco.
Parigi. Ministro difesa: non sarò premier Francia.
Nato: allargare a est? La Germania dice no.
Turchia: prime donne elette sindaco.
Ucraina: fonti Ue, Cina si chiama fuori.
Cina: contestato nuovo impianto chimico.
Dichiara falso: ministra rischia tre anni.
Xi in visita a Ue, in silenzio stampa.
Al Sisi in tuta e in bici al Cairo.

Zarathustra : “E questa sarebbe informazione?”
Adele:  “Si, del ca…E la numero nove  e la numero dieci delle news, sono dei veri cruciverba per minorati intellettuali, il che ci spiega tutto di una informazione destinata ai cerebrolesi. Contento?”
Zarathustra: “Molto. L’unica notizia resta quindi la numero undici, la mancante, cioè questa che forniamo noi. La new di Cultura dell’Universo …”
Si volge alla gente che lo segue: “Dsui-Osder-A-Sau e poi ne riparliamo. Alla prossima, amici!”
Adele: “Confermo. Questa è l'unica new.. .Il resto, tutto il resto, è droga  per i tossici. Dsui-Osder-A-Sau e poi ne riparliamo”.
Ornella, Barbara, Agnese e Giovanna: “Dsui-Osder-A-Sau e poi ne riparliamo”.   

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ATTI STORICI. "IL CLIENTE HA SEMPRE RAGIONE"




   Salve. Salutava prima ancora di tirare la cinghia alla vita sui fianchi straripanti per il tanto mangiare e il dolce far niente del fannullismo di moda nella comunicazione di massa.
   La si spostava quindi  intorno al collo per togliersi il respiro e arrochire la voce  rendendola più affascinante e gradita al cliente.
Copia a ricalco. In un altro punto della stanza perno della comunicazione teleradiofonica,  qualcuno stava in piedi accanto a una poltrona di finta  pelle perfettamente adeguata alla finzione generale, davanti all’apertura rettangolare che spiccava sulla parete come un ingresso di servizio e, qualora necessario, fuga dalla realtà ovvero uscita di sicurezza.  Gli echi invisibili erano buchi neri nella galassia della comunicazione massificata.
   Il conduttore capo aveva l’aria stretta a se, mostrava il volto contratto  o a volte non aveva volto.  La bocca gli si spalancava nell’aria quando ascoltava il cliente e pensava” stronzate” prima di rispondergli: “Ecco, questo è un intervento intelligente”.
   Ma sia il conduttore capo che i suoi collaboratori, dovevano trattenersi dall’impulso distruttivo di lanciarsi nel vuoto a testa in giù, in un precipizio senza fondo  simile a un volo cadente di campione olimpionico dei tuffi  in piscina o di angelo marcio precipitato  dal cielo prima del tempo della raccolta.   Gli altri, quelli davanti alle radio, agli apparecchi televisivi e alla carta stampata, non vedono se “io  sono oppure no”, si diceva lo specchio, il quale seguendo la corrente più moderna temeva il cogito ergo sum piuttosto improbabile per gli aborti e i rifiuti umani in quanto cerebrolesi a causa del flagello,  propendendo per il più accessibile dubito ergo sum santagostiniano  o amletico del niente capire.          
   Ma poi ai clienti non interessava più di tanto. Guardavano lo specchio e leggevano, ascoltavano o vedevano  il conduttore e i suoi collaboratori  non solo entrare e poi uscire, ma fermarsi nel vuoto dell’aria saltellando tra le nuvole allineate in un ordine sparso come quello del caos, passarsi le dita tra i capelli o sul cranio calvo e luccicante, staccare la testa alle bambole, nasconderle dove si era sbagliato. Ci sono donne morte sotto le coperte.
     Dunque, l’idea era di farsi sparare dalla lunga distanza dal resto del mondo, perché quell’infilargli una pistola in bocca per opera del vicino di casa o del prossimo, non era il massimo dell’allegrezza, come ben sanno gli abitanti della Terra che hanno vissuto tale esperienza o vorrebbero viverla, oppure aspettano senza saperlo che si tiri il grilletto.  
E allora si vorrebbe irrompere all’interno di qualcosa, ma come farlo nel chiuso ermetico del cerchio dove per salvarsi è all’opposto necessario uscirne fuori ?  Chi irrompe è come una pattuglia della polizia che si introduce velocemente in un locale chiuso di dubbia moralità. Come il cerchio, figuriamoci, la cui moralità corrisponde al rovesciamento di ogni valore assoluto della vita, trasferito  nell’invalore relativo della morte.
   “Oh, cazzo! “ mormorava qualcuno. Il solito qualunquista, la solita copia dispersa nell’ammucchiata della serie a ricalco. “Merda!” gli rispondeva qualcun  altro, un’altra copia a ricalco. Perché la tolleranza,  il rispetto e la politica clientelare risultano oggi – come d’altra parte da sempre - l’anima del commercio del chiuso codificato geinove negativo, esaltata dalle televisioni e dalle radio commerciali del Paese Campione, compresa l’istituzione pubblica, la così detta Mamma Rai (Mammona Rai) , e  naturalmente anche il commercio politico: di fatto i  clienti sono clienti e hanno sempre ragione;  e non importa se ladri, assassini, pedofili, pervertiti, e via dicendo. 
Quello che intessa è che comprino ciò che è in vendita:  che poi si ratti di droga o di un chilo di banane, di un paio di scarpe, di politica o di odience, non fa alcuna differenza.
   Non  c’è niente che renda più felice un conduttore di un programma di calcio di una radio commerciale, riservato a una determinata squadra, quando riceve telefonate e messaggini  dai tifosi di una squadra concorrente, perché ciò significa che le vendite improprie dei vari prodotti, ossia le promozioni  che, predominanti,  si intercalano come pause o break con quelle direttamente praticate  di chiacchiere, pettegolezzi, sentiti dire, discussioni, ecc. ecc. vendute in diretta – inframmezzate cioè con i classici  Baubaubaublablabla del settore - si possono espandere e  gli affari andare ancora meglio.
   Perciò, se si cerca di ricorrere quanto più possibile all’ammucchiata mediatica, chi è che può dire che non sia giusto farlo?
     Nella capitale del Paese estratto per campione dal campionario planetario delle copie e del ricalco, le radio e le televisioni commerciali mettono preferibilmente insieme Roma e Lazio per  accrescere il raggio di azione delle  vendite;  ed è ovvio che le ammucchiate mediatiche risultino poi costantemente aperte all’ulteriore allargamento  del  mercato della comunicazione negativa invertita, mettendolo a disposizione di altri clienti con il rivolgere  l’attenzione anche ad altre squadre.   E il cercare di giustificare tale pratica mercantile e la propagazione mediatica delle ammucchiate,  nella retorica e nell’ipocrisia affaristica che si nascondono dietro le parole magiche:  democrazia, tolleranza  e  rispetto opinionistico,  significa di fatto dare quanto più possibile ragione al cliente per la più rigorosa  osservanza della politica clientelare conforme al più antico dei luoghi comuni (il cliente ha sempre ragione), accomunato al fatidico “conto dell’oste”.
  Simili all’Anticristianità inconfessa occidentale rispetto a quella confessa orientale, ci sono trasmissioni sedicenti proRoma, condotte da Pappa e Magna Magna che si definiscono della Roma, in realtà anti, ed esattamente Antiroma inconfessa che, rispetto a quella confessa laziale o di una qualsiasi altra squadra di calcio, esprimono la peggiore forma di antiromanità possibile dell’ANIMA BURINA.
   E a questo punto – viste le amletiche vicende societarie e bancarie  del compro o non compro e del vendo o non vendo - la domanda d’obbligo è: “Ma che ci stanno a fare i club, le associazioni  dei tifosi, oltre che coltivare il proprio orticello, se quando dovrebbero servire a qualcosa scompaiono clamorosamente nel nulla e nel silenzio più totale?”.   
   Ora, in un mondo mediatico di fannulloni,  non resta che sperare che i tiratori scelti siano arrivati. “Le pasticche aiutano?” ci si chiede da più parti. Se così fosse, ce le potrebbero sparare direttamente in bocca come nell’esibizione claunesca di un circo. 
   Ma  pochi – a parte gli estimatori della farmaceutica - osavano  sperarlo, e la domanda serpeggiava strisciando all’interno più buio del cerchio.
   Là, come è noto, dove i più idioti amano riunirsi sui rami più alti e cinguettare in  coro tra loro.      



 (S.V. “NOTIZIARIO N. 62 (n.6 – 2009)- 30.3.33/9.4/1  - 68.3.33/9.4/1”
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