giovedì 31 ottobre 2013

ALBERT NOBBS




   Diciottesimo secolo. Irlanda. Albert Nobbs è un impeccabile cameriere che lavora in un albergo di Dublino. 
La sua vita è totalmente dedita allo svolgimento della sua professione intesa a risparmiare per mettere da parte il denaro necessario ad iniziare una propria attività commerciale. 
Egli ha però un segreto, all’epoca comune a tante altre persone nelle sue stesse condizioni: è una donna che deve fingersi di sesso maschile per sopravvivere nel mondo del lavoro. 
Dopo averla interpretata in teatro, Glenn Close è riuscita dopo quasi trenta anni a portare sul grande scherno questa splendida figura controversa e drammatica e, in collaborazione con il regista Rodrigo Garcia, a rendere magistrale attraverso una recitazione mimica e gestuale di eccezionale efficacia narrativa, la trasposizione nel cinema della ricostruzione storica dell’epoca avente per tema, in una messa in scena raffinata ed elegante,  il dramma di molte donne costrette in una maschera maschile. 
Un film comunque di superficie, ma  con una grandissima Close la cui recitazione contenutistica  e  profonda riesce in parte a colmare i vuoti di un’opera forse incompiuta, ma soprattutto mancante di introspezione e di scandagli psicologici che pur nei limiti esistenziali della Cultura Negativa Invertita, sarebbero risultati necessari.        

(S.V. "RECENSIONI CINEMATOGRAFICHE - IL CINEMA SECONDO LA CULTURA DELL’UNIVERSO - ".  A full rights reserved Copyright (C) by Collezione Opere di Cultura dell'Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli. Official Page Facebook: "Sergio Valli Roma". N.B. E' ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)

INDIGNATOS



      Ieri, oggi, domani. Il premier dei negativi invertiti in carica, sostiene di essere lui e soltanto lui in grado di risollevare l’economia nazionale mediante  le riforme. 
     “Riforme de che?”,  si chiede l’Adele: “del Banchetto della  Morte o del Bottino?”.  
    Ma la risposta è scontata, perché Adele sa molto bene che il Banchetto della Morte lo si fa con il Bottino e che il Bottino lo si fa con il Banchetto della Morte. Ovviamente. Per cui il premier ricorrerà per l’ennesima volta alla fiducia di se stesso, autovotandosi, autofiduciandosi, autofinanziandosi con i nostri soldi.
    Adele è sicuramente la più indignata  tra gli indignati, perché si è detto, scritto, discusso, accusato e obiettato di tutto sulla manifestazione degli Indignatos svoltasi nella Nuova Città dell’Esp, tranne che -  in ossequio alla recita delle tre scimmiette – evitare di fingere di non vedere, parlare e udire, ignorando come al solito a guisa di struzzo la realtà, per non portare alla luce la fonte della responsabilità e della regia occulta (si fa per dire, precisa Adele, perché la mafia non briga nell’oscurità, non cospira in segreto, ma esplicita e arrogante nella sua imposizione perversa, si evince  nei propri risultati morbosi come l’albero maligno attraverso i suoi frutti), della violenza e del terrorismo urbano inteso a impedire il pacifico svolgimento della manifestazione, peraltro regolarmente autorizzata, allo scopo di evitare innanzitutto che i dimostranti denunciassero le proprie ragioni nell’esercizio della propria protesta contro il Regime di Disuguaglianza Economica relativa.
   Ieri. Il 3 novembre, sempre nella Nuova Città dell’Esp, è accaduta la stessa cosa in una manifestazione di ragazzini delle scuole medie, poco più che dei bambini: questa volta gli incapaci responsabili dell’ordine pubblico al negativo invertito, per provocare il pubblico disordine se la sono presa con i minori, ma hanno fatto in modo che la notizia venisse immediatamente soffocata.     
   Non Impedire Un Evento Delittuoso Che Si Ha L’obbligo Giuridico Di Impedire eccetera eccetera,  come al solito,  anziché finire in galera, fanno festa grande per il successo ottenuto mantenendo in piedi la traballante e ignobile baracca.
   “E, tra le autorità responsabili dell’Ordine Pubblico, che dovrebbero risarcire i dimostranti per non aver saputo garantire l’ordine pubblico nonostante siano lautamente pagate per farlo, c’è perfino un sindaco barzellettiere il quale si costituisce parte civile contro se stesso, convinto ingenuamente di poter  sviare l’attenzione dei cittadini vittime delle violenze urbane, ed evitare così di risarcire la parte lesa”, osserva l’Adele.  
Cavolo!  La migliore satira ci arriva proprio dalla politica e dalla pubblica amministrazione,  e i cittadini che hanno votato le suddette autorità, i ministri, i Non Impedire eccetera eccetera e i loro tirapiedi, sono talmente coglioni che meriterebbero davvero di morire ridendo a crepapelle.
    Purtroppo, la forza malefica del Male Perfetto è nella gente che si annida, è nella gente che trova il più facile dei suoi nascondigli, il migliore canale di diffusione per le sue malefatte.  
    Perché la gente è un concetto, un’astrazione,  un’apparizione fugace spesso paurosa, perché la gente è invisibile e immonda come lo Spirito. Perchè la gente è lo Spirito.
    La gente è quella maggioranza invisibile e silenziosa che alloga nel più numeroso dei comparti generali del Male Perfetto, il Disconoscimentismo, il quale nel quadro generale, nella somma  dei tre aspetti del Male Perfetto, è quello che comprende quegli aborti e rifiuti umani i quali, tutto sommato, nel Mondo Basso si ritiene non facciano del male a nessuno. 
     Però,  attraverso i singoli, è quella che dà sempre il suo consenso ai peggiori, che va a votare per i peggiori, che si inginocchia davanti alla peggiore specie di usurpazione, che dice sempre sissignore ai peggiori, che è sempre pronta a saltare sul carro dei vincitori, sul carro dei più assassini tra gli assassini, dei più ladri tra i ladri, che compra al supermercato e ingrassa l’odience delle più malsane trasmissioni mediatiche e fa dei best seller delle pubblicazioni più schifose.
   Ci dicono che la gente è disconoscimentista  perché non fa del male a nessuno?   Cavolo e stracavolo! La gente non fa del male a nessuno?  La gente è l’ignavia, la disonestà, la disumanità, la viltà, il tradimento, la matrignità, la malvagità, la violenza, la turpitudine, l’inciviltà, la disumanità, la morte.   
   E non fa del male a nessuno?   Cazzo e stracazzo! La gente ha ammazzato i Trecento!!!              
   E che dire della gente che appoggia l’usurpazione nell’urna?  Che manda il ladro nell’istituzione pubblica per venderla ai privati? Che manda i sintomi campione, i più, i più idioti tra gli idioti, tra i più idioti, ai vertici, sui troni o sulle poltrone più alte e gli incapaci di intendere e di volere a governare, a legiferare, a giudicare, a rappresentare?   
   Cavolo e stracavolo! Chi rompe paga. Se non sei capace di svolgere le tue funzioni, stai zitto, paga e cambia mestiere. A fare l’incapace di intendere e di volere nell’esercizio delle proprie funzioni, tutti sono buoni tra gli Aborti e i Rifiuti Umani: si può estrarre a sorte, a casaccio,  e – escludendo il parlamento, il governo, il contesto giudiziario e la rappresentanza che sono troppo costosi - attingere a piene mani dai centri di disabilità intellettuale, dai riformatori e dai correzionali di igiene mentale specializzati in minorati psichici, i quali costano molto meno dei parlamentari, dei magistrati, dei ministri e della rappresentanza, nonché dei loro rispettivi lacchè, lecca lecca, tirapiedi, portaborse, collaboratori e affini. C’è da risparmiare tantissimo attingendo dai centri di analisi e trattamento delle disabilità intellettuali.      
    E l’attuale (il ministro allo specchio: danni per cinque milioni, ma niente mani in tasca) - dopo la satira di un governo sfiduciato che la fiducia dovrebbe chiederla ai cittadini governati, e che invece la chiede e la riceve rispettivamente a e da se medesimo autovotandosi nella prassi satirica governativa dei “salva poltrona” - è il massimo del detto “te la canti e te  la suoni”, ovvero del massimum satiricum della politica al negativo invertito, dove perfino il vecchio Al, l’amico Lucy  e tutti gli altri amici e gli amici degli amici, non avrebbero saputo fare di meglio perché, dove avrebbero attinto il proprio sapere organizzativo, da chi avrebbero copiato l’organizzazione criminale illegale, la mafia privatizzata, se non dalla Criminalità  Consuetudinaria Socialmente Organizzata…lo Stato Usurpativo? 
   Mentre i corvi dell’opposizione attendono sempre meno pazienti appollaiati sul ramo dell’albero della cuccagna parlamentare (Adele, osservandoli, non riesce a nascondere il proprio disgusto immaginandoli eletti e in carica, sbracati su troni, poltrone, sedie e sgabelli, dopo il cambiamento dell’ordine dei fattori), il Da Dietro alle Quinte al Palcoscenico - colpito da grave dubbio amletico: lascio o non lascio?  - sembra indeciso se autofiduciarsi o sfiduciarsi, ignorando che tra poco, oggi, lo faranno gli altri per lui.   
  “Quindi, pertanto, di conseguenza, come, quando e perché,  Indignatos o incazzatos, o come cavolo vorrete altrimenti chiamarvi”, suggerisce l’Adele:“calma e sangue freddo. Respirate a fondo, lungamente, e - una volta rasserenati - nello scendere in piazza per esternare le vostre giuste ragioni, assicuratevi prima contro i servizi di sicurezza istituzionali istituzionalmente incapaci di assolvere i propri compiti, semplicemente pretendendo come inderogabile premessa che la Criminalità Consuetudinaria socialmente organizzata si corregga trasformandosi in Legalità e Giustizia, pretendendo cioè che l’Organizzazione sociale di Disuguaglianza Economica relativa  dopo il passaggio obbligato nel pluralismo sintomatico, la Democrazia Negativa Invertita, la Democrazia simulata, trascenda ora senza ulteriore indugio in Democrazia reale: l’Organizzazione universale di Eguaglianza Economica assoluta, la Società per Azioni Umane sulla Terra.      
  
 E, scusate se è poco!, conclude con il suo più ammaliante sorriso. Soprattutto riflettendo sul significato di “stato di necessità” rapportato allo Status Quo. 
   Perché, lo sapete. La Cultura dell’Universo è esplicita, luminosa, chiara e inequivocabile sull’argomento, d’altra parte come in ogni argomento.
    E’ proprio così. Non è facile amare i propri nemici. Ma qui si tratta di amare il bruco, la zavorra, il rifiuto, l’immondizia, la merda e i suoi stronzi, i quali,  semplicemente, ci precedono pro-tempore al servizio del Male Perfetto e, semplicemente, rendono possibile l’opposto avvento del Bene Infinito; e, faticosamente, disperatamente, dolorosamente, ci costruiscono la strada per il volo perenne verso la sanità, l’immortalità e una sconfinata giovinezza.
    Ed è allora facilissimo amarli, dunque e comunque per sempre; anzi lo si deve, è necessario se da loro, per sempre, nasciamo semplicemente farfalla, cielo, sole, luce, aurora, intelligenza, amore, Spazio Infinito, Materia Che Vive, Universo, PIENA GIOVINEZZA…Vitaaa!!! 
    Grazie, grazie, grazieee!!!  Senza di loro, Spirito immondo, Tenebra, Notte, Insanità, Analfabetismo Intellettuale, Spazio Finito, Morte, ecco…non saremmo qui.
  Ma ecco la decisione del dilemma amletico del lascio o non lascio del Da Dietro Le Quinte  al Palcoscenico del Paese Campione: lascio! Solo pro-tempore ovviamente. Daremo il governo in appalto.  
    I corvi si agitano frenetici sul ramo. Governo tecnico di transizione o elezioni anticipate? Non si sa: attendere gli eventi. Il vaso della crisi trabocca con l’ultima goccia che manda a scatafascio i giochetti della politica negativa invertita e della borsa. Forse si sta brigando per mandare qualcuno al posto di un politico, per esempio un economista –j9 o comunque un sintomo campione di chiara fama (pare ce ne sia uno  all’uopo nominato senatore a vita), per prendere provvedimenti “impopolari” contro i cittadini meno abbienti, i lavoratori, i pensionati  e i disoccupati, che i politici veri e propri non si sentono di assumere direttamente temendo per l’appunto “l’impopolarità”.  E , d’altra parte, lo stesso Da Dietro Le Quinte Al Palcoscenico è tornato dietro le quinte, giacchè  sembra difficile combattere le rendite finanziarie quando i fini del business della crisi vanno in tutt’altra direzione.
     Il business si crea sul debito, perché il denaro materiale, anzi più esattamente il denaro fisico poiché ci stiamo riferendo al contesto –j9, non esiste.
E’ esistito quando c’erano le monete d’oro come merce di scambio in rapporto con le altre merci. Secondo la “controeconomia” (posizione critica del mondo economico Geinove Negativo sotterraneo in contrapposizione agli esiti e all’operato disastroso degli economisti tradizionali appartenenti alla stragrande maggioranza), oggi il denaro bancario rappresenterebbe circa l’11% della massa monetaria virtuale, i titoli del debito pubblico il 13% e i derivati il 75%; e sono tutti strumenti fondati sul debito che fruttano una massa tale di interessi che supera ormai la produzione mondiale annuale del Pil.     
   “Il meccanismo perverso degli interessi. Lo strozzo, per essere più chiari.”, sintetizza Adele: “perché l’espandi e comprimi dell’Economia Negativa Invertita, di fatto ricalca in laboratorio la dilatazione-contrazione del  moto della relatività ai fini dell’oscillazione e della rotazione sul proprio asse dell’Ordine Cosmico Negativo Invertito ex universo omonimo ”.     
   Quindi, si prospettano tempi sempre più bui ed è perfettamente inutile insistere a parole contro le banche e i politici, definendo le prime con aggettivi dispregiativi irripetibili e i secondi come loro camerieri, mentre si sprecano elogi e riverenze per il governo tecnico di chiara fama che verrà, dimenticando che nel Mondo alla Rovescia i primi della classe con in testa quelli di chiara fama, risultano inevitabilmente i peggiori, i più rispetto ai meno delle graduatorie del Male Perfetto.  
   Però, tranquilli, siamo in uno stato di diritto.
  Certamente, conferma Adele: “Peccato però che trattasi di indiritto, ossia del  diritto di non esistere, il diritto della Morte. Perché il Diritto alla Vita non sussiste. Ricordate? La Voce  del Primo Cristianesimo risorge imperiosa dal Golgota. Nessuno Stato ha il diritto di esistere, se ha bisogno di sostenersi per mezzo dell’Ingiustizia!!!”.   



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IL MATRIMONIO BUROCRATICO, OVVERO PAROLISI & LE SOLDATESSE




   Se Melania fosse stata affogata nella vasca da bagno, si poteva individuare senza ombra di dubbio nel marito militare il sicuro colpevole, considerando che la tecnica specialistica militare sull’affogamento delle vittime nelle vasche da bagno (delle mogli, dei mariti o di chiunque altro)  non può che basarsi sulla pratica più semplice e di maggiore successo omicidiario: bisogna sdraiare la vittima nella vasca, prenderla per  i piedi e sollevare le gambe con forza  fino a che la testa non finisca sott’acqua e ci resti.   
    Il relativo processo  giudiziario in iter progressivo mediatico, ormai lo conoscono tutti e in tutte le sue sfaccettature, in tutti i suoi dettagli e specialità a suo tempo quotidianamente strombazzati sui notiziari, sui quotidiani e in Tivù con il contorno desolante e odiosamente reiterativo degli ospiti blateranti, sempre gli stessi, ma con la consolazione che se anche venissero cambiati da Caio a Tizio, da Sempronio a Pincopallino o a Vattelapescachi, i baubaubaublablabla sarebbero sistematicamente i medesimi, trattandosi per di più di Aborti e Rifiuti Umani Vip, cioè di persone fisiche simulate umane rientranti nella categoria dei sintomi presi per campione .  
   Ma è la premessa che forse pochissimi conoscono. E la premessa si evince nel titolo del presente articolo che intende spezzare una lancia in favore delle soldatesse e dell’esercito italiano, le quali e il quale  – rispettivamente – non sono poi quelle gran puttane e quel gran casino a cielo aperto, che i servizi mediatici vorrebbero farci credere per vendere carta straccia e odience ai poveracci minorati che gli stanno dietro senza capirci un acca sia per propria affezione che per quella mediatica presa per campione al mercato della comunicazione stracciata.  
   Il fatto è che nella vita di Parolisi non c’era - come non c’è in atto (nonostante la condanna all’ergastolo) - nulla di definitivo.
   Di definitivo, e di certo, sulla Terra, c’è soltanto la morte.  La storiella del povero padre di famiglia insidiato dalle “sfascia famiglia”, non è più di moda. 
Per le soldatesse, Parolisi, in quanto vivo e respirante, era un collega fisicamente e sentimentalmente libero e disponibile come un qualsiasi single, stante che anche il matrimonio burocratico, cerimoniale o notarile, come  il matrimonio di fatto evinto dalla convivenza, si può oggi facilmente sciogliere grazie al divorzio illimitatamente, importando un cambiamento di vita allo stesso modo di un semplice trasferimento di residenza anagrafica o di fatto da una località all’altra, per cui - poiché in entrambi i casi non ci sono limiti -  non c’è niente di diverso.
    E’ pertanto in questo contesto che va interpretato il comportamento delle soldatesse: il mondo delle regole.
     Seguendo la moda dei “tempi moderni”, ciascuna soldatessa è costretta ad andare a letto con tutto il reggimento per trovare l’uomo della sua vita (militare) e, quando finalmente lo ha trovato, si fidanza, va a conviverci e siamo al matrimonio di fatto, cioè alla fase A)(Alfa)
   Dopo qualche tempo passa alla fase B) (Beta), e si sposa burocraticamente in osservanza alla prassi regolamentare cerimoniale o a quella notarile; quindi dopo un paio di mesi passa alla fase G (Gamma) e divorzia riacquistando lo stato di single.     
   Perciò le soldatesse, militarmente addestrate all’osservanza dei manuali, dei regolamenti e degli ordini, non trovavano niente di trasgressivo nel collega, ma venivano sollecitate dall’atteggiamento assai poco definitivo di un amletico Parolisi, disinvoltamente brancolante tra famiglia, caserma e soldatesse, che ne lasciava intendere la disponibilità a tutti i possibili cambiamenti di vita consentiti dalle regole.
    Secondo l’Adele, ciò ci permette dei paragoni e delle similitudini molto curiosi. Prendendone uno a caso, vi ricordate di quel tizio che correva in bicicletta quando gli venne letteralmente staccata la testa dal resto del corpo a causa di una spranga di ferro sporgente da un camion, e che per forza di inerzia continuava a pedalare come se niente fosse?
   Adele ci racconta la storia di un suo compagno di scuola. Un certo Maurizio detto Mauri. Cosa c’entra direte voi con il tizio senza testa? C’entra c’entra eccome, ve ne accorgerete tra poco. Un po’ di pazienza.
   Mauri, tempo fa, una sera, stava davanti al monitor del computer di casa navigando su internet, quando arrivano i suoi genitori, entrambi insegnanti al liceo, e i due genitori litigavano come al solito, ma questa volta erano talmente incazzati uno con l’altro che sembravano vicini a venire alle mani.
“E questa volta, qual’era la ragione del litigio?”, gli chiedo.
“Ma che ti frega?” Mauri è’ seccato di dover ricorrere ai dettagli.
“Per una migliore chiarezza del quadro”, gli preciso.
“Mia madre aveva un amante, un collega credo, ed erano arrivati al punto di dover decidere il proprio futuro, perché anche papà ci aveva l’amica che però non era disponibile a lasciare il marito e la sua famiglia, mentre l’amante di mamma era divorziato”.
“E allora?”.
“Allora toccava a mamma decidere il loro futuro. Doveva scegliere tra papà e la nostra famiglia e il suo amichetto”.
“Davvero curioso per una moglie per di più burocratica. La scelta è da single”.
“Perché?”.
“Perché i single in quanto single non possono fare parte di una coppia, dato che nel momento stesso in cui fanno parte di una coppia non sono più single, non ti pare?
“Certo che no”.
Mauri non sembra però molto convinto. Perciò Adele insiste: “Voglio dire che la scelta c’è stata quando tua madre e tuo padre hanno deciso di formare una coppia e di non essere più single. E invece…”.
“Invece cosa?”
“E invece mi stai raccontando che vivevano da single in una coppia”.
“Proprio così”.
“Erano una coppia di single, dunque, non una coppia formata da un marito e da una moglie. Se erano soltanto due single che abitavano allo stesso indirizzo come facevano ad essere i tuoi genitori? Bada che ti sto correggendo per migliorare le tue capacità di racconto, non voglio intromettermi nella tua famiglia”.
“Comunque le cose stanno esattamente come te le ho raccontate”.  
“E mi hai detto che tu eri davanti al computer?”.
“Si”.
“E cosa stavi guardando?
“Ma cosa c’entra?”.
“Per migliorare il tuo racconto. I particolari sono importanti”.
“Bè, mi avevano regalato in quei giorni un nuovo gioco fighissimo e me lo stavo sparando”.
“A me i giochi col computer fanno schifo”.
“A me no, io me li godo”.
“Continua”.
“Mia madre diceva che papà, fino a quando lei non avrebbe deciso, doveva dormire sul divano. Non voleva condizionamenti che potessero influenzarla facendole sbagliare la scelta”.
“Perché, dormire insieme nel lettone matrimoniale, influenza le scelte?”
“In quel caso pare di si. Ad ogni modo, per circa un mese hanno dormito separati”.
“E quand’è che hanno ripreso a dormire tutti e due nel lettone?”
“Quando si sono rimessi insieme”.
“Quindi è così che è successo”.
“Non proprio. Mamma ha deciso di restare con papà, questo si. Però non se l’è sentita di lasciare l’amante. Ha detto di non essere pronta e che ci vorrà un po’ di tempo”.
“E a tuo padre è andata bene?”
 “Si è dovuto accontentare per le stesse ragioni che hanno convinto mamma a scegliere di restare con noi!
“E quali sarebbero queste ragioni?”.
“I soldi. Mamma e  papà hanno in comune il conto in banca, il mutuo di casa, il bancomat, la carta di credito.  Tutto insomma. Il divorzio li avrebbe messi a terra economicamente”.
“Quando lo hai saputo, eri ancora davanti al computer?”
“No, quella sera (è stato di sera) stavo guardando la televisione”.
“Ah…si, O.k., e che programma guardavi?”.
    Mauri aveva capito l’importanza del contorno narrativo e non fece obiezioni. Rispose che lui si stava godendo una puntata di Vampire Diaries II che in America è uno dei migliori sceneggiati in circolazione sui vampiri e ha ricevuto un sacco di premi.
    Mentre pensava che nel Paese Campione i migliori sceneggiati sui vampiri circolassero in parlamento, al governo, in televisione, nei libri, nei giornali,  in tribunale, in chiesa, a scuola, in caserma, nell’istituzione x,y o zeta, oppure intitolata a Tizio, Caio Sempronio o Vattelapescachi  e in altri luoghi analoghi in cui ci si rappresenta e/o ci si premia vicendevolmente, Adele gli spiegò che probabilmente sua madre era una inguaribile single compulsiva, forse temeva che un nuovo rapporto stabile – indipendentemente che fosse di fatto o burocratico - le avrebbe imposto il rapporto di coppia in modo esclusivo, impedendole di conservare il suo stato di single. Secondo lei c’è sempre il rischio di trovare qualcuno che pensa di mettere la famiglia davanti agli interessi individuali. Tuttavia,  non era stato questo ad aver deciso la sua scelta, ma l’economia.
“Quindi la Vecchia ha colpito ancora”, soggiunse per concludere il commento. 
“Quale Vecchia?”.
“L’organizzazione sociale, la Criminalità Consuetudinaria Socialmente Organizzata, l’Organizzazione Sociale di Disuguaglianza Economica relativa.  E’ sempre a lei che spetta l’ultima parola: in fondo è lei che decide”. 
     E gli spiegò  che quando la Vecchia decide nel rapporto di coppia, spesso prima dell’economia c’è il sesso, che l’amore di coppia esalta se vero amore che va oltre l’individualità e il degrado, e disubbidendo all’individualità e al degrado discendente dall’Organizzazione dell’A e del Per delinquere, l’amore vero  disubbidisce pertanto alla Vecchia, per la quale il sesso è un mero bisogno fisiologico individuale simile al pisciare e fare la grossa in gabinetto.
    Perché per la Vecchia è qui che nasce la socializzazione:  l’atto sessuale senza vero amore è simile al rinunciare all’intimità e al decoro personale per andare a pisciare e a cagare in coppia!
“Che schifo!”, commentò Mauri.
“Già”, convenne Adele:”E’ incivile, certo, ma la Vecchia, che peraltro è la schifezza personificata,  risulta esattamente la dispensatrice della corruzione, del degrado e dell’Inciviltà: con lei i tempi moderni significano corruzione, degenerazione e regressione fino al ritorno all’albero e alle caverne”. 
“Però a volte si possono amare contemporaneamente più persone no? L’ho visto in un film”, disse Mauri:”C’era una tizia che amava allo stesso modo due maschietti e a loro andava bene così. E poi anche i miei genitori parlavano di sentimenti allargati”.
“A si? E come può succedere secondo te?”
“Perché c’hanno un cuore così”. Sollevò le mani  in un gesto eloquente, le tenne a distanza in parallelo allargando i rispettivi pollice e indice. 
“Non fare gesti volgari”, lo rimproverò Adele ridendo.  
   “La maggiore difficoltà per la coppia esclusiva, risiede nella lingua”, soggiunse riprendendo il filo principale del discorso e sorprendendo Mauri:”Perché un rapporto di coppia esclusiva palindromo, cioè che si possa leggere in entrambi i versi, da sinistra a destra e da destra a sinistra, sicuramente dura di più. Nella Lingua Madre di Cultura dell’Universo, di palindromo c’è per esempio il numero otto scritto in lettere; e nella lingua inglese ci sono molti nomi di persona palindromi. Anche “Otto” lo è. Un altro nome di persona palindromo molto comune, è Asa”.
“Mai conosciuto nessuno con questo nome”,disse Mauri.
“Ad ogni modo, sai quanti millenni ci sono voluti affinché la Scimmia Parlante, dalla promiscuità bruta dell’albero e della caverna – e stiamo parlando di ammucchiata - raggiungesse quel minimo di civilizzazione che le consentisse l’istituzione del rapporto di coppia prima allargata e infine esclusiva?”.
   Mauri non lo sapeva.
“Non importa”, disse Adele: “Tanto che cambia?”  
“Cambia invece, cazzo! Io vorrei saperlo”.
“Allora fattelo spiegare dai tuoi i quali, a quanto mi dici, sono dei veri esperti in ammucchiata oppure c’hanno un cuore così”.   
Mauri sembrava offeso: “Adesso esageri. Loro hanno soltanto rinunciato a un po’ della propria intimità”.
“Perciò vanno a pisciare e a cagare in compagnia  dei rispettivi amichetti?”.
“A quanto pare si”, ammise Mauri rassegnato.
    Adele fu perciò costretta a spiegargli un po’ di Cultura dell’Universo e a fornirgli se non una prima  lezione, almeno una infarinatura a grandi linee di Alta Economia e di Diritto Reale - l’Ordine universale positivo rivoluzionario contrapposto all’Ordine negativo invertito delle Nazioni -  una specie di biglietto da visita promozionale;  e adesso Mauri è sicuramente qui a divertirsi con lei ascoltando i paragoni più azzeccati.   
     Ebbene, il corpo senza testa che, per forza di inerzia, continua a pedalare, non ci ricorda forse la Criminalità Consuetudinaria Socialmente Organizzata e Istituzionalmente Regolamentata di ciascuna Nazione?         
    In questi giorni, nel Paese Campione, circola la dissennata preoccupazione che, se mai dovesse cadere il governo, in attesa degli esiti delle nuove elezioni si resterebbe “senza guida governativa” proprio in un periodo di profonda crisi economica, quando si sa benissimo che sono per l’appunto i governi e la politica di connotazione negativa invertita a provocare le crisi, e che nel lasso di tempo intercorrente dalla caduta del governo agli esiti delle elezioni anticipate tutto continuerebbe ad andare avanti burocraticamente per forza di regole, ossia per inerzia istituzionale, come il ciclista senza testa che rende benissimo l’dea dell’Organizzazione sociale di Disuguaglianza Economica relativa; e, forse, si starebbe un po’ in pace per un certo tempo, senza sentire parlare di politici e dei loro bisticci riguardanti la spartizione del bottino da essi arraffato, dato che risulta esclusivamente questo il loro compito rispetto alla comunità: compito perfettamente ininfluente per la reiterazione motoria -j9, come dimostrato dalla mancanza della testa del ciclista pedalatore inerziale.      
    E, naturalmente, Adele, incisiva e illuminante come sempre, prosegue senza sosta, senza alcun condizionamento, senza curarsi di andare fuori tema (lei, giustamente, se ne frega altamente del giudizio dei prof della scuola superiore di Bassa Cultura o di qualsiasi altra componente del mondo omonimo), perché nello scandaglio di ogni verità il tema è infinito e le sue parole sono lame taglienti.
   Solleva la spada fiammeggiante della Vita contro tutto e contro tutti, contro l’Usurpazione della Terra, e contro l’Usurpazione della Terra invita a risollevarsi dagli effetti devastanti dell’ultimo business della crisi – che gli stessi responsabili della crisi dichiarano senza precedenti -  ricorrendo all’unico rimedio disponibile anch’esso senza precedenti, al Pubblico Registro dei Patrimoni e, naturalmente, al negativo invertito, inascoltabile e invisibile per i sotterrati, per i sordi e per i ciechi del Mondo alla Rovescia.
    Insieme alla Madre è la più vicina alla Voce risolta dal Golgota, alla Voce imperiosa che dal Delitto della Croce inascoltabile e invisibile si irradia contro tutto e contro tutti, contro l’Usurpazione della Terra.  
   La conduzione di un Paese da parte di politici e governanti incapaci di intendere e di volere nell’esercizio delle proprie funzioni, corrisponde forse alla presenza di una testa in un corpo sociale? 



(S.V. "NOTIZIE DALL'UNIVERSO E DINTORNI - Rubrica d'informazione avanzata -"  A full rights reserved Copyright © By Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli.  Official Page Facebook: "Sergio Valli Roma". N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)   

L. P. LUCE PERPETUA




   D’estate, al mare, uscendo dall’acqua dopo una lunga nuotata, se ci si potesse guardare allo specchio si vedrebbe il nostro corpo luccicare al sole e, allargando le braccia, vederle aprirsi scintillanti come ali di angelo.
   Invece ad Adele succede sempre, ogni qualvolta esce dalla doccia. Lei non ha bisogno dell’estate, del mare e del sole. E’ lei l’estate, il mare, il sole, mentre scuote le gocce d’acqua dalla capigliatura bagnata e allarga le grandi ali di angelo; e chi ha la fortuna di ammirarla non riesce a trattenere le fitte di tenerezza e la grande  commozione per la luminosità  quasi accecante che da lei si sprigiona.     
  Ma ovviamente nessuno avrà mai questa fortuna, perché Adele, se avvertisse la presenza di estranei, si precipiterebbe rapidissima, sospinta da una fulminea esplosione di vento astrale, a nascondersi sotto l’abito simulato indossando in un lampo l’uniforme sgraziata e deformante di adolescente sfigata.
   Quel giorno il rumore cupo del silenzio l’aveva svegliata prima dell’alba e, subito dopo la doccia e la colazione ed essersi accuratamente camuffata e truccata con mascara, rimmel, piercing e tutto il resto, si ritrovò fuori di casa in fila tra i cadaveri ambulanti del primo mattino, i pendolari della prima ora. Più tardi si sarebbero aggiunti gli impiegati dei ministeri e mescolati tra gli studenti  i prof delle scuole medie e delle superiori.                                                                              
   Nel Paese Campione, all’accanimento terapeutico contro i malati e a quello burocratico contro i cittadini inteso a renderli nulli e passivi come automi, si affianca  l’accanimento giudiziario contro gli innocenti (che tali sono tutti i cittadini prima della condanna definitiva),  l’accanimento fiscale contro i meno abbienti per far pagare come al solito ai poveri l’agio della loro miseria, l’accanimento mass-mediatico, l’accanimento scolastico, l’accanimento politico, l’accanimento governativo, l’accanimento legislativo, religioso, accademico, artistico, scientifico, tecnologico, pubblicitario, militare, propagandistico, intrattenimentistico…
   Capofila è naturalmente l’accanimento usurpativo del Male Perfetto, il cui compito essenziale è quello di guidare verso il baratro tutte le variegate componenti planetarie del mondo codificato Geinove Negativo.  
   E’ davvero strano che Adele La Svitata, adolescente Sfigata, Valchiria, Animatrice di Cultura dell’Universo, Assistente di Produzione  eccetera  eccetera, non in superficie naturalmente, ma in profondità, nei suoi contenuti, ci ricordi stranamente in alcune occasioni L. P., personaggio chiave del Libro  Madre Materia, opera fondamentale di Cultura dell’Universo insieme al successivo elaborato “Ufo, La Ragione Unitaria”.
    Lei stessa ne è consapevole quando, confrontandosi con il Mondo Basso e con la sua omonima natura, ammette di essere scaturita da qualcosa di meravigliosamente sopranaturale.
    La sfiga è una leggenda scolastica, d’accordo, ma è da li che arriva la diceria perché, ammettiamolo, confessiamolo, ci conferma  Adele, non è che venivo chiamata alla cattedra per essere interrogata approfittando della strana coincidenza con la mia impreparazione occasionale,  perché alla fine impreparata io lo ero sempre secondo i criteri dei prof di Cultura Negativa Invertita i quali, imponendo il nozionistico baubaubaublablablabababababababa  della Cultura Bassa, cercavano in tutti i modi di indebolire il mio sistema immunitario contaminando le mie difese intellettuali, per essere più chiari l’embrione della mia personalità umana, la mia anima indirizzata verso la sanità, l’immortalità e la piena giovinezza, per spegnerne la  luce e relegarla quale aborto e rifiuto umano, nell’opposto mondo delle copie conformi e dei ricalchi.
        Ad ogni modo, con il passare del tempo, la vita a scuola diventava sempre più precaria. Ogni giorno Adele scopriva nuovi pericoli e la scuola era diventata per lei una  vera e propria minaccia,quando aveva acquistato la consapevolezza di tutti i bacilli e batteri intellettuali in agguato nelle aule, in sala professori, nei corridoi, in presidenza, in segreteria, in bidelleria e perfino nella palestra dell’’istituto scolastico.
   Assistere alle lezioni, studiare e fare i compiti a casa, era diventata una vera e propria sfida tra la sua sanità intellettiva e l’esercito di malattie che, sicuramente, se non fosse stata attenta, le avrebbero inferto la morte cerebrale lenta e dolorosa prevista per gli aborti e per i rifiuti umani.
    L’ambiente scolastico era diventato minaccioso e pericoloso come non mai, ma anche le superfici aperte erano indubbiamente pericolose quando vi arrivavano le voci dei passanti o delle televisioni dai vicini condomini.
   L’unico ambiente su cui potesse esercitare un qualche controllo era il cielo, ma mentre erano previsti dei passaggi o percorsi agevolati per ciechi, invalidi della deambulazione  e altre persone disabilitate, non c’era niente per la sanità.
   E arrampicarsi sui terrazzi, in cima alle scale o sui tetti, non offriva nessuna garanzia  che si sarebbe poi arrivati ai piedi del cielo.
   Curiosamente, l’unico ambiente adolescenziale in cui sentirsi al sicuro, era il gabinetto degli alunni, mentre da quello dei prof  bisognava stare alla larga, per cui c’era perfino da sospettare che per mantenersi sana potesse vivere il resto della sua vita senza uscire dì lì.
    E c’era anche d’aspettarsi che se non si fosse dedicata agli studi di Cultura dell’Universo e alla produzione dei Notiziari, nel prosieguo della sua esistenza letteraria o reale, forse non avrebbe mai saputo se il mondo ci fosse ancora o no là fuori.
   Chissà…In ogni caso, andava a scuola e partecipava alle lezioni scolastiche di Bassa Cultura con il cuore che le batteva forte per il pericolo che correva. Metaforicamente, ogni giorno, di ritorno a casa, spolverava, lavava, sterilizzava e metteva ordine metodicamente alla sua anima,  cercando di non pensare alla grande quantità di organismi infettati dal Grande Flagello, e se riceveva visite non vedeva l’ora che gli estranei se ne andassero, per correre a mettere in pratica tutte le operazioni di disinfestazione dai virus e dai terribili germi che l’avevano contaminata, di cui aveva preso mentalmente nota.
   Non poteva neppure accendere la televisione o leggere un qualche libro ricreativo, temendo di venirne infettata, quando finalmente un bel giorno si ritrovò, assolutamente immunizzata, illuminata come in una radiosa esplosione di luce viva, al centro della Terra, Animatrice di  Cultura Alta e Assistente di produzione dei Notiziari.
   Era così riuscita a raggiungere quel cielo a cui da tempo aspirava. 

    
  
    
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